CASSANDRA CLARE.

CITT DI VETRO.

Ciclo SHADOWHUNTERS 3.

Parte 1.

Titolo originale: The Mortal Instruments. City of Glass. 2009.
Traduzione di: Maria Cristina Leardini.
A. Mondadori Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Clary era convinta di essere una ragazza come mille altre, e invece non solo  una
Shadowhunter, una Cacciatrice di demoni, ma ha l'eccezionale potere di creare rune magiche. Per
salvare la vita di sua madre, ridotta in fin di vita dalla magia nera di suo padre Valentine, Clary si trova
costretta ad attraversare il portale magico che la porter nella Citt di Vetro, luogo d'origine ancestrale
degli Shadowhunters, in cui entrare senza permesso  proibito. Come se non bastasse, scopre che Jace,
suo fratello, non la vuole laggi, e Simon, il suo migliore amico,  stato arrestato dal Conclave, che non
si fida di un vampiro capace di sopportare la luce del sole. Con Valentine che chiama a raccolta tutti i
suoi poteri per distruggerli, l'unica possibilit de Shadowhunters  stringere un patto con i nemici di
sempre: i Figli della Notte, i Nascosti e il Popolo Fatato. E mentre Jace si rende conto poco a poco di
quanto sia disposto a rischiare per Clary, lei deve imparare a controllare al pi presto i suoi nuovi
poteri. L'amore  un peccato mortale... forse, e i segreti del passato rischiano di essere fatali.
 Io non sono un angelo, Jace  ripete Clary.  Non restituisco i libri in biblioteca. Scarico
illegalmente musica da Internet. Racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.  Non per
me.  Jace la guard. Il suo viso era sospeso contro un fondale di stelle.
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L'autrice.
Cassandra Clare  nata a Teheran e ha vissuto i primi anni della sua vita in giro per il mondo
con la famiglia. Dopo aver lavorato come giornalista tra Los Angeles e New York, ora si  fermata a
Brooklyn, dove scrive i suoi libri nei caff e nei ristoranti, perch a casa si distrae.
Per Mondadori ha gi pubblicato
Shadowhunters - Citt di Ossa
Shadowhunters - Citt di Cenere
Shadowhunters - Citt di Vetro
Shadowhunters - Citt degli angeli caduti
Shadowhunters - Le origini -L'angelo
che hanno appassionato tutti gli amanti dell'urban fantasy.
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A mia madre. Conto solo le ore serene.
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Lungo  il cammino, e duro, che dall'inferno ci spinge alla luce.
JOHN MILTON. Il paradiso perduto. Libro Secondo.
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Parte prima.
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LE SCINTILLE VOLANO IN ALTO.
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 l'uomo che genera pene,
come le scintille volano in alto.
GIOBBE, 5:7.
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Capitolo 1.
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IL PORTALE.
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L' ondata di freddo della settimana precedente era passata e il sole brillava allegramente mentre
Clary attraversava in fretta il giardino polveroso davanti alla casa di Luke, col cappuccio del giubbotto
tirato su per impedire al vento di soffiarle i capelli in faccia. Faceva caldo, ma il vento che veniva
dall'Est River sapeva essere ancora feroce: portava con s un lieve odore chimico, mescolato a quello di
Brooklyn di asfalto e benzina e a un sentore di zucchero bruciato che veniva da una fabbrica
abbandonata, in fondo alla via.
Simon l'aspettava sulla veranda, buttato su una poltrona sfondata. Aveva il Nintendo DS in
bilico sulle ginocchia fasciate dai jeans e con grande impegno lo stava tempestando di colpetti di stilo.
 Punto!  esclam quando Clary sal i gradini.  Sto distruggendo Mario Kart.
Clary si abbass il cappuccio, scroll indietro i capelli e si frug in tasca in cerca delle chiavi.
 Dov'eri finito?  tutta la mattina che ti chiamo.
Simon si alz infilando il Nintendo nella borsa a tracolla.  Ero da Eric, per le prove con la
band.
Clary smise di armeggiare con la chiave nella toppa (si incastrava sempre) per lanciargli
un'occhiata di traverso.
 Le prove con la band? Vuoi dire che sei ancora...
 Nella band? Perch non dovrei?  Si avvicin.  Da' qua, faccio io.
Clary non si mosse, mentre Simon girava la chiave con quel tanto di pressione che serviva a far
scattare la vecchia serratura cocciuta. Le mani di Simon sfiorarono le sue: erano fresche, la pelle aveva
la temperatura dell'aria. Clary rabbrivid appena. Avevano chiuso il loro tentativo di relazione
romantica solo da una settimana, ma lei si sentiva ancora confusa, quando lo vedeva.
 Grazie.  Riprese le chiavi senza guardarlo.
Nel salotto faceva caldo. Clary appese il giubbotto a un gancio dell'ingresso e si diresse verso la
camera dove dormiva, seguita da Simon. Aggrott la fronte: la sua valigia era aperta sul letto come una
conchiglia marina e c'erano vestiti e album da disegno sparsi ovunque.
 Ma non devi restare a Idris solo un paio di giorni?  le chiese Simon, contemplando il
disastro con un'aria di lieve sgomento.
 Infatti, ma non riesco a decidere che cosa mettere in valigia. Gonne e veri vestiti
praticamente non ne ho. E se non potr mettermi i pantaloni?
 Perch mai?  un altro paese, non un altro secolo.
 Ma gli Shadowhunters sono cos all'antica. E Isabelle mette sempre dei vestiti...  Clary
s'interruppe e sospir.
 Lascia stare. Sto solo proiettando sul mio guardaroba tutta l'ansia che ho per mia mamma.
Parliamo d'altro. Come sono andate le prove? L'avete trovato, il nome della band?
 Le prove, bene.  Simon si sedette sulla scrivania con le gambe penzoloni.  Stiamo
pensando a un nuovo motto. Qualcosa di ironico tipo "Ve le abbiamo suonate e ve le suoneremo
ancora".
 Hai detto a Eric e agli altri della band che...
 Che sono un vampiro? No. Non  il genere di cose che si buttano l in una chiacchierata.
 Forse no, ma loro sono i tuoi amici. Dovrebbero saperlo. E poi, penseranno solo che ti faccia
pi divo del rock, come quel vampiro Lester.
 Lestat  la corresse Simon.  Si chiama Vampire Lestat. Ma lui  finto. Comunque, non
mi pare di averti vista correre da tutti i tuoi amici a dire che sei una Cacciatrice, una Shadowhunter.
 Quali amici? Sei tu il mio unico amico.  Si butt sul letto e guard Simon.  E a te l'ho
detto, no?
 Perch non avevi scelta.  Simon la osserv piegando di lato la testa; la luce sul comodino
creava sui suoi occhi riflessi argentati.  Mi mancherai, quando sarai via.
 Anche tu  disse Clary. In realt era tutta un formicolio di tensione e di aspettativa, e le era
difficile concentrarsi. Sto per andare a Idris!, cantava la sua mente. Vedr la patria degli
Shadowhunters, la Citt di Vetro. Salver mia madre.
E sar con Jace.
Gli occhi di Simon ebbero un guizzo, come se avesse sentito i suoi pensieri, ma il suo tono di
voce rimase dolce.  Spiegami di nuovo perch proprio tu devi andare a Idris. Perch non se ne
possono occupare Madeleine e Luke?
 L'incantesimo che ha ridotto mia mamma in quelle condizioni  stato fatto da uno stregone,
Ragnor Fell. Madeleine dice che dobbiamo ritrovarlo per farci dire come invertire l'incantesimo. Ma
Ragnor Fell non ha mai visto Madeleine. Per conosceva mia mamma e, secondo Madeleine, si fider
di me perch le assomiglio molto. E Luke non mi pu accompagnare: potrebbe venire a Idris, ma a
quanto pare non pu entrare ad Alicante senza il permesso del Conclave, che non glielo concederebbe.
Non dirgli niente, per favore, non  affatto contento di non poter venire con me. Se non conoscesse
Madeleine dubito che mi avrebbe lasciato partire.
 Ma ci saranno anche i Lightwood. E Jace. Ti aiuteranno loro. Jace ha detto che ti avrebbe
aiutata, no? Insomma, non gli dispiace che tu vada con loro, giusto?
 Certo che mi aiuter  rispose Clary.  E non gli dispiace per niente. Per lui non c'
problema. Ma questa, Clary lo sapeva bene, era una bugia.
Clary era andata dritta all'Istituto, dopo aver parlato con Madeleine all'ospedale. Jace era stato il
primo al quale aveva rivelato il segreto di sua madre, prima ancora che a Luke. Lui l'aveva ascoltata,
immobile, guardandola fisso e facendosi sempre pi pallido: sembrava che Clary non gli stesse dicendo
come si poteva fare per salvare sua madre, ma gli stesse prosciugando il sangue nelle vene con sadica
lentezza.
 Tu non vai da nessuna parte  le disse alla fine.  A costo di legarti e restare seduto sopra
di te finch non ti sar uscito questo grillo dalla testa, tu non andrai a Idris.
Fu come uno schiaffo. Clary pensava che Jace sarebbe stato contento. Aveva fatto tutta la strada
dall'ospedale all'Istituto di corsa, per dirglielo, e invece eccolo l, in piedi sulla soglia, a fissarla cupo
con un'aria da funerale.  Voi per ci andate  aveva replicato lei.
 S, noi ci andiamo. Ci dobbiamo andare. Il Conclave ha richiamato a Idris tutti i suoi membri
attivi per tenere un Consiglio generale e decidere cosa fare con Valentine. E dato che noi siamo gli
ultimi ad averlo visto...
Clary liquid il discorso con un gesto della mano.
 Quindi, se andate voi, perch non posso venirci anch'io?
Quella domanda cos diretta sembr irritarlo ancora di pi.  Perch l non saresti al sicuro.
 Ah, qui invece sono al sicuro, vero? Ho rischiato di morire almeno una decina di volte,
nell'ultimo mese, e sempre qui, a New York.
  perch Valentine si stava concentrando sui due Strumenti Mortali che erano qui.  Jace
parlava a denti stretti.  Ora sposter la sua attenzione su Idris, lo sappiamo tutti...
 Non ne siamo sicuri per niente  intervenne Maryse Lightwood. Era rimasta nell'ombra del
corridoio, dietro la porta, non vista da nessuno dei due. Fece un passo avanti, entrando nella luce
dell'ingresso. La luce illumin le rughe di stanchezza che le segnavano il viso. Suo marito Robert era
stato contaminato dal veleno di un demone, nella battaglia della settimana prima, e da allora aveva
avuto bisogno di assistenza continua. Clary poteva solo immaginare quanto Maryse potesse essere
stanca.  E il Conclave vuole incontrare Clarissa. Lo sai anche tu, Jace.
 Al diavolo il Conclave.
 Jace!  lo rimprover Maryse in tono molto genitoriale, tanto per cambiare.  Modera il
linguaggio.
 Il Conclave vuole un sacco di cose  si corresse Jace.
 Non pu averle tutte.
Maryse gli lanci un'occhiata, come se sapesse esattamente di cosa stava parlando Jace e non
apprezzasse affatto.
 Il Conclave ha spesso ragione, Jace.  abbastanza normale che vogliano parlare con Clary,
dopo quello che ha passato. Quello che lei potrebbe dire...
 Gli dir io tutto quello che vorranno sapere  la interruppe Jace.
Maryse sospir e volse i suoi occhi azzurri a Clary.  Dunque tu vuoi venire a Idris, mi pare di
capire.
 Solo per un paio di giorni. Non vi creer problemi  promise Clary con aria supplichevole,
ignorando lo sguardo incandescente di Jace.  Giuro.
 Il punto non  se ci creerai problemi o no. il punto  se vorrai incontrare il Conclave. Loro
vogliono parlare con te, ma se tu rifiuterai, dubito che avremmo l'autorizzazione a portarti con noi.
 Non...  inizi Jace
 Incontrer il Conclave  accett Clary, anche se la sola idea le fece correre un brivido
freddo lungo la schiena. Finora, l'unico emissario del Conclave che aveva conosciuto era l'Inquisitrice,
e non poteva certo dire che fosse stata una piacevole compagnia.
Maryse si sfreg le tempie con la punta delle dita.  Allora siamo a posto.  Lei, per, non
sembrava per niente a posto: la sua voce era fragile e tesa come una corda di violino.  Jace,
accompagna fuori Clary e poi vieni da me in biblioteca. Devo parlarti.
La donna spar nell'ombra da cui era apparsa, senza nemmeno una parola di saluto. Clary la
segu con lo sguardo, con l'impressione di aver preso una secchiata d'acqua gelata in faccia. Alec e
Isabelle erano sinceramente affezionati alla madre, e Clary sapeva che non era una cattiva persona, ma
non si poteva certo dire che fosse una donna affettuosa.
La bocca di Jace era una linea dura.  Ma tu guarda cos'hai combinato.
 Io devo andare a Idris, anche se tu non riesci a capire perch  replic Clary.  Devo farlo
per mia madre.
 Maryse ha grande fiducia nel Conclave  comment Jace.  Lei li crede perfetti, e io non
posso dirle che non  vero, perch...  Si interruppe di colpo.
 Perch  una cosa che direbbe Valentine.
Si aspettava un'esplosione di rabbia, invece Jace disse solo:  Nessuno  perfetto.  Pigi con
l'indice il pulsante dell'ascensore.  Nemmeno il Conclave.
Clary incroci le braccia al petto.  Allora  questo il vero motivo per cui non vuoi che venga
con voi? Perch non sarei al sicuro?
Un guizzo di sorpresa balen sul viso di Jace.  In che senso? Quale altro motivo dovrei
avere?
Clary mand gi un nodo in gola.  Per esempio...  Per esempio, perch mi hai detto che
non provi pi niente per me e, sai,  una cosa molto imbarazzante, perch io invece provo ancora
qualcosa per te. E scommetto che lo sai.
 Per esempio perch non voglio che la mia sorellina mi segua dappertutto?  C'era una nota
tagliente nella sua voce, mezza di scherno, mezza di qualcos'altro.
L'ascensore arriv sferragliando. Clary spinse il cancelletto ed entr, voltandosi a guardare Jace.
 Io non voglio andare a Idris perch ci sei tu. Voglio andarci per aiutare mia madre. Nostra madre. Io
devo aiutarla, capisci? Se non lo faccio, potrebbe non svegliarsi mai pi. Potresti almeno fare finta che
ti importi qualcosa.
Jace le mise le mani sulle spalle. Le punte delle dita le sfiorarono la pelle nuda vicino al
colletto, provocandole inutili e irrefrenabili brividi in tutto il corpo. Jace aveva delle ombre scure sotto
gli occhi, not Clary senza volerlo, e le guance scavate. La maglia nera che indossava metteva in risalto
le sue ciglia scure e la pelle chiara segnata dai lividi. Era uno studio sui contrasti, un soggetto da
dipingere in bianco, nero e grigio, con qualche spruzzo d'oro qua e l, per gli occhi, ad esempio, per
una traccia di...
 Lascialo fare a me.  La voce di Jace era morbida, incalzante.  Posso aiutarla io, al posto
tuo. Dimmi dove devo andare e a chi chiedere. Far io quello che ti serve.
 Madeleine ha detto allo stregone che ci andr io. Lui si aspetta la figlia di Jocelyn, non suo
figlio.
Le mani di Jace si strinsero sulle sue spalle.  Allora dille che c' stato un cambio di
programma. Che ci vado io, non tu. Non tu.
 Jace...
 Far qualsiasi cosa  insistette Jace.  Qualsiasi cosa vorrai, se mi prometti di restare qui.
 Non posso.
Jace la lasci andare, come se Clary lo avesse spinto via.  E perch non puoi?
 Perch  rispose Clary   mia madre, Jace.
 E anche la mia.  La sua voce era fredda.  Perch Madeleine non ci ha contattato tutt'e
due? Perch solo tu?
 Lo sai, il perch.
 Perch per lei  concluse Jace, con una voce ancora pi fredda  tu sei la figlia di Jocelyn,
mentre io sar sempre il figlio di Valentine.
Jace richiuse con forza la porta dell'ascensore. Per un momento Clary lo guard da dietro la
grata di ferro, che gli ripartiva la faccia in rombi metallici. Da uno dei rombi, uno dei suoi occhi dorati
la fissava, acceso nel profondo da una rabbia furiosa.
 Jace...  inizi Clary.
Ma con un sobbalzo e uno sferragliare di ingranaggi l'ascensore si mise in moto, portandola gi,
nel buio silenzio della cattedrale.
 Terra chiama Clary.  Simon le agit le mani davanti agli occhi.  Sei sveglia?
 S, scusa.  Clary, seduta sul letto, raddrizz la schiena e scroll la testa per liberarla dalle
ragnatele. Era stata quella l'ultima volta in cui aveva visto Jace. Quando pi tardi l'aveva chiamato al
telefono, lui non aveva risposto, e Clary aveva programmato il viaggio a Idris con i Lightwood usando
Alec, riluttante e imbarazzato, come figura di riferimento. Povero Alec, incastrato tra Jace e sua madre,
sempre a cercare di fare la cosa giusta.  Hai detto qualcosa?
 Solo che Luke dev'essere rientrato  disse Simon saltando gi dalla scrivania nel momento
in cui la porta della camera si apriva.  Infatti.
 Ciao, Simon.  La voce di Luke era calma, forse un po' stanca. Indossava un giubbotto di
jeans piuttosto liso, una camicia di flanella e un paio di vecchi pantaloni a coste che avevano visto
tempi migliori circa dieci anni prima. Aveva gli occhiali sulla testa, tra i capelli castani che avevano pi
fili grigi di quanto Clary ricordasse. Aveva sotto il braccio una scatola quadrata, legata con un nastro
verde. La porse a Clary.  Ti ho preso qualcosa per il viaggio.
 Non dovevi!  protest Clary.  Hai gi fatto cos tanto...  Ripens ai vestiti che Luke le
aveva comprato, dopo che tutto quello che aveva era stato distrutto. Le aveva persino regalato un
telefonino nuovo e matite e colori per i suoi disegni, senza che ci fosse neanche bisogno di chiederli.
Ora, quasi tutto ci che Clary possedeva era un dono di Luke. E non approvi per niente quel che sto per
fare. Quell'ultimo pensiero rest sospeso tra loro, inespresso.
 Lo so, ma l'ho visto e ho pensato a te.  Le porse la scatola.
L'oggetto che conteneva era avvolto in vari strati di carta velina. Clary la strapp e le sue mani
si chiusero su un tessuto morbido come il pelo di un gattino. Trasal: era un cappottino di velluto verde
bottiglia, vecchio stile, con una fodera di seta dorata, i bottoni in ottone e un ampio cappuccio. Se
l'appoggi sulle gambe, carezzando con delicatezza il tessuto soffice.  Sembra una cosa che
indosserebbe Isabelle  esclam.  Un mantello da viaggio da vera Cacciatrice.
 Esattamente. Vestita cos, sarai pi simile a loro  le disse Luke.  Quando sarai a Idris.
Lei lo guard.  E tu vuoi che somigli a loro?
 Clary, tu sei una di loro.  Il suo sorriso era venato di tristezza.  E poi, sai anche tu come
trattano i forestieri, da quelle parti. Qualsiasi cosa puoi fare per inserirti...
Simon fece uno strano verso e Clary lo guard con aria colpevole: si era quasi dimenticata che
fosse l. Simon guard l'orologio.  Io devo andare.
 Ma sei appena arrivato!  protest lei.  Pensavo di stare un po' insieme, guardare un film,
qualcosa...
 Devi fare le valigie.  Simon le sorrise, luminoso come il sole dopo un temporale. Si
sarebbe potuto credere che non avesse il minimo pensiero.  Passo a salutarti pi tardi.
 Ma dai!  protest Clary.  Resta...
 Non posso.  Il suo tono era categorico.  Mi vedo con Maia.
 Ah, fantastico  comment Clary. Maia, si disse, era simpatica. Era intelligente. Era carina.
Era anche un lupo mannaro. Un lupo mannaro con una cotta per Simon. Ma forse era cos che doveva
essere. Forse era giusto che la nuova amica di Simon fosse una Nascosta. Dopotutto anche lui, adesso,
era un Nascosto. In teoria, non avrebbe nemmeno potuto frequentare una Shadowhunter come Clary.
 Allora  meglio che tu vada.
  meglio di s.  Gli occhi scuri di Simon erano imperscrutabili, e questa era una novit:
finora, Clary era sempre stata capace di leggere i pensieri di Simon. Si chiese se fosse un effetto
collaterale del vampirismo o qualcosa di totalmente diverso.  Ciao  la salut Simon. Si chin come
per baciarla sulla guancia, spostandole i capelli con la mano, ma si ferm e si ritrasse, con
un'espressione incerta. Lei aggrott la fronte, sorpresa, ma Simon se n'era gi andato, passando accanto
a Luke, ancora fermo sulla porta. La porta d'ingresso sbatt in lontananza.
 Si comporta in modo cos strano!  esclam Clary stringendosi al petto il cappotto di
velluto, come a cercare rassicurazione.  Secondo te,  per questa faccenda del vampirismo?
 Non credo.  Luke sembrava leggermente divertito.  Diventare Nascosti non cambia ci
che si prova per le cose o per le persone. Dagli tempo: hai appena rotto con lui.
 Non sono stata io.  stato lui a rompere con me.
 Perch tu non eri innamorata.  una situazione complicata, ma mi pare che Simon la stia
gestendo con molto tatto. Altri, alla sua et, metterebbero il broncio, o ti aspetterebbero per ore sotto la
finestra con uno stereo portatile.
 Luke, lo stereo portatile non ce l'ha pi nessuno. Succedeva negli anni Ottanta.  Clary
scese dal letto e s'infil il cappotto. Lo abbotton fino al colletto, godendosi la morbida sensazione del
velluto.  Voglio solo che Simon torni alla normalit.  Si guard allo specchio e fu piacevolmente
sorpresa dall'immagine riflessa: il verde le metteva in risalto i capelli rossi e le illuminava gli occhi.
Guard Luke.  Che ne pensi?
Luke era appoggiato allo stipite della porta, con le mani in tasca. Un'ombra pass sul suo viso
mentre la guardava.  Tua madre aveva un cappotto cos, quando aveva la tua et.  Non aggiunse
altro.
Clary chiuse le dita intorno ai polsini, affondandole nel velluto morbido. Sentirgli nominare sua
madre, con quella tristezza nella voce, le fece venir voglia di piangere.  Dopo andiamo da lei, vero?
 chiese.  Voglio salutarla, prima di partire, e voglio dirle... voglio dirle cos'ho intenzione di fare.
Voglio dirle che guarir.
Luke annu.  S, dopo andiamo in ospedale. E... Clary?
 S?  Non avrebbe voluto guardarlo in faccia ma, con suo grande sollievo, quando lo
guard vide che la tristezza gli era sparita dagli occhi.
Luke sorrise.  La normalit non  poi questa gran cosa.
Simon guard il foglietto che aveva in mano, poi la cattedrale, con gli occhi socchiusi per il sole
del pomeriggio. L'Istituto si stagliava contro un cielo azzurro e lontano, un blocco di granito traforato
da finestre a sesto acuto e circondato da un alto muro di cinta. Le facce grottesche dei gargoyle
ghignavano dai cornicioni, come a sfidarlo ad avvicinarsi. Non assomigliava per niente a come gli era
apparso la prima volta, dissimulato dietro l'illusorio aspetto di un rudere abbandonato. Con i Nascosti,
gli inganni ottici non funzionavano.
Tu qui non c'entri niente. Le parole erano dure, corrosive come l'acido; chiss se era la voce dei
gargoyle o della sua mente. Questa  una chiesa e tu sei un dannato.
 Basta  mormor debolmente.  E poi, che m'importa delle chiese, io sono ebreo.
C'era un cancello di ferro battuto, incastonato nel muro di cinta. Simon appoggi la mano al
saliscendi con una mezza idea che gli avrebbe bruciato la pelle, ma non successe niente. A quanto
pareva, il cancello in s non era particolarmente sacro. Simon lo apr ed entr. Era quasi a met del
vialetto di pietre crepate dal tempo che conduceva all'ingresso, quando poco lontano sent delle voci
familiari.
Forse non proprio "poco lontano". Aveva quasi dimenticato quanto si era affinato il suo udito,
come la vista peraltro, da quando si era trasformato. Le voci sembravano vicine, ma seguendo il
vialetto che girava intorno all'Istituto vide che le persone erano a parecchia distanza, in fondo al prato.
Qui l'erba era incolta e invadeva i vialetti che si diramavano verso quelli che un tempo erano roseti
ordinatamente allineati. C'era persino una panchina di pietra, coperta da un intrico di erbacce. L'Istituto
era stato una vera chiesa, prima che gli Shadowhunters se ne impossessassero.
Vide subito Magnus, appoggiato a un muscoso muretto di pietra. Era difficile non vedere
Magnus: aveva una maglietta bianca decorata a schizzi di colore e pantaloni arcobaleno di pelle.
Risaltava come un'orchidea di serra fra gli Shadowhunters tutti in nero: Alec, pallido e visibilmente a
disagio, Isabelle, coi lunghi capelli neri raccolti in trecce fissate da nastrini argentati, e, accanto a lei,
un ragazzino che doveva essere Max, il fratello pi piccolo. Poco lontano c'era la loro madre, Maryse,
una versione poco pi alta e pi ossuta della figlia, con gli stessi capelli neri. Con lei c'era una donna
che Simon non conosceva. In un primo momento pens che fosse una vecchia, perch aveva i capelli
quasi bianchi, ma quando si volt a parlare con Maryse vide che, probabilmente, non arrivava ai
quarant'anni.
E poi c'era Jace, un po' in disparte, come se non facesse parte del gruppo. Era in tenuta nera da
Cacciatore, come gli altri. Quando Simon si vestiva di nero, sembrava pronto per un funerale. Jace,
invece, sembrava pi duro, pi pericoloso. E pi biondo. Simon sent subito la tensione accumularsi
nelle spalle e si domand se mai qualcosa - il tempo o l'oblio - avrebbe potuto diluire il risentimento
che nutriva nei suoi confronti e che avrebbe preferito non provare. Ma quel rancore c'era: un macigno
che gli pesava sul cuore che non batteva pi.
C'era qualcosa di strano, in quel gruppo di persone. Proprio allora Jace si volt verso di lui,
come se avesse percepito la sua presenza. Anche a quella distanza, Simon vide la sottile cicatrice
bianca sulla sua gola, sopra il colletto. Il risentimento sfum in qualcosa di diverso. Jace gli fece un
lieve cenno con il capo.  Torno subito  disse a Maryse con un tono di voce che Simon non avrebbe
mai usato con sua madre, da adulto ad adulto.
Maryse acconsent con un gesto distratto.  Non capisco perch ci voglia tanto tempo  stava
dicendo a Magnus.   normale?
 Quello che non  normale  lo sconto che vi sto facendo.  Magnus batt il tacco dello
stivale contro il muro.  Di solito mi faccio pagare il doppio.
  solo un portale temporaneo. Deve portarci solo fino a Idris. Poi dovrai richiuderlo. I patti
sono questi.  Si rivolse alla donna al suo fianco.  Tu resterai qui a controllare che lo faccia,
Madeleine.
Madeleine. Allora era lei, l'amica di Jocelyn. Ma non c'era tempo di stare a guardare. Jace
l'aveva preso per un braccio e lo stava trascinando dietro l'angolo della chiesa, dove gli altri non
potevano vederli. L le erbacce erano ancor pi alte e rigogliose e il sentiero era invaso dai rovi. Jace lo
spinse dietro una grande quercia e finalmente moll la presa, lanciando intorno occhiate sospettose,
come a controllare che nessuno li avesse seguiti.  Okay, qui possiamo parlare.
Sicuramente era un angolo tranquillo: il rumore del traffico della York Avenue era attutito dalla
mole dell'Istituto.  Sei tu che mi hai chiesto di venire  precis Simon.  Ho trovato il tuo
messaggio sotto la finestra, stamattina, quando mi sono svegliato. Ma tu non usi mai il telefono come la
gente normale?
 Non se posso evitarlo, vampiro  rispose Jace. Studiava con aria assorta il volto di Simon,
come se stesse leggendo le pagine di un libro. La sua espressione racchiudeva due emozioni
contrastanti: un lieve stupore e quello che a Simon sembr disappunto.  Allora  vero, tu puoi stare
alla luce del sole. Nemmeno a mezzogiorno ti scotti la pelle.
 Esatto  disse Simon.  Del resto lo sapevi, no? C'eri anche tu.  Non ci fu bisogno di
precisare dove: lesse nel viso di Jace il ricordo del fiume, il pianale del pickup, il sole che sorgeva
sull'acqua, Clary che gridava. Un ricordo nitido e preciso, come per Simon.
 Pensavo che fosse una cosa temporanea  disse Jace senza convinzione.
 Se sento che sto per andare a fuoco, ti avverto.  Simon non aveva mai molta pazienza con
Jace.  Senti, mi hai chiesto di venire fin qui solo per osservarmi come un microbo su un vetrino da
laboratorio? La prossima volta ti mando una foto.
 E io la metto in cornice e me la tengo sul comodino  replic Jace, ma il suo sarcasmo non
veniva dal cuore.  Ti ho fatto venire qui per una ragione. Anche se mi scoccia doverlo ammettere,
vampiro, noi due abbiamo qualcosa in comune.
 Capelli strabilianti?  sugger Simon, ma anche lui non ci stava mettendo il cuore. Qualcosa
nell'espressione di Jace lo stava mettendo a disagio.
 Clary  rispose Jace.
Simon fu colto alla sprovvista.  Clary?
 Clary  ripet Jace.  Hai presente? Piccolina, rossa, brutto carattere.
 Non capisco come Clary possa essere qualcosa che abbiamo in comune  replic Simon,
pur capendolo benissimo. Non era una conversazione che desiderava fare con Jace, n ora n mai. Non
c'era forse un codice virile non scritto che impediva discussioni del genere? Discussioni sui sentimenti?
Evidentemente no.  Tutti e due ci teniamo a lei  dichiar Jace, dandogli un'occhiata
misurata.
 Clary  importante sia per me sia per te. Giusto?
 Tu mi stai chiedendo se ci tengo a Clary?  "Tenerci" era una parola piuttosto inadeguata.
Si chiese se Jace si stesse prendendo gioco di lui, il che sarebbe stato insolitamente crudele, persino per
Jace. Possibile che l'avesse fatto venire fin l solo per prenderlo in giro perch con Clary non aveva
funzionato, romanticamente parlando? Ad ogni modo Simon coltivava ancora la speranza, una minima
speranza, che le cose potessero cambiare, che Jace e Clary cominciassero a provare l'uno per l'altra
sentimenti pi simili a quelli che solitamente esistono tra fratello e sorella...
Incroci lo sguardo intenso di Jace e sent avvizzire anche quella piccola speranza. La sua
espressione non era quella che hanno i fratelli quando parlano delle proprie sorelle. D'altro parte, era
evidente che Jace non l'aveva fatto venire fin l per prenderlo in giro: la pena che Simon sapeva di
avere scritta in faccia a chiare lettere si rispecchiava identica negli occhi di Jace.
 Non credere che mi piaccia farti domande del genere
 scatt Jace.  Ma devo sapere che cosa saresti disposto a fare per Clary. Mentiresti per lei?
 Mentire su cosa? Ma che diavolo sta succedendo?  Solo in quel momento Simon mise a
fuoco la stranezza che aveva colto in quella riunione familiare nel prato.  Aspetta un secondo! 
esclam.  Voi state partendo per Idris adesso? Clary  convinta che partirete stasera.
 Lo so  disse Jace.  E tu devi dire agli altri che ti manda Clary, per avvisare che lei non
viene, che non vuole pi andare a Idris.  C'era una sfumatura, nella voce di Jace, che Simon fatic a
riconoscere, qualcosa di cos imprevedibile, da parte sua, che era difficile da elaborare: Jace lo stava
pregando.  A te crederanno. Tutti sanno quanto... quanto siete legati voi due.
Simon scosse la testa.  Non ci posso credere. Ti comporti come se volessi farmi fare qualcosa
per Clary, mentre in realt vuoi solo farmi fare qualcosa per te.  Fece per andarsene.  Non se ne
parla nemmeno.
Jace lo afferr per un braccio e lo fece girare verso di s.
 Lo sto facendo per Clary. Sto solo cercando di proteggerla. E pensavo che tu potessi
aiutarmi.
Simon guard con intenzione la mano di Jace che gli stringeva il braccio.  Come posso
proteggerla, se non mi dici da cosa?
Jace non moll la presa.  Non puoi semplicemente fidarti di me?
 Tu non capisci quanto Clary ci tenga ad andare a Idris  replic Simon.  Se devo
impedirglielo, sar meglio che mi trovi una buona ragione.
Jace espir lentamente, con riluttanza, e moll la presa sul braccio di Simon.  Quello che
Clary ha fatto sulla nave di Valentine  disse a voce bassa  con quella runa, la runa di apertura...
Be', hai visto anche tu cosa  successo.
 Ha distrutto la nave  concluse Simon.  Ha salvato la vita a tutti.
 Abbassa la voce.  Jace si guard intorno ansiosamente.
 Non vorrai dirmi che nessun altro lo sa?  esclam Simon, incredulo.
 Lo so io. Lo sai tu. Lo sa Luke e lo sa Magnus. Nessun altro.
 E che cosa pensano che sia successo? Che la nave sia spontaneamente andata in pezzi al
momento giusto?
 Agli altri ho detto che il Rituale della Trasformazione di Valentine aveva funzionato male.
 Tu hai mentito al Conclave?  Simon non sapeva bene se esserne colpito o sgomento.
 S, ho mentito al Conclave. Isabelle e Alec sanno che Clary ha una certa abilit nel creare
nuove rune, perci dubito di poterlo nascondere al Conclave o al nuovo Inquisitore. Ma se il Conclave
scoprisse ci che Clary sa fare veramente, se scoprisse che sa potenziare delle rune comuni e dotarle di
un'incredibile forza distruttiva, la vorrebbe nel suo esercito, la vorrebbe come sua arma. E Clary non 
pronta per questo. Non  stata addestrata per questo...  S'interruppe, vedendo Simon scuotere la testa.
 Cosa...
 Tu sei un Nephilim  disse Simon lentamente.  Tu dovresti volere ci che  meglio per il
Conclave, giusto? E se questo significa usare Clary...
 Simon, vuoi davvero consegnarla al Conclave? Vuoi davvero metterla in prima linea contro
Valentine e l'esercito di demoni che sta creando?
 No  disse Simon.  No di certo. Ma io non sono uno di voi. Io non devo chiedermi chi
viene prima, se Clary o la mia famiglia.
Jace si copr lentamente di un rossore intenso.  Non  cos. Se fossi certo che Clary potrebbe
aiutare il Conclave... ma non pu. Si far solo del male...
 Ma anche se ne fossi certo  comment Simon  tu non permetteresti al Conclave di
averla per s.
 Cosa te lo fa pensare, vampiro?
 Perch nessuno pu averla, tranne te  rispose Simon.
La faccia di Jace perse ogni traccia di colore.  Quindi, non vuoi aiutarmi  concluse,
incredulo.
 Non vuoi aiutare Clary.
Simon esit, ma prima che potesse replicare un rumore spezz il silenzio: un grido acuto,
straziante, terribile nella sua disperazione, reso ancor pi spaventoso dal modo secco e improvviso con
cui s'interruppe. Jace si volt di scatto.  Che cos'?
Altre urla si levarono, insieme a un forte clangore che fer l'udito di Simon.   successo
qualcosa... gli altri...
Jace era gi lontano, correva sul sentiero zigzagando tra le erbacce. Dopo un attimo di
esitazione, Simon lo segu. Aveva dimenticato quanto era diventato veloce nella corsa: lo raggiunse in
un attimo e insieme svoltarono l'angolo della chiesa, precipitandosi nel prato.
Davanti a loro c'era il caos. Una fitta foschia bianca copriva il prato e l'aria aveva un odore
greve: quello pungente dell'ozono misto a un altro odore, sgradevole e dolciastro. Sagome scure
sfrecciavano nella nebbia: Simon le vedeva a tratti, mentre sparivano e riapparivano tra gli spiragli
della nebbia. Intravide Isabelle schioccare la frusta con le trecce che le volavano intorno al viso. La
frusta disegn un lampo dorato, uno squarcio letale tra la foschia. Stava cercando di arrestare l'avanzata
di qualcosa di enorme e incombente: un demone, pens Simon. Ma erano in pieno giorno! Era
impossibile! Avvicinandosi, vide che la creatura era umanoide nella forma, ma ingobbita e contorta, in
qualche modo sbagliata. Brandiva un'asse di legno e tirava colpi contro Isabelle quasi alla cieca.
Poco pi in l, oltre un varco nel muro di pietra, il traffico della York Avenue scorreva
placidamente. Al di l dei confini dell'Istituto, il cielo era limpido.
 Dimenticati  sussurr Jace con il volto acceso, estraendo dalla cintura una spada angelica.
 A decine.  Spinse da parte Simon quasi con durezza.  Resta qui, capito? Resta qui.
Simon era come paralizzato. Jace si slanci nella nebbia. La luce della spada che brandiva
illuminava d'argento la foschia in cui correvano sagome scure. Simon, cui sembrava di guardare
attraverso un vetro coperto da uno strato di ghiaccio, cercava disperatamente di capire che cosa stesse
succedendo dall'altra parte. Isabelle era svanita. Alec con un braccio sanguinante colp al petto un
guerriero Dimenticato e lo guard accartocciarsi a terra. Un altro si stagli alle sue spalle, pronto
all'attacco, ma ecco che Jace, con una spada in ciascuna mano, fece un balzo, sollev le due spade e le
cal con un brutale movimento a forbice. La testa del Dimenticato rotol gi dal collo, schizzando
sangue nero. Lo stomaco di Simon si contorse: il sangue aveva un odore amaro, venefico.
Sentiva gli Shadowhunters chiamarsi tra loro nella foschia, mentre i Dimenticati agivano in
assoluto silenzio. Di colpo la nebbia si dirad e Simon vide Magnus appiattito contro il muro
dell'Istituto col panico negli occhi. Aveva le mani alzate e sui palmi sprizzavano lampi azzurri. Nella
pietra del muro si apr uno squarcio quadrato, nero, che non era esattamente vuoto e neppure nero:
brillava come uno specchio in cui fossero intrappolate delle spire di fuoco.  Il Portale!  stava
gridando.
 Passate dal Portale!
Molte cose accaddero simultaneamente. Maryse Lightwood si materializz nella nebbia, con il
piccolo Max in braccio. Si ferm, si gir per gridare qualcosa, poi corse verso il Portale e lo attravers,
svanendo nel muro. Alec la segu, trascinando Isabelle con s, la frusta insanguinata serpeggiante
sull'erba. Mentre correvano verso il Portale, qualcosa si stagli nella nebbia alle loro spalle: era un
Dimenticato, armato di un coltello a due lame.
Simon ritrov la forza di agire. Scatt in avanti, gridando il nome di Isabelle, ma inciamp e
cadde, piombando a terra con una violenza da togliere il respiro, se avesse avuto respiro. Si mise a
sedere, girandosi per vedere su che cos'era inciampato.
Era un corpo. Il corpo di una donna, la gola tagliata, gli occhi sbarrati e cerulei della morte. Il
sangue le macchiava i capelli bianchi. Madeleine.
-Simon, muoviti!  Era Jace. Gridava. Simon si gir e lo vide correre verso di lui nella nebbia,
le spade angeliche insanguinate tra le mani. Poi alz gli occhi. Il guerriero Dimenticato che un attimo
prima inseguiva Isabelle ora incombeva su di lui, con la faccia sfregiata distorta in un ghigno fisso.
Simon si butt di lato, mentre il coltello a due lame calava su di lui. Nonostante i riflessi potenziati da
vampiro, non fu abbastanza rapido. Un dolore straziante gli esplose dentro e tutto divenne nero.
capitolo 2
LE TORRI ANTIDEMONI DI ALICANTE
Non c'era magia che potesse creare altri parcheggi nelle strade di New York, pensava Clary
mentre per la terza volta faceva con Luke il giro dell'isolato. Non c'era un buco dove lasciare il pickup
e in almeno met della strada le auto erano in doppia fila. Alla fine Luke si ferm davanti a un idrante e
mise in folle con un sospiro.  Va' avanti tu  le disse.  Digli che sei arrivata. Ti porto io la valigia.
Clary annu, ma esit prima di aprire la portiera. L'ansia le chiudeva lo stomaco,- desider,
anche questa volta, che Luke andasse con lei.  Ho sempre pensato che, per andare la prima volta
oltreoceano, avrei avuto bisogno di un passaporto.
Luke non sorrise.  So che sei nervosa  le disse.  Ma andr tutto bene. I Lightwood
avranno cura di te.
Te l'ho detto soltanto un milione di volte, pens Clary. Diede un buffetto alla spalla di Luke e
salt gi dal pickup.  Ci vediamo dopo.
Si avvi lungo il vialetto di pietre crepate dal tempo. Man mano che si avvicinava alle porte
della chiesa, si affievolivano i rumori del traffico. Le ci vollero diversi secondi, stavolta, per spogliare
l'Istituto dall'illusione ottica che lo nascondeva. Era come se un ulteriore strato di protezione fosse stato
aggiunto alla vecchia cattedrale, come un nuovo strato di pittura. Grattarlo via con la mente fu duro,
quasi doloroso. Finalmente spar e Clary riusc a vedere la chiesa com'era in realt. Le alte porte di
legno brillavano come lucidate di fresco.
C'era uno strano odore nell'aria, come di bruciato e di ozono. Aggrottando la fronte, Clary
chiuse la mano intorno alla maniglia. Il mio nome  Clary Morgenstern, sono una Nephilim e chiedo
accesso all'Istituto.
Le porte si spalancarono e Clary entr. Si guard intorno, battendo le palpebre: c'era qualcosa di
diverso, all'interno della cattedrale, ma non riusciva a capire cosa.
Lo cap nel momento in cui le porte si richiusero alle sue spalle, intrappolandola in una nera
oscurit attenuata soltanto dalla flebile luce dell'alto rosone. Non era mai entrata nell'Istituto senza
trovare decine di fiammelle accese negli elaborati candelabri che fiancheggiavano la navata, tra i
banchi.
Sfil di tasca la stregaluce e la sollev. Dalla pietra runica tra le sue dita si irradiarono brillanti
raggi luminosi. Clary si avvicin all'ascensore vicino all'altare spoglio, illuminando gli angoli polverosi
della navata.
Premette con impazienza il pulsante di chiamata. Non successe nulla. Dopo mezzo minuto lo
premette ancora, e poi ancora. Appoggi l'orecchio all'ascensore e ascolt. Non un suono. L'Istituto era
buio e muto come una bambola meccanica senza pi carica.
Col cuore che batteva forte, Clary corse a ritroso lungo la navata e spalanc i pesanti battenti. Si
ferm sui gradini esterni, guardandosi freneticamente intorno. Sopra di lei, il cielo stava diventando
color cobalto e l'odore di bruciato impregnava l'aria pi di prima. C'era stato un incendio? Gli
Shadowhunters avevano abbandonato l'Istituto? Eppure sembrava che non ci fosse nulla di
danneggiato.
 Non  stato un incendio.  La voce era morbida, vellutata, familiare. Una sagoma alta si
materializz dall'ombra, i capelli irti in una corona di punte disordinate. Aveva un completo in seta
nera, con una luccicante camicia verde smeraldo e anelli dalle gemme sfavillanti alle dita sottili. Oltre
agli stravaganti stivali e una generosa quantit di glitter.
 Magnus?  sussurr Clary.
 So cosa stai pensando  disse Magnus.  Ma non c' stato alcun incendio. Questa  puzza
di nebbia infernale.  una specie di fumo magico demoniaco che muta gli effetti di certi tipi di magia.
 Nebbia demoniaca? Allora c' stato...
 Un attacco contro l'Istituto. S. Nel primo pomeriggio. Dimenticati... Probabilmente qualche
decina.
 Jace  sussurr Clary.  I Lightwood...
 Il fumo infernale ha mutato la mia capacit di combattere efficacemente contro i
Dimenticati. E anche quella dei Lightwood. Ho dovuto spedirli tutti a Idris, attraverso il Portale.
 Ma stanno tutti bene?
 Madeleine  rivel Magnus.  Madeleine  stata uccisa. Mi dispiace, Clary.
Clary si lasci cadere sui gradini. Non conosceva bene Madeleine, ma quella donna era un
tenue legame con sua madre, con la sua vera madre, la Cacciatrice dura e combattiva che Clary non
aveva mai conosciuto.
 Clary?  Luke stava arrivando dal sentiero nel buio che si infittiva, con la valigia di Clary.
 Che sta succedendo?
Clary rimase seduta abbracciandosi le ginocchia, mentre Magnus gli spiegava tutto. Sotto il
dolore per Madeleine, Clary sentiva un senso di colpevole sollievo. Jace stava bene. I Lightwood
stavano bene. Se lo ripeteva tra s, in silenzio: Jace stava bene.
 I Dimenticati  disse Luke.  Sono stati uccisi tutti?
 Non tutti.  Magnus scosse la testa.  Quando ho fatto sparire i Lightwood, i Dimenticati
si sono dispersi: non erano molto interessati a me. E quando ho chiuso il Portale, erano gi tutti spariti.
Clary sollev la testa.  Il Portale  chiuso? Ma... tu puoi ancora mandarmi a Idris, giusto? 
gli chiese.  Cio, posso ancora attraversare il Portale e raggiungere i Lightwood?
Luke e Magnus si scambiarono un'occhiata. Luke pos a terra la valigia.
 Magnus?  la voce di Clary era alta e suon stridula alle sue stesse orecchie.  Io devo
andare.
 Il Portale  chiuso, Clary...
 Allora aprine un altro!
 Non  cos facile  replic lo stregone.  Il Conclave sorveglia accuratamente qualsiasi
ingresso magico ad Alicante. La capitale  un luogo sacro, per loro.  una specie di Vaticano, o di Citt
Proibita. Nessun Nascosto pu entrare senza il loro permesso, e nessun mondano.
 Ma io sono una Cacciatrice!
 Appena appena  replic Magnus.  E poi le torri impediscono di aprire Portali diretti
sulla citt. Per aprire un Portale vicino ad Alicante dovrei avere qualcuno che ti aspetta dall'altra parte.
Se cercassi di mandarti di l per conto mio, sarebbe un'aperta violazione della Legge, e io non ho
nessuna intenzione di rischiare tanto per te, biscottino, per quanto tu mi possa essere personalmente
simpatica.
Clary spost lo sguardo dalla faccia desolata di Magnus a quella tesa di Luke.  Ma io devo
assolutamente arrivare a Idris  ripet  Devo aiutare mia madre. Ci dev'essere un altro sistema per
andarci, anche senza il Portale.
 L'aeroporto pi vicino  in un altro Stato  disse Luke.  E se riuscissimo a passare la
frontiera, ed  un grosso "se", resterebbe da fare un viaggio via terra lungo e pericoloso attraverso i
territori di ogni sorta di Nascosti. Potremmo impiegarci giorni, per arrivare.
A Clary bruciavano gli occhi. Non voglio piangere, si disse. Non voglio.
 Clary.  La voce di Luke era dolce.  Ci metteremo in contatto con i Lightwood. Ci
assicureremo che trovino tutte le informazioni che servono per procurare l'antidoto a Jocelyn. Possono
mettersi loro in contatto con Fell...
Ma Clary scuoteva la testa.  Devo essere io  replic.  Madeleine ha detto che Fell non
avrebbe parlato con nessun altro.
 Fell? Ragnor Fell?  fece eco Magnus.  Posso provare io a fargli arrivare un messaggio.
Dirgli di aspettare Jace.
Un po' di preoccupazione si dissolse dal viso di Luke.  Clary, hai sentito? Con l'aiuto di
Magnus...
Ma Clary non voleva sentire niente. Non voleva proprio saperne. Si era convinta di poter
salvare sua madre e invece non poteva fare altro che starsene seduta accanto al suo letto d'ospedale,
tenerle la mano inanimata e sperare che qualcun altro, da qualche parte, riuscisse a fare quello che lei
non poteva pi fare.
Scese di corsa i gradini, spingendo via Luke quando cerc di fermarla.  Ho bisogno di stare
da sola per un po'.
 Clary...  Sent Luke che la chiamava, ma scapp via, correndo dietro l'angolo della
cattedrale. Segu il sentiero di pietra fino al bivio e prese il viottolo che portava al giardinetto, sul lato
orientale dell'Istituto, verso l'odore di bruciato e di cenere, e l'altro odore sottostante, denso e pungente:
l'odore della magia demoniaca. C'era ancora foschia nel prato, brandelli di nebbia come batuffoli di
nuvole rimasti impigliati qua e l, tra le spine di un roseto o sotto un sasso. Clary vide il luogo della
battaglia, con la terra smossa,- vide una macchia rosso scuro, vicino a una delle panche di pietra, ma
non volle soffermare lo sguardo.
Clary gir la testa. E si ferm. L, contro il muro della cattedrale, c'erano gli inconfondibili
segni della magia runica: brillavano azzurri sulla pietra grigia, incandescenti e gi sbiaditi. Formavano
una sagoma squadrata, come un profilo di luce intorno a una porta socchiusa...
Il Portale.
Qualcosa dentro di lei sembr contorcersi. Ricord altri simboli, che brillavano pericolosamente
sul liscio scafo di una nave. Ricord le vibrazioni della nave che si spaccava, le acque nere dell'Est
River che la inondavano. Sono solo rune, pens. Simboli. Posso disegnarli anch'io. Se mia madre sa
intrappolare l'essenza della Coppa Mortale in un pezzo di carta, allora anch'io posso creare un
Portale.
I suoi piedi la portarono davanti al muro della cattedrale, la sua mano cerc in tasca lo stilo.
Imponendosi di non tremare, Clary avvicin lo stilo alla pietra.
Chiuse gli occhi e, nel buio sotto le palpebre, cominci a disegnare con la mente ricurve linee di
luce. Linee che le parlavano di soglie, dell'essere portata dall'aria mulinante, di viaggio, di luoghi
lontani. L'insieme delle linee form una runa, aggraziata come un volo d'uccello. Clary non sapeva se
quella runa esistesse gi o se l'avesse inventata lei, ma ora esisteva, ed era come se fosse sempre
esistita.
Portale.
Cominci a disegnare, e i segni balzavano via dallo stilo in linee nere di carbone. La pietra
sfrigolava, riempiendole il naso di un odore acre di bruciato. Una luce azzurra e incandescente crebbe
sotto le palpebre chiuse. Sent calore sulla faccia, come se si trovasse davanti a un fal. Trattenendo il
fiato, abbass la mano e apr gli occhi.
La runa che aveva disegnato era un fiore scuro che si apriva sul muro di pietra. Sotto i suoi
occhi, le linee della runa sembrarono fondersi e mutare, scorrere dolcemente verso il basso, srotolarsi,
trovare una nuova forma. In pochi istanti, la forma della runa era cambiata: adesso era il profilo di una
porta luminosa, molto pi alta di lei.
Clary non riusciva a staccare lo sguardo da quella porta. Brillava della stessa luce tenebrosa che
aveva il Portale dietro la tenda di madame Dorothea. Allung la mano...
E si ritrasse. Per usare un Portale, ricord con sgomento, bisognava visualizzare con la mente la
propria destinazione, il luogo dove si voleva arrivare. Ma lei non era mai stata a Idris. Le era stato
descritto, naturalmente. Un luogo di verdi vallate, di boschi cupi e acque luminose, di laghi e monti; e
poi Alicante, la citt dalle torri di vetro. Se l'immaginava, ma l'immaginazione non bastava, non con
questa magia. Se solo...
Clary trasal. Lei aveva visto Idris. L'aveva vista in un sogno e sapeva, in qualche modo, che
quel sogno era reale. Infatti, cosa le aveva detto Jace, nel sogno, parlando di Simon? Che Simon non ci
poteva restare, perch questo posto  per i vivi. E poco tempo dopo, Simon era morto...
Rituff la memoria in quel sogno. Lei ballava in una grande sala ad Alicante. Le pareti erano
bianche e oro, e sopra di loro il tetto era trasparente come un diamante. C'era una fontana al centro, una
vasca d'argento con la statua di una sirena. E dalle finestre si vedevano delle luci appese agli alberi. E
Clary era vestita di verde, proprio come adesso.
Come se fosse ancora nel sogno, protese una mano verso il Portale. Una luce intensa brill al
tocco delle sue dita, un varco che si apriva su un luogo illuminato. I suoi occhi si fissarono su un
vortice mulinante e dorato che lentamente inizi ad addensarsi in forme riconoscibili. Le parve di
vedere un profilo di montagne, un pezzo di cielo...
 Clary!  Era Luke, che arrivava di corsa dal sentiero. La sua faccia era una maschera di
furia e di sgomento. Alle sue spalle veniva Magnus, con gli occhi da gatto che brillavano metallici alla
luce incandescente del Portale che inondava il giardino.  Clary, fermati! Le difese della citt sono
pericolose! Ti farai ammazzare!
Ma nulla ormai poteva fermarla. Oltre il Portale, la luce dorata si faceva pi intensa. Clary
pensava alle pareti dorate della sala del sogno, alla luce dorata che si rifrangeva ovunque dai vetri
intagliati. Luke si sbagliava: non capiva il suo dono, n come funzionava... Che cosa contavano le
misure di difesa, quando lei si poteva creare una realt su misura semplicemente disegnandola? 
Devo andare  grid facendo un passo avanti e protendendo le mani.  Luke, mi dispiace.
Fece un altro passo avanti... e con un ultimo, rapido balzo, Luke fu al suo fianco e l'afferr per
il polso, proprio quando il Portale parve esplodere intorno a loro. Come un tornado che strappa un
albero dalle radici, la forza li sollev entrambi da terra. Clary colse un'ultima immagine delle auto e dei
palazzi di Manhattan che si allontanavano e svanivano vorticando, poi una corrente violenta come una
frustata l'afferr e la scagli a folle velocit, col polso sempre nella ferrea stretta di Luke, in un
turbinante caos dorato.
Simon si svegli al suono ritmico di uno sciabordare d'acqua. Si mise a sedere, il petto
raggelato da un improvviso terrore: l'ultima volta che era stato svegliato dalle onde si era ritrovato
prigioniero sulla nave di Valentine, e il dolce rumore liquido lo riport a quel terribile momento con
una tale immediatezza che fu come prendersi un secchiata d'acqua gelida in faccia.
Invece... Un rapido sguardo intorno gli rivel che stavolta si trovava da tutt'altra parte. Tanto
per cominciare, era sotto morbide coperte in un comodo letto di legno, in una stanzetta pulita con le
pareti azzurre. La finestra era coperta da una tenda scura, ma la debole luce che filtrava dai bordi era
pi che sufficiente, per i suoi occhi di vampiro. C'erano un vivace tappeto sul pavimento e un mobile a
specchio contro il muro.
C'era anche una poltrona accostata al letto. Simon si tir su e le coperte gli scivolarono via. Si
accorse di due cose: la prima, che indossava ancora i jeans e la maglietta che aveva quando era andato
all'Istituto per incontrare Jace; la seconda, che la persona seduta in poltrona stava sonnecchiando, con
la testa appoggiata a una mano e i lunghi capelli neri sparsi sulle spalle come uno scialle dalle lunghe
frange.
 Isabelle?  sussurr Simon.
La testa di Isabelle salt su come se fosse scattata una molla, spalancando gli occhi.  Oooh!
Sei sveglio!  Si raddrizz sulla poltrona, scostando i capelli dal volto.  Jace sar cos sollevato!
Eravamo quasi certi che saresti morto.
 Morto?  ripet Simon. Aveva la testa che girava e un po' di nausea.  Perch?  Si
guard intorno nella stanza, battendo le palpebre.  Sono all'Istituto?  chiese. Ma mentre formulava
la domanda si rese conto che era impossibile.  Insomma... dove siamo?
Un'ombra di disagio pass sul volto di Isabelle.  Vuoi dire che non ti ricordi che cos'
successo nel prato dell'Istituto?  Giocherell nervosamente con il bordo del merletto che rivestiva la
poltrona.  Siamo stati attaccati dai Dimenticati. Erano in tanti e con la nebbia infernale non  stato
facile combatterli. Magnus ha aperto il Portale e tutti noi ci stavamo entrando, quando ti abbiamo visto
venirci incontro. Poi sei inciampato... sul corpo di Madeleine. E c'era un Dimenticato proprio dietro di
te. Evidentemente non l'avevi visto, ma Jace s. Ha cercato di raggiungervi, ma non ha fatto in tempo. Il
Dimenticato ti ha pugnalato. Perdevi molto sangue. Jacke ha ucciso il Dimenticato, ti ha preso e ti ha
trascinato con s attraverso il Portale  concluse Isabelle. Parlava cos in fretta che le parole si
perdevano l'una nell'altra e Simon doveva sforzarsi per afferrarle tutte.
 Noi eravamo gi dall'altra parte e, lascia che te lo dica, ci ha sorpreso non poco veder
arrivare Jace con te che gli sanguinavi addosso. Il Console, poi, non ne  stato per niente contento.
Simon aveva la bocca secca.  Il Dimenticato mi ha pugnalato?  Gli sembrava impossibile.
D'altra parte, era gi guarito un'altra volta, dopo che Valentine gli aveva tagliato la gola. Eppure
avrebbe dovuto ricordare. Scuotendo la testa, si guard.  Dove?
 Ti faccio vedere.  Con sorpresa, Simon si ritrov Isabelle seduta sul letto accanto a lui,
con le sue mani fresche appoggiate alla vita. Isabelle gli sollev la maglietta, scoprendo un tratto di
stomaco pallido attraversato da una sottile linea rossa. Era a malapena una cicatrice.  Qui  disse,
sfiorandogli la pelle con le dita.  Fa male?
 N... no.  La prima volta che Simon aveva visto Isabelle, l'aveva trovata cos straordinaria,
cos accesa di vitalit ed energia, che aveva sperato di aver finalmente trovato una ragazza tanto
splendente da oscurare l'immagine di Clary, che era come stampata all'interno delle sue palpebre. Era
stato pi o meno all'epoca in cui Isabelle lo aveva fatto trasformare in un ratto, al party di Magnus
Bane, che Simon aveva capito che forse splendeva un po' troppo, per un tipo normale come lui.  Non
fa male.
 Ma fa male ai miei occhi  disse dalla porta una voce con un tono di contenuto
divertimento. Jace. Era entrato cos silenziosamente che nemmeno Simon l'aveva sentito. Jace si chiuse
la porta alle spalle e sorrise, mentre Isabelle tirava gi la maglietta a Simon.  Stai molestando il
vampiro adesso che  troppo debole per attaccare, Iz?  le chiese.  Sono sicuro che questo
comportamento viola almeno uno degli Accordi.
 Gli sto solo mostrando dove  stato pugnalato  protest Isabelle, ma torn subito sulla sua
poltrona.  Cosa sta succedendo al piano di sotto?  chiese a Jace.  Stanno ancora dando i numeri?
Il sorriso abbandon il volto di Jace.  Maryse  andata su alla Guardia con Patrick  disse.
 Il Conclave  riunito in assemblea e Malachi ha detto che era meglio che Maryse... desse una
spiegazione.
Malachi. Patrick. La Guardia. Nomi sconosciuti che giravano nella testa di Simon.  Spiegare
cosa?
Isabelle e Jace si scambiarono un'occhiata.  Spiegare te
 rispose Jace alla fine.  Spiegare perch abbiamo portato un vampiro con noi ad Alicante,
cosa che, tra parentesi,  espressamente contro la Legge.
 Ad Alicante? Siamo ad Alicante?  Un'ondata di vacuo terrore travolse Simon, rimpiazzata
subito dopo da un forte dolore che s'irradi dal ventre. Si pieg in due, ansimando.
 Simon!  Isabelle allung la mano, con gli occhi colmi di apprensione.  Tutto a posto?
 Va' via, Isabelle.  Simon, coi pugni stretti contro lo stomaco, guard Jace con un tono
implorante nella voce.
 Mandala via.
Isabelle si ritrasse con un'espressione ferita sul volto.  Bene. Me ne vado. Non c' bisogno di
ripeterlo due volte.
 Stizzita, si alz in piedi e usc dalla stanza, sbattendosi la porta alle spalle.
Jace guard Simon con gli occhi ambrati privi di ogni espressione.  Che succede? Credevo
che stessi guarendo.
Simon alz di scatto una mano per tenere lontano Jace. Un sapore metallico gli bruciava la gola.
 Non  per Isabelle  riusc a dire.  Non sono ferito. Sono solo... affamato.  Sent le guance in
fiamme.  Ho perso sangue e adesso... ho bisogno di reintegrarlo.
 Ma certo!  esclam Jace, con il tono di chi  appena stato illuminato da un'interessante
nozione scientifica. La sua espressione di lieve preoccupazione si mut in qualcosa che a Simon parve
divertito disprezzo, che fece vibrare in lui una nota di rabbia: se non fosse stato cos debole, si sarebbe
scagliato addosso a Jace come una furia. Per come stavano le cose, non riusc a far altro che dire, senza
fiato:  Va' al diavolo, Wayland.
 Wayland, dici?  L'aria divertita non lo abbandon, ma port le mani al collo e cominci a
tirare gi la zip della giubba.
 No!  Simon si raggomitol nel letto.  Non m'importa della fame che ho. Non ho nessuna
intenzione di bere ancora... il tuo sangue.
La bocca di Jace si pieg in una smorfia.  Credi che te lo lascerei fare di nuovo?  Infil la
mano nella tasca interna e tir fuori una fiaschetta di vetro. Era piena a met di un liquido tra il rosso e
il marrone.  Ho pensato che potesse servirti  gli disse.  Ho spremuto qualche chilo di carne
cruda, in cucina.  il meglio che ho potuto fare.
Simon prese la fiaschetta con mani cos tremanti che Jace dovette aiutarlo a svitare il tappo. Il
liquido che conteneva era disgustoso: troppo slavato e salato per essere vero sangue, con quel lieve e
sgradevole retrogusto di carne vecchia di qualche giorno.
 Urgh  disse Simon, dopo un paio di sorsate.  Sangue morto. Jace inarc le sopracciglia.
 Ma tutto il sangue  morto, no?
 Pi tempo passa dalla morte dell'animale di cui bevo il sangue, peggiore  il suo sapore 
spieg Simon.  Fresco  meglio.
 Ma tu non hai mai bevuto sangue fresco, giusto? Simon per tutta risposta inarc le
sopracciglia.
 Be', a parte il mio, naturalmente  aggiunse Jace.  Che  sicuramente prelibato.
Simon pos la fiaschetta vuota sul bracciolo della poltrona accanto al letto.  C' qualcosa di
profondamente sbagliato in te  comment.  Nella tua mente, voglio dire.  Aveva ancora in bocca
il sapore di sangue cattivo, ma il dolore era sparito. Si sentiva meglio, pi forte, come se il sangue fosse
una medicina dall'effetto immediato, una droga che doveva assolutamente prendere per vivere. Si
chiese se anche gli eroinomani si sentissero cos.  Allora, sono a Idris.
 Alicante, per essere precisi  disse Jace.  La capitale, anzi, l'unica citt.  And alla
finestra e apr le tende.  I Penhallow non ci volevano credere  spieg.  Al fatto che il sole non ti
avrebbe dato fastidio. E hanno messo questa tenda scura. Ma dovresti dare un'occhiata.
Simon si alz dal letto e si avvicin alla finestra, accanto a Jace. E rimase a bocca aperta.
Qualche anno prima sua madre aveva portato lui e sua sorella a fare una vacanza in Toscana:
una settimana di sostanziose pastasciutte dal sapore insolito, di pane senza sale, di campagne forti e
brune, con sua madre che sfrecciava a tutta velocit per le stradine strette e tortuose, con il rischio
continuo di far schiantare la loro Fiat sui meravigliosi edifici antichi che in teoria erano venuti a vedere,
non a distruggere. Si ricordava una sosta su una collina davanti a un borgo chiamato San Gimignano,
una manciata di edifici color ruggine alternati qua e l da alte torri le cui cime svettavano verso il cielo,
come a volerlo toccare. Se quello che ora stava vedendo somigliava a qualcosa, era San Gimignano.
Ma era un panorama cos alieno che, in realt, era diverso da qualsiasi altra cosa Simon avesse mai
visto.
Era affacciato alla finestra di un edificio presumibilmente a pi piani. Se alzava lo sguardo,
vedeva le grondaie di pietra e il cielo. Di fronte c'era un'altra casa, non altrettanto alta, e in mezzo
scorreva un canale stretto e scuro, attraversato da una serie di ponticelli: era quella l'acqua che aveva
sentito sciabordare. La casa sembrava costruita a mezza costa su una collina: pi a valle, altre case di
pietra color miele, affastellate lungo stradine strette, scendevano verso l'abbraccio circolare di un bosco
verde, circondato da colline lontane che avevano l'aspetto di lunghe strisce verdi e brune punteggiate da
esplosioni di colori autunnali. Alle spalle delle colline, si ergevano frastagliate montagne imbiancate di
neve.
Ma nulla di tutto questo era particolarmente strano. Ci che era strano era che qua e l,
apparentemente senza alcun ordine preciso, svettavano nella citt alte torri coronate da guglie fatte di
un materiale riflettente biancoargenteo, che sembravano forare il cielo come pugnali luccicanti. Simon
ricord dove aveva gi visto quel materiale: le armi simili a vetro che usavano i Cacciatori, le
cosiddette spade angeliche.
 Quelle sono le torri antidemoni  spieg Jace in risposta a una domanda inespressa. 
Controllano gli apparati difensivi intorno alla citt. Grazie a loro, nessun demone pu entrare ad
Alicante.
L'aria che entrava dalla finestra era fredda e pulita, del tipo che non si respira mai a New York:
non sapeva di niente, n di sporco, n di fumo, n di metallo, n di altra gente. Era solo aria. Prima di
girarsi verso Jace, Simon ne respir una boccata profonda e assolutamente inutile: certe abitudini
umane erano dure a morire.  Dimmi che portarmi qui  stato un caso. Dimmi che non faceva parte
del tuo piano per impedire a Clary di venire con te.
Jace non lo guard, ma il suo petto sal e scese una volta, rapidamente, come in una specie di
trasalimento nascosto.  No  disse.  Ho creato io un branco di guerrieri Dimenticati, li ho mandati
all'assalto dell'Istituto, ho fatto in modo che uccidessero Madeleine e per poco anche il resto di noi, e
tutto questo solo per far restare a casa Clary. E, mira e ammira, il mio diabolico piano ha funzionato.
 In effetti ha funzionato  mormor Simon.  Non  vero?
 Stammi a sentire, vampiro  replic Jace.  Il piano era tenere Clary lontana da Idris.
Portare te a Idris non era previsto. Ti ho portato attraverso il Portale perch, se ti avessi lasciato l,
sanguinante e mezzo svenuto, i Dimenticati ti avrebbero ammazzato.
 Avresti potuto restare tu con me...
 Ci avrebbero uccisi entrambi. Non sapevo nemmeno quanti erano. Con la nebbia infernale,
neppure io potrei sbaragliare cento Dimenticati.
 E tuttavia  comment Simon  scommetto che ti fa male doverlo ammettere.
 Sei un idiota  disse Jace senza inflessione nella voce.  Anche secondo gli standard dei
Nascosti. Ti ho salvato la vita e per farlo ho infranto la Legge. E non  la prima volta, potrei
aggiungere. Potresti almeno mostrare un po' di gratitudine.
 Gratitudine!  Simon strinse i pugni.  Se tu non mi avessi costretto a venire all'Istituto,
ora non sarei qui. Io non ero d'accordo.
 S, invece  replic Jace.  Quando hai detto che avresti fatto qualsiasi cosa per Clary.
Questo  qualsiasi cosa.
Prima che Simon potesse ribattere con una rispostaccia, sentirono bussare alla porta.  
permesso?  grid Isabelle da fuori.  Simon, ti  passato l'attacco da primadonna? Devo parlare con
Jace.
 Entra, Izzy.  Jace non stacc gli occhi da Simon. C'era una rabbia elettrica nel suo
sguardo, e una specie di sfida, che fece venir voglia a Simon di colpirlo con qualcosa di pesante. Tipo
un furgone.
Isabelle entr nella stanza in un turbinio di capelli neri e di argentee gonne a balze. Il corsetto
color avorio che indossava le lasciava scoperte le spalle e le braccia, inghirlandate di rune nere come
l'inchiostro. Simon pens che per lei fosse un bel cambiamento poter esibire liberamente i suoi marchi
in un luogo dove nessuno li avrebbe trovati strani.
 Alec sta per andare su alla Guardia  annunci Isabelle senza tanti preamboli.  Ma prima
vuole parlare con te di Simon. Puoi scendere?
 Certo.  Jace si avvi verso la porta. Dopo qualche passo, si rese conto che Simon lo stava
seguendo e si gir fulminandolo con un'occhiataccia.  Tu resti qui.
 No  disse Simon.  Se dovete parlare di me, voglio esserci anch'io.
Per un momento sembr che la gelida calma di Jace fosse sul punto di esplodere: divent rosso
in viso, apr la bocca, lo squadr con occhi fiammeggianti. Ma con la stessa rapidit, la rabbia svan,
soffocata da un evidente sforzo di volont. Digrign i denti e sorrise.  Bene  disse.  Scendi
anche tu, vampiro. Cos incontrerai tutta l'allegra famigliola.
La prima volta che Clary era passata attraverso un Portale aveva provato la sensazione di
volare, senza peso, e di rotolare. Questa volta fu come finire nel cuore di un tornado. Venne aggredita
da venti ululanti che le strapparono via la mano dalla stretta di Luke. Cadde turbinando nel centro di un
vortice nero e oro.
Qualcosa di piatto e duro e argenteo come la superficie di uno specchio le si par davanti. Clary
vi precipit contro strillando, con le braccia alzate per coprirsi il viso. Poi colp la superficie e la
penetr, entrando in un mondo gelido e senz'aria. Affond in una densa oscurit bluastra, e quando
cerc di respirare non entr aria nei polmoni, ma solo altro freddo agghiacciante...
Di colpo qualcosa le afferr il cappotto sulla schiena e la tir verso l'alto. Scalci debolmente,
troppo stremata per liberarsi da quella stretta. Risal, e l'oscurit blu indaco intorno a lei divent
azzurra, e poi dorata, nel momento in cui raggiunse la superficie dell'acqua - perch era acqua -e
respir una boccata d'aria. O meglio, cerc di farlo, ma soffoc e toss, e la sua vista si riemp di
macchioline nere. Ora veniva trascinata sul pelo dell'acqua, velocemente. Le alghe le si avvinghiavano
alle gambe e alle braccia e la tiravano gi... Cerc di girarsi e colse l'immagine terrificante di qualcosa
a met tra un uomo e un lupo, con orecchie a punta come pugnali e zanne bianche e affilate, digrignate.
Cerc di gridare, ma dalla bocca le usc solo acqua.
Un attimo dopo era fuori dell'acqua, gettata sulla terra umida e compatta. Sent delle mani sulle
spalle che la rivoltavano a faccia in gi. Le mani continuarono a batterle sulla schiena finch il suo
petto ebbe uno spasmo e rigurgit un amaro fiotto d'acqua.
Stava ancora soffocando, quando le mani la rotolarono a faccia in su. E vide che era Luke,
un'ombra nera contro l'alto cielo azzurro marezzato di nuvole bianche. La gentilezza che era solita
vedere in lui era sparita. Non aveva pi forma di lupo, ma era furioso. Con uno strattone la mise a
sedere, la scroll ripetutamente, finch Clary non sussult e lo allontan debolmente.  Luke! Basta!
Mi stai facendo male...
Le mani di Luke si staccarono dalle sue spalle. Le afferr il mento con una mano, la costrinse
ad alzare la testa, la scrut attentamente.  L'acqua  le disse.  Hai sputato fuori tutta l'acqua?
 Credo di s  sussurr lei. La sua voce sal debolissima dalla gola gonfia.
 Dov' il tuo stilo?  le chiese Luke e, quando la vide esitare, la sua voce si fece pi
tagliente.  Clary. Lo stilo. Trovalo.
Lei si liber dalla sua presa e frug nelle tasche grondanti con il cuore sempre pi pesante: le
dita trovavano solo tessuto bagnato. Gli rivolse uno sguardo pieno di afflizione.  Credo che mi sia
caduto nel lago.  Tir su con il naso.  Lo stilo... di mia... di mia madre...
 Ges, Clary!  Luke si alz in piedi, unendo distrattamente le mani dietro la testa. Anche
lui era zuppo: l'acqua gli colava in grossi rivoli dai jeans e dal pesante giaccone felpato. Gli occhiali
che di solito portava sulla punta del naso erano spariti. Abbass uno sguardo fosco su di lei.  Stai
bene?
 disse. Non era una domanda vera e propria.  Voglio dire, in questo momento, ti senti
bene?
Lei annu.  Luke, cosa c' che non va? Perch ti serve lo stilo?
Luke non disse niente. Si stava guardando intorno, come se sperasse di racimolare qualche tipo
di aiuto da ci che li circondava. Clary segu il suo sguardo: erano sull'ampia riva di un lago piuttosto
grande. Le acque erano azzurre e luccicanti per i riflessi della luce solare. Si chiese se fosse quella
l'origine della luce dorata che aveva visto dal Portale semiaperto. Non c'era niente di sinistro nel lago,
ora che Clary era sulla riva e non sott'acqua. Era circondato da colline verdi punteggiate d'alberi che
cominciavano a diventare color ruggine e oro. Oltre le colline, si ergevano alte montagne dalle vette
incappucciate di neve.
Clary rabbrivid.  Luke, quando eravamo in acqua... ti sei trasformato per met in lupo? Mi
pare di aver visto...
 Come lupo so nuotare meglio che come uomo  rispose secco Luke.  E sono pi forte.
Ho dovuto trascinarti nell'acqua e tu non mi sei stata di grande aiuto.
 Lo so  disse Clary.  Scusa.  Non eri... non era previsto che venissi con me.
 Se non fossi venuto, tu saresti gi morta  le fece notare Luke.  Magnus te l'aveva detto,
Clary. Non puoi usare un Portale per entrare nella Citt di Vetro se non c' qualcuno dall'altra parte che
ti aspetta.
 Ha detto che era contro la Legge. Non ha detto che, se avessi provato a farlo, sarei
rimbalzata via.
 Ha detto che ci sono delle difese intorno alla citt che impediscono di accedervi attraverso
un Portale. Non  certo colpa sua se tu hai deciso di giocare con una magia che riesci a malapena a
capire. Solo perch hai un potere, non significa che tu sappia come usarlo.  Era arrabbiato.
 Mi dispiace  ripet Clary con un filo di voce.  E solo che... Dove siamo adesso?
 Al Lago Lyn  rispose Luke.  Credo che il Portale ci abbia portato il pi vicino possibile
alla citt e poi ci abbia scaricato. Siamo nei dintorni di Alicante.  Si guard intorno scuotendo la
testa, met stupito e met spossato.  Ce l'hai fatta, Clary. Siamo a Idris.
 Idris?  ripet Clary. Si alz, guardando verso il lago con aria stranita. Il lago ricambi il
suo sguardo con un luccichio azzurro e indifferente.  Ma... hai detto che siamo nei dintorni di
Alicante. Io non vedo la citt da nessuna parte.
 Siamo a diverse miglia di distanza  precis Luke.  Le vedi, quelle colline laggi?
Dobbiamo attraversarle: la citt  dall'altra parte. Se avessimo un'auto potremo arrivarci in un'ora. Ma
siamo a piedi e probabilmente ci vorr tutto il pomeriggio.  Guard il cielo, strizzando gli occhi. 
Meglio che ci mettiamo in marcia.
Clary si guard, costernata. L'idea di una giornata di cammino in abiti intrisi d'acqua non era
molto gradevole.  Non c' altro che...?
 Che potremmo fare?  disse Luke finendo la domanda con un'inattesa sfumatura tagliente e
rabbiosa nella voce.  Hai qualche suggerimento, Clary, visto che sei stata tu a portarci qui?  Punt
il dito verso la parte opposta del lago.  Da quella parte ci sono le montagne, valicabili a piedi solo in
piena estate. Moriremmo congelati.  Si gir e punt il dito in un'altra direzione.  Da quella parte ci
sono miglia e miglia di boschi. Si estendono fino al confine e sono disabitati da esseri umani. Oltre
Alicante, ci sono campi e fattorie. Potremmo anche uscire da Idris, ma dovremmo comunque passare
attraverso la citt. Una citt, potrei aggiungere, dove i Nascosti come me difficilmente sono i
benvenuti.
Clary lo guardava a bocca aperta.  Luke, io non sapevo...
 Certo che non lo sapevi. Tu non sai niente di Idris. Non ti interessa niente di Idris. Ti sei
arrabbiata perch ti hanno lasciata a casa e hai fatto le bizze come i bambini. E adesso, eccoci qui.
Persi, congelati e...  S'interruppe.
Il suo volto era carico di tensione.  Andiamo. Mettiamoci in marcia.
Clary segu Luke lungo la riva del lago Lyn in malinconico silenzio. Mentre camminavano, il
sole le asciug i capelli e la pelle, ma il cappotto di velluto tratteneva l'acqua come una spugna e le
pesava come una cappa di piombo. Clary camminava rapida tra le pietre e il fango, inciampando
spesso, cercando di tenere il passo delle lunghe falcate di Luke. Fece qualche tentativo di
conversazione, ma Luke rimase ostinatamente zitto. Non le era mai capitato, prima d'ora, di far
arrabbiare Luke cos tanto, di combinare qualcosa di cos grave da non poter essere risolto con delle
semplici scuse. Questa volta, a quanto pareva, era diverso.
Le scogliere intorno al lago si facevano pi alte man mano che Luke e Clary procedevano.
Erano butterate da macchie di tenebra simili a schizzi di vernice nera. Guardando pi da vicino, Clary
si accorse che le macchie erano grotte nella roccia: alcune sembravano scendere molto in profondit,
tortuose, buie. Immagin pipistrelli e altri esseri striscianti nascosti nel buio, e rabbrivid.
Finalmente, uno stretto sentiero che tagliava tra le rocce li port a un'ampia strada di pietrisco.
Il lago si allontan alle loro spalle, blu indaco nel sole del tardo pomeriggio. La strada tagliava una
pianura erbosa che in lontananza si congiungeva a morbide colline. Il cuore di Clary sprofond: non
c'era ancora traccia della citt.
Luke fissava le colline con un'espressione di profondo sconforto.  Siamo pi lontani di
quanto pensassi. E passato cos tanto tempo.
 Forse, se trovassimo una strada pi grande  sugger Clary  potremmo fare l'autostop, o
trovare un passaggio fino in citt, o...
 Clary. Non ci sono automobili a Idris.  Vedendo la sua espressione stupefatta, Luke rise
senza molto divertimento.  Le difese mandano in tilt i congegni meccanici ed elettronici. Gran parte
della tecnologia qui non funziona: telefonini, computer, cose cos. Alicante stessa  illuminata e
alimentata principalmente dalla stregaluce
 Ah  fece Clary con un filo di voce.  Ma, pi o meno, quanto siamo lontani dalla citt?
 Abbastanza.  Senza guardarla, Luke si pass le mani tra i capelli.  C' una cosa che
dovresti sapere.
Clary si irrigid. Fino a un attimo prima, voleva solo che Luke le parlasse. Adesso, invece, non
lo voleva pi.  Non c' problema...
 Hai notato  prosegu Luke  che non ci sono barche sul lago Lyn? N moli? Niente che
faccia pensare che il lago sia utilizzato dagli abitanti di Idris?
 Forse perch  troppo lontano.
 Non  troppo lontano.  a un paio d'ore di cammino da Alicante. Il fatto  che il lago... 
Luke s'interruppe e sospir.  Hai mai notato il disegno sul pavimento della biblioteca dell'Istituto, a
New York?
Clary batt le palpebre.  S, ma non ho mai capito che cosa rappresentasse.
  un angelo che emerge da un lago tenendo in mano una coppa e una spada.  un motivo
ricorrente, nelle decorazioni dei Nephilim. La leggenda dice che l'Angelo Raziel emerse dalle acque del
lago Lyn quando apparve a Jonathan Shadowhunter, il primo dei Nephilim, e gli consegn gli
Strumenti Mortali. Da allora il lago  sempre stato un luogo...
 Sacro?  sugger Clary.
 Maledetto  rivel Luke.  L'acqua del lago  in qualche modo tossica per gli
Shadowhunters, mentre  innocua per i Nascosti. Il Popolo Fatato lo chiama Specchio dei Sogni. Ne
bevono l'acqua perch sostengono che dia visioni di verit. Ma per uno Shadowhunter bere le acque del
lago Lyn  molto pericoloso. Provoca allucinazioni, febbri... e pu portare alla pazzia.
Clary sent un brivido di freddo in tutto il corpo.  Ecco perch hai cercato di farmi sputare
tutta l'acqua.
Luke annu.  E perch volevo che trovassi lo stilo. Con una runa di guarigione, avremmo
potuto ritardare gli effetti dell'acqua. Senza lo stilo, devi arrivare ad Alicante prima possibile. Ci sono
delle medicine, delle erbe, che ti possono aiutare, e io conosco qualcuno che quasi sicuramente le ha.
 I Lightwood?
 No, non i Lightwood.  La voce di Luke era ferma.  Qualcun altro, qualcuno che conosco
bene.
 Chi?
Lui scosse la testa.  Preghiamo solo che questa persona non si sia trasferita altrove, in questi
quindici anni.
 Ma io credevo che fosse contro la Legge, per un Nascosto, entrare ad Alicante senza
permesso.
Il sorriso con cui lui le rispose le ricord il Luke che l'aveva afferrata al volo quando, da
piccola, era caduta dal castello di legno, al parco giochi, il Luke che l'aveva sempre protetta.  Certe
Leggi sono state fatte per essere infrante.
La casa dei Penhallow aveva qualcosa in comune con l'Istituto, pens Simon: entrambi davano
l'impressione di appartenere a un'altra epoca. Le scale e i corridoi in pietra e legno scuro erano angusti
e le finestre, aperte su pittoreschi scorci della citt, erano alte e strette. C'era un chiaro influsso asiatico
nelle decorazioni: sul pianerottolo del primo piano c'era una parete divisoria shoji in carta di riso e sui
davanzali delle finestre c'erano alti vasi cinesi dai disegni floreali. C'erano anche molte serigrafie alle
pareti, che presumibilmente illustravano scene tratte dalla mitologia degli Shadowhunters, ma con un
tocco orientale: rappresentavano soprattutto signori della guerra che brandivano luminose spade
angeliche, accanto a multicolori creature simili a draghi e demoni striscianti dagli occhi sporgenti.
 La signora Penhallow, Jia, dirigeva l'Istituto di Pechino. Ora divide il suo tempo tra Alicante
e la capitale cinese  spieg Isabelle a Simon, che si era soffermato a osservare una stampa.  E i
Penhallow sono un'antica famiglia. Molto facoltosa.
 Lo vedo  borbott Simon guardando i lampadari che grondavano gocce di cristallo.
Jace, un gradino dietro di loro, grugn.  Muovetevi. Non stiamo facendo un tour storico.
Simon soppes una rispostaccia, ma decise che non ne valeva la pena, e affrett il passo gi per
le scale. Alla base si apriva un'ampia stanza che era una curiosa miscela di vecchio e nuovo. Una
grande finestra panoramica si affacciava sul canale e una musica era diffusa da uno stereo che Simon
non riusciva a vedere. Non c'era un televisore n le pile di DVD e CD che Simon associava ai moderni
salotti. C'erano invece svariati divani imbottiti, raccolti intorno a un grande caminetto dove
scoppiettava un bel fuoco.
Alec era in piedi accanto al caminetto, in tenuta nera da Cacciatore, e stava infilandosi un paio
di guanti. Alz gli occhi, quando Simon entr nella stanza, ed esib il suo solito cipiglio, ma non disse
niente.
Seduti sui divani c'erano due ragazzi che Simon non aveva mai visto, un maschio e una
femmina. Lei sembrava asiatica, con delicati occhi a mandorla, lucidi capelli neri raccolti indietro e
un'espressione maliziosa. Il mento delicato finiva a punta, come il muso di un gatto. Non era
esattamente bella, ma si faceva notare.
Il ragazzo accanto a lei, stessi capelli neri, si faceva notare ancora di pi. Probabilmente era alto
come Jace, ma sembrava pi alto, anche da seduto,- era snello e muscoloso, con un volto pallido,
signorile, inquieto, tutto zigomi e occhi scuri. C'era qualcosa di stranamente familiare in lui, come se
Simon l'avesse gi incontrato.
Fu la ragazza a parlare per prima.   lui il vampiro?  Squadr Simon in tutta la persona,
come se gli stesse prendendo le misure.  Non sono mai stata cos vicina a un vampiro, prima d'ora...
o meglio, a un vampiro che non ho intenzione di uccidere.  Inclin la testa.   carino, per essere un
Nascosto.
 Perdonala. Ha la faccia d'angelo ma i modi di un demone Moloch  intervenne il ragazzo
sorridendo e alzandosi in piedi. Allung la mano a Simon.  Io sono Sebastian. Sebastian Verlac. E
questa  mia cugina, Aline Penhallow. Aline...
 Io non do la mano a un Nascosto!  esclam Aline rannicchiandosi contro i cuscini del
divano.
 Non hanno l'anima, i vampiri.
Il sorriso di Sebastian spar.  Aline...
 E' vero. Per questo non possono vedersi allo specchio n stare al sole.
Deliberatamente, Simon fece un passo indietro ed entr nella chiazza di luce davanti alla
finestra. Sent il sole caldo sulla schiena e sui capelli. La sua ombra, lunga e scura, si stamp sul
pavimento, arrivando quasi ai piedi di Jace.
Aline trasal ma non disse nulla. Fu Sebastian a parlare, guardando Simon con curiosit. 
Allora  vero. I Lightwood l'avevano detto, ma non pensavo...
 Che dicessimo la verit?  intervenne Jace, parlando per la prima volta da quando erano
scesi.
 Non mentiremmo mai su una cosa del genere. Simon ... unico.
 Io l'ho baciato, una volta  dichiar Isabelle, a nessuno in particolare.
Le sopracciglia di Aline scattarono verso l'alto.  Vi lasciano fare proprio tutto quello che
volete a New York, vero?  disse, a met tra l'orrore e l'invidia.  L'ultima volta che ti ho vista, Izzy,
non avresti nemmeno preso in considerazione...
 L'ultima volta che ci siamo visti, Izzy aveva otto anni  intervenne Alec.  Le cose
cambiano. Dunque, nostra madre  dovuta uscire di corsa e ora qualcuno di noi deve portarle i suoi
appunti e i suoi registri, su alla Guardia. Io sono l'unico che abbia diciotto anni, quindi sono anche
l'unico che possa entrare, quando il Conclave  riunito.
 Lo sappiamo  disse Isabelle, lasciandosi cadere su un divano.  Ce l'hai gi detto almeno
cinque volte.
Alec la ignor.  Jace, tu hai portato qui il vampiro, quindi tu sei responsabile per lui. Non
farlo uscire.
Il vampiro, pens Simon. Eppure Alec conosceva benissimo il suo nome. In pi, Simon gli
aveva salvato la vita, una volta. Ma adesso era diventato "il vampiro". Anche per uno come Alec,
incline a occasionali e inspiegabili attacchi di ombrosit, un atteggiamento simile era odioso. Forse,
pens Simon, dipendeva dal fatto che erano a Idris.
Forse l Alee sentiva pi forte il bisogno di affermare la propria identit di Shadowhunter.
  per questo che mi hai mandato a chiamare? Per dirmi di non lasciar uscire il vampiro? 
Jace scivol sul divano accanto ad Aline, che sembr gradire la cosa.  Farai meglio a sbrigarti. E a
tornare prima che puoi. Dio sa quali gesti depravati potremmo commettere, qui, senza la tua guida.
Alec lo fiss con un'aria di calma superiorit.  Cerca di non farti sfuggire di mano la
situazione. Torno tra mezz'ora.  E con queste parole Alee spar sotto un arco che si apriva su un
lungo corridoio. Da qualche parte, in lontananza, una porta si chiuse.
 Non dovresti provocarlo  lo rimprover Isabelle con un'occhiata severa.  Hanno dato a
lui la responsabilit.
Simon non pot evitare di notare che Aline era seduta addosso a Jace, spalla a spalla, bench ci
fosse un sacco di posto sul divano.  Avete mai pensato che forse, in una vita precedente, Alee era una
vecchia zitella con novanta gatti che urlava contro i bambini dei vicini perch giocavano sul suo prato?
Io s  disse Jace, e Aline ridacchi.  Solo perch  l'unico che pu salire alla Guardia...
 Che cos' la Guardia?  chiese Simon, stanco di non avere la pi pallida idea di cosa
stessero dicendo tutti quanti.
Jace alz lo sguardo su di lui. La sua espressione era impassibile, vagamente ostile. Aveva la
mano sopra quella di Aline, appoggiata sulla coscia della ragazza.  Siediti  gli intim, indicandogli
col mento una poltrona.  O preferisci aleggiare in un angolo tipo pipistrello?
Fantastico. Battute sui pipistrelli. Simon, a disagio, si accomod sulla poltrona.
 La Guardia  la sede ufficiale del Conclave  spieg Sebastian, che evidentemente aveva
avuto compassione di lui.  L si fanno le Leggi e l risiedono il Console e l'Inquisitore. Solo ai
Cacciatori adulti  permesso entrarci, quando il Conclave  riunito.
 Il Conclave  riunito?  ripet Simon ricordando quello che Jace aveva detto poco prima, di
sopra.  Non si sar riunito per me, vero?
Sebastian rise.  No. Per Valentine e per gli Strumenti Mortali.  questo il motivo per cui sono
tutti qui, per ragionare su quale sar la prossima mossa di Valentine.
Jace non disse niente, ma quando sent nominare Valentine il suo viso si indur.
 Be', andr a cercare lo Specchio  comment Simon.
 Il terzo degli Strumenti Mortali, giusto?  qui a Idris?  per questo che sono tutti qui? Ci fu
un breve silenzio, prima che Isabelle rispondesse.
 Il fatto  che nessuno sa dove sia lo Specchio. Anzi, nessuno sa che cosa sia lo Specchio.
  uno specchio  disse Simon.  Hai presente? Riflettente, di vetro... ma  solo
un'ipotesi...
 Quello che Isabelle intende dire  intervenne Sebastian, con gentilezza   che nessuno sa
nulla dello Specchio. Viene nominato pi volte nelle cronache dei Cacciatori, ma senza alcun dettaglio
su dove sia o come sia fatto o, cosa ancor pi importante, su che funzione abbia.
 Noi sappiamo che Valentine lo vuole  prosegu Isabelle  ma questo non ci  di grande
aiuto, dato che nessuno ha la pi pallida idea di dove si trovi. Forse lo sapevano i Fratelli Silenti, ma
Valentine li ha uccisi tutti. E non ce ne saranno altri per un bel po' di tempo.
 Tutti?  chiese Simon, sorpreso.  Io credevo che avesse ucciso solo quelli di New York.
 La Citt di Ossa non  veramente a New York  gli spieg Isabelle.   come... Ti ricordi
l'accesso alla Corte Seelie, a Central Park? Solo perch l'accesso  l, non significa che la Corte sia
necessariamente sotto il parco. Lo stesso vale per la Citt di Ossa. Ci sono vari accessi, ma la Citt...
 Isabelle si interruppe perch Aline la zitt con un gesto secco della mano. Simon la guard,
poi guard Jace, poi guard Sebastian. Avevano tutti la stessa espressione guardinga, come se si
fossero appena resi conto di quello che stavano facendo: stavano rivelando i segreti dei Nephilim a un
Nascosto. A un vampiro. Non un loro nemico in senso stretto, ma sicuramente uno di cui non ci si
poteva fidare.
Aline fu la prima a rompere il silenzio, puntando i begli occhi scuri su Simon.  Allora, come
si sta, a essere un vampiro?
 Aline!  Isabelle aveva un'espressione di orrore.  Non puoi andare in giro a chiedere alla
gente come si sta a essere un vampiro.
 Non vedo perch no  replic Aline.  Non  da tanto che  un vampiro, giusto? Quindi si
ricorder com'era prima, quand'era un essere umano.  Si rivolse di nuovo a Simon.  Il sangue ha
ancora il sapore del sangue? O adesso ha il sapore di qualcos'altro, tipo l'aranciata o roba del genere?
Perch mi pare che il sapore del sangue sia...
 Sa di pollo  dichiar Simon, solo per zittirla.
 Davvero?  esclam Aline stupefatta.
 Ti sta prendendo in giro, Aline  le disse Sebastian.
 E fa bene. Ti chiedo scusa per mia cugina, Simon. Quelli di noi che crescono fuori da Idris
tendono a dare pi confidenza ai Nascosti.
 Ma anche tu sei cresciuto fuori da Idris, no?  chiese Isabelle.  Credevo che i tuoi
genitori...
 Isabelle!  l'interruppe Jace. Ma era troppo tardi. Sebastian si rabbui.
 I miei genitori sono morti  spieg.  In un covo di demoni vicino a Calais... Non c'
problema,  passato tanto tempo.  Blocc con un gesto della mano le parole di simpatia di Isabelle.
 Sono stato allevato da mia zia, la sorella del padre di Aline, all'Istituto di Parigi.
 Allora parli francese!  Isabelle sospir.  Quanto mi piacerebbe parlare un'altra lingua!
Hodge pensava che ci bastasse sapere il greco e il latino. Ma nessuno parla pi in greco o in latino!
 So anche il russo e l'italiano. E un po' di rumeno  rivel Sebastian con un sorriso di
modestia.
 Potrei insegnarti qualche frase...
 Il rumeno? Per!  esclam Jace.  Non  una lingua che conoscono in molti.
 Tu s?  chiese Sebastian con interesse.
 Non proprio  rispose Jace con un sorriso cos disarmante che Simon cap subito che stava
mentendo.  Il mio rumeno si riduce a una manciata di frasi utili, tipo Quei serpenti sono velenosi? O
Ma lei sembra ancora molto giovane, per essere un poliziotto.
Sebastian non sorrise. C'era qualcosa di strano nella sua espressione, pens Simon: era mite,
tutto in lui esprimeva calma, ma sembrava che sotto quella mitezza esteriore si nascondesse qualcosa di
radicalmente opposto.
 Mi piace viaggiare  disse Sebastian, tenendo gli occhi fissi su Jace.  Ma  bello essere di
nuovo qui, non trovi?
Jace smise di giocherellare con le dita di Aline.  In che senso?
 Voglio dire, non c' un altro posto al mondo che sia come Idris, anche se noi Nephilim
cerchiamo spesso di mettere su casa altrove. Non sei d'accordo?
 Perch me lo chiedi?  Lo sguardo di Jace era gelido.
Sebastian scroll le spalle.  Be', tu hai vissuto qui da bambino, no? Ed erano anni che non ci
tornavi. O ho capito male?
 Non hai capito male  intervenne Isabelle con impazienza.  A Jace piace far finta che non
si parli mai di lui, anche se sa benissimo che non  cos.
 Se ne parla, eccome.  Nonostante le occhiate torve di Jace, Sebastian non appariva
minimamente turbato. Simon sent una sorta di riluttante simpatia per il giovane Cacciatore dai capelli
neri. Era raro trovare qualcuno che non reagisse alle provocazioni di Jace.  In questi giorni, qui a
Idris, non si parla d'altro. Di te, degli Strumenti Mortali, di tuo padre, di tua sorella...
 Non doveva venire anche Clarissa con voi?  chiese Aline.  Non vedevo l'ora di
conoscerla. Cos' successo?
L'espressione di Jace non cambi, ma stacc la mano da quella di Aline e la strinse a pugno. 
Non ha voluto lasciare New York. Sua madre  ancora in ospedale.
Non dice mai "nostra" madre, pens Simon. E sempre e soltanto la madre di Clary.
 Strano  disse Isabelle.  Credevo che ci tenesse molto, a venire.
 Infatti  intervenne Simon.  In realt...
Ma Jace si era gi alzato in piedi, cos velocemente che Simon non colse nemmeno il
movimento.
 Ora che ci penso, c' una cosa di cui vorrei discutere con Simon. In privato.  Gli indic
con la testa la porta a due battenti in fondo alla stanza con gli occhi scintillanti di sfida.  Vieni,
vampiro
 gli ordin. Il suo tono lasci a Simon la precisa sensazione che un rifiuto avrebbe
probabilmente condotto a qualche tipo di violenza.  Dobbiamo parlare.
capitolo 3
AMATIS
Era tardo pomeriggio. Luke e Clary si erano lasciati alle spalle il lago e stavano camminando
attraverso ampie distese d'erba alta pianeggianti e apparentemente sterminate. Di tanto in tanto, dolci
pendii portavano a colline sormontate da pietre nere. Clary barcollava, esausta per le continue salite e
discese dalle colline, con le scarpe che slittavano sull'erba umida e scivolosa come marmo unto.
Quando si lasciarono i campi alle spalle e imboccarono una stradina di terra battuta, Clary aveva le
mani insanguinate e macchiate d'erba.
Luke camminava davanti a lei a grandi falcate decise. Di tanto in tanto le indicava qualche
elemento degno di interesse, con voce cupa, come la guida turistica pi depressa del mondo.  Quella
che abbiamo appena attraversato  la pianura di Brocelind  disse. Stavano risalendo un'altura e
avevano davanti a s un'intricata distesa di alberi scuri che si protendeva verso occidente, dove il sole
era ormai basso sull'orizzonte.  E questa  la foresta di Brocelind. Un tempo, gli alberi ricoprivano
gran parte delle pianure di questo Paese. Molti sono stati tagliati, per fare posto alla citt. E per snidare
i branchi di lupi e i covi di vampiri che vi si annidavano. La foresta  sempre stata un buon
nascondiglio per i Nascosti.
Avanzavano in silenzio lungo la stradina che curvava dolcemente seguendo per diverse miglia il
margine della foresta. Gli alberi sembravano risalire l'altura che si levava sopra di loro. Quando
l'aggirarono, Clary batt le palpebre: se i suoi occhi non la stavano ingannando, l in fondo c'erano
delle case! File di casette bianche perfettamente allineate.  Siamo arrivati!  esclam Clary
correndo avanti. Si ferm solo quando si rese conto che Luke non era pi accanto a lei.
Si gir e lo vide fermo in mezzo alla strada polverosa. Scuoteva la testa:  No  le disse,
raggiungendola.  Quella non  la citt.
 Sar un villaggio, allora... Avevi detto che non c'erano villaggi, qui vicino?
  un cimitero.  la Citt di Ossa di Alicante. Pensavi che l'altra Citt di Ossa fosse l'unico
nostro luogo di eterno riposo?  Sembrava triste.  Questa  la necropoli dove seppelliamo quelli che
muoiono a Idris. Lo vedrai con i tuoi occhi. Dovremo attraversarla, per arrivare ad Alicante.
Era dalla notte in cui Simon era morto che Clary non metteva piede in un cimitero. Il ricordo la
fece rabbrividire fino alle ossa, mentre camminava lungo le stradine strette che vi si diramavano come
nastri bianchi. Qualcuno si prendeva cura di quel luogo, visto che il marmo brillava come fosse stato
lucidato di fresco e l'erba era ben rasata. C'erano mazzi di fiori bianchi qua e l sulle tombe: in un
primo momento Clary li scambi per gigli, ma avevano un profumo speziato e sconosciuto che le fece
pensare che fossero originari di Idris. Ogni tomba somigliava a una casetta: alcune avevano persino un
cancelletto in ferro battuto e sulle porte erano incisi nomi di famiglie di Shadowhunters.
CARTWRIGHT. MERRYWEATHER. HIGHTOWER. BLACKWELL. MIDWINTER. Si ferm
davanti a una tomba: HERONDALE.
Si gir verso Luke.  Quello  il nome dell'Inquisitrice.
  la sua tomba di famiglia. Guarda.  Accanto alla porta, Luke le indic alcune scritte
bianche incise nel marmo grigio. Erano nomi. MARCUS HERONDALE, STEPHEN HERONDALE.
Morti entrambi nello stesso anno. Per quanto Clary avesse odiato l'Inquisitrice, si sent stringere il
cuore da un moto di piet. Perdere il marito e il figlio, e a cos poca distanza di tempo... Sotto il nome
di Stephen correvano tre parole in latino: AVE ATQUE VALE.
 Che cosa significa?  chiese a Luke.
 Significa "Salve e Addio".  tratta da una poesia di Catullo. A un certo punto  diventata la
frase che i Nephilim dicono ai funerali o quando qualcuno muore in battaglia. Ora, per, andiamo. 
meglio non soffermarsi troppo su queste cose, Clary.  Luke la prese per una spalla e l'allontan
delicatamente dalla tomba.
Forse Luke aveva ragione, pens Clary. Forse era meglio non pensare troppo alla morte e al
morire, in quel momento. Riprese a camminare tenendo gli occhi bassi. Erano vicini ai cancelli di ferro
all'estremit opposta della necropoli, quando Clary not un mausoleo pi piccolo, che sembrava
cresciuto come un fungo a cappello all'ombra di una quercia frondosa. Il nome sopra la porta balz ai
suoi occhi come un'insegna al neon.
FAIRCHILD.
 Clary...  Luke cerc di trattenerla, ma lei era gi lontana. Con un sospiro, la segu sotto la
quercia. Impietrita, Clary stava leggendo i nomi dei nonni e dei bisnonni che non aveva mai saputo di
avere. ALOYSIUS FAIRCHILD. ADELE FAIRCHILD NATA NIGHTSHADE. GRANVILLE
FAIRCHILD. E sotto tutti quei nomi: JOCELYN MORGENSTERN, NATA FAIRCHILD.
Un'ondata di gelo la travolse. Vedere inciso sulla pietra il nome di sua madre fu come rivivere
gli incubi che aveva di tanto in tanto, in cui era al funerale di sua madre e nessuno voleva dirle cos'era
successo o com'era morta.
 Ma lei non  morta  sussurr, guardando Luke.
 Il Conclave non lo sapeva  le spieg Luke con dolcezza.
Clary sussult. Non sentiva pi la voce di Luke, non lo vedeva pi, di fronte a s. Davanti ai
suoi occhi c'era un pendio frastagliato su cui le lapidi spuntavano dalla terra come ossa spezzate. Una
lapide nera incombeva davanti a lei con lettere irregolari incise sulla superficie: CLARISSA
MORGENSTERN, 1991-2007. Sotto quelle parole c'era un disegno infantile che raffigurava a tratti
incerti un teschio dalle orbite vuote. Clary grid e indietreggi barcollando.
Luke la prese per le spalle.  Che succede, Clary?
Lei punt il dito.  L... guarda...
Ma era sparito tutto. C'erano solo l'erba, verde e uniforme, e i bianchi mausolei, lindi e semplici,
in file ordinate.
Si gir e alz lo sguardo verso Luke.  Ho visto la mia tomba  gli disse.  C'era scritto che
sono morta... quest'anno.  Rabbrivid.
Luke era cupo.   l'acqua del lago  le disse.  Cominci ad avere le allucinazioni.
Andiamo. Non ci resta molto tempo.
Jace guid Simon al piano di sopra, in un breve corridoio con diverse porte, finch non si ferm
per aprirne una, a braccio teso, scuro in volto.  Entriamo qui  disse spingendo Simon oltre la
soglia. Era una biblioteca, con file e file di scaffali, divani e poltrone.  Qui dovremmo avere un po' di
privacy per...
Ma s'interruppe, vedendo qualcuno alzarsi nervosamente da una delle poltrone. Era un
ragazzino coi capelli castani e gli occhiali. Aveva una faccia piccola e seria e un volume fra le mani, un
manga. Simon conosceva le abitudini di lettura di Clary e lo riconobbe subito.
Jace aggrott la fronte.  Scusa Max. Ci serve la stanza. Discorsi da grandi.
 Ma Izzy e Alec mi hanno gi cacciato via dal salotto, per fare discorsi da grandi!  protest
Max.  E dove devo andare?
Jace scroll le spalle.  In camera tua?  Il suo pollice scatt verso la porta.   giunto il
momento che anche tu faccia il tuo dovere per la patria, piccoletto. Sparisci.
Con l'aria offesa e il libro stretto al petto, Max marci verso la porta. Simon ebbe per lui un
guizzo di solidariet: era abbastanza grande per voler capire che cosa gli succedeva intorno, ma era
ancora troppo piccolo, e tutti lo mandavano via. Che schifo di vita! Il ragazzino gli lanci un'occhiata
timorosa e guardinga, quando gli pass accanto. Quello  il vampiro, dicevano i suoi occhi.
 Andiamo.  Jace fece entrare Simon e chiuse la porta a chiave. Con la porta chiusa, la
stanza era cos poco illuminata da risultare troppo buia persino agli occhi di Simon. C'era odore di
polvere. Jace and ad aprire le tende dalla parte opposta, rivelando un'alta finestra panoramica che dava
sul canale. L'acqua lambiva il fianco della casa, poco pi in basso, sotto un davanzale di pietra decorato
di rune e stelle consunte dalle intemperie.
Jace si volt verso Simon con lo sguardo torvo.  Che diavolo di problemi hai, vampiro?
 Problemi io? Sei tu che mi hai praticamente trascinato via per i capelli.
 Stavi per dire a tutti che Clary non ha mai cambiato idea sul fatto di venire a Idris. Sai cosa
succederebbe? Che la contatterebbero e la farebbero venire. E io ti ho gi spiegato perch non deve
venire.
Simon scosse la testa.  Non ti capisco  disse.  Qualche volta ti comporti come se
t'importasse solo di Clary, altre volte invece come...
Jace lo fiss. L'aria era piena di pulviscolo danzante nel sole che creava tra di loro un vibrante
sipario di luce.  Come cosa?
 Come se facessi il filo ad Aline  concluse Simon.  Non mi sembrava che t'importasse
solo di Clary, poco fa.
 Questi non sono affari tuoi  replic Jace.  E poi Clary  mia sorella. E tu lo sai.
 C'ero anch'io alla Corte del Popolo Fatato  replic Simon.  Ricordo bene quello che ha
detto la Regina: Il bacio che liberer la ragazza  quello che lei desidera di pi.
 Non dubito che te lo ricordi. Ce l'hai impresso a fuoco nel cervello, vero, vampiro?
Dal fondo della gola di Simon usc un suono che lui stesso non aveva mai saputo di poter
produrre.
 Ah no, non ci sto. Non inoltrarmi in fare questa discussione. Non voglio litigare con te per
Clary.  ridicolo.
 Allora perch hai tirato fuori il discorso?
 Perch  disse Simon  se vuoi che io menta, non solo a Clary, ma a tutti i tuoi amici
Cacciatori, se vuoi che io faccia finta che non  stata una scelta di Clary quella di non venire qui, e se
vuoi che io finga di non sapere nulla dei suoi poteri o di quello che  veramente capace di fare, allora
anche tu devi fare qualcosa per me.
 Bene  disse Jace.  Che cosa vuoi?
Simon rimase in silenzio per un momento, guardando, alle spalle di Jace, le case di pietra che
costeggiavano l'altra sponda del canale scintillante. Oltre i tetti merlati, si vedevano le cime luccicanti
delle torri antidemoni.  Voglio che tu faccia il possibile per convincere Clary che tu non provi niente
per lei. E non... non rispondermi che sei suo fratello. Lo so gi. Tu non devi illuderla, visto che sai
benissimo che qualsiasi cosa ci sia tra voi non ha futuro. E non lo dico perch la voglio per me. Lo dico
perch sono suo amico e non voglio che soffra.
Jace si guard le mani per un lungo momento senza rispondere. Erano mani sottili, le dita e le
nocche segnate da calli e il dorso ricamato dalle sottili linee bianche di antichi marchi. Erano le mani di
un soldato, non di un adolescente.  L'ho gi fatto  disse.  Le ho gi detto che m'interessa essere
suo fratello e basta.
 Ah.  Simon si era aspettato che Jace si opponesse, che protestasse, non che si arrendesse.
Un Jace che si arrendeva era una novit. E ora Simon quasi si vergognava di avergli fatto quella
richiesta. Clary non me l'ha mai detto, avrebbe voluto dire, ma poi, perch Clary avrebbe dovuto
dirglielo? Ora che ci pensava, recentemente Clary si era mostrata insolitamente silenziosa e schiva,
ogni volta che si faceva il nome di Jace.  Be', questo risolve tutto, immagino. C' un'ultima cosa.
 Ah  fece Jace, senza dimostrare grande interesse.  E sarebbe?
 Che cos'ha detto Valentine quando Clary ha disegnato quella runa sulla nave? Sembrava una
lingua straniera. Meme qualcosa...
 Mene mene tekel upharsin  rispose Jace con un accenno di sorriso.  Non lo riconosci?
Viene dalla Bibbia, vampiro. Dall'Antico Testamento. Sono libri tuoi, no?
 Solo perch sono ebreo non significa che ho imparato a memoria tutto l'Antico Testamento.
 E' la scritta sul muro del palazzo di Baldassar. DIO HA CONTATO I GIORNI DEL TUO
REGNO E VI HA POSTO FINE. TU SEI STATO PESATO SULLA BILANCIA E SEI STATO
TROVATO MANCANTE.  una profezia del giudizio universale. Sta a significare la fine di un
impero.
 Ma questo che cosa c'entra con Valentine?
 Non solo con Valentine  spieg Jace.  Ma con tutti noi: il Conclave, la Legge... Quello
che Clary  in grado di fare cambia tutto ci che loro hanno sempre ritenuto vero. Nessun essere umano
 in grado di creare nuove rune, n di tracciare le rune che disegna Clary. Solo gli angeli hanno questo
potere. E dato che Clary pu farlo... be', sembra una profezia: le cose stanno cambiando, le Leggi
stanno cambiando. Le vecchie procedure potrebbero non essere pi quelle giuste. Come la ribellione
degli angeli mise fine al mondo cos com'era, dividendo il cielo a met e creando l'inferno, ora questo
potrebbe significare la fine dei Nephilim cos come esistono attualmente. Questa  la nostra guerra,
vampiro, e solo una delle due parti pu vincere. E mio padre vuole che sia la sua.
Nonostante l'aria fredda, Clary grondava di calore nei vestiti bagnati. Gocce di sudore le
colavano lungo il viso, bagnandole il colletto del cappotto, mentre Luke, tenendole una mano sul
braccio, la incitava a camminare in fretta, sotto un cielo che si faceva rapidamente pi scuro. Erano in
vista di Alicante, adesso. La citt era in una valle poco profonda, tagliata in due da un fiume argenteo
che sembrava svanire nel centro abitato per poi riemergere dal lato opposto. Un viluppo di edifici color
miele dai tetti rossi e un groviglio di ripide stradine scure e serpeggianti risalivano il fianco di una
scoscesa collina. In cima alla collina si ergeva un edificio scuro, svettante, con diversi colonnati e una
torre luccicante a ogni punto cardinale. Sparse tra le altre costruzioni c'erano altre torri uguali, alte e
sottili, che sembravano fatte di vetro, o di quarzo, ciascuna vibrante di luce. Erano come aghi che
foravano il cielo. La luce morente del sole creava spenti arcobaleni sulle loro superfici. Era una vista
meravigliosa, e molto strana.
Non puoi dire di aver visto una citt finch non hai visto Alicante dalle torri di vetro.
 Come?  disse Luke.  Cosa hai detto?
Clary non si era resa conto di avere parlato. Imbarazzata, ripet la frase ad alta voce e Luke la
guard sorpreso.  Dove l'hai sentito?
 Da Hodge  rivel Clary.   una cosa che mi ha detto Hodge.
Luke la scrut pi da vicino.  Hai il viso rosso  osserv.  Come ti senti?
Le doleva il collo, aveva il corpo in fiamme, la bocca secca.  Sto bene  disse invece. 
Cerchiamo di arrivare, okay?
 Okay.  Luke le indic un passaggio formato da un arco dalla sommit appuntita, ai
margini della citt, dove cominciavano le case. All'ombra dell'arco, uno Shadowhunter in tenuta nera
da battaglia faceva la guardia.  Quella  la Porta Settentrionale:  da l che i Nascosti possono entrare
legalmente in citt, se hanno le carte in regola.  sorvegliata giorno e notte. Ora, se noi fossimo qui per
questioni ufficiali o se avessimo il permesso di essere qui, potremmo passare da quella Porta.
 Ma non ci sono mura, intorno alla citt  osserv Clary.  Non mi sembra molto efficace,
come misura di controllo.
 Le difese sono invisibili, ma ci sono. Sono controllate dalle torri antidemoni, da mille anni.
Te ne accorgerai quando le attraverseremo.  Lanci un ultimo sguardo preoccupato alla faccia
arrossata di Clary.  Sei pronta?
Clary annu. Si allontanarono dalla Porta, lungo il lato orientale della citt, dove gli edifici
erano pi fitti. Facendole cenno di non far rumore, Luke la tir verso uno stretto passaggio tra due case.
Clary chiuse gli occhi, quasi aspettandosi di sbattere la faccia contro un muro invisibile. Ma non fu
cos. Sent un'improvvisa pressione, come se si trovasse su un aereo in caduta libera, ud uno schiocco
nelle orecchie... Poi la sensazione spar e Clary si ritrov nel vicolo tra le case.
Uguale a un vicolo di New York, a qualsiasi vicolo del mondo, di primo acchito: sapeva di pip
di gatto.
Clary sbirci dietro l'angolo di uno degli edifici. Una strada pi larga saliva su per la collina,
costeggiata da case e negozietti.  Non c' nessuno in giro  osserv, con una certa sorpresa.
Nella luce sempre pi fioca, Luke era grigio.  Ci dev'essere un'assemblea, su alla Guardia. 
l'unica ragione che pu svuotare cos le strade.
  un bene per noi, no?
  un bene e un male. Le strade sono praticamente deserte, il che  un bene. Ma  pi
probabile che, chiunque si trovi a passare, ci noti e parli di noi.
 Credevo che avessi detto che sono tutti alla Guardia. Luke accenn un sorriso.  Non
prendermi troppo alla lettera, Clary. Volevo dire gran parte dei cittadini. I bambini, gli adolescenti, tutti
coloro che sono esentati dall'assemblea, non vanno alla Guardia.
Gli adolescenti. Clary pens a Jace e, contro la sua volont, il cuore le fece un balzo, come un
cavallo ai cancelli di partenza.
Luke aggrott la fronte, come se le avesse letto nel pensiero.  Ora come ora, io sto
infrangendo la Legge, perch mi trovo ad Alicante senza aver dichiarato la mia presenza al Conclave,
alle Porte della citt. Se qualcuno mi riconoscesse, saremmo in guai seri.  Guard la striscia di cielo
color ruggine che s'intravedeva tra i tetti.  Dobbiamo allontanarci dalle strade principali.
 Stiamo andando a casa del tuo amico?
 S, ma non  precisamente un amico.
 Allora chi...?
 Tu seguimi.  Luke s'infil in un passaggio tra due case, cos angusto che Clary, aprendo le
braccia, avrebbe potuto toccare i muri delle case ai due lati. Da l, si addentrarono in una stradina
acciottolata e serpeggiante, fiancheggiata da negozi. Gli edifici erano un incrocio tra un paesaggio
gotico visto in un sogno e una favola per bambini. I rivestimenti esterni, in pietra, erano intagliati con
ogni sorta di creatura mitica o leggendaria: le teste di mostro andavano per la maggiore, intervallate da
cavalli alati, cose che sembravano casette su zampe di gallina, sirene e, naturalmente, angeli. Da ogni
angolo sporgevano gargoyle con facce digrignate e contorte. E ovunque c'erano rune: sulle porte, nei
motivi astratti incisi nella pietra, appese a sottili catenelle come campanelle cinesi mosse dal vento.
Rune di protezione, rune di buon auspicio, persino rune per un fiorente commercio. Guardandole, Clary
cominci a sentire un lieve stordimento.
Camminavano in silenzio, restando nell'ombra. La strada acciottolata era deserta, le porte dei
negozi chiuse e sbarrate. Passando, Clary gettava occhiate furtive nelle vetrine. Era strano vedere in
una vetrina costosi cioccolatini riccamente decorati e, in quella accanto, un'altrettanto ricca esposizione
di armi dall'aria letale: sciabole, mazze chiodate e un assortimento di spade angeliche di tutte le
dimensioni.  Niente armi da fuoco  osserv. La sua voce le sembr lontanissima.
Luke la guard battendo le palpebre.  Come?
 Gli Shadowhunters  disse Clary.  A quanto pare non usano armi da fuoco.
 Le rune impediscono alla polvere da sparo di funzionare  spieg Luke.  Nessuno sa
perch. Per di tanto in tanto i Nephilim usano il fucile contro i licantropi. Non serve una runa per
ucciderci, basta un proiettile d'argento.  La sua voce era cupa. All'improvviso alz di scatto la testa.
Nella luce fioca era facile immaginare le sue orecchie drizzarsi come quelle di un lupo.  Voci 
disse.  Devono aver finito, su alla Guardia.
Prese Clary per un braccio e la fece allontanare dalla strada. Emersero in una piazzetta con un
pozzo al centro,- poco pi avanti, un ponte in muratura scavalcava uno stretto canale. Nella luce
morente, l'acqua del canale sembrava nera. Anche Clary ora sentiva le voci, dalle strade vicine: erano
alte, arrabbiate. Clary era sempre pi stordita: aveva l'impressione che il terreno le si inclinasse sotto i
piedi, rischiando di mandarla a gambe all'aria. Si appoggi al muro del vicolo, cercando di respirare.
 Clary  esclam Luke.  Clary, va tutto bene?
La voce di Luke sembrava grossa, strana. Lo guard e il respiro le mor in gola. Aveva le
orecchie lunghe e appuntite, i denti affilati come lame, gli occhi di un giallo acceso...
 Luke  sussurr.  Che cosa ti sta succedendo?
 Clary.  Luke fece per toccarla, con mani stranamente lunghe, dalle unghie affilate e color
ruggine.  Qualcosa non va?
Clary strill, divincolandosi. Non sapeva perch fosse tanto terrorizzata: aveva gi visto Luke
trasformarsi, e lui non le aveva mai fatto del male. Ma il terrore dentro di lei era una cosa viva,
incontrollabile. Quando Luke la prese per le spalle cerc di scappare da quegli occhi gialli,
animaleschi. Luke cercava di calmarla, la pregava di stare zitta, con la sua solita voce, umana. 
Clary, ti prego...
 Lasciami! Lasciami!
Ma lui non lo fece.   l'acqua... Hai le allucinazioni... Clary, cerca di mantenere il controllo.
 La port verso il ponticello, trascinandola di peso. Lei sentiva le lacrime scorrere sulle guance
ardenti e portarle un po' di refrigerio.  Non  reale. Cerca di resistere, ti prego  le diceva Luke
accompagnandola sul ponte. Clary sentiva l'odore dell'acqua melmosa che scorreva sotto. C'erano delle
cose, che si muovevano sotto la superficie. Guard gi e vide emergere dall'acqua un tentacolo nero
con la punta spugnosa bordata di denti a spillo. Si ritrasse, incapace persino di gridare. Solo un basso
mugolio le sal alla gola.
Luke la prese al volo, quando le cedettero le ginocchia, e se la caric fra le braccia. Non la
portava in braccio da quando aveva cinque o sei anni.  Clary  le disse, ma il resto delle sue parole
si confusero in un ruggito senza senso, mentre scendevano dal ponte. Passarono di corsa davanti a una
serie di case alte e strette, che le ricordavano le villette a schiera di Brooklyn... o, forse, anche sul suo
quartiere aveva le allucinazioni... Tutt'intorno, l'aria sembrava incurvarsi al loro passaggio, le luci delle
case fiammeggiavano come torce, il canale vibrava di un maligno bagliore fosforescente. Clary sentiva
le ossa dissolversi dentro il corpo.
 Qui.  Luke si ferm di scatto davanti a un'alta casa affacciata su un canale. Prese a calci la
porta, gridando. Era di un colore rosso luminoso, quasi eccessivo, con una singola runa al centro, in
oro. La runa si sciolse e col sotto gli occhi di Clary, prendendo la forma di uno spaventoso teschio
sogghignante. Non  reale, si disse Clary, soffocando un grido con un pugno sulla bocca, mordendo
forte, finch non sent il sapore del sangue.
Il dolore le schiar momentaneamente le idee. La porta si spalanc, rivelando una donna con un
vestito scuro, la faccia increspata da rabbia e sorpresa. Aveva i capelli lunghi, un'aggrovigliata nuvola
tra il grigio e il castano che le sfuggiva da due trecce. I suoi occhi azzurri sembravano familiari. Una
pietra runica di stregaluce le brillava in mano.  Chi ?  chiese con forza.  Che cosa volete?
 Amatis  Luke entr nel fascio di luce della stregaluce, con Clary tra le braccia.  Sono
io.
La donna sbianc, barcoll e allung una mano per appoggiarsi allo stipite della porta.
 Lucian?  Luke cerc di fare un passo avanti, ma la donna gli blocc la strada. Scuoteva la
testa cos forte da far volare le trecce.  Come puoi venire qui, Lucian? Come osi venire qui?
 Non avevo scelta.  Luke assicur la presa su Clary, che represse un grido. Tutto il suo
corpo era in fiamme, ogni singolo nervo bruciava di dolore.
 Te ne devi andare  gli intim Amatis.  Se te ne vai immediatamente...
 Non sono qui per me. Sono qui per la ragazza. Sta morendo.  E mentre la donna lo fissava
con durezza, Luke aggiunse:  Amatis, ti prego.  la figlia di Jocelyn.
Ci fu un lungo silenzio, durante il quale Amatis rimase immobile sulla soglia come una statua.
Sembrava impietrita: se per la sorpresa o per l'orrore, Clary non avrebbe saputo dirlo. Clary strinse il
pugno, appiccicoso di sangue, ma nemmeno il dolore serviva pi a riscuoterla, ormai. Il mondo le si
stava sgretolando intorno, sfocato, come un puzzle portato via dalla corrente di un fiume. Riusc a
malapena a sentire la voce di Amatis che, facendosi da parte, diceva:  Okay, Lucian, portala dentro.
Quando Simon e Jace rientrarono in salotto, videro che Aline aveva messo del cibo sul tavolino
tra i divani. C'erano pane e formaggio, fette di torta, mele e persino una bottiglia di vino, che Max non
poteva toccare. Era seduto in un angolo, con una fetta di torta su un piattino e il suo libro aperto sulle
ginocchia. Simon lo capiva: anche lui probabilmente sentiva lo stesso senso di solitudine, nel gruppo
che rideva e chiacchierava.
Simon vide Aline sfiorare il polso di Jace mentre si allungava per prendere un quarto di mela. Si
irrigid. In fondo  quello che vuoi da Jace, si disse. Eppure, in qualche modo non riusciva a liberarsi
dalla sensazione che Jace stesse mancando di rispetto a Clary.
Jace incroci il suo sguardo e sorrise. Pur non essendo un vampiro, riusc a fargli un sorriso che
sembrava tutto denti aguzzi. Simon distolse lo sguardo e si guard intorno. Not che la musica che
aveva sentito prima non veniva da uno stereo, ma da un congegno meccanico dall'aria molto
complicata.
Pens di attaccare discorso con Isabelle, ma vide che stava chiacchierando con Sebastian, il cui
viso elegante era chino sul suo, tutto concentrato. Jace, una volta, aveva riso della cotta che Simon si
era preso per Isabelle, Sebastian invece era senza dubbio in grado di gestirla. Gli Shadowhunters
venivano educati a controllare qualsiasi cosa, giusto? E tuttavia, l'espressione di Jace, quando aveva
detto di voler essere solo un fratello per Clary, lo faceva dubitare.
 Abbiamo finito il vino  annunci Isabelle, sbattendo la bottiglia sul tavolo.  Vado a
prenderne dell'altro.  Con un cenno d'intesa a Sebastian, spar in cucina.
 Se mi permetti un'osservazione, mi sembri un po' silenzioso.  Era Sebastian, appoggiato
dietro allo schienale della poltrona di Simon, con un sorriso disarmante. Per avere i capelli cos scuri,
pens Simon, Sebastian aveva la pelle chiarissima, come se non uscisse molto alla luce del sole. 
Tutto bene?
Simon scroll le spalle.  Non ci sono molti spiragli, per me, in questa conversazione. A
quanto pare, o si parla di politica degli Shadowhunters o di persone che non ho mai sentito nominare, o
entrambe le cose.
Il sorriso di Sebastian scomparve.  A volte siamo un circolo molto chiuso, noi Nephilim. 
cos che succede a chi  escluso dal resto del mondo.
 Forse siete voi stessi a escludervi, non credi? Voi disprezzate la gente comune.
 "Disprezzare"  un po' forte  replic Sebastian. 
Ma tu credi davvero che il mondo degli umani voglia avere qualcosa a che fare con noi? Ogni
volta che loro cercano di rassicurarsi negando l'esistenza di vampiri, demoni o altri mostri sotto il letto,
noi non facciamo che ricordargli che stanno mentendo a se stessi.  Si gir a guardare Jace. Simon si
accorse solo allora che li stava fissando in silenzio.
 Non sei d'accordo anche tu?
Jace sorrise.  De ce crezi ca va auscultam conversatia?
Sebastian incroci il suo sguardo con un'aria di piacevole interesse.  Mai urmarit de cand ai
ajuns aici  replic.
 Numi dau seama daca nu ma placi ori daca esti atat de banuitor cu toata lumea.  Si
raddrizz.  Ti ringrazio dell'opportunit che mi dai di praticare il rumeno, ma, se non ti dispiace, ora
vado in cucina a vedere perch Isabelle ci sta mettendo tanto.  Spar dalla porta, lasciando Jace a
fissarlo con un'espressione perplessa.
 Qualcosa non va? Alla fine, sa parlare il rumeno o no?  chiese Simon.
 S  disse Jace. Gli era apparsa una linea sottile tra le sopracciglia aggrottate.  Lo parla
eccome.
Prima che Simon potesse chiedergli spiegazioni, rientr Alec. Era accigliato, come quando se
n'era andato. Il suo sguardo si sofferm su Simon con un'espressione leggermente confusa negli occhi
azzurri.
Jace lo guard.  Gi di ritorno?
 Non per molto.  Alec prese una mela dal tavolo con la mano guantata.  Sono venuto a
prendere... lui  annunci, indicando Simon con la mela.  Lo vogliono alla Guardia.
Aline sembr sorpresa.  Davvero?  esclam, mentre Jace gi si stava alzando dal divano,
sciogliendo l'intreccio delle loro dita.
 Per quale motivo?  chiese, con una calma pericolosa.  Spero che tu sappia quello che
fai.
 Certo che lo so  ribatt Alec.  Non sono stupido.
 Suvvia!  intervenne Isabelle. Era ricomparsa sulla porta con Sebastian, che teneva in mano
una bottiglia.  Qualche volta sei un po' stupido, lo sai, solo un pochino  ripet, mentre Alee le
scoccava un'occhiata assassina.
 Vogliono rimandare Simon a New York  annunci Alec.  Dal Portale.
 Ma se  appena arrivato!  protest Isabelle mettendo il broncio.  Cos non  divertente!
 Nessuno pensa che debba essere divertente, Izzy. Simon  capitato qui per errore, quindi il
Conclave ritiene che la cosa migliore sia di rispedirlo a casa.
 Fantastico  comment Simon.  Magari riesco a rientrare prima che mia madre si accorga
della mia assenza. Che differenza di fuso orario c', tra qui e Manhattan?
 Tu hai una madre?  Aline sembrava stupefatta.
Simon decise di ignorarla.  Per me va bene  annunci, mentre Alec e Jace si scambiavano
delle occhiate.  Voglio soltanto sparire da questo posto.
 Tu andrai con lui  disse Jace ad Alec.  E controllerai che vada tutto bene, vero?
Si stavano guardando in un modo che Simon conosceva bene. Era il modo in cui si guardavano
lui e Clary, talvolta, scambiandosi occhiate in codice, quando non volevano che i loro genitori
sapessero cosa avevano in mente.
 Cosa c' che non va?  chiese Simon guardandoli. Lo scambio di occhiate s'interruppe.
Alec distolse lo sguardo, e Jace guard Simon con un'espressione blanda e sorridente.  Niente 
disse.  Va tutto bene. Congratulazioni, vampiro, ce l'hai fatta: torni a casa.
capitolo 4
IL DIURNO
Era scesa la notte, su Alicante, quando Simon e Alec uscirono dalla casa dei Penhallow e
s'incamminarono verso la Guardia. Le strade della citt, strette e tortuose, si dipanavano verso la cima
della collina come pallidi nastri di pietra alla luce della luna. L'aria era fredda, anche se Simon lo
percepiva solo vagamente.
Alec camminava in silenzio a grandi passi, sempre davanti a Simon, come fingendo di essere
solo. Nella sua vita precedente, Simon avrebbe dovuto correre per stargli dietro, avrebbe avuto il
fiatone; ora scopriva di poter stare al passo di Alec semplicemente accelerando un po'.  Deve essere
una bella rogna, per te  disse Simon ad Alec, con lo sguardo imbronciato e fisso davanti a s. 
Trovarti costretto a farmi da scorta, dico.
Alec scroll le spalle.  Ho diciotto anni. Sono un adulto, quindi devo essere io il responsabile.
Sono l'unico che pu entrare e uscire dalla Guardia mentre il Conclave  riunito. E poi, il Console mi
conosce.
 Che cos' un Console?
  una specie di alto ufficiale del Conclave.  lui che conta i voti del Consiglio, che interpreta
la Legge, che consiglia i membri del Conclave e l'Inquisitore. Se dirigi un Istituto e incappi in un
problema e non sai come risolverlo,  il Console che chiami.
 Consiglia l'Inquisitore? Ma l'Inquisitrice non  morta? Alec sbuff.   come dire: il
presidente non  morto?
S, l'Inquisitrice  morta, e adesso ce n' uno nuovo. L'Inquisitore Aldertree.
Simon si gir a guardare l'acqua scura dei canali ai piedi della collina. S'erano lasciati la citt
alle spalle e stavano percorrendo una stradina stretta tra alberi fitti d'ombre.  Sai che ti dico? In
passato, l'Inquisizione non ha funzionato molto bene, con la mia gente.  Alec lo guard senza capire.
 Non fa niente.  solo una battuta fra noi mondani.
 Tu non sei un mondano  gli ricord Alec.   per questo che Aline e Sebastian erano cos
impazienti di vederti. Be', con Sebastian non si pu mai dire: ha sempre l'aria di uno che ha gi visto
tutto.
Simon parl senza pensare.  Lui e Isabelle... C' qualcosa tra di loro?
Questo fece ridere Alec.  Isabelle e Sebastian? Difficile. Sebastian  un bravo ragazzo. A
Isabelle piace uscire solo con ragazzi assolutamente inadeguati, che i nostri genitori non potrebbero
mai sopportare: mondani, Nascosti, piccoli truffatori...
 Grazie  disse Simon.  Mi fa piacere essere classificato fra i criminali.
 Credo che lo faccia per attirare l'attenzione  disse Alec.   l'unica ragazza della
famiglia, quindi deve continuamente dimostrare di essere una tipa tosta. O almeno, cos crede.
 O forse cerca solo di distogliere l'attenzione da te  osserv Simon, quasi distrattamente. 
Visto che i tuoi genitori non sanno che sei gay.
Alec si ferm in mezzo alla strada cos all'improvviso che Simon per poco non gli fin addosso.
 No  disse.  Ma evidentemente tutti gli altri lo sanno.
 Tranne Jace  precis Simon.  Lui non lo sa, vero?
Alec fece un respiro profondo. Era pallido, pens Simon, o forse era solo la luce della luna che
lavava via i colori.
I suoi occhi erano neri nel buio.  Non vedo come la cosa ti possa riguardare. A meno che tu
non stia cercando di minacciarmi.
 Minacciarti?  Simon fu colto alla sprovvista.  Io non sto...
 Allora perch?  l'interruppe Alec. Nella sua voce c'era una vulnerabilit evidente e
improvvisa che stup Simon.  Perch tiri fuori questa storia?
 Perch  rispose Simon  sembra sempre che tu mi odi. Non ne faccio una questione
personale, anche se ti ho salvato la vita.  che dai l'impressione di odiare tutto il mondo. Non abbiamo
niente in comune, io e te, ma ti vedo, quando guardi Jace, e vedo me stesso quando guardo Clary. E
penso che forse questa  una cosa che abbiamo in comune. E che potrebbe convincerti a detestarmi un
po' di meno.
 Allora, tu non vuoi dirlo a Jace?  disse Alec.  Insomma, tu hai detto a Clary quello che
sentivi e...
 E non  stata una grande idea  concluse Simon.  Ora mi chiedo di continuo se si pu
tornare indietro, dopo una cosa simile. Se potremo di nuovo essere amici o se quello che avevamo 
andato in frantumi. Non per causa sua, ma mia. Forse, se trovassi qualcun altro...
 Qualcun altro  ripet Alec. Aveva ripreso a camminare, molto in fretta, con gli occhi fissi
sulla strada davanti a s.
Simon acceler il passo.  Sai cosa voglio dire. Per esempio, secondo me tu piaci molto a
Magnus Bane. E Magnus  un bel tipo. O, quantomeno, d delle feste grandiose. Anche se quella volta
mi sono ritrovato topo.
 Grazie per il consiglio.  La voce di Alec era secca.  Ma non credo di piacergli tanto. Mi
ha a malapena rivolto la parola, quando  venuto all'Istituto ad aprire il Portale.
 Forse dovresti chiamarlo  gli sugger Simon, cercando di non pensare troppo a quanto
fosse strano ritrovarsi a dare consigli a un Cacciatore di demoni sulla possibilit di mettersi insieme a
uno stregone.
 Non posso  disse Alec.  Niente telefoni, a Idris. E comunque, non importa.  Il tono
era sbrigativo.  Siamo arrivati. Questa  la Guardia.
Davanti a loro si ergeva un alto muro nel quale si apriva un enorme portone a due battenti,
incisi coi segni svolazzanti e spigolosi delle rune. Bench Simon non fosse in grado di leggerli, c'era
qualcosa di folgorante nella loro complessit e nel senso di potere che emanavano. Il portone era
sorvegliato su entrambi i lati da angeli di pietra dai volti feroci e bellissimi. Ciascuno brandiva una
spada incisa di rune e aveva ai piedi una creatura che si contorceva negli spasimi della morte: un
incrocio tra un topo, un pipistrello e una lucertola, con pericolosi denti aguzzi. Simon si sofferm a
guardarli. Demoni, immagin... ma avrebbero potuto tranquillamente essere vampiri.
Alec spalanc i battenti e fece cenno a Simon di passare. Una volta entrato, Simon si guard
intorno confuso. Da quando era diventato un vampiro, la sua capacit di vedere al buio aveva assunto
una precisione da laser, ma le decine di torce lungo il percorso che conduceva alla Guardia erano fatte
di stregaluce e il loro crudo bagliore bianco offuscava i dettagli di ogni cosa. Alec, intanto, lo guidava
lungo lo stretto sentiero di ciottoli, splendente di luci riflesse, finch qualcuno, sul sentiero davanti a
lui, non gli blocc il passo con il braccio alzato.
 Dunque  lui il vampiro?  La voce che aveva parlato era cos profonda da essere quasi un
ringhio animale. Simon alz gli occhi: gli bruciavano per la troppa luce e avrebbero lacrimato, se fosse
stato ancora capace di piangere. stregaluce, pens. Luce angelica, mi brucia. Immagino che non ci sia
da stupirsi.
L'uomo davanti a loro era molto alto, con la pelle giallastra tesa sugli zigomi pronunciati. Sotto
una calotta di capelli neri tagliati corti la fronte era alta, il naso aquilino, romano. Guardava Simon con
l'espressione di un pendolare alla stazione della metropolitana, intento a osservare un ratto che corre
sulle rotaie con la vaga speranza che passi un treno e lo spiaccichi.
 Questo  Simon  disse Alec con una lieve incertezza.  Simon, ti presento il Console
Malachi Dieudonn.  pronto il Portale, signore?
 S  rispose Malachi. La sua voce era dura e aveva un lieve accento straniero.  Ogni cosa
 pronta. Vieni, Nascosto.  Fece cenno a Simon di seguirlo.  Prima chiudiamo questa faccenda e
meglio .
Simon fece per seguire l'alto ufficiale, ma Alec lo ferm con la mano sul braccio.  Solo un
momento  disse rivolto al Console.  Verr rimandato direttamente a Manhattan? E l ci sar
qualcuno ad aspettarlo?
 Certamente  conferm Malachi.  Lo stregone Magnus Bane. Poich  stato lui a
consentire al vampiro, poco saggiamente, di arrivare a Idris, ora si  assunto la responsabilit di
aspettare il suo ritorno.
 Se Magnus non l'avesse fatto passare attraverso il Portale, Simon sarebbe morto  precis
Alee un po' seccamente.
 Forse  ribatt Malachi.   quanto dicono anche i tuoi genitori, e il Conclave ha scelto di
credere alle loro parole. Contro il mio consiglio. In ogni caso, non si porta un Nascosto nella Citt di
Vetro cos a cuor leggero.
 Non  stato fatto a cuor leggero.  La rabbia si gonfi nel petto di Simon.  Eravamo stati
attaccati...
Malachi rivolse lo sguardo a Simon.  Tu parlerai soltanto quando ti verr rivolta la parola,
Nascosto, non prima.
La mano di Alee si strinse intorno al braccio di Simon. C'era una strana espressione sul suo
viso: di esitazione, di sospetto, come se si chiedesse se fosse stata una saggia idea, quella di portare
Simon lass.
 Ma, Console, davvero!  La voce che giunse attraverso il cortile era acuta e sfiatata. Simon
vide con una certa sorpresa che apparteneva a un ometto piccolo e tondo che si affrettava verso di loro.
Indossava un'ampia cappa grigia sulla tenuta da Cacciatore e la sua pelata riluceva nella stregaluce
 Non c' alcun bisogno di allarmare il nostro ospite.
 Ospite?!  ripet Malachi indignato.
L'ometto si ferm davanti ad Alee e Simon e li guard con un sorriso raggiante.  Siamo cos
contenti, anzi felici, veramente, che tu abbia deciso di collaborare, accettando di farti rimandare a New
York. Ci rende tutto molto, molto pi facile.  Fece l'occhiolino a Simon, che lo guardava confuso.
Non avrebbe mai pensato di incontrare uno Shadowhunter che fosse felice di vederlo: non da mondano,
e certo non adesso che era un vampiro.  Ah, dimenticavo!  L'ometto si batt la mano sulla fronte.
 Non mi sono neanche presentato. Io sono l'Inquisitore, il nuovo Inquisitore. Inquisitore Aldertree  il
mio nome.
Aldertree porse la mano a Simon che, nella confusione pi totale, gliela strinse.  E tu, ti
chiami Simon?
 S  rispose lui, ritirando la mano appena possibile. La stretta di Aldertree era
sgradevolmente umidiccia e appiccicosa.  Non c' bisogno di ringraziarmi per la collaborazione. Io
voglio solo andare a casa.
 Ne sono certo, ne sono certo!  Sebbene il tono di Aldertree fosse gioviale, qualcosa balen
sul suo viso mentre parlava, un'espressione che Simon non riusc ad afferrare. Spar in un attimo, poi
Aldertree sorrise e gli indic un sentierino che girava intorno alla Guardia.  Da questa parte, Simon,
se non ti dispiace.
Simon si mosse e Alec fece per seguirlo. L'Inquisitore sollev la mano.  Non abbiamo
bisogno altro, da te, Alexander. Ti ringrazio per l'aiuto.
 Ma, Simon...  inizi Alec.
 Simon star benone  lo rassicur l'Inquisitore.  Malachi, per favore accompagna fuori
Alexander. E dagli una pietra runica di stregaluce per arrivare fino a casa, se non ne ha portata una
con s. Il sentiero pu essere insidioso, di notte.
E con un altro sorriso beato si port via Simon, lasciando Alec a guardarli andare.
Il mondo si dilat intorno a Clary in una macchia indistinta ma quasi tangibile, mentre Luke la
portava oltre la soglia, in un lungo corridoio, e Amatis faceva loro strada con la stregaluce In preda al
delirio, Clary fissava lo sguardo sul corridoio che si stendeva davanti a lei sempre pi lungo, sempre
pi lungo, come il corridoio di un incubo.
Il mondo si rovesci su un fianco. Clary si ritrov distesa su una superficie fredda. C'erano delle
mani che lisciavano una coperta sopra di lei e un paio di occhi azzurri che la scrutavano dall'alto. 
Sta molto male, Lucian!  disse Amatis con una voce alterata e distorta come quella di un vecchia
registrazione.  Cosa le  successo?
 Ha bevuto met del lago Lyn.  Il suono della voce di Luke si affievol e per un momento
la visione di Clary si schiar: era distesa sul pavimento di fredde piastrelle di una cucina e, da qualche
parte, Luke stava frugando in un armadietto. La cucina aveva pareti gialle e scrostate e una vecchia
stufa di ghisa a una parete; le fiamme che danzavano dietro la grata della stufa le ferivano gli occhi.
 Anice, belladonna, elleboro...  Luke si allontan dall'armadietto con le braccia piene di
barattoli di vetro.  Puoi mettere a bollire queste erbe, Amatis? Voglio spostarla pi vicino alla stufa.
Sta tremando.
Clary cerc di parlare, di dire che non aveva bisogno di essere riscaldata, che stava bruciando,
ma i suoni che le uscirono di bocca non erano quelli che aveva in mente. Si sent mugolare, quando
Luke la sollev, poi avvert il calore che le scongelava il fianco sinistro... Non si era nemmeno resa
conto di avere freddo. I denti le battevano forte e sent in bocca il sapore del sangue. Il mondo
cominci a tremare intorno a lei come acqua scossa in un bicchiere.
 Il Lago dei Sogni?  La voce di Amatis era piena di incredulit. Clary non riusciva a
vederla chiaramente, ma le sembrava che fosse vicino alla stufa, con un lungo cucchiaio di legno in
mano.
 Che cosa ci facevate l? Jocelyn sa dove...
Il mondo non c'era pi, o per lo meno il mondo reale, la cucina coi muri gialli e il fuoco
confortante dietro la grata. Vedeva le acque del lago Lyn che riflettevano il fuoco come la superficie di
un vetro lucido. Su quel vetro camminavano angeli: angeli dalle ali bianche, spezzate e insanguinate. E
tutti avevano il volto di Jace. E poi altri angeli, con ali di nera tenebra, che avvicinavano le mani al
fuoco e ridevano...
 Continua a chiamare suo fratello.  La voce di Amatis sembrava cava, come se filtrasse
verso di lei da profondit impossibili.   con i Lightwood, vero? I Lightwood stanno dai Penhallow,
in Princewater Street. Potrei...
 No  ribatt Luke seccamente.  No.  meglio che Jace non sappia nulla di tutto questo.
Stavo chiamando Jace! Perch lo facevo?, si chiese Clary. Ma il pensiero ebbe vita breve: torn
il buio e le allucinazioni s'impossessarono di nuovo della sua mente. Questa volta sogn Alee e
Isabelle. Sembravano usciti da una battaglia feroce, avevano la faccia rigata di lacrime e di sporco. E
poi non c'erano pi. E Clary sogn un uomo senza volto, con delle ali nere che gli crescevano sulla
schiena come ali di pipistrello. L'uomo sorrideva e dalla bocca gli colava sangue. Pregando che le
visioni svanissero, Clary serr gli occhi.
Pass molto tempo prima che riemergesse verso la superficie, richiamata dalle voci sopra di lei.
 Bevi questo  le stava dicendo Luke.  Clary, devi berlo.  E poi c'erano delle mani che le
sorreggevano la schiena e c'era un fluido che le colava nella bocca da un fazzoletto zuppo. Era amaro e
disgustoso, e Clary tossiva, aveva conati di vomito, ma le mani sulla sua schiena erano ben salde.
Mand gi, oltre il dolore della gola gonfia.  Fatto  disse Luke.  Ora dovrebbe andare meglio.
Clary apr gli occhi lentamente. In ginocchio accanto a lei c'erano Luke e Amatis, e i loro occhi
azzurri, quasi identici, erano colmi della medesima preoccupazione. Guard alle loro spalle e non vide
niente: n angeli, n demoni dalle ali di pipistrello. Solo pareti gialle e un bollitore rosa pallido in bilico
sul davanzale di una finestra.
 Morir?  sussurr.
Luke fece un sorriso sfinito.  No. Ti ci vorr un po' per rimetterti in sesto, ma te la caverai.
 Okay.  Era troppo esausta per sentire qualsiasi cosa, anche il sollievo. Era come se le
avessero tolto tutte le ossa, lasciandole solo un sacco di pelle vuoto. Guardando Luke tra le ciglia,
insonnolita, quasi senza pensare, Clary disse:  Hai gli occhi uguali.
Luke batt le palpebre.  Uguali a cosa?
 Uguali ai suoi  disse Clary, spostando lo sguardo assonnato verso Amatis, che sembrava
perplessa.  Lo stesso azzurro.
L'ombra di un sorriso pass sul volto di Luke.  Be', non  poi cos strano, tutto sommato 
disse.
 Prima non ho avuto modo di fare le presentazioni. Clary, ti presento Amatis Herondale. Mia
sorella.
L'Inquisitore smise di parlare non appena Alec e l'alto ufficiale furono abbastanza lontani.
Simon lo segu lungo lo stretto sentiero illuminato, cercando di non guardare verso le torce di
stregaluce Sentiva la mole possente della Guardia che si innalzava davanti a lui come la fiancata di
una nave sull'oceano. Le finestre vivamente illuminate macchiavano il cielo di una luce argentea.
C'erano anche finestrelle basse, al livello del suolo. Molte avevano delle inferriate, ed erano buie.
Dopo un po' raggiunsero un passaggio ad arco chiuso da una porta di legno, su un lato
dell'edificio. Quando Aldertree si avvicin e apr il lucchetto, lo stomaco di Simon si strinse. Le
persone, lo notava da quando era un vampiro, avevano un odore che mutava con l'umore. L'Inquisitore
puzzava di qualcosa di forte e amaro, come il caff, ma molto pi sgradevole. Simon sent nelle
gengive il dolore pungente che precedeva sempre l'apparire dei canini e, passando dalla porta, cerc di
stare lontano dall'Inquisitore.
Il corridoio che si apriva oltre la porta era lungo e bianco, quasi un tunnel, e sembrava scavato
nella roccia. L'Inquisitore camminava veloce e la sua stregaluce gettava riflessi vivaci contro i muri.
Per avere delle gambe cos corte, si muoveva con notevole rapidit, girando spesso la testa a destra e a
sinistra e arricciando il naso come ad annusare l'aria, e Simon dovette affrettare il passo. Entrarono per
un portone dai battenti spalancati come ali. Nella grande sala che si apriva dall'altra parte, Simon vide
un anfiteatro con file e file di sedie, ciascuna occupata da uno Shadowhunter vestito di nero. Le loro
voci rimbalzavano contro le pareti, molte dai toni accesi dall'ira, e Simon colse brandelli di discussione,
voci sovrapposte e parole soffocate da altre.
 Non abbiamo alcuna prova di ci che vuole Valentine. Non ha comunicato i suoi desideri a
nessuno.
 Che cosa importa quello che vuole?  un rinnegato e un bugiardo. Credi davvero che
qualsiasi tentativo di rabbonirlo possa esserci d'aiuto?
 Sapete che una pattuglia ha trovato il corpo di un giovane lupo mannaro nei dintorni di
Brocelind? Dissanguato. Sembra che Valentine abbia completato il Rituale qui a Idris.
 Con due degli Strumenti Mortali in suo possesso,  pi potente di qualsiasi Nephilim.
Potremmo non avere scelta.
 Mio cugino  morto, su quella nave a New York! Non possiamo fargliela passare liscia, dopo
tutto quello che ha fatto! Deve pagarla!
Simon rallent, curioso di saperne di pi, ma l'Inquisitore gli ronzava intorno come una grassa
ape molesta.  Andiamo, andiamo!  diceva, agitando la stregaluce davanti a s.  Non abbiamo
tempo da perdere. Devo tornare all'assemblea prima che finisca.
Con riluttanza, Simon si lasci sospingere dall'Inquisitore lungo il corridoio, con quel "Deve
pagarla!" che ancora gli risuonava nelle orecchie. Il ricordo di quella notte sulla nave era freddo e
sgradevole. Raggiunsero una porta su cui era intagliata un'unica, semplice runa nera, e l'Inquisitore tir
fuori una chiave e l'apr, facendo entrare Simon con un ampio gesto della mano.
La stanza era decorata da un unico arazzo, raffigurante un angelo che emergeva dalle acque di
un lago con una spada in una mano e una coppa nell'altra. Simon si distrasse un momento, pensando
che aveva gi visto sia la Coppa sia la Spada. Solo quando sent lo scatto di una serratura si rese conto
che l'Inquisitore aveva chiuso a chiave la stanza.
Si guard intorno. Non c'erano mobili, tranne una panca e un tavolino basso. Una campanella
d'argento ornamentale era posata sul tavolino.  Il Portale...  qui dentro?  chiese con incertezza.
 Simon, Simon  Albertree si sfreg e mani, come pregustando una festa di compleanno o
qualche altro piacevole evento.
 Hai davvero tanta fretta di andartene? Ci sarebbero un paio di domande che vorrei farti,
prima...
 Okay.  Simon scroll le spalle, a disagio.  Mi pu chiedere ci che vuole, immagino.
 Come sei disponibile! Che bellezza!  Albertree aveva un sorriso raggiante.  Allora, da
quanto tempo, esattamente, sei un vampiro?
 Circa due settimane.
 E com' successo? Sei stato aggredito per strada? O nel tuo letto, di notte? Sai chi  stato, a
trasformarti?
 Be', non esattamente.
 Ma, ragazzo mio  esclam Aldertree  come fai a non sapere una cosa del genere?  Lo
sguardo che l'Inquisitore pos su Simon era aperto e curioso. Sembrava cos innocuo, pens Simon.
Come di un nonno o un vecchio zio un po' buffo. Quell'odore amaro, probabilmente se l'era
immaginato.
 Non  stato cos semplice, in realt  rispose Simon. E raccont delle sue due visite al
Dumort, una in forma di topo e l'altra perch spinto da un'urgenza irresistibile. Si era sentito come
stretto fra le ganasce di una enorme tenaglia e sospinto esattamente nel punto in cui voleva farlo
andare.  E cos  concluse Simon  nel momento in cui ho varcato la soglia dell'hotel, sono stato
attaccato... Non so chi  stato quello che mi ha trasformato. Forse sono stati un po' tutti, in un certo
senso.
L'Inquisitore schiocc la lingua con disapprovazione.  Santo cielo, santo cielo. Questo non va
per niente bene.  molto fastidioso.
 L'ho pensato anch'io  concord Simon.
 Il Conclave non ne sar affatto contento.
 Come?  Simon era sconcertato.  Che cosa pu importare al Conclave di come sono
diventato un vampiro?
 Be', un conto sarebbe se tu fossi stato aggredito  spieg Aldertree con dispiacere.  Ma tu
ci sei andato con le tue gambe e... be', praticamente ti sei consegnato ai vampiri, capisci? Sembra quasi
che tu volessi diventare uno di loro.
 Certo che no! Non  per questo che sono andato all'hotel!
 Ma certo, ma certo.  La voce di Aldertree era melliflua.  Passiamo a un altro argomento,
vuoi?  Senza aspettare risposta, prosegu:  Come mai i vampiri ti hanno lasciato sopravvivere e
rinascere, giovane Simon? Considerato che avevi violato il loro territorio, la normale procedura sarebbe
stata quella di bere il tuo sangue fino a farti morire, poi bruciare il tuo corpo per impedirti di rinascere.
Simon apr la bocca per raccontare all'Inquisitore che Raphael l'aveva riaccompagnato
all'Istituto e che poi Clary, Jace e Isabelle l'avevano portato al cimitero ed erano rimasti ad aspettare
che uscisse dalla sua fossa scavando con le mani. Ma esit. Aveva solo una vaga idea di come
funzionava la loro Legge, ma aveva il sospetto che assistere alla rinascita di un vampiro e procurargli il
sangue per il suo primo pasto non rientrasse nella normale prassi.  Non lo so  disse.  Non ho
idea del perch mi abbiano trasformato, invece di uccidermi.
 Ma uno di loro deve averti fatto bere il suo sangue, altrimenti non saresti... be', non saresti
quello che sei oggi. Mi stai dicendo che non sai chi sia il vampiro tuo signore?
Il vampiro mio signore? Simon non l'aveva mai pensata in questi termini... Il sangue di Raphael
gli era entrato in bocca quasi per un caso. Ed era difficile pensare al ragazzo vampiro come a un
sovrano: Raphael sembrava persino pi giovane di lui.  Temo di no.
 Santo cielo!  sospir l'Inquisitore.  Che sfortuna.
 Che cosa  una sfortuna?
 Be', il fatto che tu mi stia mentendo, ragazzo.  Aldertree scosse la testa.  E io che
speravo tanto che tu collaborassi.  terribile. Terribile. Non vorresti ripensarci, provare a dirmi la
verit? Come un favore personale?
 Ma io gliela sto dicendo, la verit! L'Inquisitore si ammosci come un fiore senz'acqua.
 Che peccato.  Sospir di nuovo.  Che peccato.  E con queste parole and alla porta e
diede un colpo secco sul legno, ancora scuotendo la testa.
 Che succede?  La voce di Simon era venata di allarme e confusione.  E il Portale?
 Il Portale?  Aldertree ridacchi.  Non avrai pensato davvero che ti avrei lasciato andare
cos, vero?
Prima che Simon potesse replicare, la porta si spalanc e rivers nella stanza un manipolo di
Shadowhunters in tenuta nera. Mani forti si strinsero intorno alle braccia di Simon, bloccandolo. Simon
lott, ma gli calarono un cappuccio in testa. Scalci alla cieca, un piede colse nel segno e sent
qualcuno imprecare.
Venne spintonato indietro, brutalmente. Una voce infuocata gli ringhi all'orecchio:  Fallo di
nuovo, vampiro, e ti verso l'acqua santa gi per la gola e ti guardo morire sputando sangue.
 Basta cos!  La vocetta sottile e preoccupata dell'Inquisitore si lev come un palloncino.
 Basta con le minacce! Voglio solo dare una piccola lezione al nostro ospite.
 Doveva essersi avvicinato, perch Simon sentiva di nuovo quello strano odore amaro, filtrato
dal cappuccio.  Simon, Simon  disse Aldertree.  Mi ha fatto tanto piacere conoscerti. Spero
proprio che una notte nelle celle della Guardia sortisca l'effetto desiderato e che domani mattina tu sia
un po' pi propenso a collaborare. Vedo un futuro luminoso, per noi, una volta superato questo piccolo
intoppo.  La sua mano si pos sulla sua spalla.  Portatelo di sotto, Nephilim.
Simon url, ma il cappuccio soffoc le sue grida. Gli Shadowhunters lo trascinarono fuori e lo
spinsero per una serie infinita di tortuosi e labirintici corridoi. Alla fine, arrivarono a una rampa di scale
e lo spintonarono gi a forza. I piedi di Simon scivolarono pi volte sui gradini. Non aveva la minima
idea di dove si trovasse... Sentiva solo un odore scuro e malsano, come di pietra bagnata, mentre l'aria
si faceva pi umida e fredda man mano che scendevano.
Alla fine si fermarono. Ci fu un suono raschiante, come di ferro trascinato sulla pietra. Simon fu
spinto di nuovo e cadde sulle mani e le ginocchia su un duro pavimento. Ci fu un colpo forte e
metallico, come di una porta che si chiudeva con violenza, e il suono di passi che si allontanavano, con
l'eco sempre pi fioco degli stivali sulla pietra. Simon si rimise in piedi. Si sfil il cappuccio dalla testa
e lo butt a terra. La sensazione di soffocamento, di calore e di chiuso svan. Resistette all'impulso di
riempirsi i polmoni d'aria, perch non ne aveva alcun bisogno: era solo un riflesso condizionato, ma il
petto gli doleva come se avesse rischiato di morire asfissiato.
Si trovava in una nuda stanzetta di pietra, con una finestrella inferriata in alto, sopra un angusto
letto dall'aria scomoda. Dietro una porticina, c'era un minuscolo bagno con un lavandino e un
gabinetto. Una parete della stanza era interamente fatta di sbarre: grosse sbarre di ferro dal pavimento
al soffitto, ben salde nella pietra, con una porta, anch'essa fatta di sbarre, con un pomolo d'ottone sul
quale era incisa una grossa runa nera. A dire il vero, tutte le sbarre erano coperte di rune, comprese
quelle della finestrella.
Pur sapendo che la porta della cella era certamente chiusa a chiave, Simon non riusc a resistere
alla tentazione: si avvicin e afferr il pomolo. Un dolore straziante gli bruci la mano. Url e ritrasse
il braccio con gli occhi sbarrati. Sottili spire di fumo si alzavano dal palmo ustionato: un intrico di linee
gli si era impresso a fuoco sulla pelle. Sembrava una piccola stella di Davide dentro un cerchio, con
rune delicate in ciascuno degli spazi tra le linee.
Era un dolore al calor bianco. Simon chiuse le dita sul palmo e un singulto gli sal alle labbra.
 E questo cos'?  sussurr, pensando che nessuno potesse sentirlo.
  il Sigillo di Salomone  rispose una voce.  Dicono che contenga uno dei Veri Nomi di
Dio. Respinge i demoni, e anche quelli della tua razza.
Simon si raddrizz di scatto, quasi dimenticando il dolore alla mano.  Chi sei? Chi ha
parlato?
Ci fu un silenzio. Poi:  Sono nella cella accanto alla tua, Diurno  disse la voce. Era una
voce maschile, adulta, lievemente roca.  Le guardie sono rimaste qui sotto mezza giornata per
pensare a come tenerti in gabbia. Quindi, se fossi in te, non perderei tempo a cercare di fuggire. Faresti
meglio a conservare le forze, finch non avrai scoperto che cosa vuole da te il Conclave.
 Non possono trattenermi qui  protest Simon.  Io non appartengo a questo mondo. La
mia famiglia si accorger che non ci sono... i miei insegnanti...
 Se ne sono occupati loro. Ci sono degli incantesimi abbastanza semplici (li saprebbe fare
anche uno stregone principiante) che possono dare ai tuoi genitori l'illusione che ci sia una ragione
perfettamente legittima per la tua assenza. Una gita scolastica, una visita ai nonni... Si pu fare.  Non
c'era minaccia nella sua voce, n dolore: erano dati di fatto.  Pensi che non abbiano mai fatto sparire
un Nascosto?
 Tu chi sei?  La voce di Simon si spezz.  Sei un Nascosto anche tu?  qui che ci
tengono?
Questa volta non ci fu risposta. Simon lo chiam di nuovo, ma evidentemente il suo vicino di
cella aveva deciso che non aveva altro da dire. Nulla rispose alle grida di Simon se non il silenzio.
Il dolore alla mano si era smorzato. Guardandola, Simon vide che la pelle non era pi ustionata,
ma il marchio del sigillo era rimasto impresso sul palmo, come se fosse stato disegnato con l'inchiostro.
Si volt verso le sbarre della cella e si accorse che non tutti i segni erano rune: incise tra una runa e
l'altra c'erano stelle di Davide e parole della Torah in ebraico. Le incisioni sembravano appena fatte.
Le guardie sono rimaste qui mezza giornata per pensare a come tenerti in ingabbia, aveva
detto la voce.
Ma, per assurdo, non era solo perch Simon era un vampiro, ma anche perch era ebreo.
Avevano passato mezza giornata a incidere il sigillo di Salomone sul pomolo della porta, cos, se
Simon l'avesse toccato, si sarebbe ustionato. C'era voluto del tempo per rivoltare contro di lui i cardini
della sua stessa fede.
Per qualche ragione, questo ragionamento strapp via ci che restava della sua forza d'animo. Si
lasci cadere sul letto e si prese la testa tra le mani.
Princewater Street era buia quando Alec torn dalla Guardia: le finestre delle case erano chiuse
da imposte o da tende.
Solo qualche lampione sparso disegnava sull'acciottolato un cerchio di stregaluce bianca. La
casa dei Penhallow era la pi luminosa dell'isolato: alle finestre ardevano candele e la porta d'ingresso,
appena socchiusa, lasciava filtrare una striscia di luce gialla che si stampava sul vialetto.
Jace era seduto sul muretto di pietra che delimitava il giardino dei Penhallow. I suoi capelli
erano illuminati dalla luce di un vicino lampione. Alz gli occhi, quando Alec si avvicin, e rabbrivid
un poco: indossava solo una giacca, osserv Alec, ma si era fatto freddo, da quando il sole era
tramontato. Il profumo delle ultime rose aleggiava sottile nell'aria fresca.
Alec si sedette pesantemente sul muretto accanto a Jace.  Sei rimasto qui ad aspettarmi per
tutto questo tempo?
 Chi l'ha detto che stavo aspettando te?
  andato tutto bene, se  questo che ti preoccupa. Ho lasciato Simon con l'Inquisitore.
 L'hai lasciato con lui? Non sei rimasto per assicurarti che tutto filasse liscio?
  andato tutto bene  ripet Alec.  L'Inquisitore ha detto che l'avrebbe portato dentro
personalmente e che l'avrebbe rimandato...
 L'Inquisitore ha detto, l'Inquisitore ha detto...  l'interrupe Jace.  Ti ricordo l'ultima volta
che abbiamo avuto a che fare con uno di loro. L'Inquisitrice Herondale  andata ben oltre il suo ruolo e,
se non fosse morta, il Conclave l'avrebbe sollevata dall'incarico, forse l'avrebbe persino maledetta. Chi
mi dice che questo Inquisitore non sia un altro pazzo da legare?
 Mi sembrava uno a posto  si giustific Alec.  Addirittura simpatico. Con Simon  stato
molto cortese. Senti, Jace:  cos che lavora il Conclave. Noi non possiamo avere il controllo su tutto
ci che succede. Dobbiamo fidarci di loro, altrimenti sar il caos.
 Ultimamente, per, hanno combinato un sacco di guai, questo lo devi ammettere.
 Forse  rispose Alec.  Ma se cominci a pensare di saperne pi del Conclave, e anche
della Legge, diventi come l'Inquisitrice. O come Valentine.
Jace trasal. Era come se Alec gli avesse tirato un pugno.
Alec si sent sprofondare.  Scusa  gli disse, tendendogli la mano.  Non volevo
offenderti...
Un raggio di intensa luce gialla tagli il giardino all'improvviso. Alec alz gli occhi e vide
Isabelle incorniciata nella porta aperta. Era solo una sagoma in controluce, ma dalle mani sui fianchi si
capiva che era irritata.  Che diavolo ci fate, voi due, l fuori?  esclam.  Qui ci stavamo tutti
chiedendo dove eravate finiti.
Alec torn a rivolgersi al suo amico.  Jace...
Ma Jace, alzandosi in piedi, ignor la mano tesa di Alec.  Sar meglio per te che le tue idee
sul Conclave siano giuste  fu tutto quello che disse.
Alec rimase a guardare Jace che rientrava in casa a grandi passi. Non richiesta, la voce di Simon
gli torn alla mente. Ora mi chiedo di continuo se si pu tornare indietro, dopo una cosa simile. Se
potremo di nuovo essere amici o se quello che avevamo  andato in frantumi. Non per causa sua, ma
mia.
La porta si richiuse, lasciando Alec da solo nel giardino semibuio. Chiuse gli occhi per un
momento e gli apparve dietro le palpebre l'immagine di un volto. Non di Jace, per una volta. Gli occhi
di quel viso erano verdi, con la pupilla a fessura. Occhi da gatto.
Alec riapr gli occhi, prese dalla borsa a tracolla una penna e strapp un foglio dal bloc notes a
spirale che usava come diario. Vi scrisse poche parole e poi tracci con lo stilo la runa del fuoco. La
fiamma avvolse il foglio con inaspettata rapidit. Alec apr le dita e il foglio in fiamme si libr a
mezz'aria come una lucciola. Poco dopo, rimase soltanto un filo sottile di cenere, che si pos come
polvere bianca sul roseto.
capitolo 5
UN PROBLEMA DI MEMORIA
La luce del pomeriggio svegli Clary. Una pallida luminescenza le bagnava il viso,
illuminandole le palpebre di un rosa intenso. Clary si agit inquieta tra le lenzuola e con cautela apr gli
occhi.
La febbre era sparita, come pure la sensazione delle ossa che le si scioglievano dentro. Si tir su
e si guard intorno incuriosita. La camera in cui si trovava era probabilmente la stanza degli ospiti di
Amatis. Era piccola e dipinta di bianco. Sul letto c'era una coperta a quadri di lana dai colori vivaci.
Tendine di pizzo velavano le finestre rotonde lasciando entrare cerchi di luce. Clary si mise a sedere
lentamente, aspettandosi di essere presa dalle vertigini. Ma non successe nulla. Si sentiva in perfetta
forma, persino riposata. Scese dal letto e si guard. Qualcuno le aveva infilato un pigiama bianco
troppo grande per lei: le maniche le penzolavano comicamente sotto le mani.
Si avvicin a una delle finestre tonde e sbirci fuori. Lungo il fianco di una collina sorgevano
molte case di pietra color oro antico, ammassate le une sulle altre, con tetti rivestiti da tegole che
parevano di bronzo. Questo lato della casa di Amatis non dava sul canale, ma su un angusto giardinetto
che, con l'autunno, si stava tingendo di bruno e oro. Un graticcio per rampicanti era appoggiato sul
fianco della casa: un'unica rosa tardiva vi restava ancora appesa, coi petali vizzi e anneriti.
La maniglia della porta si mosse e Clary si rimise a letto in tutta fretta. Entr Amatis, con un
vassoio in mano: inarc le sopracciglia vedendola sveglia, ma non disse nulla.
 Dov' Luke?  chiese subito Clary, stringendosi al petto la coperta, come in cerca di
rassicurazione.
Amatis appoggi il vassoio sul tavolino accanto al letto. C'era una tazza con qualcosa di caldo e
qualche fetta di pane imburrato.  Dovresti mangiare qualcosa  le disse.  Ti sentirai meglio.
 Sto gi bene  disse Clary.  Dov' Luke?
C'era una poltrona dallo schienale alto, accanto al tavolino. Amatis vi si sedette, incroci le
mani in grembo e osserv Clary con calma. Ora, alla luce del giorno, si vedevano meglio le linee che le
segnavano il volto: sembrava pi vecchia di diversi anni rispetto alla madre di Clary, anche se non
doveva esserci molta differenza d'et. I suoi capelli castani erano striati di grigio, gli occhi arrossati,
come se avesse pianto.  Non  qui.
 "Non  qui" nel senso che  uscito un attimo a prendere sei lattine di coca e dei biscotti o
"non  qui" nel senso...
 Se n' andato stamattina all'alba dopo averti vegliato per tutta la notte. Sulla destinazione,
non  stato molto preciso.  Il tono di Amatis era asciutto e, se Clary non si fosse sentita a pezzi,
avrebbe potuto trovare divertente il fatto che quel modo di parlare la faceva somigliare a Luke. 
Quando viveva qui, prima di andarsene da Idris, prima di essere... trasformato, comandava un branco di
lupi nella foresta di Brocelind. Mi ha detto che voleva tornare da loro, ma non mi ha voluto dire n
perch n per quanto tempo. Penso che sar di ritorno tra qualche giorno.
 Quindi mi ha... mollato qui? E io dovrei restarmene qui seduta ad aspettare che torni?
 Be', non poteva certo portarti con s  replic Amatis.  E non sar facile per te tornare a
casa. Hai infranto la Legge, venendo qui, e il Conclave non ci passer sopra, n ti far tornare a casa
tanto facilmente.
 Io non voglio tornare a casa.  Clary cerc di mantenere il controllo.  Sono venuta qui
per... per incontrare una persona. Ho una cosa da fare.
 Luke me l'ha detto  comment Amatis.  Lascia che ti dia un consiglio: troverai Ragnor
Fell solo se lui vorr essere trovato.
 Ma...
 Clarissa.  Amatis la osserv con occhio indagatore.  Ci attendiamo un attacco di
Valentine da un momento all'altro. Quasi tutti gli Shadowhunters di Idris sono qui in citt, protetti dalle
difese. Stare ad Alicante  la cosa pi sicura per te.
Clary rimase impietrita. Razionalmente, le parole di Amatis avevano un senso, ma non
servivano a placare la voce che, dentro di lei, le gridava di non aspettare. Doveva trovare Ragnor Fell
adesso. Doveva salvare sua madre adesso, doveva andare adesso. Ricacci gi il panico e cerc di
parlare come se nulla fosse.  Luke non mi ha mai detto che aveva una sorella.
 No  comment Amatis.  Non  una cosa che direbbe. Non eravamo pi molto... legati.
 Luke ha detto che il tuo cognome  Herondale  osserv Clary.   lo stesso
dell'Inquisitrice, giusto?
 S  conferm Amatis, e il suo viso si irrigid, come se le parole la facessero soffrire.  Era
mia suocera.
Clary ripens a quello che le aveva raccontato Luke, a proposito dell'Inquisitrice. Che aveva un
figlio e che questo figlio aveva sposato una donna con "legami familiari indesiderabili".  Tu eri
sposata con Stephen Herondale?
Amatis si sorprese.  Conosci il suo nome?
 S. Me ne ha parlato Luke. Ma credevo che sua moglie fosse morta. Credevo che fosse per
questo che l'Inquisitrice era cos...  orribile, avrebbe voluto dire, ma sembrava una cosa crudele.
 Amareggiata  disse infine.
Amatis prese la tazza che aveva portato. La sua mano trem leggermente nel sollevarla.  S,
sua moglie  morta. Si  suicidata. Ma era Celine, la sua seconda moglie. Io ero la prima.
 E avete divorziato?
 Qualcosa del genere.  Amatis allung la tazza a Clary.  Senti, bevi questo. Devi mettere
qualcosa nello stomaco.
Distrattamente, Clary prese la tazza e mand gi una bella sorsata. Il liquido aveva un sapore
intenso e salato: non era t, come aveva pensato, ma brodo.  Okay  disse.  E poi, cos' successo?
Amatis guardava lontano.  Eravamo nel Circolo, io e Stephen, insieme a tutti gli altri.
Quando Luke venne trasformato, Valentine ebbe bisogno di un nuovo comandante in seconda. E scelse
Stephen. E quando lo scelse, decise che non era opportuno che la moglie del suo pi stretto
collaboratore avesse un fratello...
 Lupo mannaro.
 Lui us un altro termine.  La voce di Amatis era piena di amarezza.  Convinse Stephen
ad annullare il nostro matrimonio e a trovarsi un'altra moglie, una che Valentine aveva scelto per lui.
Celine era molto giovane e totalmente obbediente.
  orribile.
Amatis scosse la testa con una risatina.   stato tanto tempo fa. Stephen fu gentile con me,
tutto sommato. Mi lasci questa casa e torn a vivere nella tenuta degli Herondale, coi suoi genitori e
con Celine. Non lo rividi pi. Lasciai il Circolo, naturalmente: non mi avrebbero pi voluto. L'unica di
loro che continu a farmi visita fu Jocelyn. Mi tenne informata anche quando decise di andare in cerca
di Luke...  Amatis si sistem i capelli grigi dietro le orecchie.  Seppi di quello che era successo a
Stephen nella Rivolta, dopo che tutto era finito. E Celine... l'avevo odiata, ma mi dispiacque per lei. Si
tagli le vene, dicono... sangue dappertutto...  Fece un respiro profondo.  Rividi Imogen al
funerale di Stephen, quando deposero il suo corpo nel mausoleo degli Herondale. Fece finta di non
conoscermi. La nominarono Inquisitrice poco tempo dopo. Il Conclave riteneva che nessun altro
avrebbe dato la caccia agli ex membri del Circolo pi spietatamente di lei. E avevano ragione. Se
avesse potuto lavare via il ricordo di Stephen col loro sangue, l'avrebbe fatto.
Clary pens agli occhi gelidi dell'Inquisitrice, al suo sguardo duro e penetrante, e cerc di
provare piet per lei.  Secondo me, tutto questo l'ha fatta impazzire  comment.  Impazzire sul
serio. Con me  stata orribile, ma con Jace ha fatto anche peggio. Era come se lo volesse morto.
  comprensibile  disse Amatis.  Tu somigli molto a tua madre, e tua madre ti ha
cresciuto, ma tuo fratello...  Inclin la testa.  Lui somiglia a Valentine quanto tu somigli a Jocelyn?
 No  rispose Clary.  Jace non somiglia a nessuno.  Un brivido la percorse, al pensiero
di Jace.   qui ad Alicante  disse, pensando ad alta voce.  Se potessi vederlo...
 No.  Amatis parl con asprezza.  Non puoi uscire da questa casa. Non puoi vedere
nessuno. E sicuramente non puoi vedere tuo fratello.
 Non posso uscire da questa casa?  Clary inorrid.  Vuoi dire che sono bloccata qui come
una carcerata?
 Solo per un paio di giorni  la riprese Amatis.  E poi, non stai bene. Hai bisogno di cure.
L'acqua del lago ti ha quasi uccisa.
 Ma Jace...
  uno dei Lightwood. Non puoi andare da loro. Se ti vedessero, comunicherebbero subito al
Conclave che ti trovi qui. In quel caso, non saresti l'unica a essere nei guai con la Legge. Lo sarebbe
anche Luke.
Ma i Lightwood non mi tradirebbero davanti al Conclave. Non lo farebbero...
Le parole le morirono sulle labbra. Non c'era modo di riuscire a convincere Amatis che i
Lightwood che lei conosceva quindici anni prima non esistevano pi, che Robert e Maryse non erano
pi due fanatici pronti a giurare cieca fedelt al Conclave. Quella donna poteva anche essere la sorella
di Luke, ma per Clary restava una sconosciuta. Era quasi una sconosciuta anche per Luke. Erano sedici
anni che non si vedevano e, in tutto quel tempo, lui non l'aveva nominata una volta. Clary si appoggi
ai cuscini, fingendosi stanca.  Hai ragione  disse.  Non mi sento ancora bene. Forse farei meglio
a dormire un po'.
 Buona idea.  Amatis si avvicin e le prese di mano la tazza vuota.  Se vuoi farti la
doccia, il bagno  qui di fronte. E ai piedi del letto c' un baule coi miei vecchi vestiti. A occhio e
croce, dovresti avere la stessa taglia che avevo io alla tua et, quindi potrebbero andarti bene. Non
come il pigiama  aggiunse con un flebile sorriso che Clary non ricambi. Era troppo impegnata a
combattere l'impulso di picchiare i pugni sul letto per la frustrazione.
Nel momento in cui la porta si chiuse alle spalle di Amatis, Clary sgattaiol gi dal letto e and
in bagno, sperando che una bella doccia l'aiutasse a schiarirsi le idee. Con sollievo scopr che, sebbene
gli Shadowhunters fossero cos antiquati, non disdegnavano i moderni impianti idraulici con acqua
corrente calda e fredda. C'era persino del sapone con un intenso profumo di agrumi, che Clary us per
togliersi dai capelli il persistente odore del lago Lyn. Quando emerse dal bagno, avvolta in due
asciugamani, si sentiva molto meglio.
In camera, frug nel baule di Amatis. I suoi vestiti erano riposti ordinatamente fra strati di carta
velina. Trov delle divise scolastiche: maglioni di lana merino che avevano sul taschino uno stemma
formato da quattro C disposte schiena contro schiena, gonne a pieghe, camicette con il colletto a
bottoncini e i polsini stretti. C'era anche un vestito bianco avvolto in strati di carta leggera: un abito da
sposa, pens Clary, e lo mise da parte con molta cura. Sotto, c'era un altro vestito: era di raso argenteo,
leggero come una garza, con sottili spalline ornate di lustrini. Clary non riusciva a immaginare Amatis
con quel vestito, ma... Questo  il genere di cose che mia madre avrebbe messo per andare a ballare
con Valentine. Non riusc a trattenere quel pensiero e lasci scivolare il vestito nel baule. Il tessuto era
morbido e fresco tra le dita.
E poi, proprio sul fondo del baule, c'era la tenuta nera da Cacciatrice.
Clary la tir fuori e se l'appoggi sulle ginocchia con curiosit. La prima volta che aveva visto
Jace e i Lightwood, erano in tenuta da battaglia: giubba e pantaloni aderenti, di materiale scuro e
resistente. Ora, da vicino, constat che il materiale non era elastico: era un cuoio sottile, lavorato fino a
renderlo flessibile. La giubba aveva la zip e i pantaloni avevano passanti complicati: le cinture degli
Shadowhunters erano grandi e robuste, fatte per appenderci le armi.
Avrebbe dovuto mettersi una camicetta e forse una gonna, pens Clary. Era questo che
probabilmente Amatis aveva in mente per lei. Ma la tenuta da battaglia l'attirava. Era sempre stata
curiosa di sapere che effetto facesse...
Qualche minuto dopo, gli asciugamani erano appesi ai piedi del letto e Clary si osservava allo
specchio, sorpresa di s e non poco divertita. La tenuta da Cacciatrice le stava a pennello: era aderente
ma non troppo e le abbracciava le curve delle gambe e del petto. Anzi, creava l'impressione che Clary
avesse delle curve, il che era una sorta di novit. Non riusciva a farla sembrare una terribile guerriera
(Clary dubitava fortemente che esistesse qualcosa in grado di arrivare a tanto), ma se non altro la
faceva sembrare pi alta e i capelli, in contrasto col tessuto scuro, apparivano straordinariamente
luminosi. In effetti... somiglio a mia madre, pens Clary con un tuffo al cuore.
Ed era vero. Jocelyn aveva sempre avuto un filo di durezza d'acciaio sotto l'apparenza da
bambolina. Clary si era spesso chiesta che cosa fosse successo nel passato di sua madre per renderla
cos: forte e inflessibile, tenace e impavida. Tuo fratello somiglia a Valentine quanto tu somigli a
Jocelyn?, le aveva chiesto Amatis, e Clary avrebbe voluto rispondere che lei non somigliava affatto a
sua madre, che sua madre era bellissima e lei invece no. Ma la Jocelyn che Amatis aveva conosciuto
era la ragazza che aveva complottato per fermare Valentine, stipulando l'alleanza tra i Nephilim e i
Nascosti che aveva spezzato il Circolo e salvato gli Accordi. Quella Jocelyn non avrebbe mai accettato
di starsene buona buona in casa ad aspettare, mentre il resto del mondo cadeva in frantumi.
Senza fermarsi a pensare, Clary and alla porta e chiuse il chiavistello. Poi si avvicin alla
finestra e l'apr. Il graticcio aggrappato al muro esterno era... come una scala, si disse Clary. Proprio
come una scala... e le scale sono perfettamente sicure.
Fece un respiro profondo e scavalc il davanzale.
Le guardie tornarono a prendere Simon il mattino seguente. Lo scrollarono per svegliarlo da un
sonno inquieto e pieno di strani sogni. Questa volta non lo bendarono per salire ai piani superiori, cos
Simon pot lanciare una rapida occhiata oltre le sbarre della cella accanto alla sua. Ma se aveva sperato
di poter vedere il proprietario della voce roca che aveva parlato con lui la sera prima, rimase deluso.
L'unica cosa visibile oltre le sbarre era un mucchio di stracci buttati in un angolo.
Le guardie portarono Simon lungo una serie di grigi corridoi: marciavano a passo rapido ed
erano pronte a dargli una scrollata se si soffermava a guardare qualcosa troppo a lungo. Alla fine,
arrivarono in una stanza riccamente rivestita di carta da parati. Alle pareti c'erano ritratti di uomini e
donne in tenuta da battaglia entro cornici decorate da rune. Sotto uno dei ritratti pi grandi c'era un
divano rosso, sul quale era seduto l'Inquisitore con una specie di coppa d'argento in mano. La offr a
Simon.
 Sangue?  gli chiese.  Sarai affamato ormai.  Inclin la coppa verso Simon. La vista
del liquido rosso che conteneva lo colp con forza, come pure l'odore. Ogni sua vena sembr tendersi
verso quel sangue come i fili di una marionetta mossi da un burattinaio. La sensazione fu sgradevole,
quasi dolorosa.  ... umano?
Aldertree ridacchi.  Ragazzo mio! Non essere ridicolo.  sangue di cervo. Freschissimo.
Simon non disse niente. Il labbro inferiore gli pizzicava, dove i canini erano usciti dal loro
alveo. Sent in bocca il gusto del proprio sangue, che lo riemp di nausea.
La faccia di Aldertree si arricci come una prugna secca.
 Santo cielo.  Si gir verso le guardie.  Ora lasciateci soli  ordin. Le guardie si
allontanarono. Solo il Console, fermo sulla soglia, lanci a Simon un'occhiata di palese disgusto.
 No, grazie  disse Simon, con la gola secca.  Non voglio il sangue.
 I tuoi canini dicono una cosa diversa, giovane Simon  osserv Aldertree giovialmente. 
Tieni. Bevilo.  Protese la coppa verso di lui e l'odore del sangue sembr diffondersi per tutta la
stanza come il profumo delle rose in un giardino.
I canini di Simon si sguainarono come lame, in tutta la loro lunghezza, e affondarono nel
labbro. Il dolore fu come uno schiaffo. Simon si mosse, quasi contro la sua volont, prese con foga la
coppa dalla mano dell'Inquisitore e la scol in tre sorsi. Poi, rendendosi conto di ci che aveva fatto, la
appoggi sul bracciolo del divano. La mano gli tremava. Inquisitore uno, Simon zero, pens.
 Spero che la notte in cella non sia stata troppo sgradevole. Quelle celle non sono pensate
come camere di tortura, ragazzo, ma piuttosto come spazi di riflessione forzata. La riflessione aiuta a
centrare la mente, non ti pare?  essenziale, per schiarirsi le idee. Spero proprio che tu ti siffatto
qualche bel ragionamento l dentro. Sembri un giovanotto riflessivo. Ho portato gi quella coperta
personalmente, sai?  disse l'Inquisitore con un cenno del capo.
 Non vorrei mai che tu sentissi freddo.
 Sono un vampiro  gli ricord Simon.  Noi non sentiamo freddo.
 Oh  fece l'Inquisitore con delusione.
 Per ho apprezzato molto le stelle di Davide e il sigillo di Salomone  aggiunse secco
Simon.
  sempre bello, quando qualcuno s'interessa alla mia religione.
 Ah s, ma certo, ma certo!  Aldertree s'illumin.
 Meravigliose, quelle incisioni, vero? Assolutamente affascinanti e, naturalmente, infallibili.
Qualsiasi tentativo di toccare la porta della cella ti scioglierebbe la pelle delle mani!  Ridacchi,
chiaramente divertito al pensiero.  Comunque, potresti fare un passo indietro per me, giovanotto?
Come favore, come semplice favore, capisci?
Simon fece un passo indietro.
Non successe niente, ma gli occhi gonfi dell'Inquisitore si sgranarono, sulla pelle tesa e lucida
della faccia.  Vedo, vedo  disse con un filo di fiato.
 Vede cosa?
 Guarda dove sei, giovane Simon. Guardati intorno. Simon si guard intorno. Non era
cambiato nulla nella stanza e gli ci volle un momento per capire che cosa intendesse Aldertree: Simon
era in una chiazza di sole che entrava di sghembo da un'alta finestra.
Aldertree non stava nella pelle per l'entusiasmo.  Sei sotto la luce diretta del sole e questo non
ha alcuna conseguenza su di te. Non ci volevo credere... Voglio dire, mi era stato riferito, naturalmente,
ma non avevo mai visto niente di simile prima d'ora.
Simon non disse niente. Non gli sembrava che ci fosse qualcosa da aggiungere.
 La domanda che ti faccio  prosegu Aldertree  : tu sai perch sei cos?
 Forse perch sono pi simpatico degli altri vampiri.  Simon si pent immediatamente di
aver parlato. Gli occhi di Aldertree si socchiusero e una vena gli si gonfi sulla tempia, come un grasso
verme. Era chiaro che non gradiva le battute di spirito, a meno che non fossero le sue.
 Molto divertente, molto divertente  disse.  Allora ti chiedo: sei sempre stato un Diurno,
sin dal momento in cui sei uscito dalla tomba?
 No.  Simon parl con cautela.  No. All'inizio il sole mi bruciava. Anche un unico raggio
di luce mi avrebbe scottato la pelle.
 Appunto.  Aldertree annu vigorosamente, come a significare che era quello il modo in cui
le cose sarebbero dovute andare.  E quando, esattamente, ti sei accorto che potevi stare alla luce del
giorno senza soffrire?
  stato la mattina dopo la grande battaglia sulla nave di Valentine...
 Durante la quale sei stato catturato da Valentine,  giusto? Ti ha catturato e ti ha tenuto
prigioniero sulla nave, con l'intenzione di usare il tuo sangue per completare il Rituale della
Trasformazione Infernale.
 Mi pare che lei sappia gi tutto  disse Simon.  Non le servo a granch.
 Oh, no, niente affatto!  esclam Aldertree alzandole mani al cielo. Aveva delle mani molto
piccole, osserv Simon, cos piccole che sembravano un po' fuori luogo, attaccate in fondo a quelle
braccia grassocce.  Tu mi puoi essere molto utile, mio caro ragazzo! Per esempio, non posso evitare
di chiedermi se, sulla nave,  successo qualcosa che ti ha cambiato. Non ti viene in mente niente?
Ho bevuto il sangue di Jace, pens Simon, quasi propenso a riferirlo all'Inquisitore solo per
dargli fastidio. Ma poi, con un sussulto, si rese conto di quel che aveva fatto: Ho bevuto il sangue di
Jace! Che fosse stato proprio quello, a cambiarlo? Era possibile? E, possibile o impossibile che fosse,
Simon poteva rivelare all'Inquisitore quello che Jace aveva fatto? Proteggere Clary era una cosa,
proteggere Jace un'altra. Simon non gli doveva niente.
Ma non era del tutto vero: Jace gli aveva offerto il proprio sangue e con quello gli aveva salvato
la vita. Un altro Shadowhunter l'avrebbe fatto, per un vampiro? E, supponendo che Jace l'avesse fatto
solo per amore di Clary, faceva differenza? Ripens alle proprie parole: Avrei potuto ucciderti. E Jace:
Te l'avrei lasciato fare. Chiss in che guai si sarebbe cacciato Jace se il Conclave avesse saputo che
aveva salvato la vita di Simon e in quale modo.
 Non ricordo niente di quello che  successo sulla nave  disse Simon.  Credo che
Valentine mi abbia drogato.
La faccia di Aldertree si ammosci.  Questa  una notizia terribile. Terribile. Mi dispiace cos
tanto sentirtela dire.
 Dispiace anche a me  disse Simon, anche se non era per niente vero.
 Quindi, non c' proprio niente che ricordi, nessun dettaglio pittoresco...
 Ricordo solo che quando Valentine mi ha aggredito sono svenuto. E quando finalmente mi
sono risvegliato... ero sul pickup di Luke, diretto a casa. Non ricordo nient'altro.
 Santo cielo, santo cielo.  Aldertree raccolse le falde del mantello intorno a s.  Vedo che
i Lightwood ti vogliono piuttosto bene. Ma gli altri membri del Conclave non saranno cos...
comprensivi. Tu sei stato catturato da Valentine, sei uscito da quello scontro con un nuovo e
particolarissimo potere che prima non avevi e adesso hai trovato il modo di arrivare nel cuore di Idris.
Lo capisci anche tu come le cose possono sembrare, viste dall'esterno?
Se il cuore di Simon avesse potuto battere, ora avrebbe battuto all'impazzata.  Lei pensa che
io sia una spia di Valentine!
Aldertree lo guard scandalizzato.  Ragazzo mio, ragazzo mio... Io mi fido di te,
naturalmente. Mi fido di te implicitamente! Ma il Conclave... Oh, il Conclave... Temo che loro saranno
molto sospettosi. Speravamo tanto che tu potessi aiutarci. Capisci? E poi... non dovrei dirtelo, ma sento
che posso fidarmi di te, caro il mio ragazzo. Sai, il Conclave  in guai molto seri.
 Il Conclave?  Simon era stordito.  Ma cosa ha a che fare questo con...
 Devi sapere  prosegu Aldertree  che il Conclave  spaccato in due: una guerra intestina,
diciamo, in tempo di guerra. Sono stati commessi degli errori, dalla precedente Inquisitrice e da altri.
Ma non  il caso di soffermarsi su questo. Per, vedi, ora  la stessa autorit del Conclave, del Console
e dell'Inquisitore che viene messa in dubbio. Valentine sembra sempre un passo avanti rispetto a noi,
come se conoscesse in anticipo i nostri piani. Il Consiglio non vuole ascoltare i miei suggerimenti, n
quelli di Malachi, non dopo quello che  successo a New York.
 Credevo che fosse l'Inquisitrice a...
 Fu Malachi a conferirle l'incarico. Naturalmente, non poteva prevedere che lei sarebbe
impazzita fino a quel punto...
 Per  osserv Simon un po' acido  il problema  sempre di come le cose sembrano, viste
dall'esterno.
La vena sulla fronte di Aldertree si gonfi di nuovo.  Bravo  comment.  Sei perspicace.
Le apparenze sono molto importanti, specialmente in politica. Puoi condizionare le masse a tuo piacere,
a patto che tu abbia una buona storia.  Si protese in avanti con gli occhi inchiodati in quelli di
Simon.  Ti voglio raccontare io una storia, che inizia cos. Una volta i Lightwood erano nel Circolo.
A un certo punto rinnegarono il Circolo, ma ottennero clemenza, a condizione che rimanessero fuori
dai confini di Idris, si trasferissero a New York e assumessero la direzione dell'Istituto. Con il loro
impeccabile comportamento cominciarono a riacquistare la fiducia del Conclave. Per sapevano che
Valentine era ancora vivo: loro sono sempre rimasti suoi fedeli servitori. Hanno accolto suo figlio.
 Ma non sapevano che...
 Zitto  ringhi l'Inquisitore, e Simon chiuse subito la bocca.  Loro l'hanno aiutato a
trovare gli Strumenti Mortali e l'hanno assistito nel Rituale della Trasformazione Infernale.
L'Inquisitrice aveva scoperto che cosa stavano complottando, e per questo hanno fatto in modo che
restasse uccisa durante la battaglia sulla nave. E adesso i Lightwood sono qui, nel cuore del Conclave,
per spiare i nostri piani e rivelarli a Valentine, in modo che lui possa sconfiggerci e piegare tutti i
Nephilim alla sua volont. Per giunta hanno portato anche te, un vampiro che sopporta la luce del sole.
Per distrarci dai loro veri piani: riportare il Circolo alla sua gloria iniziale e distruggere la Legge. 
L'Inquisitore si protese verso Simon coi suoi occhietti suini che brillavano.  Che ne dici di questa
storia, vampiro?
 Dico che  pura follia  rispose Simon.  E ha pi buchi di Kent Avenue a Brooklyn, che,
per inciso, non viene riasfaltata da anni. Non capisco dove spera di arrivare con questa...
 Sperare?  ripet Aldertree.  Io non spero, Nascosto. Io so, per certo; nel profondo del
cuore. So che  mio sacro dovere salvare il Conclave.
 Con una menzogna?  chiese Simon.
 Con una buona storia  lo corresse Aldertree.  Tutti i grandi politici intessono grandi
storie per ispirare il loro popolo.
 Non c' niente che possa ispirare, nell'incolpare i Lightwood di tutto.
 Qualcuno deve essere sacrificato  dichiar Aldertree. La sua faccia era lucida di sudore
appiccicaticcio.  Se il Consiglio avr un nemico comune, se avr una ragione per tornare a fidarsi del
Conclave, potr ricompattarsi. Che cosa vale un'unica famiglia in confronto a tutto questo? Comunque,
non credo che possa succedere granch, ai ragazzi Lightwood. Loro non verranno incolpati di niente.
Be', forse il pi grande, ma gli altri...
 Lei non pu fare questo!  esclam Simon.  Nessuno creder alla sua storia.
 La gente crede a quello che vuole credere  comment Aldertree.  E il Conclave vuole un
capro espiatorio. Io glielo posso dare. Ma per farlo, mi servi tu.
 Io? Cosa c'entro io?
 Devi confessare!  La faccia dell'Inquisitore era scarlatta per l'eccitazione.  Devi
confessare di essere al servizio dei Lightwood e di essere in combutta con Valentine. Confessa, e io
sar clemente con te. Ti rimander tra la tua gente. Te lo giuro. Ma ho bisogno della tua confessione,
perch il Conclave possa credere alla mia versione.
 Lei vuole che io confessi il falso  replic Simon. Sapeva che stava solo ripetendo quello
che l'Inquisitore aveva gi detto, ma la sua mente turbinava di pensieri e non riusciva ad afferrarne
nemmeno uno. Le facce dei Lightwood gli vorticavano nella testa: Alec, che trasaliva mentre salivano
insieme alla Guardia, gli occhi scuri di Isabelle sollevati verso i suoi; Max chino sul suo libro.
E Jace. Jace era uno di loro, era come se avesse il loro sangue nelle vene. L'Inquisitore non
aveva fatto il suo nome, ma Simon sapeva che anche Jace avrebbe pagato, con tutti gli altri. E se lui
avesse sofferto, Clary avrebbe sofferto. Come gli era capitato, pens Simon, di trovarsi cos legato a
queste persone? A queste persone che vedevano in lui solo un Nascosto, un mezzosangue nel migliore
dei casi?
Sollev gli occhi verso quelli dell'Inquisitore. Erano di uno strano colore, neri come il carbone:
guardarli era come guardare nelle tenebre.  No  disse.  No, non lo far mai.
 Il sangue che ti ho offerto  disse Aldertree   tutto quello che avrai, finch non mi darai
una risposta diversa. Non c'era gentilezza nella sua voce, nemmeno falsa. Ti sorprender quanto
possa essere feroce la tua sete.
Simon non disse nulla.
 Un'altra notte in cella, allora  concluse l'Inquisitore alzandosi in piedi e prendendo la
campanella sul tavolino per chiamare le guardie.   un posto tranquillo, vero? Ritengo che
un'atmosfera tranquilla possa essere di grande aiuto a chi ha problemi di memoria, non trovi?
Clary era convinta di poter ricordare la strada fatta con Luke, la sera prima, ma non era cos.
Puntare verso il centro della citt le sembr l'idea migliore per orientarsi ma, una volta ritrovato
il cortile di pietra col pozzo, non sapeva pi se andare a destra o a sinistra. Opt per la sinistra e fin in
un dedalo di stradine serpeggianti, tutte uguali, perdendosi sempre di pi a ogni svolta.
Finalmente sbuc in una strada pi grande, costeggiata di negozi. Passavano numerosi pedoni,
ma nessuno la degnava di una seconda occhiata. Alcuni di loro erano in tenuta da battaglia, ma la
maggior parte era in borghese. L'aria era fredda e quasi tutti indossavano cappotti lunghi e fuori moda.
Il vento era pungente e Clary pens con rimpianto al suo bel cappotto di velluto verde, appeso nella
stanza, degli ospiti di Amatis.
Luke non aveva mentito, quando le aveva detto che gli Shadowhunters erano venuti dai quattro
angoli del mondo per il summit. Clary incroci una donna indiana con un magnifico sari dorato e un
paio di lame ricurve appese a una catena alla cintura. Un uomo alto, con la pelle scura e i tratti
spigolosi degli Aztechi, guardava la vetrina di un'armeria; aveva i polsi coperti di braccialetti che erano
fatti dello stesso materiale duro e luminoso delle torri antidemoni. Pi in l, un uomo con una tunica
bianca da nomade consultava una mappa della citt. Fu questo a dare a Clary il coraggio di avvicinarsi
a una donna imbacuccata in un pesante cappotto di broccato per chiederle la strada per Princewater
Street. Se c'era un momento in cui gli abitanti della citt non si sarebbero insospettiti davanti a
qualcuno che non sapeva dove andare, il momento era quello.
Il suo istinto non sbagliava: senza la minima esitazione, la donna le diede una rapida serie di
indicazioni.  E poi a destra, alla fine dell'Oldcastle Canal. Attraversi il ponte di pietra e arrivi a
Princewater Street.  Le sorrise.  Cerchi qualcuno in particolare?
 I Penhallow.
 Oh,  la casa blu coi profili dorati. Il retro d sul canale.  grande. Non puoi sbagliare.
Un po' si sbagli. La casa era grande, ma Clary la oltrepass, prima di rendersi conto dell'errore
e di girarsi per guardarla meglio. Era color indaco, pi che blu. Del resto, non tutti erano cos attenti ai
colori. La maggior parte della gente non sapeva distinguere tra un giallo limone e un giallo zafferano.
Come se si somigliassero anche solo vagamente! E poi, i profili della casa non erano dorati: erano color
bronzo, un bel bronzo scuro, come se fosse l da molti anni. Tutto, in quella citt, era cos antico...
Basta!, si rimprover Clary. Faceva sempre cos, quando era nervosa: lasciava vagare la mente
a casaccio. Si sfreg le mani sulle gambe dei pantaloni: aveva i palmi umidi e sudati. Al contatto, il
tessuto era ruvido e secco, come pelle di serpente.
Sal i gradini dell'ingresso e sollev il pesante batacchio. Aveva la forma di un paio d'ali
d'angelo. Quando lo lasci cadere, il suono riecheggi all'interno come quello di un'enorme campana.
Un attimo dopo la porta si spalanc e si affacci Isabelle Lightwood, con gli occhi sgranati per la
sorpresa.
 Clary!
Clary sorrise debolmente.  Ciao, Isabelle.
Isabelle si appoggi allo stipite della porta, con la faccia desolata.  Oh, cavoli.
Di nuovo nella cella, Simon croll sul letto, ascoltando i passi delle guardie che si
allontanavano. Un'altra notte. Un'altra notte in prigione, in attesa che "ricordasse". Lo capisci anche tu
come le cose sembrano, viste dall'esterno, si disse. Nemmeno nelle sue peggiori paure, nei suoi incubi
pi spaventosi, gli era mai venuto in mente che qualcuno potesse ritenerlo complice di Valentine.
Valentine odiava i Nascosti, lo sapevano tutti. Valentine l'aveva accoltellato, gli aveva prosciugato il
sangue e l'aveva lasciato l a morire. Ma questo, bisognava ammetterlo, l'Inquisitore non lo sapeva.
Sent un fruscio dall'altra parte del muro.  Mi stavo chiedendo se saresti tornato  disse la
stessa voce roca della notte precedente.  Suppongo che tu non abbia dato all'Inquisitore quello che
vuole da te...
 Credo di no  rispose Simon, avvicinandosi al muro. Pass le dita sulla pietra, come in
cerca di una fessura, di un forellino da cui poter vedere, ma non c'era nulla.  Chi sei?
  un uomo ostinato, Aldertree  disse la voce, come se Simon non avesse parlato. 
Continuer a provarci.
Simon si appoggi al muro umido.  Allora prevedo che star qui per un po'.
 Immagino che tu non voglia dirmi che cosa vuole Aldertree da te.
 E perch lo vuoi sapere?
La risatina che rispose a Simon suonava come metallo che grattasse la pietra.  Sono in questa
cella da pi tempo di te, Diurno, e come vedi non c' molto con cui tenere la mente occupata. Qualsiasi
distrazione pu essermi d'aiuto.
Simon s'intrecci le dita sullo stomaco. Il sangue di cervo gli aveva tolto il pungolo della fame,
ma non l'aveva placata.  Continui a chiamarmi in quel modo  disse.
 Diurno.
 Ho sentito le guardie chiamarti cos. Un vampiro che pu stare alla luce del sole. Nessuno ha
mai visto niente di simile.
 Eppure avete gi una parola. Comodo.
  una parola dei Nascosti, non del Conclave. Ci sono leggende che parlano di creature come
te. Mi sorprende che tu non le conosca.
 Non  da molto tempo che sono un Nascosto  disse Simon.  E tu sembri sapere molte
cose di me.
 Alle guardie piace chiacchierare  spieg la voce.
 E i Lightwood che appaiono da un Portale con un vampiro moribondo e sanguinante... be',
questa  una chiacchiera succulenta. Anche se, devo dire, non mi aspettavo di vederti comparire qui...
Non finch non hanno iniziato a prepararti la cella. Mi sorprende che i Lightwood l'abbiano permesso.
 Perch non avrebbero dovuto?  disse Simon amaramente.  Io non sono niente. Sono
solo un Nascosto.
 Forse per il Console  ragion la voce.  Ma per i Lightwood...
 Per i Lightwood, cosa?
Ci fu una breve pausa.  Gli Shadowhunters che vivono fuori da Idris, soprattutto coloro che
gestiscono gli Istituti, tendono a essere pi tolleranti. Il Conclave, invece,  molto pi... conservatore.
 E tu?  chiese Simon.  Sei un Nascosto anche tu?
 Un Nascosto?  Simon non ne era certo, ma gli parve di cogliere una punta di astio nella
voce dello sconosciuto, come se la domanda l'avesse offeso.  Mi chiamo Samuel. Samuel Blackburn.
Io sono un Nephilim. Anni fa ero nel Circolo, con Valentine. Io li ho massacrati, i Nascosti, nella
Rivolta. Non sono uno di loro.
 Ah  Simon deglut la saliva. La sua bocca sapeva di sale. Ricord che i membri del
Circolo di Valentine erano stati catturati e puniti dal Conclave. Tutti, tranne quelli come i Lightwood,
che erano riusciti a patteggiare o che avevano accettato l'esilio in cambio del perdono.  Sei qui dai
tempi della Rivolta?
 No. Dopo la Rivolta sono riuscito a scappare da Idris. Sono rimasto lontano per anni, e poi,
stupidamente, pensando che mi avessero dimenticato, sono tornato. Ovviamente, mi hanno catturato
appena ho messo piede a Idris. Il Conclave ha i suoi modi per rintracciare i nemici. Mi hanno trascinato
davanti all'Inquisitrice e sono stato interrogato per giorni. Alla fine, mi hanno buttato qui dentro. 
Samuel sospir.  In francese, questo tipo di prigione si chiama oubliette. Significa "luogo dell'oblio",
"dimenticatoio".  qui che si butta l'immondizia che non si vuole ricordare, perch marcisca senza
disturbare nessuno con il suo fetore.
 Okay. Io sono un Nascosto, quindi sono immondizia. Ma tu no. Tu sei un Nephilim.
 Sono un Nephilim che era in combutta con Valentine. Per questo non sono migliore di te.
Anzi, sono peggiore. Sono un traditore.
 Ma ci sono un sacco di altri Shadowhunters che in passato erano membri del Circolo. I
Lightwood, i Penhallow...
 Si sono tutti pentiti e hanno voltato le spalle a Valentine. Io no.
 Tu no? E perch?
 Perch ho pi paura di Valentine che del Conclave  rivel Samuel.  E se tu fossi
ragionevole, Diurno, anche tu avresti pi paura di lui.
 Ma tu dovresti essere a New York!  esclam Isabelle.  Jace ci ha detto che avevi
cambiato idea, che volevi restare con tua madre!
 Jace ha mentito  disse Clary con voce incolore.  Era lui che non mi voleva qui, quindi
ha mentito a me sull'ora della partenza e ha mentito a voi dicendovi che avevo cambiato idea. Ti ricordi
che una volta mi hai detto che Jace non mente mai? Be', non  vero.
 Di solito non lo fa  disse Isabelle, che era impallidita.  Senti, sei venuta qui per... voglio
dire, tutto questo ha qualcosa a che fare con Simon?
 Con Simon! No. Simon  al sicuro a New York, grazie a Dio. Anche se la prender
malissimo, visto che non  nemmeno riuscito a salutarmi.  L'espressione vacua di Isabelle
cominciava a darle fastidio.  Dai, Isabelle, fammi entrare, devo vedere Jace.
 Allora... sei venuta qui per conto tuo? Hai avuto il permesso dal Conclave? Ti prego, dimmi
che hai avuto il permesso dal Conclave.
 Non esattamente...
 Hai infranto la Legge!  Il tono di voce di Isabelle si alz, poi croll. Prosegu, quasi in un
sussurro:  Se Jace lo scopre, comincer a dare i numeri. Clary, tu devi tornare a casa.
 No. Io devo stare qui  replic Clary senza sapere bene da dove le venisse tutta quella
testardaggine.  E devo parlare con Jace.
 Ora non  un buon momento.  Isabelle si guardava intorno ansiosa, come sperando di
vedere qualcuno a cui chiedere aiuto per allontanare Clary da quella casa.  Per favore, tornatene a
New York, per favore.
 Credevo di esserti simpatica, Izzy.  Clary gioc la carta del senso di colpa.
Isabelle si mordicchi un labbro. Indossava un abito bianco e aveva i capelli raccolti in alto.
Sembrava pi giovane del solito. Dietro di lei, Clary vide un ingresso dal soffitto alto, decorato
da dipinti a olio dall'aria antica.  Certo che mi sei simpatica.  solo che Jace... Oddio, ma che cosa ti
sei messa addosso? Dove l'hai trovata, quella tenuta da battaglia?
Clary si guard.   una storia lunga.
 Non puoi entrare in casa vestita cos. Se Jace ti vede...
 Be', e anche se mi vedesse? Isabelle, io sono venuta qui per mia madre... per mia madre!
Forse Jace non mi vuole qui, ma non pu costringermi a restare a casa. Io devo stare qui. Mia madre si
aspetta che faccia questo per lei. Anche tu lo faresti, per tua madre, no?
 Certo che lo farei  rispose Isabelle.  Ma, Clary, Jace ha le sue ragioni...
 Allora gradirei molto conoscerle.  Clary pass sotto il braccio di Isabelle e sgattaiol
nell'ingresso della casa.
 Clary!  grid Isabelle lanciandosi all'inseguimento. Ma Clary era gi a met dell'ingresso.
Not, con la met della mente che non era concentrata a schivare Isabelle, che la casa era simile a
quella di Amatis, alta e stretta, ma decisamente pi grande e pi riccamente arredata. L'ingresso si
apriva su una stanza con alte finestre affacciate su un ampio canale. Passavano sull'acqua bianche
imbarcazioni, le vele come soffioni portati dal vento. Un ragazzo dai capelli neri era seduto su un
divano, vicino a una delle finestre, immerso nella lettura.
 Sebastian!  chiam Isabelle.  Non farla salire di sopra!
Il ragazzo alz gli occhi, sorpreso, e un attimo dopo era di fronte a Clary, a sbarrarle l'accesso
alle scale. Clary si ferm di scatto. Non aveva mai visto nessuno muoversi cos rapidamente, a parte
Jace. Il ragazzo non era per niente trafelato. Anzi, le stava sorridendo.
 Dunque, questa  la famosa Clary.  Il sorriso gli illumin il volto e Clary si sent mancare
il respiro. Per anni aveva disegnato una sua personale graphic novel, in continuo sviluppo: era la storia
del figlio di un re colpito da una maledizione che faceva morire tutti quelli che amava. In lui, principe
misterioso, romantico e tenebroso, aveva riversato tutte le sue fantasie. E ora eccolo l, davanti ai suoi
occhi: la stessa carnagione pallida, gli stessi capelli arruffati, gli occhi cos scuri che le pupille
sembravano fondersi nell'iride; gli stessi zigomi alti, gli stessi occhi profondi dalle lunghe ciglia. Clary
era sicura di non aver mai visto prima quel ragazzo, eppure...
Anche lui, del resto, sembrava confuso.  Forse ci siamo... gi incontrati?  Senza parole,
Clary scosse la testa.
 Sebastian!  Isabelle era furiosa. I capelli le erano sfuggiti dalle mollette e le ricadevano
sulle spalle.  Non fare il carino con lei. Non dovrebbe essere qui. Clary, tornatene a casa.
Con uno sforzo, Clary distolse lo sguardo da Sebastian e lanci un'occhiataccia a Isabelle.  A
casa a New York? E come ci dovrei tornare?
 Come ci sei venuta, qui?  le chiese Sebastian.  Intrufolarsi ad Alicante  una bella
impresa.
 Sono venuta attraverso un Portale  spieg Clary.
 Un Portale?  Isabelle era stupefatta.  Ma non ci sono pi Portali, a New York. Valentine
li ha distrutti tutti e due.
 Non ti devo nessuna spiegazione  disse Clary.  Non finch non ne avr io da te. Tanto
per cominciare, dov' Jace?
 Non c'  rispose Isabelle, nello stesso momento in cui Sebastian diceva:   di sopra.
Isabelle lo aggred.  Sebastian! Chiudi quella bocca!
Sebastian era perplesso.  Ma  sua sorella. Non credi che vorrebbe vederla?
Isabelle apr la bocca e poi la richiuse. Clary vedeva che stava valutando le opzioni: era meglio
spiegare le complicate relazioni tra Clary e Jace a Sebastian, che era all'oscuro di tutto, o fare una
brutta sorpresa a Jace? Alla fine alz le braccia al cielo in un gesto sconsolato.  E va bene, Clary
 disse, con una rabbia nella voce del tutto insolita per lei.  Vai, fai quello che ti pare, senza
badare a chi farai soffrire. Tanto tu fai sempre cos, no?
Ahi. Clary le lanci un'occhiata contrariata, poi guard Sebastian, che si fece silenziosamente da
parte. Vol su per le scale, vagamente consapevole delle voci al piano di sotto: era Isabelle che se la
prendeva con Sebastian. Isabelle era fatta cos: se c'era un ragazzo nei dintorni e una colpa da
addossare a qualcuno, Isabelle l'avrebbe sicuramente addossata a lui.
La scala portava a un pianerottolo con una finestra a bovindo che dava sulla citt. Seduto nella
strombatura della finestra, un ragazzino leggeva un libro. Alz gli occhi su Clary e batt le palpebre,
sorpreso.  Io ti conosco.
 Ciao, Max, sono Clary... la sorella di Jace. Ti ricordi?  Max si illumin.  Mi hai
spiegato tu come si legge Naruto  esclam mostrandole il giornalino.  Guarda, ne ho un altro.
Questo si chiama...
 Max, adesso non ho tempo. Ti prometto che pi tardi guarder il tuo giornalino. Ora, per,
sai dirmi dov' Jace?
La faccia di Max si rattrist.  In quella stanza  disse, indicando l'ultima porta in fondo al
corridoio.  Volevo andarci anch'io, con lui, ma mi ha detto che doveva fare delle cose da grandi. Non
fanno che ripetermelo tutti, da quando siamo qui.
 Mi dispiace  disse Clary, ma la sua mente non era gi pi l, stava correndo avanti. Che
cosa avrebbe detto a Jace? E che cosa le avrebbe detto lui! Avvicinandosi alla porta, pensava: Sar
meglio tenere un tono conciliante:se comincio a urlare, lui si metter subito sulla difensiva. Deve
capire che io qui sono al mio posto, esattamente come lui. Non ho bisogno di essere protetta come una
tazza di porcellana. Anch'io sono forte...
Spalanc la porta. La stanza sembrava una specie di biblioteca, con le pareti coperte di libri. Era
molto luminosa: la luce entrava a fiotti da una grande finestra panoramica. Al centro della stanza c'era
Jace. Ma non era solo. Tutt'altro. C'era una ragazza dai capelli scuri con lui, una ragazza che Clary non
aveva mai visto prima. E i due erano avvinghiati in un abbraccio passionale.
capitolo 6
SANGUE CATTIVO
Clary ebbe un capogiro, come se tutta l'aria fosse stata risucchiata di colpo dalla stanza. Cerc
di arretrare, ma inciamp e urt nella porta con la spalla. La porta si chiuse con un colpo secco e Jace e
la ragazza si sciolsero dal loro abbraccio.
Clary era impietrita. La stavano fissando entrambi. Not che la ragazza aveva i capelli lisci e
neri, lunghi fino alle spalle, e che era molto carina. I primi bottoni della camicetta erano aperti e
s'intravedeva una spallina di pizzo. Le venne da vomitare.
Le mani della ragazza corsero alla camicetta e i bottoni furono riallacciati rapidamente. Non
sembrava contenta.  Scusa  disse, aggrottando la fronte  ma tu chi sei?
Clary non rispose. Stava guardando Jace, che stava guardando lei, allibito. La sua pelle aveva
perso ogni traccia di colore e faceva risaltare i cerchi scuri intorno agli occhi. Guardava Clary come se
le stesse puntando contro un fucile.
 Aline.  La voce di Jace era priva di calore e di colore.  Lei  Clary, mia sorella.
 Ah. Ah.  La faccia di Aline si rilass in un sorriso lievemente imbarazzato.  Scusa! Che
razza di modo di incontrarsi! Ciao, io sono Aline.
Si avvicin a Clary ancora sorridendo, la mano tesa. Non credo d poterla toccare, pens Clary
con un profondo senso di disgusto. Guard Jace, che sembr leggerle negli occhi. Senza sorridere,
prese Aline per le spalle e le sussurr qualcosa all'orecchio. Aline rimase sorpresa, scroll le spalle e si
diresse alla porta senza aggiungere altro.
Clary rest sola con Jace. Sola con lui che continuava a guardarla come se fosse il suo incubo
peggiore diventato realt.
 Jace  gli disse, facendo un passo verso di lui.
Jace arretr, come se Clary fosse ricoperta da qualche sostanza velenosa.  In nome
dell'Angelo, Clary, cosa ci fai qui?
Nonostante tutto, la durezza del suo tono la fer.  Potresti almeno fingere di essere contento di
vedermi. Almeno un pochino.
 Non sono contento di vederti  le rispose. Aveva ripreso un po' di colore, ma le ombre sotto
gli occhi erano ancora scure e contrastavano con la pelle chiara. Clary aspett che aggiungesse
qualcos'altro, ma era come se a lui bastasse fissarla con palese orrore. Clary not che le maniche della
maglia nera che indossava erano larghe, come se avesse perso peso, e che le unghie erano rosicchiate
fino alla carne viva.  Neanche un po'.
 Questo non sei tu  disse Clary.  Odio quando ti comporti cos...
 Ah s, non ti piace? Bene, allora far meglio a smetterla, okay? In fondo, anche tu mi ascolti
sempre.
 Non avevi alcun diritto di fare quello che hai fatto!  sbott lei, all'improvviso furiosa. 
Mentirmi in quel modo. Non avevi alcun diritto.
 Io avevo tutti i diritti!  grid lui. Non aveva mai gridato con lei, prima, pens Clary. 
Avevo tutti i diritti, stupida, stupida ragazzina. Io sono tuo fratello e...
 E cosa? Sono di tua propriet? Io non sono di tua propriet, che tu sia mio fratello o no!
La porta dietro a Clary si spalanc. Era Alec, vestito con una giacca lunga, blu scuro, e i capelli
neri scompigliati. Aveva gli stivali infangati e un'espressione incredula sulla faccia solitamente calma.
 Ma cosa cavolo succede qui dentro?  esclam, spostando lo sguardo da Jace a Clary, al
colmo dello stupore.  Volete uccidervi?
 Per niente  disse Jace. Come per magia, osserv Clary, ogni sua emozione - la furia, il
panico -era stata cancellata. Jace era tornato alla solita gelida calma.  Clary se ne sta andando.
 Bene  disse Alec.  Perch devo parlarti, Jace.
 Nessuno in questa casa dice mai: Ciao, che bello vederti?  chiese Clary a nessuno in
particolare.
Era molto pi facile lavorare sul senso di colpa di Alec che su quello di Isabelle.   bello
vederti, Clary  le disse Alec.  A parte il fatto, naturalmente, che non dovresti essere qui. Isabelle
mi ha detto che sei venuta da sola in qualche modo, e ne sono molto colpito.
 Potresti evitare di incoraggiarla?  intervenne Jace.
 Okay, per adesso ho davvero bisogno di parlarti, Jace. Clary, puoi lasciarci qualche
minuto?
 Anch'io ho bisogno di parlare con lui  replic Clary  A proposito di nostra madre...
 Non mi va di parlare  disse Jace.  Con nessuno di voi, a dire la verit.
 Invece s  ribatt Alec.  Ti va eccome.
 Ne dubito  disse Jace. Era tornato a guardare Clary.
 Non sei venuta qui da sola, vero?  le disse lentamente, come rendendosi conto che la
situazione era ancora peggiore di quel che pensava.  Chi  venuto con te?
Non c'era motivo di mentire.  Luke  disse Clary.  Luke  venuto con me.
Jace sbianc.  Ma Luke  un Nascosto. Tu sai che cosa fa il Conclave ai Nascosti che entrano
nella Citt di Vetro senza autorizzazione? Che attraversano le difese senza permesso? Venire a Idris 
una cosa, ma entrare ad Alicante... L'avete detto a qualcuno?
 No  disse Clary con un mezzo sussurro.  So cosa stai per dire...
 Che se tu e Luke non tornate a New York immediata mente lo scoprirete da soli?
Per un momento Jace rimase in silenzio, fissando Clary. La disperazione nel suo sguardo la
sconvolse. Era lui che minacciava lei, dopotutto, non il contrario.
 Jace  disse Alec nel silenzio, con una sfumatura di panico nella voce.  Non ti sei chiesto
dove sono stato tutto il giorno?
 Hai una giacca nuova  osserv Jace senza guardarlo.  Sarai andato a fare shopping.
Anche se mi sfugge perch sei cos ansioso di infastidirmi con una cosa del genere.
 Non sono andato a fare shopping  ribatt Alec furioso.  Sono andato...
La porta si apr di nuovo. In uno svolazzo di bianco, Isabelle si precipit nella biblioteca,
sbattendosi la porta alle spalle.
Guard Clary e scosse la testa.  Te l'avevo detto che avrebbe dato i numeri  comment.
 Figurarsi! Ricominci subito con il solito te l'avevo detto  ironizz Jace.  Che classe!
Clary lo guard inorridita.  Come puoi scherzare?  sussurr.  Hai appena minacciato
Luke. Luke, che ti vuole bene e si fida di te. E solo perch  un Nascosto. Che cosa ti sta succedendo?
Isabelle inorrid.  Luke  qui? Oh, Clary...
 Non  qui  precis Clary.  Se n' andato, stamattina, e non so dove. Ma adesso so perch
ha dovuto andarsene.  Quasi non riusciva a sopportare la vista di Jace.  Bene. Avete vinto voi. Non
avremmo mai dovuto venire. Non avrei mai dovuto aprire quel Portale.
Aprire quel Portale?  Isabelle era stupefatta.  Clary, solo uno stregone pu aprire un
Portale. E non ce ne sono molti in giro. L'unico Portale, qui a Idris,  alla Guardia.
 Che  il motivo per cui devo parlarti  sibil Alec a Jace, che sembrava stare ancora peggio
di prima, not Clary con sorpresa: sembrava sul punto di svenire.  Riguardo all'incarico che ho
eseguito ieri sera, la consegna che ho fatto alla Guardia...
 Alec, smettila. Smettila!  grid Jace. La cruda disperazione nella sua voce fece ammutolire
Alec, che chiuse la bocca e rimase a fissarlo, con un labbro stretto tra i denti. Ma Jace non lo vedeva
nemmeno: stava guardando Clary,con gli occhi duri come il vetro. Poi parl.  Hai ragione  le disse
con voce strozzata, come se tirasse fuori a forzale parole.  Non saresti mai dovuta venire. Ti avevo
detto che questo non era un posto sicuro per te, lo so, ma non era vero. La verit  che io non ti voglio
qui, perch sei impulsiva e avventata e rovinerai tutto.  cos che sei. Tu non stai mai attenta, Clary.
 Rovinare... tutto?  Clary riusc a trovare il fiato solo per un sussurro.
 Oh, Jace  mormor Isabelle con tristezza, come se quello ferito fosse stato lui. Jace non la
guard: i suoi occhi erano fissi su Clary.
 Tu ti butti sempre nelle cose a testa bassa, senza pensare  aggiunse Jace.  E lo sai anche
tu, Clary. Non saremmo mai finiti al Dumort, se non fosse stato per te.
 E Simon sarebbe morto! Non conta niente, questo? Sar anche stata impulsiva, ma... La voce
di Jace si alz.  Forse?
 Non mi sembra che tutte le decisioni che ho preso fossero sbagliate! L'hai detto anche tu,
dopo quello che ho fatto sulla nave, che ho salvato la vita a tutti.
Quel poco di colore che restava sul volto di Jace spar. Con un'improvvisa e incredibile
cattiveria, disse:  Zitta, Clary, sta' ZITTA.
 Sulla nave?  Lo sguardo di Alec danzava dall'uno all'altra, sconcertato.  Cos' successo,
sulla nave? Jace...
 Te l'ho detto solo per farti smettere di frignare!  grid Jace, ignorando Alec, ignorando
tutto, tranne Clary. Lei sent la forza del suo improvviso scatto d'ira come un'onda e rischi di cadere.
 Sei un disastro per tutti noi, Clary! Sei una mondana e lo sarai sempre. Non sarai mai una
Cacciatrice. Tu non sai pensare come noi, non sai pensare a ci che  meglio per tutti. Tu pensi solo a
te stessa! Ma ora c' una guerra in corso, o ci sar presto, e io non ho n il tempo n la voglia di starti
appresso per evitare che tu faccia ammazzare qualcuno di noi!
Clary lo fissava. Non riusciva a pensare a niente da replicare. Jace non le aveva mai parlato
cos. Non aveva mai immaginato che lui potesse parlarle in quel modo. Per quanto lo avesse fatto
arrabbiare, in passato, non le aveva mai parlato come se la odiasse.
 Vattene a casa, Clary  concluse. Sembrava stanchissimo, come se lo sforzo di dirle ci che
veramente pensava di lei l'avesse prosciugato.  Vattene a casa.
Tutti i piani di Clary si dissolsero: le speranze abbozzate di cercare Fell, di salvare sua madre,
di ritrovare Luke... Non contavano pi niente. Non le veniva nessuna parola da dire. Si avvicin alla
porta. Alec e Isabelle si scostarono per farla passare. Nessuno dei due la guard: distolsero lo sguardo,
con un'espressione sconvolta e imbarazzata. Clary sapeva che avrebbe dovuto sentirsi umiliata, oltre
che arrabbiata. Ma non era cos. Si sentiva solo morta dentro.
Sulla porta, si gir a guardare Jace. Lui la stava ancora fissando. La luce che entrava dalla
finestra alle sue spalle gli lasciava in ombra il volto. Clary vedeva solo luminosi frammenti di sole che
gli sfioravano i capelli chiari, come fossero schegge di vetro.
 La prima volta che mi hai detto che Valentine era tuo padre, non ci volevo credere  gli
disse.
 Non solo perch non volevo che fosse vero, ma perch non gli assomigliavi per niente. Non
ho mai pensato che tu potessi somigliargli. Invece gli somigli. Gli somigli molto.
E usc dalla stanza, chiudendosi la porta alle spalle.
 Vogliono farmi morire di fame  disse Simon.
Era disteso sul pavimento della cella, con la schiena sulla fredda pietra. Da quell'angolazione,
vedeva il cielo dalla finestrella. Nei primi giorni dopo la Trasformazione, quando pensava di non poter
pi rivedere la luce del giorno, si era ritrovato a pensare incessantemente al sole e al cielo, al modo in
cui il colore del cielo cambia durante il giorno: il cielo pallido del mattino, l'azzurro intenso del
mezzogiorno, l'oscurit blu cobalto del crepuscolo. Era rimasto sveglio nel buio, con un corteo di colori
azzurri che gli marciava nella mente. Ora, disteso sulla schiena nella cella sotto la Guardia, si chiese se
i colori del cielo gli fossero stati restituiti solo per fargli passare quel poco che restava della sua vita in
quel dannato posto, con solo un ritaglio di cielo visibile dall'inferriata dell'unica finestra della cella.
 Hai sentito cosa ho detto?  Alz la voce.  L'Inquisitore vuole farmi morire di fame.
Niente pi sangue.
Ci fu un fruscio, un udibile sospiro, poi Samuel parl.  Ho sentito, ma non vedo cosa posso
farci io.  E aggiunse:
 Mi dispiace per te, Diurno, se ti pu servire.
 No, non mi serve  ammise Simon.  L'Inquisitore vuole che io menta. Vuole che gli dica
che i Lightwood sono in combutta con Valentine. E poi mi mander a casa.  Rotol sullo stomaco e
le pietre gli punsero la pelle.
 Non so perch te lo sto dicendo. Probabilmente non hai neanche idea di quello di cui sto
parlando.
Samuel fece un verso a met tra una risata chioccia e un colpo di tosse.  Lo so benissimo.
Conoscevo i Lightwood. Eravamo insieme nel Circolo. I Lightwood, i Wayland, i Pangborn, gli
Herondale, i Penhallow. Tutte le migliori famiglie di Alicante.
 E Hodge Starkweather  aggiunse Simon, ripensando al tutore dei Lightwood.  C'era
anche lui, giusto?
 S  disse Samuel.  Ma la sua famiglia non era di quelle che godevano di buona fama.
Hodge si era si era mostrato piuttosto promettente, una volta, ma temo che non sia mai stato all'altezza
delle aspettative.  Tacque.  Aldertree ha sempre odiato i Lightwood, naturalmente, sin da quando
eravamo bambini. Lui non era ricco, n intelligente, n bello, e... be', loro non erano molto gentili con
lui. Credo che non li abbia mai perdonati.
 Ricco?  disse Simon.  Credevo che tutti i Cacciatori venissero pagati dal Conclave.
Come, non so, come nel comunismo, o qualcosa del genere.
 In teoria, tutti i Cacciatori vengono pagati in modo equo e giusto  spieg Samuel. 
Alcuni, come quelli che hanno un'alta posizione al Conclave o che hanno grandi responsabilit (come
gestire un Istituto, ad esempio), ricevono un salario pi alto. Poi ci sono quelli che vivono fuori da Idris
e scelgono di fare soldi nel mondo dei mondani: non  proibito, a patto che ne versino una quota al
Conclave. Ma...  Samuel esit ... tu hai visto la casa dei Penhallow, no? Che te ne pare?
Simon vi torn con la mente.  Molto stravagante.
  una delle pi belle case di Alicante  disse Samuel. E ne hanno un'altra, una tenuta in
campagna, come quasi tutte le famiglie ricche. Vedi, i Nephilim hanno anche un altro modo di fare
soldi. Il "bottino", lo chiamano. Quando un Cacciatore uccide un demone o un Nascosto, tutte le sue
cose diventano di propriet del Cacciatore. Quindi, se un ricco stregone infrange la Legge e viene
ucciso da un Nephilim...
Simon rabbrivid.  Quindi, uccidere i Nascosti  un buon affare?
 Pu esserlo  comment Samuel amaramente.  Se non ti fai troppi scrupoli su chi vai ad
ammazzare. Ora capisci perch c' tanta opposizione verso gli Accordi: vanno a intaccare il portafogli
degli Shadowhunters, che ora devono fare molta attenzione, prima di ammazzare un Nascosto. Forse 
per questo che io mi unii al Circolo. La mia famiglia non era mai stata ricca. Ed essere guardato
dall'alto in basso solo perch non volevo accettare denaro sporco di sangue...  S'interruppe.
 Ma anche il Circolo uccideva i Nascosti  obiett Simon.
 Perch pensavano che fosse il loro dovere  spieg Samuel.  Non per avidit. Anche se
adesso non riesco a immaginare come ho fatto a dare tanto peso a questa differenza.  La sua voce
sembrava esausta.  Era per Valentine. Aveva qualcosa di speciale. Riusciva a convincerti di qualsiasi
cosa. Ho un ricordo, in particolare: ero con Valentine e avevo le mani che grondavano sangue.
Guardavo il corpo di una donna morta, e pensavo che ci che avevo fatto era assolutamente giusto,
perch l'aveva detto Valentine.
 Una Nascosta morta?
Samuel, dall'altra parte del muro, fece un respiro spezzato. Poi disse:  Devi capire che avrei
fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto. Ciascuno di noi avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui. Anche i
Lightwood. L'Inquisitore lo sa, ed  questo che sta cercando di sfruttare. Ma tieni presente questo: se
cedi e accusi i Lightwood, c' comunque la possibilit che Aldertree ti uccida, per chiuderti la bocca
per sempre. Dipende solo da quanto l'idea di essere misericordioso lo far sentire potente al momento
di decidere.
 Non importa  disse Simon.  Non lo voglio fare. Non voglio tradire i Lightwood.
 Davvero?  Samuel sembrava poco convinto.  C' una ragione per cui non vuoi? Ci tieni
cos tanto, ai Lightwood?
 Qualsiasi cosa dicessi su di loro, sarebbe una menzogna.
 Ma  la menzogna che lui vuole sentire. Tu ci vuoi tornare, a casa, non  vero?
Simon fiss il muro, come se in qualche modo potesse attraversarlo con lo sguardo e vedere
l'uomo dall'altra parte.  Tu lo faresti? Mentiresti?
Samuel toss: una tosse rantolante, da malato. Del resto, nelle celle c'era umido e freddo: se per
Simon non faceva alcuna differenza, per un normale essere umano doveva essere un problema serio.
 Se fossi in te, non cercherei un consiglio morale da me  disse Samuel.  S,
probabilmente io mentirei. Ho sempre messo al primo posto la mia pelle.
 Sono sicuro che non  vero.
 In realt  ammise Samuel   proprio vero. Una cosa che imparerai quando sarai pi
vecchio, Simon,  che quando la gente ti dice qualcosa di molto sgradevole su di s, generalmente 
vero.
Ma io non diventer pi vecchio, pens Simon. Ad alta voce disse:   la prima volta che mi
chiami Simon. Simon, non Diurno.
 Credo di s.
 E per quanto riguarda i Lightwood...  riprese Simon.  Non  che mi stiano poi cos
simpatici. Cio, Isabelle mi  simpatica e, in un certo modo, anche Alec e Jace. Ma c' una ragazza di
mezzo. E Jace  suo fratello.
Quando Samuel rispose, la sua voce suon per la prima volta sinceramente divertita.  C'
sempre una ragazza di mezzo.
Nel momento in cui la porta si chiuse alle spalle di Clary, Jace si accasci contro la parete come
se gli avessero tagliato via le gambe. Era grigio in faccia e la sua espressione era un misto di orrore,
shock e persino sollievo, come per una catastrofe evitata per un pelo.
 Jace  disse Alec avvicinandosi di un passo.  Pensi davvero...
Jace lo interruppe, con un tono di voce molto basso.  Fuori di qui  disse.  Uscite. Tutti e
due.
 Per lasciarti fare cosa?  intervenne Isabelle.  Rovinarti la vita ancora di pi? Che cavolo
 successo?
Jace scosse la testa.  L'ho rimandata a casa. Era la cosa migliore per lei.
 Hai fatto molto di pi che rimandarla a casa sua. L'hai distrutta. L'hai vista, la sua faccia?
 Ne valeva la pena  rispose Jace.  Tu non puoi capire.
 Per lei, forse  replic Isabelle.  Spero che ne sar valsa la pena anche per te. Jace gir la
faccia dall'altra parte.  Voglio restare solo, Isabelle. Ti prego.
Isabelle rivolse un'occhiata sbigottita a suo fratello. Jace non chiedeva mai "per favore". Alec le
mise una mano sulla spalla.  Non preoccuparti, Jace  disse con tutta la gentilezza che aveva. 
Sono sicuro che se la caver bene.
Jace sollev la testa e guard Alec senza veramente vederlo: sembrava piuttosto fissare il nulla.
 No, non se la caver bene  disse.  A proposito, gi che ci sei, dimmi quello che eri venuto a
dirmi. Sembrava piuttosto importante.
Alec sollev la mano dalla spalla di Isabelle.  Non volevo parlartene davanti a Clary.
Finalmente gli occhi di Jace misero a fuoco Alec.  Non volevi parlarmi di cosa, davanti a
Clary?
Alec esit. Rare volte aveva visto Jace cos sconvolto e poteva solo immaginare che effetto
potessero avere su di lui altre brutte sorprese. Ma non c'era modo di nascondergli quella cosa. Jace
doveva sapere.  Ieri  inizi a dire, a bassa voce  quando ho portato Simon alla Guardia, Malachi
mi ha detto che Magnus Bane l'avrebbe aspettato dall'altra parte del Portale, a New York.
Cos ho mandato a Magnus un messaggio col fuoco. Mi ha risposto stamattina: dice che Simon
non  arrivato a New York e che lui non aspettava nessuno. Anzi, secondo lui, dopo che  passata
Clary, non ci sono state altre attivit ai Portali di New York.
 Forse Malachi si  sbagliato  sugger Isabelle, dopo una rapida occhiata alla faccia color
cenere di Jace.  Forse c'era qualcun altro ad aspettare Simon. E Magnus potrebbe sbagliarsi anche
sulle attivit dai Portali.
Alec scosse la testa.  Sono salito alla Guardia stamattina con la mamma, per chiederlo a
Malachi di persona. Ma quando l'ho visto, non so perch, mi sono nascosto dietro un angolo. Non
riuscivo ad affrontarlo. Poi l'ho sentito parlare con una delle guardie. L'ho sentito ordinare di portare il
vampiro di sopra, perch l'Inquisitore voleva parlargli di nuovo.
 Sei sicuro che parlasse di Simon?  chiese Isabelle, ma non c'era molta convinzione nella
sua voce.  Forse...
 Dicevano quanto era stato stupido il Nascosto a credere che l'avrebbero semplicemente
rispedito a New York senza interrogarlo. Uno di loro diceva che gli sembrava impossibile che qualcuno
avesse osato farlo entrare ad Alicante. E Malachi ha replicato: Be', che vi aspettavate dal figlio di
Valentine!
 Omioddio!  sussurr Isabelle.  Jace... Jace aveva le mani strette a pugno, lungo i fianchi.
Gli occhi erano infossati, come se volessero entrare nella scatola cranica. In altre circostanze, Alec gli
avrebbe messo una mano sulla spalla, ma non stavolta: qualcosa in Jace lo trattenne.  Se non fossi
stato io a portarlo qui  disse Jace, con voce bassa e misurata, come se stesse recitando  forse
l'avrebbero lasciato tornare a casa. Forse avrebbero pensato che...
 No  l'interruppe Alec.  No, Jace, non  colpa tua. Tu gli hai salvato la vita.
 L'ho salvato per farlo torturare dal Conclave  concluse Jace.  Bel favore. Quando Clary
lo scoprir...  scosse la testa, senza vedere pi nulla  penser che l'ho portato qui di proposito, che
l'ho consegnato io al Conclave, ben sapendo che cosa gli avrebbero fatto.
 Non lo penser mai, non avresti alcun motivo per fare una cosa del genere.
 Forse  replic Jace, lentamente.  Ma dopo che l'ho trattata in questo modo...
 Nessuno ti penserebbe mai capace di una cosa del genere, Jace  disse Isabelle.  Nessuno
che ti conosca. Nessuno che...
Ma Jace non aspett di scoprire chi altri non lo avrebbe mai pensato. Si gir e si avvicin alla
finestra panoramica che dava sul canale. Rimase l un momento. La luce che entrava gli profilava d'oro
i capelli. Poi ag, cos rapido che Alec non ebbe il tempo di intervenire. Quando cap cosa stava per
succedere scatt avanti per impedirlo, ma era gi troppo tardi.
Ci fu un gran fragore di vetri infranti e uno spruzzo improvviso di schegge, come una pioggia di
stelle in frantumi. Jace si guard con interesse clinico la mano sinistra e le nocche striate di rosso,
mentre grosse gocce di sangue si formavano e cadevano sul pavimento ai suoi piedi.
Isabelle fiss lui, poi lo squarcio nel vetro, con le crepe argentee che si irraggiavano dal centro
vuoto come una ragnatela.  Oh, Jace  disse, con una voce dolce che Alec non le aveva mai sentito.
 E adesso come diavolo facciamo a spiegarlo ai Penhallow?
In qualche modo Clary riusc a trovare la via d'uscita. Come, non lo seppe mai. Dopo aver
attraversato un groviglio di scale e corridoi, a un tratto si era ritrovata a correre verso la porta d'ingresso
e a uscire, per fermarsi sui gradini davanti alla casa dei Penhallow, indecisa se vomitare o meno nei
loro cespugli di rose. Erano il posto ideale per vomitarci dentro e il suo stomaco era in penoso
subbuglio. Ma poi le venne in mente di aver mangiato soltanto un po' di minestra: non c'era niente da
vomitare, nel suo stomaco.
Cos scese i gradini e al cancello gir alla cieca: non riusciva a ricordare da dove fosse arrivata,
n come tornare da Amatis, ma non sembrava molto importante: non moriva dalla voglia di tornare da
Amatis, n di spiegare a Luke che se ne dovevano andare o Jace li avrebbe denunciati: al Conclave.
Forse Jace aveva ragione. Forse lei era davvero impulsiva e avventata. Forse non pensava mai
alle conseguenze che le sue azioni potevano avere sulle persone che amava. Il viso di Simon le balz
nella mente in un lampo, nitido come una fotografia, e poi quello di Luke...
Si ferm e si appoggi a un lampione. La sua forma squadrata, di vetro, ricordava i vecchi
lampioni a gas davanti alle facciate di arenaria rossa di Park Slope, a Brooklyn. In qualche modo era
rassicurante.
 Clary!  Era una voce giovane, maschile, preoccupata. Immediatamente Clary pens a Jace
e si gir di scatto.
Ma non era Jace. Davanti a lei, un po' ansimante come se l'avesse inseguita di corsa, c'era
Sebastian, il ragazzo dai capelli neri che aveva visto nel salotto dei Penhallow.
Clary sent esplodere le stesse sensazioni che aveva avuto prima, vedendolo per la prima volta:
una sorta di riconoscimento, mescolato a qualcosa che non riusciva a identificare. Non era simpatia o
antipatia: era una specie di pulsione verso di lui, come se qualcosa l'attirasse verso quel ragazzo che
non conosceva affatto. Forse era semplicemente il suo aspetto. Era bellissimo, bello come Jace, ma se
Jace era tutto oro, quel ragazzo era tutto ombre e pallore. E adesso Clary not che la somiglianza col
suo principe immaginario non era precisa come le era parso in un primo momento. Anche il colorito era
diverso. C'era solo qualcosa nei lineamenti del viso, nella postura, nella buia segretezza degli occhi...
 Stai bene?  le chiese Sebastian. La sua voce era dolce.  Sei scappata via come...  La
voce gli mor in gola, mentre la guardava: Clary era ancora aggrappata al lampione, come per non
cadere.
 Cos' successo?
 Ho litigato con Jace  rispose lei, cercando di mantenere ferma la voce.  Lo sai com'.
 Veramente no  disse lui con un tono quasi di scusa.  Io non ho n fratelli n sorelle.
 Beato te  comment Clary, e si sorprese per l'amarezza della propria voce.
 Non lo dici sul serio.  Sebastian si avvicin di un passo. In quel momento il lampione si
accese con un tremolio, gettando un fascio di stregaluce bianca intorno a loro. Sebastian alz gli occhi
verso la luce e sorrise.   un segno.
 Un segno di che?
 Un segno che dovresti permettermi di accompagnarti a casa.
 Non ho idea di dove sia  ammise Clary, rendendosene conto in quel momento.  Sono
scappata e sono arrivata qui. Non ricordo neanche da che parte sono venuta.
 Be', da chi stai? Esit, prima di rispondere.
 Non lo dir a nessuno  la rassicur Sebastian.  Lo giuro sull'Angelo.
Clary lo fiss. Era un giuramento pesante, per un Cacciatore.  Va bene  disse prima di
ripensarci.  Sto da Amatis Herondale.
 Ottimo, so dove abita.  Le offr il braccio.  Andiamo? Riusc ad accennare un sorriso.
 Sei un po' insistente, lo sai?
Sebastian scroll le spalle.  Ho una specie di fissazione per le damigelle in difficolt.
 Non essere sessista.
 Ti sbagli. I miei servigi sono a disposizione anche dei gentiluomini.  una fissazione con
pari opportunit  disse. E con uno svolazzo le offr di nuovo il braccio.
Questa volta, Clary accett l'offerta.
Alec si chiuse alle spalle la porta della stanzetta nel sottotetto e si gir a guardare Jace. I suoi
occhi erano normalmente del colore del lago Lyn, di un azzurro chiaro e tranquillo, ma tendevano a
cambiare coi suoi stati d'animo. In quel momento il colore era quello dell'Est River durante un
temporale. Anche la sua espressione era tempestosa.  Siediti  ordin a Jace, indicandogli una
seggiola bassa vicino all'abbaino.  Vado a prendere le bende.
Jace ubbid. La stanza che condivideva con Alec all'ultimo piano della casa dei Penhallow era
piccola, con due lettini stretti appoggiati a due pareti. I loro vestiti erano appesi a una fila di ganci sul
muro. C'era un'unica finestra, che lasciava entrare una luce fioca: si stava facendo buio e, di l dal
vetro, il cielo era blu indaco.
Alec si inginocchi, tir fuori la sacca da sotto il suo letto e l'apr. Vi frug rumorosamente
dentro, poi si rialz con una scatola in mano. Jace la riconobbe: era la scatola del pronto soccorso che
usavano quando le rune non erano utilizzabili. Conteneva antisettico, bende, forbici e garze.
 Non vuoi usare una runa di guarigione?  chiese Jace, pi per curiosit che per altro.
 No. Puoi anche...  Alec s'interruppe e butt la scatola sul letto con una muta imprecazione.
And al piccolo lavandino a muro e si lav le mani con tale forza che l'acqua schizz via in una nuvola
di goccioline. Jace lo guardava con distaccata curiosit. La mano ora gli bruciava e il dolore era sordo e
feroce.
Alec recuper la scatola, avvicin una sedia a Jace e vi si lasci cadere.  Dammi la mano.
Jace tese la mano. Doveva ammettere che era messa piuttosto male: tutte e quattro le nocche
erano spaccate a raggiera. Aveva sangue secco incollato alle dita, come un guanto marrone che si
squamava.
Alec fece una smorfia.  Sei un idiota.
 Grazie  rispose Jace. Rimase pazientemente a guardare Alec che, chino sulla sua mano
con un paio di pinzette, cercava di stanare un frammento di vetro conficcato nella pelle.  Allora,
perch no?
 Perch no, cosa?
 Perch non usi una runa di guarigione? Questa non  una ferita di demoni.
 Perch...  Alec prese la bottiglia azzurra di antisettico.  Credo che possa farti bene
sentire il dolore. Per una volta, puoi guarire da mondano: in modo lento e orribile. Magari impari
qualcosa.
 Vers il liquido pungente sui tagli.  Anche se ne dubito.
 Potrei sempre farmela da solo, la runa di guarigione,lo sai.
Alec inizi a fasciargli la mano.  Solo se vuoi che riveli ai Penhallow che cos' successo
veramente alla loro finestra, invece di fargli credere che  stato un banale incidente.  Fiss la
fasciatura con un nodo stretto e Jace fece una smorfia di dolore.  Sai, se avessi immaginato che ti
saresti fatto questo non ti avrei detto niente.
 Me l'avresti detto comunque.  Tace inclin la testa.  Non pensavo che il mio attacco alla
finestra panoramica ti turbasse tanto.
  solo che...  Finito il bendaggio, Alec guard la mano di Jace, quella che ancora teneva
tra le sue. Era una zampa bianca di bende e macchiata di sangue dove le dita di Alec l'avevano toccata.
 Perch ti fai tutto questo? Non solo la finestra, ma anche il modo in cui hai parlato a Clary. Per cosa
ti stai punendo? Non riesci a sfuggire ai tuoi sentimenti.
La voce di Jace era piatta.  E quali sarebbero i miei sentimenti?
 Lo vedo, come la guardi.  Gli occhi di Alec erano distanti, guardavano oltre Jace qualcosa
che solo lui sembrava vedere.  E non puoi averla. Forse non avevi mai saputo com' desiderare
qualcosa che non si pu avere.
Jace lo fiss con lo sguardo fermo.  Che cosa c' tra te e Magnus Bane? La testa di Alec si
lev di scatto.  Io non... non c' niente...
 Non sono uno stupido. Dopo aver sentito Malachi, ti sei rivolto subito a Magnus, prima
ancora di parlare con me o con Isabelle o con chiunque altro.
 Perch era l'unico che poteva rispondere alla mia domanda, ecco perch. Non c' niente tra
noi
 disse Alec. Poi, cogliendo l'espressione di Jace, precis, con estrema riluttanza:  Non c'
pi niente. Non c' pi niente tra noi, okay?
 Spero che non sia per causa mia  disse Jace. Alec sbianc e si ritrasse, come per parare un
colpo.
 In che senso?
 So quello che credi di provare per me  disse Jace.  Tu invece non lo sai. Io ti piaccio,
perch sono una sicurezza per te. Senza rischi. E tu non ti metterai mai in gioco in una vera relazione,
perch puoi sempre usare me come una buona scusa.  Jace sapeva di essere crudele in quel momento,
ma non gliene importava granch. Ferire le persone che amava era bello quasi come ferire se stesso,
quando era di quell'umore.
 Capisco  ribatt Alec secco.  Prima Clary, poi la mano, adesso me. Va' al diavolo, Jace.
 Non mi credi?  replic Jace.  Bene. Forza. Baciami adesso. Alec lo guard inorridito.
 Esattamente. Nonostante la mia sbalorditiva bellezza, in realt io non ti piaccio in quel
senso. E se stai sganciando Magnus, non  per colpa mia.  perch hai troppa paura di dire a qualcuno,
a chiunque, che lo ami per davvero. L'amore ci rende bugiardi  concluso Jace.  L'ha detto la
Regina del Popolo Fatato. Quindi non giudicarmi, se mento sui miei sentimenti. Lo fai anche tu.  Si
alz.
 E adesso, voglio che tu lo faccia di nuovo.
Il volto di Alec, ferito, era di pietra.  In che senso?
 Voglio che tu menta per me  incalz Jace, prendendo la giacca dal chiodo sul muro e
infilandosela.   sera, ormai. Fra poco torneranno dalla Guardia. Devi dire a tutti che non scendo
perch non mi sento bene. Che mi sento debole e stordito e che  per questo che la finestra  andata in
frantumi.
Alec pieg la testa e squadr Jace.  D'accordo  disse.  Ma solo se mi dici dove vai.
 Alla Guardia  rispose Jace.  Vado a liberare Simon dalla prigione.
La madre di Clary chiamava il periodo tra il crepuscolo e la notte "l'ora blu". Diceva che
nell'ora blu la luce era pi intensa e pi particolare e che era il momento migliore per dipingere. Clary
non aveva mai capito esattamente cosa intendesse, ma adesso, camminando per Alicante al crepuscolo,
comprese. L'ora blu a New York non era realmente blu: era troppo slavata dalle luci delle strade e dalle
insegne al neon. Sicuramente Jocelyn pensava a Idris. L la luce bagnava di chiazze violette i muri
dorati della citt e i lampioni di stregaluce creavano pozze di luce bianca cos luminosa che Clary si
aspettava di sentirne il calore quando le attraversava. Desider che sua madre fosse con lei. Jocelyn
avrebbe potuto indicarle i luoghi di Alicante che conosceva meglio, che avevano un posto tra i suoi
ricordi.
Ma non ti parlerebbe mai di questi luoghi. Te li ha sempre tenuti nascosti di proposito. E ora
potresti non conoscerli mai. Un dolore acuto, a met tra la rabbia e il rimpianto, le prese il cuore.
 Sei terribilmente silenziosa  osserv Sebastian. Stavano attraversando un canale su un
ponte dai fianchi in pietra coperti di rune intagliate.
 Stavo pensando che sar nei guai, quando rientrer. Sono dovuta scappare da una finestra
per uscire, ormai Amatis si sar accorta che sono sparita.
Sebastian aggrott la fronte.  Perch sei scappata di nascosto? Non ti avrebbero permesso di
vedere tuo fratello?
 Io non dovrei essere ad Alicante  gli spieg Clary.  Dovrei essere a casa mia, al sicuro, a
guardare la partita dalle linee laterali.
 Ah, questo spiega molte cose.
 Ah s?  Gli lanci un'occhiata di traverso, incuriosita. Ombre blu s'impigliavano tra i suoi
capelli scuri.
 Tutti sbiancavano, ogni volta che venivi nominata. Immaginavo che ci fosse del sangue
cattivo, tra te e tuo fratello.
 Sangue cattivo? Be', si potrebbe dire anche cos.
 Jace non ti piace molto?
 Se mi piace Jace?  Clary aveva riflettuto talmente tanto nelle ultime settimane,
chiedendosi se amava Jace Wayland, e in che modo lo amava, che non si era mai soffermata a pensare
se Jace le piacesse.
 Scusa, in effetti fa parte della tua famiglia, non si tratta di piacersi o meno...
 Certo che mi piace  disse Clary sorprendendosi alle sue stesse parole.  Mi piace.  solo
che... mi fa infuriare. Mi dice cosa posso fare, cosa non posso fare...
 Non sembra che funzioni molto  osserv Sebastian.
 In che senso?
 Mi sembra che tu faccia comunque quello che vuoi.
 Credo di s.  L'osservazione la sorprese, venendo da un quasi sconosciuto.  Ma a quanto
pare si  arrabbiato molto pi di quel che pensassi.
 Gli passer.  Dal tono di voce, Sebastian sembrava non dare troppo peso alla cosa.
Clary lo guard con curiosit.  E a te Jace sta simpatico?
 S. Ma credo di non stargli molto simpatico io.  Sebastian sembrava mesto.  Qualsiasi
cosa io dica sembra dargli fastidio.
Deviarono dalla strada principale in un'ampia piazza acciottolata, circondata da edifici alti e
stretti. Al centro c'era una statua di bronzo: era l'Angelo, quello che aveva dato il suo sangue per creare
la stirpe degli Shadowhunters. Sul lato nord c'era un'imponente struttura di pietra bianca. Un'ampia
gradinata di marmo portava a un loggiato fitto di colonne, dietro il quale si vedeva una grande porta a
due battenti. Il colpo d'occhio, nella luce della sera, era stupefacente... e stranamente familiare. Clary si
chiese se avesse gi visto un'immagine di quel luogo. Forse sua madre l'aveva dipinto?
 Questa  la piazza dell'Angelo  spieg Sebastian.  E quella era la Sala dell'Angelo. Gli
Accordi furono firmati l dentro, poich ai Nascosti non  consentito accedere alla Guardia. Ora 
chiamata Sala degli Accordi.  un luogo d'incontro per tutti:  qui che si fanno le celebrazioni ufficiali,
i matrimoni, i balli, cose del genere.  il centro della citt. Si dice che tutte le strade portano alla Sala.
 Somiglia un po' a una chiesa... Ma qui non avete chiese, vero?
 Non ce n' bisogno  spieg Sebastian.  Ci proteggono le torri antidemoni. Non ci serve
altro.  per questo che mi piace venire qui. Mi d un senso di... pace.
Clary lo guard, sorpresa.  Quindi tu non vivi qui?
 No. Vivo a Parigi. Sono venuto a trovare Aline, mia cugina. Mia madre e suo padre, zio
Patrick, erano fratelli.
 I genitori di Aline hanno diretto l'Istituto di Pechino per anni. Sono tornati ad Alicante circa
dieci anni fa.
 Erano... I Penhallow non facevano parte del Circolo, vero?
La sorpresa balen sul volto di Sebastian. Rimase in silenzio mentre svoltavano e si lasciavano
la piazza alle spalle, addentrandosi in un dedalo di stradine scure.  Perch lo chiedi?  disse alla
fine.
 Be'... perch invece i Lightwood erano nel Circolo.
Passarono sotto un lampione e Clary gli lanci un'occhiata di striscio. Nel cono di luce bianca,
con quel lungo cappotto scuro e la camicia bianca, Sebastian sembrava lo schizzo in bianco e nero di
un gentiluomo vittoriano. Il modo in cui i capelli neri gli si arricciavano sulla fronte le faceva prudere
le mani dalla voglia di ritrarlo a china.  Devi capire  le disse Sebastian  che una buona met dei
giovani di Idris faceva parte del Circolo, insieme a molti altri che non vivevano a Idris. Mio zio Patrick
era nel Circolo, all'inizio, ma ne usc quando inizi a capire che Valentine faceva troppo sul serio. I
genitori di Aline non presero parte alla Rivolta: mio zio part per Pechino per allontanarsi da Valentine.
Fu l, all'Istituto, che incontr la madre di Aline. Quando i Lightwood e gli altri membri del Circolo
vennero processati per alto tradimento, i Penhallow votarono per la clemenza. Li fecero punire con
l'esilio, invece che con la maledizione. Per questo i Lightwood gli sono sempre stati riconoscenti.
 E i tuoi genitori?  chiese Clary.  Erano nel Circolo?
 Non proprio. Mia madre era pi giovane di Patrick. Quando lui and a Pechino, la invi a
Parigi. E a Parigi incontr mio padre.
 Tua madre  pi giovane di Patrick?
  morta  rivel Sebastian.  E anche mio padre. Mi ha cresciuto mia zia Elodie.
 Oh  mormor Clary, sentendosi molto stupida.  Mi dispiace.
 Non me li ricordo neppure  disse Sebastian.  Non proprio. Quando ero piccolo,
desideravo tanto avere un fratello o una sorella pi grande, qualcuno che potesse dirmi com'erano i
nostri genitori.  La guard, pensieroso. Posso chiederti una cosa, Clary? Perch sei venuta a Idris
se sapevi che tuo fratello l'avrebbe presa cos male?
Prima che Clary potesse dare una risposta, dalla stradina stretta che stavano percorrendo
sbucarono in una piazzetta mal illuminata, con un pozzo in disuso al centro bagnato dalla luce della
luna.  La piazza del Pozzo  annunci Sebastian con un'inequivocabile nota di disappunto nella
voce.  Siamo arrivati pi in fretta di quel che pensavo.
Clary guard oltre il ponte in muratura che scavalcava il vicino canale: si vedeva in lontananza
la casa di Amatis, con tutte le finestre illuminate. Sospir.  Da qui posso andare da sola, grazie.
 Non vuoi che ti accompagni fino a...
 No, a meno che non vuoi passare dei guai anche tu.
 Passerei dei guai? Per essere stato cos gentile da accompagnarti fino a casa?
 Nessuno dovrebbe sapere della mia presenza ad Alicante  disse Clary.  Dovrebbe essere
un segreto. E tu, senza offesa, sei uno sconosciuto.
 Vorrei non esserlo  disse Sebastian.  Mi piacerebbe conoscerti meglio.  La stava
guardando con un misto di divertimento e di timidezza, come se non fosse sicuro di come sarebbero
state accolte le sue parole.
 Sebastian  disse Clary, travolta da un'improvvisa stanchezza.  Sono contenta che tu
voglia conoscermi meglio. Ma ora non ho proprio le forze per farlo. Mi dispiace.
 Non intendevo...
Ma Clary si stava gi allontanando da lui, verso il ponte. A met strada, si volt indietro e lo
guard: sotto la luce della luna, coi capelli neri che gli ricadevano sul viso, aveva un'aria stranamente
desolata.
 Ragnor Fell  gli disse. Lui la fiss.  Cosa?
Mi hai chiesto perch sono venuta qui, anche se non dovevo  spieg Clary.  Mia madre sta
male. Molto male. Forse sta morendo. L'unica cosa che pu aiutarla, l'unica persona che pu aiutarla, 
uno stregone chiamato Ragnor Fell. Solo che non ho idea di dove trovarlo.
 Clary...
Lei gli volt le spalle.  Buonanotte, Sebastian.
Salire dal graticcio fu pi difficile che scendere. Clary scivol innumerevoli volte sulla sua
superficie umida e sospir di sollievo quando finalmente si iss sul davanzale della finestra e rientr
nella camera da letto con un mezzo salto e un mezzo capitombolo.
La sua euforia ebbe vita breve. Non appena gli stivali toccarono il pavimento, una silenziosa
esplosione di luce illumin a giorno la stanza.
Amatis era seduta sul bordo del letto, con la schiena dritta e una pietra di stregaluce in mano.
La pietra ardeva di luce violenta, che non aiutava certo ad ammorbidire i tratti duri del suo volto o le
pieghe agli angoli della bocca. Fiss Clary in silenzio per diversi lunghissimi momenti. Finalmente
disse:  Vestita cos, sei uguale a Jocelyn.
Clary si rialz goffamente.  Mi... mi dispiace  disse  di essere scappata cos.  Amatis
chiuse la mano intorno alla stregaluce, spegnendola, e Clary batt le palpebre nella tenebra
improvvisa.
 Togliti la tenuta da battaglia  le disse Amatis.  Poi scendi in cucina. E non pensare
nemmeno di scappare di nuovo dalla finestra  aggiunse.  O la prossima volta che tornerai in questa
casa troverai tutte le porte sbarrate.
Clary annu, mandando gi un groppo in gola.
Amatis si alz e se ne and senza aggiungere altro. Clary si sfil rapidamente la tenuta e si
rimise i suoi vestiti, che erano appesi alla spalliera del letto, asciutti. I jeans erano un po' duri, ma fu
piacevole rimetterseli con la solita maglietta. Clary scosse i capelli aggrovigliati e scese al piano di
sotto.
L'ultima volta che aveva visto il pianterreno della casa di Amatis era in preda al delirio e alle
allucinazioni. Ricordava lunghi corridoi che si protendevano all'infinito e un enorme orologio a
pendolo i cui ticchettii risuonavano come il battito di un cuore morente. Ora si ritrov in un salotto
piccolo e senza pretese, arredato con semplici mobili in legno e un tappeto patchwork sul pavimento.
Le dimensioni ridotte e i colori vivaci le ricordarono un po' il salotto di casa sua, a Brooklyn. Dal
salotto entr in cucina, dove un fuoco ardeva nel caminetto. La stanza era piena di luce calda e gialla.
Trov Amatis seduta a tavola, con I uno scialle azzurro sulle spalle che faceva sembrare i suoi capelli
pi grigi.
 Ciao.  Clary si ferm sulla porta. Non riusciva a capire se Amatis fosse arrabbiata o no.
 Immagino che non ci sia neppure bisogno di chiederti dove sei stata  inizi Amatis, senza
alzare gli occhi dalla tavola.  Sei andata da Jonathan, vero? Dovevo aspettarmelo. Forse, se avessi
dei figli miei, avrei saputo riconoscere una bugia. Ma speravo, almeno per questa volta, di non deludere
mio fratello cos completamente.
 Deludere Luke?
 Sai che cosa accadde, quando mio fratello fu morso?  Amatis guardava fisso davanti a s.
 Quando fu morso da un lupo mannaro (cosa inevitabile, perch Valentine si metteva sempre in
situazioni stupidamente rischiose, per s e per i suoi seguaci, quindi era solo una questione di tempo),
venne da me e mi raccont cosa gli era accaduto e quanto era terrorizzato all'idea di aver contratto la
licantropia. E io gli dissi... gli dissi...
 Amatis, non devi...
 Gli dissi di sparire dalla mia casa e di non tornare finch non fosse stato certo di non aver
preso la malattia. Arretrai di un passo, per stargli lontano: non riuscii a evitarlo.  Le tremava la voce.
 Lui vide tutto il mio disgusto, perch ce l'avevo dipinto in faccia. Mi disse che, se avesse preso la
malattia, se fosse diventato un lupo mannaro, il suo timore era che Valentine gli avrebbe chiesto di
suicidarsi, e io gli dissi che... che forse sarebbe stata la cosa migliore!
Clary trasal. Non pot evitarlo.
Amatis alz rapidamente gli occhi su di lei. Le si leggeva in volto il profondo disprezzo che
aveva di s.  Lucian era sempre stato cos buono, nonostante tutto quello che Valentine cercava di
fargli fare. Ogni tanto pensavo che lui e Jocelyn fossero le uniche persone veramente buone che
conoscevo. E non riuscivo a sopportare l'idea che diventasse un mostro.
 Ma lui non  cos. Non  un mostro.
 Io non lo sapevo! Dopo la Trasformazione, dopo la sua fuga, Jocelyn lavor molto, e a
lungo, per convincermi che Lucian, dentro, era ancora la stessa persona, che era ancora mio fratello. Se
non fosse stato per lei, non avrei mai accettato di rivederlo ancora. Cos gli permisi di restare qui,prima
della Rivolta, e di nascondersi in cantina. Ma sapevo che lui non poteva fidarsi pienamente di me, non
dopo che gli avevo voltato le spalle in quel modo. E credo che tuttora non si fidi di me.
 Si  fidato abbastanza da venire da te quando stavo male  osserv Clary.  Si  fidato
abbastanza da lasciarmi qui con te...
 Non aveva nessun altro posto dove andare  replic Amatis.  E guarda come mi sono
comportata con te. Non sono nemmeno riuscita a tenerti in casa per un giorno.
Clary trasal. Era peggio che essere rimproverata.  Non  colpa tua. Sono stata io a mentirti e
a scappare di nascosto. Non potevi farci niente.
 Oh, Clary  sospir Amatis.  Non capisci? C' sempre qualcosa che si pu fare. Sono
quelli come me che si convincono che non  cos. Io mi sono convinta che non c'era niente che potessi
fare per Lucian. Mi sono convinta che non c'era niente che potessi fare quando Stephen mi abbandon.
E mi rifiuto di presenziare alle assemblee del Conclave, perch sono convinta che non c' niente che
lo possa fare per influenzare le loro decisioni, anche quando detesto ci che fanno. Ma poi, quando
scelgo di fare qualcosa... be', nemmeno allora riesco a fare la cosa giusta.  I suoi occhi brillavano
duri e lucenti nella luce del fuoco. Va' a letto, Clary  concluse.  D'ora in poi, puoi andare e
venire come ti pare. Non far niente per fermarti. Dopotutto, come hai detto tu, non c' niente che io
possa fare.
 Amatis...
 No.  Amatis scosse la testa.  Va' a letto. Ti prego.  La sua voce aveva una nota
definitiva. Si gir dall'altra parte, come se Clary se ne fosse gi andata, e rimase con gli occhi fissi a
guardare il muro.
Clary gir sui tacchi e corse di sopra. Chiuse la porta della sua stanza con un calcio e si butt
sul letto. Voleva piangere, ma le lacrime non venivano, Jace mi odia, pens. Amatis mi odia. Non ho
nemmeno salutato Simon. Mia madre sta morendo. E Luke mi ha abbandonata. Sono sola. Non sono
mai stata tanto sola. Ed  tutta colpa mia. Forse era per questo che non riusciva a piangere, pens,
fissando il soffitto ad occhi asciutti. Che senso aveva piangere, se non c'era nessuno a confortarti? E
quel che era peggio, se non potevi nemmeno confortare te stessa?
capitolo 7
DOVE NON OSANO GLI ANGELI
Da un sogno di sangue e sole, Simon si svegli all'improvviso al suono di una voce che
chiamava il suo nome.
 Simon.  La voce era un sussurro sibilante.  Simon, alzati.
Simon era gi in piedi (qualche volta si sorprendeva ancora per la rapidit con cui riusciva a
muoversi). Gir su se stesso nel buio della cella.  Samuel?  sussurr, fissando nell'ombra. 
Samuel, sei tu?
 Girati, Simon.  Ora la voce, vagamente familiare,aveva una nota d'irritazione.  Vieni
alla finestra.  Simon la riconobbe immediatamente. Guard tra le inferriate e vide Jace inginocchiato
sull'erba, con una pietra di stregaluce in mano. Era accigliato.  Be'? Credevi che fosse un incubo?
 Forse lo credo ancora.  C'era un ronzio nelle sue orecchie. Se avesse avuto un cuore che
batteva, avrebbe pensato che fosse il sangue che gli scorreva nelle vene, ma era qualcos'altro, qualcosa
di pi incorporeo e pi intimo del sangue.
La stregaluce disegnava un motivo irregolare di luci e ombre sulla faccia pallida di Jace. 
Quindi,  qui che ti hanno messo. Non credevo che le usassero ancora, queste celle.  Lanci
un'occhiata di lato.  All'inizio ho beccato la finestra sbagliata. Ho fatto prendere un colpo al tuo
amico nella cella accanto. Affascinante, con quella barba e quegli stracci. Mi ricorda un po' i barboni di
casa nostra.
Simon cap che cos'era il ronzio nelle orecchie: rabbia. In un angolo remoto della mente era
consapevole di avere i denti digrignati, le punte dei canini che gli graffiavano il labbro inferiore.  Mi
fa piacere che trovi tutto questo divertente.
 Ma come? Non sei felice di vedermi?  gli disse Jace.  Devo dire che la cosa mi
sorprende. Mi hanno sempre detto che la mia presenza illumina ogni stanza. Pensavo che valesse il
doppio, per un'umida cella sotterranea.
 Tu sapevi che cosa sarebbe successo, vero? Ti rispediranno a New York, mi hai detto. No
problem. Qui invece non ne hanno mai avuto la minima intenzione.
 Non lo sapevo.  Jace incroci il suo sguardo tra le sbarre: i suoi occhi erano limpidi e
fermi.
 So che non mi credi, ma ne ero convinto.
 O sei un bugiardo o sei uno stupido...
 Allora sono uno stupido.
... o entrambe le cose  concluse Simon.  Io propendo per entrambi.
 Non ho nessuna ragione per mentirti. Non ora.  Lo sguardo di Jace rimase fermo.  E
smetti di mostrarmi le zanne. Mi rende nervoso.
 Be'  disse Simon  se vuoi saperlo,  perch sai di sangue.
  la mia nuova colonia. Eau de Ferite.  Jace sollev la mano sinistra. Era un guanto di
bende bianche, macchiato sulle nocche, dove era filtrato il sangue.
Simon aggrott la fronte.  Pensavo che quelli della tua razza non avessero ferite. O meglio,
che non avessero ferite che durano nel tempo.
 Ho spaccato una finestra  spieg Jace.  E Alec vuole farmi guarire come un mondano,
per darmi una lezione. Ecco, questa  la verit. Sei colpito?
 No  rispose Simon.  Ho problemi pi grossi dei tuoi. L'Inquisitore continua a farmi
domande alle quali non posso rispondere. Continua ad accusarmi di aver ricevuto i poteri di Diurno da
Valentine. Di essere una spia ai suoi ordini.
L'allarme balen negli occhi di Jace.  L'ha detto Aldertree?
 Aldertree mi ha lasciato capire che tutto il Conclave lo pensa.
 Brutta storia. Se decidono che sei una spia, se riescono a convincersi che hai infranto la
Legge, allora gli Accordi non verranno applicati.  Jace si guard rapidamente intorno, poi torn a
concentrarsi su Simon.  Sar meglio che ti tiriamo fuori di qui.
 E poi?  Simon quasi non credeva alle sue stesse parole. Voleva uscire di l con tanta
intensit che quasi ne sentiva il sapore in bocca, ma non riusc a fermare le parole che gli rotolavano
fuori dai denti.  Dove vorresti nascondermi?
 C' un Portale, qui alla Guardia. Se riusciamo a trovarlo, ti posso rimandare indietro.
 E tutti sapranno che sei stato tu ad aiutarmi, Jace. Il Conclave non vuole solo me. Anzi,
dubito che gli importi molto di un Nascosto. Loro vogliono delle prove contro la tua famiglia, contro i
Lightwood. Vogliono dimostrare che i Lightwood sono ancora legati a Valentine, che non hanno mai
veramente lasciato il Circolo.
Anche nel buio era possibile vedere il rossore infiammare le guance di Jace.  Ma  assurdo!
Loro hanno combattuto contro Valentine, sulla nave. E Robert ha rischiato di morire.
 L'Inquisitore vuole far credere che i Lightwood hanno sacrificato gli altri Nephilim sulla
nave per salvare le apparenze e dimostrare di essere contro Valentine. Poi, per, hanno perso la Spada
Mortale. Ed  questo che conta per l'Inquisitore. Senti, voi avete cercato di mettere in guardia il
Conclave e loro se ne sono fregati. Adesso l'Inquisitore sta cercando qualcuno a cui addossare la colpa
di tutto. Se riesce a marchiare voi Lightwood come traditori, nessuno riterr pi il Conclave
responsabile di ci che  successo. E Aldertree potr attuare tutte le politiche che vorr, senza
incontrare opposizione.
Jace appoggi la faccia sulle mani, con le lunghe dita che giocherellavano distrattamente con i
capelli.  Ma io non posso lasciarti qui. Se Clary lo scopre...
 Avrei dovuto capirlo che era questo che ti preoccupava.  Simon rise con durezza.  E tu
non dirglielo. Tanto lei  a New York, grazie a...  S'interruppe, incapace di pronunciare quella parola.
 Avevi ragione tu  disse invece.  Sono contento che non sia qui.
Jace sollev la faccia dalle mani.  Come?
 Il Conclave  folle. Chiss che cosa le farebbero, se sapessero cos' in grado di fare. Avevi
ragione  ripet Simon. E quando Jace non replic nulla, aggiunse:  Potresti anche apprezzare il
fatto che te l'abbia detto. Non credo che lo dir un'altra volta.
Jace lo fissava senza espressione e Simon, sussultando, rivide l'immagine di Jace sulla nave,
insanguinato e morente, sul pavimento di metallo. Alla fine, Jace parl.  Quindi mi stai dicendo che
hai intenzione di restare qui? In prigione? Fino a quando?
 Fino a quando non ci verr un'idea migliore  disse Simon.  Ma c' una cosa. Jace inarc
le sopracciglia.  Cosa?
 Sangue  disse Simon.  L'Inquisitore sta cercando di affamarmi per costringermi a
parlare. Mi sento gi molto debole. E domani sar... be', non so come sar. Ma non voglio cedere. E
non voglio bere di nuovo il tuo sangue, n quello di chiunque altro  aggiunse rapidamente, prima che
Jace potesse proporglielo.  Il sangue animale andr benissimo.
 Il sangue te lo posso procurare  disse Jace. Esit. Hai detto... hai detto all'Inquisitore
che ti ho fatto bere il mio sangue? Che ti ho salvato?
Simon scosse la testa.
Gli occhi di Jace brillarono di luce riflessa.  Perch no?
 Forse perch non volevo cacciarti in altri guai.
 Senti, vampiro  disse Jace.  Proteggi i Lightwood, se puoi, ma non proteggere me.
Simon sollev la testa.  Perch no?
Per un momento, con Jace che lo guardava tra le sbarre, Simon pot quasi immaginare di esser
lui quello libero e Jace il prigioniero.  Forse perch non me lo merito.
Clary fu svegliata da un rumore che sembrava grandine su un tetto di lamiera. Si mise a sedere
sul letto e si guard intorno, intontita. Lo sent di nuovo: era un crepitio e veniva dalla finestra.
Allontanando le coperte con riluttanza, Clary and a investigare.
Quando spalanc la finestra, entr una folata d'aria fredda che le penetr nel pigiama come un
coltello. Rabbrivid e si affacci al davanzale.
C'era qualcuno in giardino. Per un momento, con un tuffo al cuore, Clary vide solo una figura
alta e snella coi capelli arruffati. Ma quando la figura alz lo sguardo, Clary vide che i capelli erano
neri, e non biondi, e per la seconda volta si rese conto di aver sperato che fosse Jace e di essersi
ritrovata con Sebastian.
Sebastian aveva una manciata di sassolini in mano. Le sorrise, quando vide la sua testa sbucare,
e a gesti le indic se stesso e il graticcio delle rose. Scendi!
Lei scosse la testa e gli indic la porta principale. Aspettami alla porta d'ingresso. Chiuse la
finestra e corse di sotto. Era mattina tardi: la luce che si riversava dalle finestre era intensa e dorata, ma
la casa aveva le luci spente ed era immersa nel silenzio. Forse Amatis dorme ancora, pens Clary.
And alla porta, apr il chiavistello e la spalanc. Sebastian era l, sul gradino, e di nuovo Clary
ebbe quella strana sensazione di riconoscimento, anche se questa volta fu pi lieve. Gli sorrise
debolmente.  Hai tirato i sassi contro la finestra  disse.  Credevo che lo facessero solo nei film.
Lui sorrise.  Bel pigiama. Ti ho svegliato?
 Forse.
 Scusa  le disse, pur non sembrando dispiaciuto.  Per forse ti potrebbe tornare utile fare
un salto di sopra e vestirti: passeremo la giornata insieme.
 Wow. Sei un tipo piuttosto sicuro di s  osserv Clary. Del resto, i ragazzi belli come
Sebastian probabilmente non avevano motivo di non essere sicuri di s. Scosse la testa.  Mi spiace,
ma non posso. Non posso uscire di casa. Non oggi.
Una linea di interesse si disegn tra gli occhi di Sebastian.  Ieri per sei uscita.
 Lo so, ma  stato prima che...  Prima che Amatis mi facesse sentire piccola come un
microbo.
 Oggi non posso. Per favore, non cercare di convincermi, okay?
 Okay  disse Sebastian.  Non cercher di convincerti. Ma almeno lasciami dire quello
che ero venuto a dirti. Poi, se ancora vorrai che me ne vada, ti prometto che me ne andr.
 Dimmi.  Sebastian alz il viso, e Clary si chiese com'era possibile che degli occhi cos
scuri brillassero come se fossero dorati.  So dove puoi trovare Ragnor Fell.
Le ci vollero meno di dieci minuti per correre di sopra, vestirsi al volo, scrivere un biglietto
veloce ad Amatis e tornare da Sebastian, che l'aspettava sul ciglio del canale. Lui sorrise quando la vide
che gli correva incontro, con il cappotto verde buttato su un braccio.  Sono qui  disse Clary
fermandosi.  Andiamo?
Sebastian insistette per aiutarla a infilarsi il cappotto.  Credo che nessuno mi abbia mai
aiutato a mettere il cappotto, prima d'ora  osserv Clary, liberando i capelli che erano rimasti sotto il
colletto.  Be', forse i camerieri. Hai mai fatto il cameriere?
 No, ma sono stato cresciuto da una tata francese  le ricord Sebastian.  Il che comporta
un percorso formativo ancor pi severo.
Clary sorrise, nonostante la tensione. Sebastian era bravo a farla sorridere, not con un lieve
senso di sorpresa. Quasi troppo bravo.  Dove andiamo?  gli chiese bruscamente.  La casa di Fell
 qui vicino?
 Non proprio, vive fuori citt  rispose Sebastian, avviandosi verso il ponte. Clary gli si
affianc.
 Ci vorr molto, a piedi?
  troppo lontano per andarci a piedi. Dovremo farci dare un passaggio.
 Un passaggio? E da chi?  Clary si blocc su due piedi.  Sebastian, dobbiamo stare
attenti. Non possiamo dire al primo che capita dove andiamo e cosa ci faccio qui... Deve restare un
segreto.
Sebastian la osserv con i suoi occhi scuri e riflessivi.  Giuro sull'Angelo che l'amico che ci
dar il passaggio non far parola con nessuno sulla nostra destinazione.
 Sei sicuro?
 Sicurissimo.
Ragnor Fell, pensava Clary mentre si addentravano nelle strade affollate. Sto andando da
Ragnor Fell. Un incontrollabile entusiasmo si mescolava alla trepidazione. Madeleine l'aveva dipinto
come un uomo potente e temibile. E se non avesse avuto pazienza con lei? E se non aveva tempo? E se
lei non fosse riuscita a convincerlo di essere chi diceva di essere? E se lui si fosse dimenticato di sua
madre?
Non l'aiutava certo ad allentare la tensione l'impressione di riconoscere Jace o Isabelle in ogni
ragazzo biondo o in ogni ragazza coi capelli lunghi e neri che vedeva passare. Ma Isabelle l'avrebbe
probabilmente ignorata, pens mestamente, e di sicuro Jace era dai Penhallow a baciarsi con la sua
nuova ragazza.
 Hai paura di essere pedinata?  le chiese Sebastian, mentre svoltavano in una strada laterale
che si allontanava dal centro della citt, notando che Clary continuava a lanciare occhiate intorno a s.
 Continuo a vedere gente che mi pare di conoscere  ammise Clary.  Jace o i Lightwood.
 Da quando i Lightwood sono arrivati, credo che Jace non si sia mai allontanato dalla casa dei
Penhallow. Il pi delle volte si chiude in camera sua. In pi, ieri s' fatto male a una mano.
 S' fatto male? Come?  Clary, dimenticando di guardare dove stava andando, inciamp in
un sasso. La strada che stavano percorrendo, che prima era acciottolata, ora era semplicemente sassosa,
e Clary neppure si accorse del cambiamento.  Ahi!
 Forza, siamo arrivati  annunci Sebastian fermandosi davanti a un'alta palizzata di legno.
Non c'erano pi case intorno: si erano lasciati alle spalle il centro abitato in modo piuttosto repentino e
ora c'era solo questa recinzione e, sul lato opposto, un pendio pietroso che portava verso la foresta.
C'era un cancello, ma era chiuso da un lucchetto. Sebastian estrasse dalla tasca una pesante
chiave di ferro e lo apr.  Torno fra un attimo con chi ci dar un passaggio.  Si chiuse il cancello
alle spalle. Clary spi tra le fessure delle assi e vide una specie di baracca bassa di legno rosso. Ma
sembrava che non ci fossero n porte n finestre.
Il cancello si apr e Sebastian ricomparve con un sorriso da un orecchio all'altro. Aveva in mano
delle briglie ed era docilmente seguito da un grande cavallo bianco e grigio con una macchia a forma di
stella sulla fronte.
 Un cavallo? Tu possiedi un cavallo?  Clary era stupefatta.  Chi mai possiede un cavallo?
Sebastian carezz la groppa dell'animale con affetto.  Molte famiglie di Shadowhunters
tengono un cavallo nelle stalle di Alicante. Se hai notato, non ci sono automobili a Idris: non
funzionano bene, con tutte queste difese in giro.  Diede un buffetto al cuoio chiaro della sella,
decorata da uno stemma raffigurante un serpente d'acqua che usciva da un lago attorcigliandosi su se
stesso. Il nome Verlac era inciso in caratteri delicati sotto lo stemma.  Su, sali.
Clary arretr di un passo.  Non sono mai salita su un cavallo.  Sar io a condurre Wayfarer
 la rassicur Sebastian.
 Tu dovrai solo stare seduta davanti a me.
Il cavallo sbuff. Aveva dei denti enormi, not Clary con un certo disagio. Immagin quei denti
affondarle nella gamba e pens a tutte le sue compagne di scuola che volevano avere un cavallo. Si
chiese se fossero pazze.
Sii coraggiosa, si disse.  quello che farebbe tua mamma. Fece un bel respiro fondo.  Okay.
Andiamo.
La decisione di Clary di essere coraggiosa dur solo fino a quando Sebastian, dopo averla
aiutata a salire, salt elegantemente in sella dietro di lei e affond i tacchi nei fianchi del cavallo.
Wayfarer part come un proiettile. La forza con cui batteva gli zoccoli sulla strada sassosa si
ripercuoteva in scosse sussultorie su tutta la schiena di Clary. Si aggrapp al pezzetto di sella che
spuntava davanti a lei, affondandovi le unghie fino a lasciare le impronte nel cuoio.
Man mano che si allontanavano dalla citt, la strada diventava pi stretta. Ora era fiancheggiata
da filari di alberi su entrambi i lati che formavano muri di verde impenetrabili alla vista. Sebastian tir
le redini e il cavallo interruppe il suo galoppo sfrenato. Il cuore di Clary rallent con il suo passo.
Mentre il panico svaniva, Clary divent lentamente consapevole della presenza di Sebastian, che,
tenendo le redini, formava con le braccia una specie di gabbia intorno a lei, evitandole la sensazione di
scivolare gi. D'improvviso fu persino troppo consapevole della presenza di lui: non solo della forza
vigorosa delle braccia che la sostenevano, ma anche del fatto che lei gli si appoggiava al petto, che, per
qualche ragione, sapeva di pepe nero. Non era un odore sgradevole, ma speziato e buono, molto diverso
da quello di Jace, che sapeva di sapone e di sole. Non che il sole avesse un odore, in realt, ma se
l'avesse avuto...
Strinse i denti. Era l con Sebastian, era in procinto di incontrare un potente stregone, e stava
mentalmente farneticando sull'odore di Jace. Si costrinse a guardarsi intorno. Le verdi pareti di alberi si
stavano diradando e ora si vedevano grandi estensioni di campagna marezzata su entrambi i lati. Era
bello, in un modo sobrio ed essenziale: un tappeto verde, interrotto qua e l dalla cicatrice di una strada
di pietra grigia o da uno sperone di roccia nera che si levava dall'erba. Ciuffi di delicati fiori bianchi, gli
stessi che Clary aveva visto con Luke nella necropoli, costellavano le colline come casuali spruzzate di
neve.
 Come hai fatto a scoprire dov' Ragnor Fell?  chiese Clary, mentre Sebastian portava
abilmente il cavallo ad aggirare una buca sulla strada.
 Mia zia Elodie. Ha una buona rete di informatori. Sa tutto quello che succede a Idris, pur non
venendo mai qui di persona. Non le piace lasciare l'Istituto.
 E tu? Vieni spesso a Idris?
 Non proprio. L'ultima volta avevo cinque anni. Da allora non avevo pi visto i miei zii,
perci sono contento di essere qui, adesso.  un'occasione per rimettersi in pari con tutto quello che 
successo. E poi, ho nostalgia di Idris quando non sono qui. Nessun luogo  come Idris.  qualcosa nella
terra. Te ne accorgerai anche tu, e anche tu ne avrai nostalgia, quando non sarai qui.
 So che anche Jace ha nostalgia  disse Clary.  Ma pensavo che fosse perch ha vissuto
qui tanti anni. Lui  cresciuto qui.
 Nella tenuta dei Wayland  disse Sebastian.  Non lontano da dove stiamo andando.
 A quanto pare, tu sai proprio tutto.
 Non tutto  precis Sebastian con una risata che Clary sent dalla schiena.  Gi, Idris
esercita la sua magia su tutti: anche su chi, come Jace, ha ogni ragione per odiare questo posto.
 Perch dici questo?
 Be',  stato cresciuto con Valentine, no? E dev'essere stata una cosa abbastanza tremenda.
 Non saprei.  Clary era esitante.  La verit  che Jace ha dei sentimenti contraddittori. Io
credo che Valentine sia stato un padre orribile, per certi versi, ma le briciole di amore e gentilezza che
gli ha dimostrato erano tutto l'amore e la gentilezza che Jace conosceva.  Sent un'onda di tristezza,
mentre parlava.  Credo che per molto tempo Jace abbia ricordato Valentine con grande affetto.
 Non riesco a credere che Valentine gli abbia dimostrato amore o gentilezza. Valentine  un
mostro.
 Be', s, ma Jace  suo figlio. Ed era solo un bambino. Io credo che Valentine gli volesse
bene, a modo suo.
 No.  La voce di Sebastian era tagliente.  Temo che questo sia impossibile.
Clary batt le palpebre e fece per girarsi a guardarlo in faccia, ma ci ripens. Tutti gli
Shadowhunters diventavano un po' fanatici, quando c'era di mezzo Valentine (ripens all'Inquisitrice
con un brivido) e forse non si poteva fargliene una colpa.  Probabilmente hai ragione.
 Siamo arrivati  annunci Sebastian bruscamente scendendo da cavallo: cos bruscamente
che Clary si chiese se in qualche modo l'avesse offeso. Ma quando Sebastian alz gli occhi verso di lei,
stava sorridendo.  Abbiamo fatto presto  comment, legando le redini al ramo pi basso di un
albero.  Pi di quel che pensavo.
Le fece cenno di scendere e, dopo un attimo di esitazione, Clary scivol gi dalla groppa del
cavallo e fin tra le sue braccia. Con le gambe molli per la lunga cavalcata, gli si aggrapp e lui la
sostenne:
 Scusa  mormor imbarazzata.  Non volevo saltarti addosso.
 Io non mi scuserei.  Il fiato di Sebastian era caldo sul collo di Clary, che rabbrivid. Le
mani di lui si soffermarono un momento di troppo sulla sua schiena, prima di lasciarla andare.
Niente di tutto questo aiutava Clary a sentirsi pi salda sulle gambe.  Grazie  disse,
consapevole del proprio rossore. Quanto avrebbe voluto che la sua pelle chiara non ne rivelasse cos
prontamente il colorito.   questo il posto?  Si guard intorno. Si trovavano in una piccola valle tra
dolci colline. C'erano vari alberi nodosi disposti intorno a una radura. I loro rami contorti avevano una
bellezza scultorea, contro il cielo d'un azzurro metallico. Ma, a parte quello...  Non c' niente, qui 
osserv Clary aggrottando la fronte.
 Clary. Concentrati.
 Vuoi dire che c' un incantesimo? Di solito non ho bisogno di...
 Gli incantesimi a Idris sono pi forti che in altri luoghi.  possibile che ti debba sforzare pi
del solito.  Le mise le mani sulle spalle e la fece girare delicatamente.  Guarda la radura.
Clary applic in silenzio il trucchetto mentale che le permetteva di grattare via l'illusione ottica
da ci che celava. Immagin di sfregare della trementina su una tela per cancellare strati di colore e
svelare l'immagine sottostante. Ed eccola! Era una casetta in pietra con il tetto spiovente. Dal camino
saliva un filo di fumo in graziosi ghirigori. Un sentiero serpeggiante bordato di pietre conduceva
all'ingresso. Mentre Clary guardava, il fumo che usciva dal camino smise di salire volteggiando verso
l'alto e cominci a prendere la forma di un tremolante punto di domanda.
Sebastian rise.  Credo che significhi: "Chi  l?" Clary si strinse nel cappotto. Il vento che
soffiava sull'erba bassa non era freddo, ma si sentiva lo stesso le ossa gelate.  Tutto questo sembra
uscito da una favola.
 Hai freddo?  Sebastian le pass una mano intorno alle spalle. Immediatamente le volute di
fumo smisero di formare punti di domanda e si gonfiarono in un grosso cuore sbilenco. Clary sgusci
via dall'abbraccio di Sebastian, sentendosi imbarazzata e anche un po' in colpa, come se avesse fatto
qualcosa di sbagliato. Si affrett a raggiungere il vialetto, seguita da Sebastian. Erano a met strada,
quando la porta si spalanc.
Bench Clary fosse stata ossessionata dal pensiero di Ragnor Fell sin da quando Madeleine
gliene aveva parlato, non si era mai soffermata a pensare a che aspetto potesse avere. Ma se ci avesse
pensato, forse avrebbe immaginato un uomo grosso, con la barba e le spalle larghe, una specie di
vichingo.
La persona che si present sulla soglia era invece alta e sottile, con una cresta di capelli scuri e
appuntiti. Indossava un gilet dorato e un paio di pantaloni di seta tipo pigiama. Osserv Clary con
modesto interesse, tirando pigre boccate a una pipa incredibilmente grande. Non assomigliava neanche
vagamente a un vichingo, ma Clary lo riconobbe all'istante e senza ombra di dubbio.
Magnus Bane.
 Ma...  Clary, a occhi sgranati, si gir verso Sebastian, che sembrava stupito tanto quanto
lei. Fissava Magnus con la bocca socchiusa e l'espressione vuota. Alla fine balbett:  Sei tu... Ragnor
Fell, lo stregone?
Magnus si lev la pipa di bocca.  Be', di certo non sono Ragnor Fell il danzatore esotico.
 Io...  Sebastian sembrava a corto di parole. Clary non sapeva cosa avrebbe trovato, ma
Magnus era un bel colpo da assorbire.  Speravamo che ci potessi aiutare. Io sono Sebastian Verlac e
lei  Clarissa Morgenstern. Sua madre  Jocelyn Fairchild...
 Non m'importa niente di chi  sua madre  sbott Magnus.  Non potete venire da me
senza appuntamento. Tornate pi tardi. Marzo potrebbe andare bene.
 Marzo?  Sebastian inorrid.
 Hai ragione  conferm Magnus.  Troppo piovoso. Che ne dite di giugno? Sebastian si
drizz sulla schiena.  Forse non capisci l'importanza di...
 Sebastian, lascia stare  disse Clary con disgusto. Sta solo giocando coi tuoi pensieri. E
comunque, lui non ci pu aiutare.
Sebastian era ancora pi confuso.  Ma... non vedo perch non possa...
 Va bene, basta cos!  esclam Magnus schioccando le dita. Sebastian si paralizz, la bocca
ancora aperta, la mano mezza tesa.
 Sebastian!  Clary lo tocc, ma era immobile come una statua. Solo il lieve movimento del
petto rivelava che era ancora vivo.  Sebastian?  Clary lo chiam di nuovo, ma invano. Capiva, in
qualche modo, che lui non poteva vederla n sentirla. Si gir verso Magnus.  Non posso credere che
tu abbia fatto una cosa del genere. Che diavolo ti succede? Quello che stai fumando in quella pipa ti ha
sciolto il cervello? Sebastian  dalla nostra parte.
 Io non sto da nessuna parte, carissima Clary  precis Magnus con uno svolazzo della pipa.
 E, per la precisione,  colpa tua se l'ho dovuto congelare per un po'. Stavi giusto per rivelargli che
non sono Ragnor Fell.
  perch tu non sei Ragnor Fell.
Magnus soffi una nuvola di fumo dalla bocca e osserv pensosamente Clary attraverso il
fumo.  Vieni  le disse.  Voglio farti vedere una cosa.
Le tenne aperta la porta della casetta, invitandola a entrare. Con un ultimo, incredulo sguardo a
Sebastian, Clary lo segu.
L'interno della casetta non era illuminato, ma la debole luce del sole che filtrava dalle finestre
bast a mostrare a Clary un'ampia stanza fitta di ombre. C'era uno strano odore nell'aria, come di scarti
di verdura bruciati. Le scapp un piccolo suono strozzato, quando Magnus sollev la mano e schiocc
di nuovo le dita. Una brillante luce azzurra gli esplose dai polpastrelli.
Clary rest a bocca aperta. La stanza era un disastro: mobili fatti a pezzi, cassetti aperti e
svuotati sul pavimento.
Pagine strappate da libri svolazzanti come brandelli di cenere. Anche i vetri delle finestre erano
in frantumi.
 Ho ricevuto un messaggio da Fell, ieri sera  spieg Magnus.  Mi chiedeva di vederci,
qui da lui. Quando sono arrivato... ho trovato questo. Tutto distrutto, e puzzo di demoni ovunque.
 Demoni? Ma i demoni non possono entrare a Idris.
Non ho mai detto questo. Ti sto solo raccontando i fatti.  Magnus parlava senza alcun tono
particolare.  La casa puzzava di qualcosa di origine demoniaca. Il corpo di, Ragnor era a terra. Non
era ancora morto, quando loro se ne sono andati, ma era morto quando sono arrivato io.  Si volt
verso Clary.  Chi sapeva che lo stavi cercando?
 Madeleine  sussurr Clary  ma  morta. Sebastian, Jace, Simon. I Lightwood...
 Ah  disse Magnus.  Se lo sanno i Lightwood,  probabile che lo sappia anche il
Conclave. E Valentine ha delle spie, al Conclave.
 Oh no, dovevo tenerlo segreto, invece di dirlo a tutti!  esclam Clary inorridita.   colpa
mia. Dovevo avvisarlo...
 Vorrei ricordarti  l'interruppe Magnus  che tu non riuscivi a trovarlo.  per questo che
hai chiesto in giro. Senti, per Madeleine e per te Fell era semplicemente uno che poteva aiutare tua
madre, non uno che poteva attirare l'interesse di Valentine. Ma c' dell'altro. Valentine non sa come
risvegliare tua madre, per sa che quello che ha fatto Jocelyn per entrare in quello stato  collegato a un
oggetto che lui vuole avere a tutti i costi. Un particolare libro di incantesimi.
 E tu come fai a saperlo?  gli chiese Clary.
 Perch me l'ha detto Ragnor.
 Ma...
Magnus la zitt con un gesto.  Gli stregoni hanno i loro modi per comunicare tra loro. Hanno i
loro linguaggi.  Alz la mano che sprigionava la fiamma azzurra.  Logos.
Apparvero sui muri lettere di fuoco alte una spanna, che sembravano incise in oro liquido nella
pietra. Le lettere correvano intorno ai muri, formando parole che Clary non riusciva a leggere. Si gir
verso Magnus.  Che cosa c' scritto?
 L'ha scritto Ragnor quando ha capito che stava morendo, per farlo sapere allo stregone che
sarebbe venuto a cercarlo.  Quando Magnus si gir, il bagliore delle lettere ardenti illumin d'oro i
suoi occhi di gatto.   stato aggredito da servi di Valentine. Volevano da lui il Libro Bianco. Il Libro
Bianco , con il Libro Grigio, una delle opere pi famose sulle attivit soprannaturali che siano mai
state scritti. La ricetta della pozione che ha bevuto Jocelyn e quella dell'antidoto sono contenute in quel
libro.
Clary rest a bocca aperta.  E il libro era qui?
 No. Apparteneva a tua madre. Ragnor, a suo tempo, le aveva solo consigliato dove
nasconderlo.
 Quindi ...
  nella tenuta dei Wayland. I Wayland abitavano poco lontano dalla casa di Jocelyn e
Valentine: erano i loro vicini pi stretti. Ragnor sugger a tua madre di nascondere il libro a casa loro,
dove Valentine non l'avrebbe mai cercato. Nella biblioteca.
Ma poi Valentine ha vissuto per anni nella tenuta dei Wayland  osserv Clary.  Non credi
che l'avrebbe scoperto?
 Era nascosto in un altro libro. Un libro che Valentine difficilmente avrebbe aperto. 
Magnus fece un sorriso sghembo.  Ricette semplici per le casalinghe. Non si pu dire che tua madre
non abbia il senso dell'umorismo.
 E tu sei andato alla tenuta dei Wayland a cercare il libro?
Magnus scosse la testa.  Clary, ci sono delle difese intorno alla tenuta che tengono lontano
non solo il Conclave, ma chiunque, soprattutto i Nascosti. Forse, se avessi tempo per lavorarci, potrei
violarle, ma...
 Quindi, nessuno pu entrare nella tenuta?  impossibile?
 Non ho detto "nessuno"  precis Magnus.  potrebbe entrare.
 Vuoi dire Valentine?
La disperazione le artigliava il petto.   C' almeno una persona che quasi certamente
 Voglio dire  precis Magnus  il figlio di Valentine.
Clary scosse la testa.  Jace non mi aiuter, Magnus. Non mi vuole qui. Anzi, dubito che mi
voglia rivolgere ancora la parola.
Magnus la guard meditabondo.  Io penso  disse  che non ci sia molto che Jace non
sarebbe disposto a fare per te, se glielo chiedi.
Clary apr la bocca, poi la chiuse. Pens che Magnus aveva sempre saputo ci che provava Alec
per Jace, ci che Simon sentiva per lei. E ci che lei provava per Jace, probabilmente, le si leggeva in
faccia anche adesso. E Magnus era uno che sapeva leggere molto bene. Clary distolse lo sguardo.
 Mettiamo che io riesca a convincere Jace a venire con me alla tenuta dei Wayland per
recuperare il libro  disse.  Poi cosa succede? Io non so fare incantesimi, n preparare antidoti.
Magnus sbuff.  Tu credi che ti stia dando tutti questi consigli gratis? Quando avrai messo le
mani sul Libro Bianco, voglio che lo consegni direttamente a me.
 Il libro? Lo vuoi tu?
  uno dei pi potenti libri di incantesimi al mondo. Certo che lo voglio. E poi, quel libro
appartiene di diritto ai Figli di Lilith, non ai Figli di Raziel.  un libro da stregoni e dovrebbe stare
nelle mani di uno stregone.
 Ma a me serve! Per guarire mia madre...
Te ne serve una pagina sola e puoi anche tenertela. Il resto  mio. In cambio, quando mi porterai
il libro, io preparer l'antidoto e lo somministrer a Jocelyn. Non puoi dire che non sia un patto equo.
 Le tese la mano.  Sigilliamo il patto con una stretta di mano?
Dopo un attimo di esitazione, Clary gli strinse la mano.  Spero di non dovermene pentire.
 Io spero proprio di no  disse Magnus, voltandosi allegramente verso la porta. Sui muri, le
lettere di fuoco stavano gi svanendo.  Il pentimento  un sentimento inutile, non ti pare?
Fuori, il sole sembrava particolarmente luminoso, dopo l'oscurit nella casetta. Clary si ferm
sulla soglia, battendo le palpebre per mettere a fuoco il panorama: le montagne in lontananza, Wayfarer
che brucava l'erba soddisfatto, e Sebastian immobile come una statua da giardino, con la mano ancora
tesa. Clary si rivolse a Magnus.  Ora potresti scongelarlo, per favore?
Magnus sembrava divertito.  Mi sono sorpreso, stamattina, quando ho ricevuto il messaggio
di Sebastian  disse.  Diceva che stava facendo un favore a te, nientemeno. Come l'hai incontrato?
  un cugino di certi amici dei Lightwood, o qualcosa del genere. E uno a posto, te l'assicuro.
 A posto?... Be', io direi che  meraviglioso.  Magnus lo contempl con aria sognante. 
Dovresti lasciarmelo qui. Potrei appenderci sopra i cappelli, i vestiti.
 No, non puoi tenerlo.
 Perch no? Piace anche a te?  Gli occhi di Magnus brillarono.  Tu sembri piacergli. L'ho
visto, prima: cercava la tua mano come uno scoiattolo che arraffa una nocciolina.
 Perch non parliamo invece della tua vita sentimentale?  ribatt Clary.  Che mi dici di te
e Alec?
 Alec si rifiuta di riconoscere che c' qualcosa fra noi. Quindi io mi rifiuto di riconoscere la
sua esistenza. Mi ha mandato un messaggio col fuoco, l'altro giorno, chiedendomi un favore. Era
indirizzato "allo stregone Bane", come se fossi un perfetto sconosciuto.  ancora fissato con Jace,
penso, anche se quella cosa non lo porter da nessuna parte. Problema di cui, immagino, tu non sai
nulla.
 Oh, smettila!  Clary lo guard con antipatia.  Senti, se non scongeli Sebastian, non
riuscir ad andarmene di qui e tu non avrai il tuo Libro Bianco.
 Oh, va bene, va bene. Ma se posso fare una richiesta, non dirgli nulla di quello che ti ho
appena detto, anche se  amico dei Lightwood.  Magnus schiocc le dita con petulanza.
Il viso di Sebastian si rianim, come un video che riparte dopo essere stato messo in pausa. ...
aiutarci  disse.   una questione di vita o di morte.
 Voi Nephilim credete che tutti i vostri problemi siano questione di vita o di morte 
comment Magnus.  Adesso andatevene. Cominciate ad annoiarmi.
 Ma...
 Andatevene  ripet Magnus con tono minaccioso. Dai polpastrelli delle lunghe dita si
sprigionarono scintille azzurre e all'improvviso l'aria si riemp di un odore acre, come di bruciato. Gli
occhi di gatto di Magnus ardevano.
Pur sapendo che era solo una messa in scena, Clary non riusc a trattenersi e indietreggi.
 Credo che dovremmo andare, Sebastian  disse. Gli occhi di Sebastian erano due fessure.
 Ma, Clary...
 Andiamo!  ripet lei. Lo prese per un braccio e lo trascin verso Wayfarer. Lui la segu
con riluttanza, borbottando a mezza voce. Con un sospiro di sollievo, Clary si lanci un'occhiata alle
spalle. Magnus era in piedi sulla porta, con le braccia conserte. Quando incontr il suo sguardo, le
sorrise e le strizz l'occhio, brillante di glitter.
 Mi dispiace, Clary.  Sebastian le teneva una mano sulla spalla e un'altra sulla vita,
cercando di aiutarla a salire sull'ampia groppa di Wayfarer. Clary soppresse la vocina interiore che la
pregava di non risalire su quel cavallo (n su qualsiasi altro cavallo) e si lasci issare. Butt una gamba
dall'altra parte e si sistem sulla sella, cercando di convincersi che si stava accomodando su un grosso
divano semovente e non su una creatura viva che in qualsiasi momento avrebbe potuto girarsi e darle
un morso.
 Ti dispiace per cosa?  gli chiese, mentre anche lui montava in sella dietro di lei. Era quasi
fastidiosa la facilit con cui riusciva a farlo, come fosse un passo di danza, ma anche rassicurante.
Chiaramente, Sebastian sapeva bene quel che faceva, pens Clary, mentre lui prendeva le redini, con le
braccia intorno a lei. Era una buona cosa, pens, che almeno uno dei due lo sapesse.
 Quel Ragnor Fell. Non mi aspettavo che fosse cos poco disponibile ad aiutarci. Ma si sa che
gli stregoni sono lunatici. Tu ne hai gi conosciuto uno, vero?
 Ho conosciuto Magnus Bane.  Si gir un attimo a guardare, alle spalle di Sebastian, la
casetta che svaniva in lontananza. Il fumo sbuffava dal camino disegnando piccole figure danzanti,
come dei Magnus ballerini.   il Sommo Stregone di Brooklyn.
 Somiglia a Fell?
 Sono straordinariamente simili. Quanto a Fell, sapevo che c'era la possibilit che si rifiutasse
di aiutarci.
 Ma io ti avevo promesso il mio aiuto.  La voce di Sebastian era sinceramente addolorata.
 Be', per c' un'altra cosa che ti posso mostrare, cos la giornata non andr del tutto sprecata.
 Cosa?  Clary si gir di nuovo per guardarlo. Il sole era alto nel cielo alle loro spalle e
donava un profilo d'oro ai fili scuri dei suoi capelli.
Sebastian sorrise.  Vedrai.
Wayfarer correva in direzione opposta alla citt di Alicante, tra muri verdi di fronde che
sfrecciavano da entrambi i lati, aprendosi di tanto in tanto su panorami incredibilmente belli: laghi
cristallini, verdi vallate, montagne grigie, argentei frammenti di fiumi e ruscelli orlati da rive fiorite.
Clary si chiese come fosse vivere in un posto come quello. Si sentiva nervosa, come troppo esposta,
senza il conforto dei palazzi di New York a chiudere l'orizzonte.
Non che mancassero totalmente gli edifici: ogni tanto spuntava sopra gli alberi il tetto di
qualche grande casa di pietra. Erano le tenute di campagna di facoltose famiglie di Shadowhunters, le
spieg Sebastian, gridandole nell'orecchio. Ricordarono a Clary i vecchi palazzi che sorgevano sulle
rive del fiume Hudson, a nord di Manhattan, dove i ricchi newyorchesi passavano le estati centinaia di
anni prima.
La strada di sassi era diventata un sentiero di terra battuta. Clary venne riscossa dalle sue
fantasticherie quando arrivarono in cima a una collina e Sebastian fece fermare bruscamente Wayfarer.
 Ci siamo  annunci.
Clary vide un ammasso di pietre annerite dal fuoco che un tempo erano state una casa, ora
riconoscibile solo da pochi profili. C'era una canna fumaria sventrata che ancora puntava verso il cielo,
un pezzo di muro con lo squarcio vuoto di una finestra senza vetri. Le erbacce crescevano tra le rovine,
macchie verdi nel nero.  Non capisco  disse Clary.  Perch siamo qui?
 Non hai capito?  chiese Sebastian.   qui che vivevano tua madre e tuo padre.  qui che
 nato tuo fratello. Questa  la tenuta dei Fairchild.
Ancora una volta, Clary risent nella testa la voce di Hodge. Valentine appicc un grande
incendio e mor tra le fiamme con la sua famiglia, sua moglie e suo figlio. La terra intorno anner e si
secc. Nessuno vuole pi costruire in quel luogo. Dicono che sia maledetto.
Senza dire parola, Clary scivol gi dalla groppa del cavallo. Sent la voce di Sebastian che la
chiamava, ma lei gi scendeva lungo la collina, correndo e sdrucciolando. Dove un tempo sorgeva la
casa, il terreno diventava pianeggiante: ai piedi di Clary c'erano le pietre annerite e spaccate di quello
che era stato il vialetto. Tra le erbacce, vide delle scale che si interrompevano dopo pochi gradini.
 Clary...  Sebastian la raggiunse camminando tra le erbacce, ma lei era quasi inconsapevole
della sua presenza. Gir su se stessa, lentamente, osservando ogni cosa: gli alberi bruciati e mezzo
morti e quello che un tempo era un prato ombroso sul pendio della collina. In lontananza, vedeva il
tetto di un'altra tenuta, appena sopra il profilo degli alberi. Qui il sole luccicava sui frammenti di vetro
delle finestre dell'unica parete rimasta in piedi. Clary si addentr tra le rovine, su un tappeto di pietre
annerite. Vide il tracciato delle stanze, delle porte... persino un armadietto bruciacchiato ma quasi
intatto, rovesciato su un fianco, dal quale si erano riversati frantumi di servizi di porcellana, mescolati
alla terra nera.
Una volta quella era stata una casa vera, abitata da persone vive e vegete. Sua madre era vissuta
l, si era sposata l, aveva avuto un bambino. Poi Valentine aveva trasformato tutto in cenere e polvere,
aveva fatto credere a Jocelyn che suo figlio era morto e l'aveva costretta a nascondere a sua figlia la
verit. Un senso di penetrante tristezza invase Clary: pi di una vita era stata distrutta, in quel luogo. Si
port una mano al volto e fu quasi sorpresa nel sentirlo umido: stava piangendo, senza nemmeno
rendersene conto.
 Clary, mi dispiace. Pensavo che avresti voluto vederlo.  Sebastian le si avvicin
calpestando i detriti e sollevando sbuffi di cenere con gli stivali. Sembrava preoccupato.
Lei lo guard.  S, volevo vederlo. Voglio vederlo. Grazie.
Si era alzato il vento e soffiava ciuffi di capelli neri davanti al volto di Sebastian, che ora le
sorrideva mestamente.  Deve essere duro pensare a tutto quel che  successo in questo posto, a
Valentine, a tua madre... Tua madre ha avuto un coraggio incredibile.
 Lo so  disse Clary.  Era coraggiosa.  coraggiosa. Lui le sfior il viso.  Anche tu.
 Sebastian, tu non sai niente di me.
 Non  vero.  Si avvicin a Clary, prendendole il volto tra le mani. Il suo tocco era gentile,
quasi esitante.  Ho sentito un sacco di cose sul tuo conto, Clary. Di come hai affrontato tuo padre per
la Coppa Mortale, di come sei entrata in quell'hotel infestato dai vampiri per cercare il tuo amico.
Isabelle mi ha raccontato molte storie e poi ho sentito anche molte chiacchiere. E dalla prima volta che
ho sentito il tuo nome, ho sempre voluto conoscerti. Sapevo che dovevi essere straordinaria.
Lei rise, turbata.  Spero di non averti deluso troppo.
 No  sussurr Sebastian, facendole scivolare le dita sotto il mento.  Per niente.  Le
sollev il volto verso il suo. Clary era troppo sorpresa per reagire, anche quando Sebastian si avvicin e
lei si rese conto, un po' in ritardo, di cosa lui stava per fare. Istintivamente chiuse gli occhi, quando le
labbra di Sebastian sfiorarono delicatamente le sue, mandandole brividi in tutto il corpo. Crebbe dentro
di lei un desiderio potente e improvviso di farsi abbracciare, di farsi baciare, cos da poter dimenticare
tutto quanto. Sollev le braccia e le allacci dietro il collo di Sebastian, un po' per tenersi in piedi, un
po' per attirarlo a s.
I capelli di lui le solleticarono le punte delle dita. Non erano di seta come quelli di Jace, ma
erano sottili e soffici, e non avrebbe dovuto pensare a Jace proprio adesso. Ricacci indietro i pensieri,
mentre le dita di Sebastian seguivano i contorni del suo viso, del suo mento. Il suo tocco era delicato,
nonostante le callosit delle mani. Certo, anche Jace aveva le stesse callosit, per le battaglie
combattute. Probabilmente, tutti gli Shadowhunters le avevano.
Clary represse il pensiero di Jace, o tent di farlo, ma invano. Lo vedeva anche con gli occhi
chiusi: vedeva gli spigoli e i tratti di quel viso che non era mai riuscita a disegnare bene, per quanto
l'immagine fosse impressa a fuoco nella sua mente; vedeva la delicata ossatura delle sue mani, la pelle
delle sue spalle segnata dalle cicatrici...
L'intenso desiderio che tanto repentinamente era cresciuto dentro di lei si attenu di colpo,
come un elastico teso rilasciato all'improvviso. Non sentiva pi niente, mentre Sebastian premeva le
labbra sulle sue e le faceva scivolare le mani dietro la nuca. Non sentiva pi niente, tranne una gelida e
violenta sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato. Di terribilmente sbagliato. Era pi che il
disperato desiderio di qualcuno che non avrebbe mai potuto avere. Era qualcos'altro: un'improvvisa
scossa di orrore, come se, dopo aver fatto un fiducioso passo avanti, si fosse all'improvviso ritrovata a
precipitare nel vuoto pi nero.
Con un sussulto si stacc da Sebastian, con una forza tale da farle perdere l'equilibrio. Se non ci
fosse stato lui a sostenerla, sarebbe caduta.
 Clary.  Sebastian aveva lo sguardo trasognato, le guance arrossate e accese.  Clary, che
succede?
 Niente.  La sua voce risuon flebile alle sue stesse orecchie.  Niente...  solo che... non
avrei dovuto... non sono ancora pronta...
 Siamo stati troppo impulsivi? Possiamo andare pi piano...  Sebastian le si avvicin di
nuovo, ma Clary, senza riuscire a controllarsi, si sottrasse. Lui sembr ferito.  Non voglio farti del
male, Clary.
 Lo so.
  successo qualcosa?  La sua mano si avvicin, le spinse indietro i capelli. Clary ricacci
l'istinto di allontanarlo.  Jace ha...
Jace?  Come faceva Sebastian a sapere che stava pensando a Jace? Da cosa l'aveva capito?
Eppure...  Jace  mio fratello. Perch lo nomini adesso? Cosa vorresti dire?
 Pensavo solo...  Sebastian scosse la testa. Il dolore e la confusione si inseguivano sul suo
viso.
 ... che forse qualcun altro ti avesse ferito.
La sua mano era ancora sulla guancia di Clary. Lei gliela prese e l'allontan, in modo delicato
ma fermo.  No. Niente del genere.  solo che...  Esit.  Mi sembrava una cosa sbagliata.
 Sbagliata!  L'espressione ferita di Sebastian scomparve, sostituita dall'incredulit. 
Clary, noi due abbiamo un legame, lo sai anche tu. Dal primo momento che ti ho vista...
 Sebastian, non...
... ho sentito subito che eri la persona che aspettavo da sempre. E ho visto che anche tu hai
provato la stessa cosa. Non dirmi che non  vero.
Ma non era questo che Clary aveva sentito. Per lei era stato come girare l'angolo in una citt
sconosciuta e trovarsi all'improvviso davanti alla facciata rossa di casa sua. Un riconoscimento
sorprendente e non del tutto piacevole. Quasi un: "E questo, come pu essere qui?"
 Non  vero  disse.
La rabbia che sal agli occhi di Sebastian, una rabbia improvvisa, cupa, incontrollata, colse
Clary di sorpresa. La prese per i polsi, stringendoli fino a farle male.  Tu menti.
Clary cerc di liberarsi.  Sebastian...
 Tu menti!  Il nero dei suoi occhi sembrava aver ingoiato le pupille. La sua faccia era come
una maschera bianca, dura e rigida.
 Sebastian  ripet Clary, con tutta la calma che riusc a trovare.  Mi stai facendo male.
La lasci andare. Il suo petto saliva e scendeva rapidamente.  Scusa  disse.  Scusa,
pensavo...
 Be', pensavi male, avrebbe voluto dirgli Clary, ma si morse la lingua. Non voleva rivedere
ancora quell'espressione sul suo viso.  Dovremmo tornare indietro  disse invece.  Fra poco far
buio.
Sebastian annu, stordito, scioccato dalla propria esplosione di rabbia almeno quanto Clary. Si
avvi verso Wayfarer, che brucava l'erba all'ombra lunga di un albero. Clary esit un momento, poi lo
segu. Non c'era altro che potesse fare. Si guard i polsi furtivamente, mentre seguiva i suoi passi:
erano segnati di rosso dove le dita di Sebastian l'avevano stretta. Ma, cosa ancora pi strana, i
polpastrelli erano sporchi di nero, come se fossero macchiati di inchiostro.
Sebastian rimase in silenzio, aiutandola a salire in groppa a Wayfarer.  Scusa se
involontariamente ho fatto qualche insinuazione su Jace  le disse alla fine, mentre lei si sistemava
sulla sella.  So che non ti farebbe mai del male. So che  per te che  andato alla Guardia, a cercare il
vampiro in prigione.
Fu come se il mondo intero si inceppasse e si fermasse all'improvviso. Clary sentiva il proprio
respiro fischiarle nelle orecchie, vedeva le sue mani, gelide come quelle di una statua, immobili contro
il pomo della sella.  Il vampiro in prigione?  sussurr.
Sebastian la guard, sorpreso.  S  disse.  Simon, il vampiro che hanno portato con s da
New York. Credevo... s, insomma, ero sicuro che lo sapessi anche tu. Jace non ti ha detto niente?
capitolo 8
ANCORA TRA I VIVI
Simon si svegli con la luce del sole che brillava su un oggetto che era stato gettato nella cella
attraverso l'inferriata della finestrella. Si alz in piedi, con i crampi per la fame, e vide che era una
fiaschetta di metallo. C'era un foglio arrotolato, legato al collo della fiaschetta. Lo stacc, lo apr e
lesse:
Simon, questo  sangue di mucca, fresco di macelleria. Spero che vada bene. Jace mi ha detto
tutto e voglio che tu sappia ci che penso:  una scelta coraggiosa, la tua. Resisti! Noi intanto
pensiamo a un modo per tirarti fuori.
X0X0X0X0X0X0X0X Isabelle
Simon sorrise per la sfilza di X e O scritti in fondo alla pagina. Tanti baci e abbracci. Era bello
sapere che l'affetto di Isabelle non aveva subito contraccolpi, nelle attuali circostanze. Svit il tappo e
cominci a bere a grandi sorsate. Ma una sensazione acuta e pungente tra le scapole lo fece girare.
Al centro della stanza, calmo e tranquillo, c'era Raphael, le mani dietro la schiena e le esili
spalle bene aperte. Aveva una camicia bianca perfettamente stirata e una giacca scura. Una catenina
d'oro gli luccicava intorno al collo.
Simon per poco non si soffoc col sangue che stava bevendo. Mand gi il sorso, fissando
Raphael.
 Tu... tu non puoi essere qui.
Il sorriso di Raphael dava l'impressione che i canini fossero fuori, anche se non era cos. 
Niente panico, Diurno.
 Non ho nessun panico.  Non era vero. Era come se avesse ingoiato qualcosa di tagliente.
Non vedeva Raphael dalla notte in cui era uscito scavando con le mani, pesto e insanguinato, da una
tomba frettolosamente preparata a Queens. Ricordava Raphael che gli gettava sacchetti di sangue
animale e lui che li strappava con i denti, come una bestia. Non era un ricordo piacevole. Avrebbe
preferito non rivedere mai pi il ragazzo vampiro.  Il sole  ancora alto. Come fai a essere qui?
 Non sono qui.  La voce di Raphael era morbida come il burro.  Sono una proiezione. 
Agit la mano, facendola passare attraverso il muro di pietra accanto a lui.  Sono come fumo. Non
posso farti male. E naturalmente, nemmeno tu puoi far del male a me.
 Io non voglio farti un bel niente.  Simon pos la fiaschetta sulla branda.  Ma voglio
sapere che ci fai qui.
 Sei sparito da New York di punto in bianco, Diurno. Dovresti sapere che  tuo dovere
informare il Signore dei vampiri della tua zona, prima di lasciare la citt.
 Il Signore dei vampiri? E saresti tu? Credevo che fosse qualcun altro.
 Camille non  ancora tornata  annunci Raphael senza alcuna apparente emozione.  Ho
io il comando, in sua assenza. Lo sapresti, se ti fossi preso la briga di conoscere le leggi della tua razza.
 La mia partenza da New York non  stata, per cos dire, programmata. E, senza offesa: non
riesco a pensare a te come uno della mia razza.
 Dios!  Raphael abbass gli occhi, come a nascondere il divertimento.  Sei proprio
testardo.
 Come fai a dirlo?
 Mi pare ovvio, no?
 Voglio dire...  La gola di Simon si serr.  Quella parola. Tu riesci a dirla. Io invece, non
posso pronunciare il nome di...  Dio.
Raphael alz gli occhi di scatto: era proprio divertito.  L'et  spieg.  La pratica. E la
fede. O la perdita della fede. Per certi versi sono la stessa cosa. Lo imparerai anche tu, col tempo,
uccellino.
 Non chiamarmi cos.
 Ma  quello che sei. Sei un Figlio della Notte. Non  per questo che Valentine ti ha catturato
e ha preso il tuo sangue?
 A quanto pare sei piuttosto ben informato  comment Simon.  Forse potresti dirmelo tu.
Gli occhi di Raphael si socchiusero.  Ho anche sentito dire che hai bevuto il sangue di un
Cacciatore, e che questo  ci che ti ha dato il tuo dono: la facolt di stare alla luce del sole.  vero?
Simon sent un formicolio sottopelle.   assurdo. Se il sangue di un Cacciatore potesse dare ai
vampiri la capacit di stare alla luce del sole, lo saprebbero tutti, ormai. Il sangue di Nephilim sarebbe
ricercatissimo, una vera rarit, e non ci sarebbe mai pace tra vampiri e Cacciatori, se fosse vero.  un
bene che non sia cos.
Un lieve sorriso inarc gli angoli della bocca di Raphael.
 Giusto. A proposito di rarit: ti rendi conto, Diurno, di essere diventato un oggetto prezioso e
molto ricercato, vero? Non c' Nascosto su questa terra che non voglia metter e le mani su di te.
 Te compreso?
 Certo.
 E cosa faresti, se potessi mettere le mani su di me?
Raphael scroll le esili spalle.  Forse sono il solo a pensare che la facolt di stare alla luce del
sole non sia poi quella gran cosa che gli altri vampiri credono. Noi siamo Figli |della Notte per una
ragione. Forse io ti considero solo un abominio, proprio come gli uomini considerano me.
 Davvero?
  possibile.  L'espressione di Raphael era neutra.
 Io credo che tu sia un pericolo per tutti noi. Un pericolo per la razza dei vampiri. Ma non
resterai in questa cella per sempre, Diurno. Alla fine dovrai uscire e affrontare di nuovo il mondo.
Affrontare di nuovo il sottoscritto. Ma ti dico una cosa: io ti giuro che non ti far alcun male e non
cercher di rintracciarti, se tu in cambio mi giuri che ti nasconderai, dopo che Aldertree ti avr liberato;
se mi giuri che andrai cos lontano che nessuno ti potr mai ritrovare, che non contatterai mai pi
nessuno di coloro che hai conosciuto nella tua vita mortale. Non posso essere pi leale di cos.
Ma Simon gi scuoteva la testa.  Non posso abbandonare la mia famiglia. N Clary. Raphael
s'irrit.  Loro non fanno pi parte di ci che sei. Tu, adesso, sei un vampiro.
 Ma non voglio esserlo  ribad Simon.
 Ma guardati!  esclam Raphael.  Non ti ammalerai mai, non morirai mai, sarai giovane
e forte per sempre. Non invecchierai mai. Di cosa ti lamenti?
Giovane per sempre, pens Simon. Sembrava una bella cosa, ma chi voleva veramente avere
sedici anni per sempre? Sarebbe stato diverso essere congelati per sempre all'et di venticinque anni...
ma sedici?! Restare sempre cos dinoccolato, non raggiungere mai una forma finita, nella faccia e nel
corpo? Per non parlare poi del fatto che, con quell'aspetto da ragazzino, non sarebbe mai riuscito a
entrare in un bar e a ordinare da bere. Mai. Per tutta l'eternit.
 E poi  aggiunse Raphael  non devi nemmeno rinunciare al sole.
Simon non aveva alcun desiderio di tornare sull'argomento.  Ho sentito gli altri che parlavano
di te, al Dumort  disse.  So che ogni domenica ti metti una croce al collo e vai a trovare la tua
famiglia. Scommetto che non sanno nemmeno che sei diventato un vampiro. Quindi, non venire a dire
a me di lasciarmi alle spalle tutte le persone che fanno parte della mia vita. Non lo far mai e non ti
voglio mentire dicendoti che lo far.
Gli occhi di Raphael luccicarono.  Quello che crede la mia famiglia non ha importanza. 
quello che credo io. Quello che so io. Un vero vampiro sa di essere morto. E accetta la propria morte.
Ma tu, tu pensi di essere ancora tra i vivi. E questo che ti rende cos pericoloso. Non riesci ad
ammettere che non sei pi vivo.
Era il crepuscolo, quando Clary si chiuse alle spalle la porta della casa di Amatis e l'assicur
con il catenaccio. Si appoggi alla porta per un lungo momento, nell'ingresso in penombra, con gli
occhi semichiusi. Era esausta: sentiva il peso della stanchezza in tutto il corpo, e poi le facevano male
le gambe.
 Clary?  La voce insistente di Amatis penetr nel silenzio.  Sei tu?
Clary rimase dov'era, lasciandosi andare alla deriva nel buio dietro le palpebre chiuse. Quanto
desiderava essere a casa sua! Le pareva quasi di sentire il sapore metallico dell'aria nelle strade di
Brooklyn, di vedere sua madre seduta alla finestra, con la luce pallida e polverosa che entrava dai vetri
aperti illuminando la tela che stava dipingendo. La nostalgia le si avvinghi dolorosamente alle viscere.
 Clary.  Adesso la voce era molto pi vicina. Clary apr gli occhi di scatto. Amatis era
davanti a lei, i capelli grigi raccolti severamente dietro la nuca, le mani sui fianchi.  C' qui tuo
fratello. Ti sta aspettando in cucina.
 Jace  qui?  Clary lott per non far trapelare la rabbia e lo stupore. Non aveva senso
mostrare alla sorella di Luke quanto fosse arrabbiata.
Amatis la stava osservando con curiosit.  Non avrei dovuto farlo entrare? Pensavo che
volessi vederlo.
 S, va bene cos  disse Clary, mantenendo un tono neutro con una certa difficolt.  Sono
solo stanca.
 Ah.  Amatis non sembrava convinta.  Be', io sono di sopra, se hai bisogno di me. Vado
a stendermi.
Clary non riusciva a immaginare per quale motivo avrebbe potuto aver bisogno di Amatis, ma
annu e si avvi barcollando verso la cucina, che era inondata di luce brillante. C'era un cestino di frutta
sul tavolo, pieno di arance, mele e pere, e una forma di pane rustico con burro e formaggio, e un piatto
di... biscotti? Amatis aveva veramente fatto i biscotti?
Seduto al tavolo della cucina, c'era Jace. Era proteso in avanti, appoggiato ai gomiti, i capelli
dorati arruffati, la camicia un po' aperta sul collo. Clary not la striscia di marchi neri che gli segnava la
clavicola. Aveva un biscotto nella mano bendata. Allora Sebastian aveva ragione: si era fatto male
davvero. Non che le importasse molto.  Bene  disse Jace.  Sei tornata. Cominciavo a pensare
che fossi caduta in un canale.
Clary rimase a fissarlo, senza parole. Si chiese se Jace riuscisse a leggere la rabbia che c'era nei
suoi occhi. Lui si appoggi sulla sedia, buttando un braccio dietro lo schienale, con disinvoltura. Se non
fosse stato per il rapido pulsare della gola, Clary avrebbe potuto credere vera la sua finta noncuranza.
 Sembri esausta  aggiunse Jace.  Dove sei stata tutto il giorno?
 Fuori con Sebastian.
 Sebastian!  L'espressione di assoluto stupore fu per lei momentaneamente gratificante.
 Ieri sera mi ha accompagnato a casa  prosegu Clary, mentre nella mente le risuonavano le
parole di Jace come il battito di un cuore malato: D'ora in poi per te sar solo un fratello, solo un
fratello.  Finora,  stata l'unica persona di tutta la citt a mostrarsi gentile con me. Quindi, s, sono
stata fuori con Sebastian.
 Capisco.  Jace pos il biscotto sul piatto. Il suo volto era senza espressione.  Clary, sono
venuto qui per scusarmi. Non avrei dovuto dire le cose che ho detto.
 No  disse Clary.  Non avresti dovuto.
 Sono venuto anche per chiederti se vuoi riconsiderare l'ipotesi di tornare a New York.
 Dio!  esclam Clary.  Di nuovo...
 Qui non sei al sicuro.
 E di cosa ti preoccupi?  chiese Clary, senza colore nella voce.  Che mi buttino in
prigione come hanno fatto con Simon?
L'espressione di Jace non cambi, ma si sollev sulle gambe posteriori sulla sedia, come se
Clary gli avesse dato uno spintone.  Simon...?
 Sebastian mi ha detto cosa gli  successo  prosegu Clary con lo stesso tono piatto.  Che
cosa hai fatto? L'hai portato qui e poi hai lasciato che lo buttassero in carcere. Stai cercando un modo
per farti odiare da me?
 E tu credi a Sebastian?  ribatt Jace.  Lo conosci a malapena, Clary. Lo fiss.  Perch,
non  vero?
Jace incroci il suo sguardo, ma la sua faccia era immobile, come quella di Sebastian quando lei
l'aveva respinto.   vero.
Clary prese un piatto e glielo tir. Jace si abbass, facendo girare la sedia, e il piatto colp il
muro sopra il lavello e si ruppe in un'esplosione di frammenti. Jace si alz di scatto dalla sedia quando
Clary prese un altro piatto e lo scagli, tirando a caso: rimbalz contro il frigorifero, cadde a terra ai
piedi di Jace e si spacc in due parti uguali.  Come hai potuto? Simon si fidava di te. Dov' adesso?
Che cosa gli vogliono fare?
 Niente  rispose Jace.  Sta bene. L'ho visto ieri sera.
 Prima o dopo il nostro incontro? Prima o dopo aver fatto finta che fosse tutto a posto e che
stavi benissimo cos?
 Tu sei andata via pensando che "stavo benissimo cos"?  Jace soffoc per qualcosa che
somigliava vagamente a una risata.  Devo essere un attore pi bravo di quello che pensavo 
concluse con un sorriso contorto. Fu come un fiammifero, per la polvere da sparo che era la rabbia di
Clary: come osava ridere di lei? Clary fece per prendere il cestino della frutta, ma di colpo non le
sembr abbastanza. Scost la sedia con un calcio e si scagli contro di lui.
L'impeto dell'assalto lo colse alla sprovvista. Clary gli piomb addosso con tutto il suo peso:
Jace barcoll, arretrando, e and a sbattere contro il piano da lavoro. Lo sent sussultare, alz un pugno
alla cieca, senza nemmeno sapere bene cosa voleva fare.
Ma aveva dimenticato quanto Jace fosse veloce. Il pugno non piomb sulla sua faccia, ma sulla
sua mano aperta. Jace chiuse le dita intorno alle sue, costringendola ad abbassare il braccio. Di colpo
Clary si rese conto di quanto fossero vicini: lei gli era appoggiata con tutto il corpo e lo premeva contro
il piano di lavoro.  Mollami la mano.
 Se lo faccio, tu mi picchi di nuovo?  La sua voce era roca e bassa, gli occhi ardenti.
 Non credi di meritartelo?
Sent il petto di Jace alzarsi e abbassarsi contro di lei, in una risata senza divertimento.  Tu
credi che abbia pianificato tutto questo? Pensi davvero che farei una cosa del genere?
 Be', Simon non ti sta simpatico, no? Forse non ti  mai stato simpatico.
Jace si lasci sfuggire un verso roco, incredulo, e le liber la mano. Quando Clary fece un passo
indietro, allung il braccio destro, a palmo in su. Le ci volle un momento per capire che cosa le stava
mostrando: una cicatrice frastagliata sul polso.  Qui  le disse, con la voce tesa come una corda di
violino   dove mi sono tagliato il polso per far bere il mio sangue al tuo amico vampiro. Ho
rischiato di morire. Come puoi pensare che adesso io l'abbia abbandonato senza pensarci due volte?
Clary fiss la cicatrice sul polso di Jace: una delle tante, di ogni forma e dimensione, sparse su
tutto il suo corpo.  Sebastian mi ha detto che tu hai portato qui Simon e poi Alec l'ha accompagnato
alla Guardia. L'ha consegnato al Conclave, non potevi non saperlo.
 L'ho portato qui per caso. Gli avevo chiesto di venire all'Istituto per parlargli. Di te, tra
l'altro. Pensavo che lui potesse convincerti ad abbandonare l'idea di venire a Idris. Se ti pu consolare,
non l'ha nemmeno preso in considerazione. E mentre era l, siamo stati attaccati dai Dimenticati. Ho
dovuto trascinarlo via con me, attraverso il Portale. Altrimenti l'avrei abbandonato a una morte certa.
 Ma perch consegnarlo al Conclave? Dovevi per forza sapere...
 La ragione per cui l'abbiamo mandato l  perch l'unico Portale di Idris  alla Guardia. Ci
avevano detto che volevano rispedirlo a New York.
 E voi ci avete creduto? Dopo quello che  successo con l'Inquisitrice?
 Clary, l'Inquisitrice era un'anomalia. Per te  stata la prima esperienza del Conclave, ma non
per me. Il Conclave siamo noi. I Nephilim. Il Conclave rispetta la Legge.
 Peccato che stavolta non l'abbiano fatto.
 No  disse Jace.  Non l'hanno fatto.  La sua voce era molto stanca.  E la cosa
peggiore di tutto questo  aggiunse   ripensare a Valentine che farnetica sul Conclave, su quanto
sia corrotto, su quanto abbia bisogno di un bel repulisti. E, per l'Angelo, su questo sono d'accordo con
lui!
Clary era in silenzio, primo perch non le veniva in mente niente da dire e poi per lo stupore,
perch Jace, quasi soprappensiero, si protese e l'attrasse a s. E lei, contro ogni logica, glielo lasci
fare.
Dal tessuto bianco della camicia, Clary vedeva i segni dei marchi, neri e curvilinei, che gli
lambivano la pelle come lingue di fuoco. Desiderava appoggiare la testa al suo petto, desiderava sentire
le sue braccia intorno a s, con la stessa intensit con cui aveva cercato l'aria mentre rischiava di
annegare nel lago Lyn.
 Forse ha ragione sul fatto che molte cose dovrebbero essere sistemate  disse Clary alla
fine.  Ma non ha ragione sul modo in cui dovrebbero essere sistemate. Questo lo capisci, vero?
Jace socchiuse gli occhi. Erano segnati da profonde mezzelune grigie, not Clary. Tracce di
notti insonni.  Non sono pi sicuro di capire niente. Hai tutte le ragioni per essere arrabbiata, Clary.
Non avrei dovuto fidarmi del Conclave. Volevo credere che l'Inquisitrice fosse un'anomalia e che
avesse agito ignorando la loro autorit. Volevo credere che ci fosse ancora qualcosa di buono,
nell'essere Cacciatori.
 Jace  sussurr Clary.
Jace apr gli occhi e la guard. Erano cos vicini che ogni punto dei loro corpi era in contatto:
anche le ginocchia si toccavano e Clary sentiva battere il cuore di Jace. Allontanati da lui, ordin a se
stessa, ma le gambe si rifiutarono di obbedire.
 Che c'?  chiese lui, con voce dolce.
 Io voglio vedere Simon  disse Clary.  Puoi portarmi da lui?
Cos all'improvviso come l'aveva presa tra le braccia, Jace la lasci andare.  No. Tu non
dovresti nemmeno essere a Idris. Non puoi andartene in giro per la Guardia a passo di valzer.
 Ma penser che tutti l'abbiano abbandonato. Penser...
 Ci sono andato io, da lui  disse Jace.  Volevo liberarlo. Volevo strappare l'inferriata
della finestra con le mani.  Il suo tono era molto concreto.  Ma lui non ha voluto.
 Non ha voluto? Ha preferito restare in prigione?
 Mi ha spiegato che l'Inquisitore sta indagando sulla mia famiglia, su di me. Aldertree vuole
addossare a noi la colpa di tutto ci che  successo a New York. Non pu arrestare uno di noi ed
estorcere una confessione con la tortura, perch il Conclave non lo vedrebbe di buon occhio, ma sta
cercando di far dichiarare a Simon che tutti noi siamo in combutta con Valentine. E Simon dice che, se
lo faccio evadere, l'Inquisitore capir che sono stato io, e le cose si metteranno ancora peggio, per i
Lightwood.
  molto nobile da parte sua, non c' che dire. Ma qual  il piano a lungo termine? Restare in
carcere per sempre?
Jace scroll le spalle.  A questo non abbiamo ancora pensato.
Clary sbuff per l'esasperazione.  Maschi  sbott.  E va bene. Senti, quello che ti serve 
un alibi. Facciamo in modo che tu sia in un posto dove tutti ti vedano e dove ci siano anche i
Lightwood, poi ci facciamo aiutare da Magnus a tirar fuori Simon dalla prigione e a riportarlo a New
York.
 Odio dirti questo, Clary, ma non c' speranza che Magnus faccia una cosa del genere. Non
importa quanto trovi carino Alec: non si metter mai contro il Conclave per fare un piacere a noi.
 Potrebbe  disse Clary.  In cambio del Libro Bianco. Jace batt le palpebre.  Il cosa?
Rapidamente, Clary gli raccont della morte di Ragnor Fell, di Magnus che si era presentato al
posto suo, e del libro degli incantesimi. Jace ascolt con stupita attenzione, finch Clary non ebbe finito
di parlare.
 Demoni?  disse.  Magnus ha detto che Fell  stato ucciso dai demoni?
Clary ripens alle sue parole.  No, ha detto che il posto puzzava di qualcosa di origine
demoniaca. E che Fell  stato ucciso dai servi di Valentine.  cos che ha detto.
 Certa magia nera lascia un'aura che ha il puzzo dei demoni  osserv Jace.  Se Magnus
non  stato pi preciso, forse  perch non  affatto contento che ci sia di mezzo un qualche stregone
che, praticando la magia nera, ha infranto la Legge. Non  certo la prima volta che Valentine convince
uno dei Figli di Lilith a obbedire ai suoi ordini. Ricordi il giovane stregone che uccise a New York?
 Valentine us il suo sangue per il Rituale. Mi ricordo bene.  Clary rabbrivid.  Jace,
Valentine vuole il Libro per le mie stesse ragioni? Per risvegliare mia madre?
 Potrebbe essere. Oppure, potrebbe volerlo semplicemente per il potere che contiene. Sia
come sia,  meglio che lo troviamo prima noi.
 Secondo te,  possibile che sia nella tenuta dei Wayland?
 Ne sono sicuro  disse Jace, sorprendendola.  Il libro di Ricette per casalinghe o come si
chiama... l'ho gi visto. Era l'unico libro di cucina di tutta la biblioteca.
Clary era stordita. Quasi non voleva credere che fosse vero.  Jace... se mi porti alla tenuta e
troviamo il libro, ti prometto che torner a casa con Simon. Fa' questo per me e io ti prometto che
andr a New York e non torner pi indietro.
 Magnus aveva ragione: ci sono delle difese depistanti sulla tenuta  disse Jace lentamente.
 Io ti ci posso portare, ma non  vicino. A piedi, ci vorranno cinque ore.
Clary gli sfil lo stilo dalla cintura e lo tenne sollevato tra di loro. Riluceva di una pallida luce
bianca, non diversa da quella emanata dalle torri di vetro.  E chi ha detto che ci andremo a piedi?
 Ricevi delle strane visite, Diurno  osserv Samuel. Prima Jonathan Morgenstern e
adesso il Signore dei vampiri di New York City. Sono molto colpito.
Jonathan Morgenstern? Ci volle un attimo prima che Simon capisse che stava parlando di Jace.
Era seduto per terra, al centro della cella, e rigirava pigramente tra le mani la fiaschetta vuota. 
Evidentemente sono pi importante di quel che pensavo.
 E poi Isabelle Lightwood che ti porta del sangue  continu Samuel.  Niente male, come
servizio a domicilio.
La testa di Simon si alz di scatto.  Come fai a sapere che  stata Isabelle a portarmelo? Io
non ho detto niente.
 L'ho vista dalla finestra.  uguale a sua madre  rispose Samuel.  O meglio,  uguale a
com'era sua madre parecchi anni fa.  Ci fu un silenzio impacciato.  Tu lo sai, che il sangue  solo
una soluzione temporanea, vero?  aggiunse.  Molto presto l'Inquisitore comincer a chiedersi se
non sei ancora morto di fame. Se ti trova in buona salute, capir che c' qualche imbroglio e ti
ammazzer comunque.
Simon alz gli occhi al soffitto. Le rune incise nella pietra si sovrapponevano le une sulle altre,
come i sassi di una spiaggia ghiaiosa.  Immagino che non mi resti altro da fare che fidarmi di Jace,
quando dice che troveranno un modo per tirarmi fuori di qui  disse. Quando Samuel non rispose
nulla, aggiunse:  Gli chieder di tirare fuori anche te, te lo prometto. Non ti lascer qui dentro.
Samuel fece un verso soffocato, come una risata rimasta impigliata nella gola.  Oh, non credo
proprio che Jace Morgenstern voglia salvare proprio me  comment.  E poi, morire di fame qui
dentro  il minore dei tuoi problemi, Diurno. Molto presto Valentine attaccher la citt, e allora sar pi
facile che veniamo uccisi tutti quanti.
Simon batt le palpebre.  Come fai ad esserne cos sicuro?
 Ero vicino a Valentine, in una certa fase della mia vita. Conoscevo i suoi piani. I suoi
obiettivi. Valentine vuole distruggere le difese di Alicante e colpire il Conclave nel cuore del suo
potere.
 Ma io credevo che i demoni non potessero superare le difese. Credevo che fossero
impenetrabili.
 Cos si dice. Ci vuole del sangue di demone per neutralizzare le difese, capisci? E le difese si
possono neutralizzare soltanto dall'interno di Alicante. Per, siccome nessun demone pu passare
attraverso le difese... Be',  un perfetto paradosso, o cos dovrebbe essere. Ma Valentine era convinto
che avrebbe trovato il modo di aggirare questo ostacolo e che sarebbe riuscito ad entrare ad Alicante. E
io gli credo. Valentine trover il modo per abbattere le difese ed entrer nella citt col suo esercito di
demoni. E ci uccider tutti quanti.
La pacata certezza nella voce di Samuel fece correre un brivido freddo lungo la schiena di
Simon.
 Sembri terribilmente rassegnato. Non dovresti fare qualcosa? Mettere in guardia il
Conclave?
 Li ho gi messi in guardia, quando mi hanno interrogato. Gli ho ripetuto mille volte che
Valentine ha intenzione di distruggere le difese, ma non mi hanno voluto credere. Il Conclave 
convinto che le difese resisteranno per sempre, perch hanno resistito mille anni. Ma  stato cos anche
per Roma, finch non sono calati i barbari. Tutto ha una fine, prima o poi.  Ridacchi: una risata
amara, rabbiosa.  Considerala una gara a chi ti ammazza per primo, Diurno: se Valentine, o gli altri
Nascosti, o il Conclave.
A un certo punto, la mano di Clary fu strappata via da quella di Jace. Quando il tornado la sput
fuori, cadde con violenza e rotol senza fiato fino a fermarsi.
Si mise lentamente a sedere e si guard intorno. Era al centro di un tappeto persiano steso sul
pavimento di una grande stanza dalle pareti di pietra. I mobili della stanza erano coperti da lenzuola
bianche che li trasformavano in goffi e sghembi fantasmi. Pesanti tende di velluto coprivano enormi
finestre: il velluto era bianco di polvere e il pulviscolo danzava alla luce della luna.
 Clary?  Jace emerse da dietro una grossa sagoma rivestita di bianco, forse un pianoforte a
coda.  Stai bene?
 S  rispose Clary con una piccola smorfia di dolore. Le faceva male un gomito.  A parte
il fatto che probabilmente Amatis mi uccider, quando torneremo indietro. Visto e considerato che le
ho rotto i piatti e ho pure aperto un Portale nella sua cucina.
Jace le allung una mano.  Per quel che vale  le disse aiutandola a rialzarsi in piedi  la
cosa mi ha molto impressionato.
 Grazie.  Clary si guard in giro.  Quindi  qui che sei cresciuto? Sembra un posto uscito
da una favola.
 Io direi da un film dell'orrore  comment Jace.  Dio, sono passati anni dall'ultima volta
che ho visto questo posto. Una volta non era cos...
 Cos freddo?  Clary rabbrivid. Si abbotton il cappotto, ma il freddo era pi di un freddo
meteorologico: era un freddo interno, come se quella casa non avesse mai conosciuto calore, luce o
risate.
 No  rispose Jace.   sempre stata fredda. E polverosa.  Prese dalla tasca una pietra di
stregaluce e l'accese tra le dita. La luce bianca illumin il suo viso dal basso, mettendo in rilievo le
ombre sotto gli zigomi e le cavit delle tempie.  Questo  lo studio. A noi serve la biblioteca. Vieni.
Jace condusse Clary in un lungo corridoio sul quale si allineavano decine di specchi che
riflettevano le loro figure. Clary non si era resa conto in quale stato fosse: il cappotto impolverato, i
capelli scarmigliati dal vento. Cerc di lisciarseli con discrezione, ma colse il sorriso di Jace nello
specchio successivo. Per qualche ragione, probabilmente una qualche misteriosa magia da Cacciatore
che lei non era in grado di comprendere, i capelli di Jace erano perfetti.
Il corridoio era costellato di porte, alcune delle quali aperte: dietro le porte, Clary intravide altre
stanze, anch'esse impolverate e in disuso come lo studio. Michael Wayland non aveva parenti, aveva
detto Valentine, quindi nessuno aveva ereditato la tenuta dopo la sua morte. Clary credeva che
Valentine avesse continuato a vivere l, ma evidentemente non era cos. Tutto, l dentro, parlava di
dolore e abbandono. A Renwick, Valentine aveva chiamato quel posto "casa" e l'aveva mostrato a Jace
nello specchioPortale: un ricordo dorato di campi verdi e pietre piene di calore. Ma anche quella,
pens Clary, era una menzogna. Senza dubbio Valentine non viveva l da anni: forse l'aveva lasciata l
a marcire, o era venuto solo occasionalmente, passando per i corridoi come un fantasma.
Raggiunsero una porta in fondo al corridoio e Jace l'apr con una spallata, poi fece un passo
indietro per far entrare Clary per prima. Si era immaginata una biblioteca come quella dell'Istituto, e
questa stanza non era tanto diversa: le stesse pareti piene di file e file di libri, le stesse scalette su rotelle
per raggiungere gli scaffali pi alti. Il soffitto, per, era piatto, non a cono, con le travi a vista, e non
c'era alcuna scrivania. Tende di velluto verde imbiancate di polvere coprivano le finestre, in cui si
alternavano rombi di vetro verdi e azzurri. Alla luce della luna, luccicavano come brina colorata. Oltre i
vetri, tutto era nero.
  la biblioteca?  chiese Clary con un sussurro, non sapendo bene perch parlasse a bassa
voce. C'era qualcosa di profondamente immobile, in quella grande casa vuota.
Jace guardava oltre, gli occhi incupiti dai ricordi.  Mi sedevo sempre a quella finestra, a
leggere il libro che mio padre mi aveva assegnato: lingue diverse per giorni diversi - francese il sabato,
inglese la domenica - ma non ricordo pi quale fosse il giorno del latino, se il luned o il marted.
Clary vide in un flash l'immagine di Jace bambino, seduto nella strombatura della finestra con
un libro bilanciato sulle ginocchia, a guardare fuori, verso... verso cosa? C'erano dei giardini? Un
panorama? Un alto muro di spine come quello che circondava il castello della Bella Addormentata? Lo
vide che leggeva, con la luce che entrava dalla finestra disegnando rombi verdi e azzurri sui suoi capelli
chiari e su un faccino pi serio di quanto dovesse essere quello di un bambino di dieci anni.
 Non me lo ricordo pi  ripet Jace con lo sguardo perso nel buio. Clary gli tocc la spalla.
 Non importa, Jace.
 Immagino di no.  Jace si riscosse, come risvegliandosi da un sogno, e attravers la stanza,
illuminando il percorso con la stregaluce Si chin a esaminare una fila di libri e si raddrizz con un
volume in mano.  Ricette semplici per le casalinghe  disse.  Eccolo qui.
Clary lo raggiunse di corsa e lo prese dalle sue mani. Era un volume senza pretese, con la
copertina blu, ed era impolverato come tutto il resto, in quella casa. Quando lo apr, una nuvola di
polvere si lev dalle pagine come uno sciame di farfalle notturne.
Al centro del ricettario, era stato ritagliato un grosso buco quadrato. E nel buco, come una pietra
preziosa incastonata in un gioiello, c'era un volume pi piccolo, rilegato in cuoio bianco e col titolo in
latino impresso in caratteri dorati. Clary riconobbe le parole per "libro" e per "bianco", ma quando lo
prese e lo apr, vide con sorpresa che le pagine erano coperte da una sottile grafia in una lingua che non
conosceva.
 Greco  disse Jace, guardando da dietro le spalle di Clary.  Greco antico.
 Lo sai leggere?
 Non con facilit  ammise Jace.  Sono passati anni. Ma Magnus sar capace, immagino.
 Jace chiuse il libretto e lo infil nella tasca del cappotto verde di Clary, poi torn alla libreria,
passando le dita sulle file di libri e carezzandone il dorso.
 Ci sono dei libri che vuoi portare con te?  gli chiese Clary dolcemente.  Se vuoi...
Jace rise e lasci cadere la mano.  Avevo il permesso di leggere solo quello che mi veniva
assegnato  raccont.  Alcuni degli scaffali contengono volumi che non potevo nemmeno toccare.
 Le indic una fila di libri, pi in alto, rilegati in cuoio bruno.  Una volta, quando avevo circa sei
anni, ne lessi uno, solo per capire che cosa ci fosse di tanto proibito. Scoprii che era un diario di mio
padre. Appunti su Mio figlio, Jonathan Christopher. Mi frust con la cintura dei pantaloni quando
scopr che l'avevo letto. Tra l'altro, fu in quell'occasione che scoprii di avere un secondo nome.
Un senso improvviso di rancore verso suo padre colp dolorosamente Clary.  Be', Valentine
adesso non  qui.
 Clary...  inizi Jace, con una nota allarmata nella voce, ma Clary aveva gi tirato gi uno
dei libri dello scaffale proibito e l'aveva buttato per terra. Cadde con un bel tonfo soddisfacente. 
Clary!
 E dai!  Lo fece di nuovo, buttandone per terra un altro, e poi un terzo. La polvere sbuffava
dalle pagine quando i volumi finivano sul pavimento.  Prova tu.
Jace la guard per un momento, poi un mezzo sorriso gli stuzzic l'angolo della bocca. Alz il
braccio e spazz via tutti gli altri libri dello scaffale, facendoli crollare rumorosamente. Rise. Ma poi
s'interruppe, e sollev la testa come un gatto che drizza le orecchie per un suono in lontananza.
 Hai sentito?
Sentito cosa? Clary stava per fare questa domanda, ma si trattenne. C'era davvero un suono, ora
pi forte. Un ronzio acuto, un cigolio come di ingranaggi che si rimettevano in moto. Il suono
sembrava venire da dentro il muro. Clary fece d'istinto un passo indietro. In quel momento, le pietre del
muro davanti a loro arretrarono con un gemito rugginoso. Dietro le pietre si apr un vano. Era una
specie di porta grossolanamente scavata nel muro.
E dietro la porta c'erano delle scale, che scendevano nel buio.
capitolo 9
QUESTO SANGUE COLPEVOLE
Non ricordavo nemmeno che esistesse, una cantina  comment Jace, fissando da sopra le
spalle di Clary il varco che si apriva nel muro. Sollev la stregaluce e il suo bagliore colp le pareti del
passaggio che scendeva gi. Erano nere e scivolose, di una pietra scura e liscia che Clary non
riconobbe. I gradini luccicavano come fossero bagnati. Uno strano odore saliva dal fondo: umido e
stantio, con una strana sfumatura metallica che la fece rabbrividire.
 Secondo te, che cosa c' laggi?
 Non lo so.  Jace si avvicin alle scale; mise un piede sul primo gradino, saggiandone la
tenuta, poi scroll le spalle, come se avesse gi preso la sua decisione. Cominci a scendere con
cautela. A met strada, si gir a guardare Clary.  Tu vieni? Se vuoi, aspettami l.
Lei si guard intorno nella biblioteca vuota, rabbrivid e si affrett a raggiungerlo.
Le scale scendevano in spire sempre pi strette. Era come se Jace e Clary stessero penetrando
dentro un'enorme conchiglia. L'odore si fece pi forte quando raggiunsero la base della scala, che dava
su una grande stanza quadrata dalle pareti di pietra striate dall'umidit e da altre macchie, pi scure. Il
pavimento era scarabocchiato di segni: pentacoli e rune, e pietre bianche qua e l.
Jace fece un passo avanti e qualcosa si sbriciol sotto i suoi piedi. Lui e Clary abbassarono gli
occhi simultaneamente.  Ossa  sussurr Clary. Non pietre bianche, ma ossa, di ogni forma e
dimensione, sparse su tutto il pavimento.  Ma che cosa ci faceva, Valentine, qui sotto?
La stregaluce ardeva nella mano di Jace, gettando intorno il suo strano bagliore. 
Esperimenti  disse Jace in tono secco, teso.  La Regina della Corte Seelie ha detto...
 Che tipo di ossa sono, queste?  La voce di Clary era stridula.  Sono ossa animali?
 No.  Jace diede un calcio a un mucchio di ossa, sparpagliandole.  Non tutte. A Clary si
strinse il petto.  Forse dovremmo tornare indietro.
Jace, invece, lev pi alta la stregaluce, che divamp pi intensamente, illuminando l'aria di
un aspro e bianco fulgore. Tutti gli angoli della stanza divennero visibili. Tre erano vuoti, ma nel quarto
c'era un telo, con qualcosa sotto, una figura accasciata...
 Jace  sussurr Clary.  Cos' quello?
Lui non rispose. Ora, all'improvviso, c'era una spada angelica nella sua mano libera. Clary non
sapeva quando l'avesse sguainata, ma brillava sotto la stregaluce come una lama di ghiaccio.
 Jace, non farlo  gli intim Clary. Ma Jace avanz, sollev il telo con la punta della spada e
lo strapp via. Il lenzuolo cadde, facendo alzare una nuvola di polvere.
Jace arretr barcollando e la stregaluce gli cadde di mano. Mentre la vivida luce cadeva, Clary
intravide per un attimo il suo viso: una livida maschera di orrore. Clary prese al volo la stregaluce
prima che si spegnesse e la lev in alto, ansiosa di vedere cosa avesse tanto sconvolto Jace. Jace, che
non si lasciava sconvolgere da nulla.
All'inizio individu solo la sagoma di un uomo, avvolto in stracci bianchi e sporchi,
accovacciato per terra. I polsi e le caviglie erano stretti da catene fissate a grossi ganci di metallo infissi
nel pavimento di pietra. Come pu essere vivo?, pens Clary inorridita, con la gola che le si riemp di
bile. La pietra runica le trem nella mano e la luce danz come impazzita sul prigioniero. Clary vide le
braccia e le gambe emaciate, segnate ovunque dai segni di innumerevoli torture. Il volto, ormai quasi
un teschio, si gir verso di lei: c'erano vuote cavit nere al posto degli occhi. Poi ci fu un fruscio secco,
e Clary vide che quelle che aveva scambiato per stracci erano in realt ali: ali bianche, che si
sollevarono dietro la schiena del prigioniero in due semilune candide e pure. L'unica cosa pura in quella
stanza immonda.
Clary sussult, con la gola secca.  Jace... hai visto...
 Ho visto.  La voce di Jace, accanto a lei, era spezzata come vetro in frantumi.
 Avevi detto che gli angeli non c'erano... che nessuno li aveva mai visti...
Jace stava sussurrando a mezza voce una sequela di spaventate imprecazioni. Avanz incerto
verso la creatura accovacciata sul pavimento, ma poi arretr di scatto, come se fosse rimbalzato contro
un muro invisibile. Clary abbass lo sguardo e vide che l'angelo era seduto entro un pentacolo fatto di
rune intrecciate tra loro, profondamente incise nella pietra. Le rune emanavano una pallida luce
fosforescente.  Le rune  sussurr.  Non possiamo oltrepassarle.
 Ma ci deve pur essere qualcosa...  disse Jace con una voce quasi di pianto.  Qualcosa
che possiamo fare.
L'angelo sollev la testa. Clary not con un senso di piet, terrore e turbamento, che aveva dei
riccioli dorati come quelli di Jace, che risplendevano nella luce. I ricci erano appiccicati al cranio, gli
occhi cavi, il viso sfregiato da cicatrici. Era come un magnifico dipinto distrutto dai vandali. L'angelo
apr la bocca e un suono si rivers dalla sua gola: non parole, ma una penetrante musica dorata,
un'unica nota di canto, trattenuta a lungo, a lungo, a lungo, cos alta e dolce che il suo suono era come
un dolore...
Una fiumana di immagini sal agli occhi di Clary. Aveva ancora in mano la pietra runica, ma la
luce non c'era pi. E anche lei non era pi l, ma in un altro luogo, dove le immagini del passato le
scorrevano davanti in un sogno a occhi aperti: frammenti, colori, suoni.
Si trovava in una cantina spoglia e pulita, e c'era una singola runa, gigantesca, tracciata sul
pavimento di pietra. C'era un uomo accanto ad essa: aveva un libro aperto in una mano e una torcia
fiammeggiante nell'altra. Quando l'uomo alz la testa, Clary riconobbe Valentine: molto pi giovane, il
viso bello e senza rughe, gli occhi scuri, limpidi e vivaci. Recitava una cantilena e, alle sue parole, la
runa divamp in alte fiamme. Quando le fiamme si spensero, rimase una figura accasciata tra la cenere:
un angelo, con le ali spalancate e insanguinate, come un uccello colpito da un fucile e caduto dal cielo.
La scena cambi. Valentine era in piedi davanti a una finestra, al suo fianco c'era una giovane
donna dai vivaci capelli rossi. Un anello d'argento, che Clary riconobbe, brill al dito di Valentine,
mentre cingeva la donna in un abbraccio. Con una fitta di dolore, Clary riconobbe sua madre. Ma era
giovane e i tratti del suo viso erano dolci e vulnerabili. Indossava una camicia da notte bianca e
aspettava un bambino.
 Gli Accordi  le stava dicendo Valentine con rabbia  sono l'idea peggiore che il Conclave
abbia mai avuto. E sono anche quanto di peggio potesse capitare ai Nephilim. Che noi dovessimo
essere legati ai Nascosti, legati a quelle creature...
 Valentine  lo interrompeva Jocelyn con un sorriso  ora basta con la politica, per favore.
 Poi intrecciava le braccia intorno al collo di Valentine con uno sguardo pieno d'amore. E anche lo
sguardo di Valentine era pieno d'amore, ma non solo: dentro vi era anche qualcos'altro, che fece
rabbrividire Clary.
Valentine era in ginocchio al centro di un circolo di alberi. Una luna splendente illuminava il
pentacolo nero che lui aveva abbozzato sulla terra della radura. I rami degli alberi s'intrecciavano in
una fitta rete sopra di lui, e dove si protendevano oltre i bordi del pentacolo le foglie si arricciavano e
annerivano. Al centro della stella a cinque punte sedeva una donna dai lunghi capelli luminosi; la sua
figura era snella e aggraziata, il viso nascosto nell'ombra, le braccia nude e bianche. La mano sinistra
era tesa in avanti e, quando apr le dita, Clary vide che aveva un lungo taglio sul palmo, da cui un lento
rivolo di sangue gocciolava in una coppa d'argento posata sul pentacolo. Il sangue sembrava nero, sotto
la luce della luna. O forse era davvero nero.
 Il bimbo che nascer con questo sangue dentro di s  diceva la donna, e la sua voce era
dolce e bella  avr un potere pi grande dei Demoni Superiori che popolano gli abissi tra i mondi.
Sar pi potente dell'Asmodei, pi forte dello shedu delle tempeste. Se verr opportunamente
addestrato, non ci sar nulla che non sar in grado di fare. Ma ti avverto  aggiungeva.  Questo
sangue brucer la sua umanit, come il veleno brucia la vita nel sangue.
 Io ti ringrazio, Signora di Edom  diceva Valentine. Mentre si protendeva per prendere la
coppa di sangue, la donna levava il viso. E Clary vide che, pur essendo bellissima, i suoi occhi erano
nere cavit dalle quali fuoruscivano tentacoli neri e sinuosi, come antenne che tastassero l'aria. Clary
soffoc un grido.
La notte e la foresta svanirono. Ecco Jocelyn, in piedi davanti a qualcuno che Clary non poteva
vedere. Non era pi incinta e i suoi capelli luminosi erano scarmigliati intorno al viso disperato e
sofferente.  Non posso pi restare con lui, Ragnor  diceva.  Nemmeno un giorno in pi. Ho letto
il suo diario. Sai che cosa ha fatto a Jonathan? Credevo che nemmeno Valentine potesse arrivare a
tanto.  Le sue spalle tremavano.  Ha usato sangue di demone! Jonathan non  pi un bambino!
Non  pi nemmeno umano!  un mostro...
Jocelyn svan. Valentine camminava inquieto intorno al cerchio di rune, brandendo una lucente
spada angelica.  Perch non parli? borbottava.  Perch non vuoi darmi ci che voglio?  Cal
la spada e l'angelo si contorse per il dolore, mentre un fluido dorato colava dalla ferita come liquida
luce del sole.  Se non vuoi darmi delle risposte  sibilava Valentine  puoi darmi il tuo sangue.
Sar pi utile a me e ai miei di quanto lo sar a te.
Ora erano nella biblioteca dei Wayland. La luce del sole brillava dai rombi di vetro delle
finestre, inondando la stanza di azzurro e di verde. Da un'altra stanza giungevano delle voci: suoni di
risate e di chiacchiere, c'era una festa. Jocelyn era in ginocchio vicino a uno scaffale e si guardava
furtivamente intorno. Tirava fuori un grosso libro dalla tasca e lo infilava nello scaffale.
Ed era gi sparita. La scena successiva si svolgeva in una cantina, la stessa dove Clary si
trovava in quel momento. Lo stesso pentacolo grossolanamente inciso sul pavimento e, al centro della
stella, l'angelo. Valentine era l accanto, di nuovo con un'ardente spada angelica in pugno. Era molto
pi anziano, adesso.  Ithuriel  diceva.  Ormai siamo vecchi amici, no? Avrei potuto lasciati
sepolto vivo in quelle rovine, invece no, ti ho portato qui con me. Per tutti questi anni ti ho tenuto
sempre con me, sperando che un giorno mi avresti detto ci che volevo, che dovevo, sapere.  Si
avvicinava, e il fulgore della lama faceva vibrare di luce la barriera runica.  Quando ti ho evocato,
sognavo che mi avresti spiegato il perch. Perch Raziel ha creato noi, la sua stirpe di Cacciatori, ma
non ci ha dato i poteri che hanno i Nascosti: la velocit dei lupi, l'immortalit del Popolo Fatato, la
magia degli stregoni, nemmeno la resistenza dei vampiri. Ci ha lasciati nudi davanti agli eserciti
infernali con solo questi segni dipinti sulla pelle. Perch i loro poteri devono essere pi grandi dei
nostri? Perch non possiamo avere anche noi ci che loro possiedono? Come pu, tutto ci, essere
giusto?
Nella stella che lo teneva prigioniero l'angelo sedeva muto come una statua di marmo,
immobile, le ali ripiegate. I suoi occhi non esprimevano nulla, se non un terribile e silenzioso dolore.
La bocca di Valentine si distorse in una smorfia.
 Molto bene. Resta pure nel tuo silenzio. Io avr comunque la mia occasione.  Valentine
sollevava la spada.  Possiedo la Coppa Mortale, Ithuriel, e presto avr la Spada. Ma senza lo
Specchio non posso iniziare l'evocazione. Lo Specchio  tutto ci che mi serve. Dimmi dov'. Dimmi
dov', Ithuriel, e io ti lascer morire.
La scena si frantumava e, mentre la visione svaniva, Clary colse frammenti di immagini a lei
familiari perch ricorrenti nei suoi incubi: angeli dalle ali bianche e angeli dalle ali nere, distese di
acqua specchiante, oro e sangue... e Jace, che le voltava le spalle, che le voltava sempre le spalle. Clary
tendeva le mani verso di lui. E, per la prima volta, la voce dell'angelo parl nella sua testa, con parole
che Clary riusciva a comprendere.
Questi non sono i primi sogni che ti mando. L'immagine di una runa esplose dietro gli occhi di
Clary come un fuoco d'artificio: non era una delle rune che aveva gi visto. Era una runa, forte e
semplice come un nodo. Poi spar in un soffio e, mentre svaniva, il canto dell'angelo cess. Clary era di
nuovo nel suo corpo, barcollante sulle gambe, nella stanza lercia e fetida. L'angelo era in silenzio,
immobile, le ali ripiegate, un'effigie della sofferenza.
Il respiro le usc con un singhiozzo.  Ithuriel.  Protese le mani verso l'angelo con il cuore
infranto, ben sapendo di non poter oltrepassare le rune. Per anni e anni l'angelo era stato l sotto, muto e
solo nel buio, incatenato, affamato, ma incapace di morire.
Jace era accanto a lei. Clary cap dalla sua espressione dolente che anche lui aveva visto ci che
aveva visto lei. Jace abbass lo sguardo sulla spada angelica che teneva in mano, poi lo spost
sull'angelo. Il volto cieco era rivolto verso di loro, in una muta supplica.
Jace fece un passo avanti, poi un altro. I suoi occhi erano fissi sull'angelo, ed era come se ci
fosse una sorta di muta comunicazione tra loro, pens Clary, un dialogo che lei non poteva sentire. Gli
occhi di Jace splendevano come dischi d'oro, pieni di luce riflessa.
 Ithuriel  sussurr.
La lama della spada s'infiamm come una torcia. La sua luce era accecante. L'angelo sollev il
viso, come se quella luce fosse visibile ai suoi occhi ciechi. Protese le mani, facendo risuonare di un
rumore aspro le catene che gli legavano i polsi.
Jace si volt verso Clary.  Clary  disse.  Le rune.
Le rune. Per un momento lei lo fiss, confusa, ma gli occhi di Jace la spronarono all'azione.
Clary gli pass la stregaluce, prese lo stilo dalla tasca, s'inginocchi accanto alle rune tracciate per
terra. Sembravano scavate nella pietra con un oggetto appuntito.
Clary alz gli occhi verso Jace. La sua espressione la sorprese, il fuoco nei suoi occhi... Erano
pieni di fede in lei, di fiducia nelle sue capacit. Con la punta dello stilo Clary tracci molte linee sul
pavimento, trasformando le rune vincolanti in rune di liberazione, le rune di prigionia in rune di
apertura. Le rune prendevano fuoco man mano che Clary le tracciava. Era come se ogni volta che le
sfiorava ci passasse sopra la capocchia di un fiammifero.
Quand'ebbe finito, si alz in piedi. Le rune brillavano davanti a lei. All'improvviso Jace le fu
accanto. La pietra di stregaluce non c'era pi: l'unica fonte di luce, oltre alle rune, era la spada
angelica che Jace aveva nominato per l'angelo e che gli ardeva in mano. Tese la mano armata, che
questa volta attravers la barriera di rune, come se non esistesse pi.
L'angelo allung le braccia e prese la spada da Jace. Chiuse gli occhi ciechi e Clary credette per
un momento che sorridesse. Gir la spada tra le mani, fino a puntare la punta acuminata appena sotto lo
sterno. Clary trasal e fece un passo avanti, ma Jace le prese un braccio in una stretta d'acciaio e la tir
indietro. In quell'attimo l'angelo affond la lama.
La testa gli si rovesci indietro, le mani abbandonarono l'elsa, lasciandola dove doveva esserci
il cuore. Sempre che gli angeli lo avessero, un cuore: Clary questo non lo sapeva. Dalla ferita si
sprigionarono fiamme che avvolsero la spada. Il corpo dell'angelo sfavillava nelle fiamme bianche, le
catene ai polsi erano incandescenti e scarlatte, come ferro lasciato troppo a lungo nel fuoco. Clary
ripens ai dipinti medievali dei santi consunti nella vampa dell'estasi divina. Poi le ali dell'angelo si
spalancarono, grandi e bianche, prima di prendere fuoco anch'esse e consumarsi tra le fiamme.
Clary non poteva pi guardare. Si volt e nascose il viso nel petto di Jace, che le pass un
braccio intorno alle spalle, stringendola forte.  Va tutto bene  le disse tra i capelli.  Va tutto
bene.  Ma l'aria era piena di fumo e la terra sembrava tremare sotto i loro piedi. Fu solo quando
anche Jace barcoll, che Clary cap che non era un effetto dello shock: la terra si stava muovendo
davvero! Si stacc da Jace. Barcoll. Sotto i suoi piedi, le pietre si sfregavano le une con le altre,
mentre una pioggia di polvere sottile cadeva dal soffitto. L'angelo era una colonna di fumo; le rune
intorno a lui guizzavano luminose. Clary le fiss, decodificando il loro significato. Poi guard Jace,
terrorizzata:  La casa... Era legata a Ithuriel. Con la morte dell'angelo, la casa...
Non riusc a finire la frase. Jace l'aveva gi presa per mano e stava correndo verso le scale,
trascinandola con s. Le scale vibravano e ondeggiavano, Clary cadde, picchi dolorosamente un
ginocchio su un gradino, ma la presa di Jace non si allent. Continu a correre, ignorando il dolore alla
gamba, coi polmoni pieni di polvere soffocante.
Raggiunsero l'ultimo gradino e piombarono nella biblioteca. Alle loro spalle, Clary sent il
boato delle scale che crollavano. Nella libreria, la situazione non era migliore: la stanza era scossa
violentemente, i libri cadevano dagli scaffali. Una statua si rovesci a terra e and in frammenti. Jace
lasci la mano di Clary, prese una sedia e, prima che lei potesse chiedergli cosa avesse intenzione di
fare, la scaravent contro i vetri colorati della finestra.
La sedia vol fuori in una cascata di vetri rotti. Jace si gir e tese la mano a Clary. Alle sue
spalle, dall'intelaiatura frastagliata che rimaneva in piedi, Clary vedeva una striscia d'erba bagnata dalla
luce lunare e una fila di alberi in lontananza, che sembravano molto pi in basso. Non posso fare un
salto cos, pens. Fece per scuotere la testa quando vide gli occhi di Jace spalancarsi, la sua bocca
aprirsi a formulare un avvertimento. Uno dei pesanti busti di marmo allineati sugli scaffali pi alti stava
cadendole addosso. Clary si spost di scatto e il busto piomb a terra dove un attimo prima c'era lei,
lasciando un'infossatura nel pavimento.
Un attimo dopo, le braccia di Jace la stringevano e la sollevavano di peso. Clary era troppo
sorpresa per dibattersi. Jace la port alla finestra sventrata e la moll di sotto senza tante cerimonie.
La ragazza piomb sul prato sottostante rotolando gi da una ripida china e acquistando
velocit, finch non and a sbattere contro un dosso con tanta forza da restare senza fiato. Si mise a
sedere, scuotendosi via fili d'erba dai capelli. Un attimo dopo, rotol gi anche Jace e si ferm accanto
a lei. Diversamente da lei, per, salt su come una molla e si accovacci, guardando la tenuta in cima
alla collina.
Anche Clary si gir a guardare nella stessa direzione, ma Jace la prese e la spinse gi,
nell'avvallamento dietro il dosso. In seguito Clary avrebbe scoperto dei lividi scuri sulle sue braccia,
dove Jace l'aveva stretta. Rest senza fiato per la sorpresa, quando la sbatt per terra e rotol sopra di
lei, facendole scudo col suo corpo. Esplose un boato enorme. Come un vulcano in eruzione. Come se la
terra si spaccasse. Una vampa di polvere bianca sal verso il cielo.
Clary sent un picchiettio secco tutto intorno. Per un momento, disorientata, pens che avesse
iniziato a piovere. Poi cap che erano detriti, terra, vetri rotti: i frantumi della tenuta distrutta, scagliati
tutto intorno come una grandine di morte.
Jace la schiacci pi forte contro il terreno, appiattendo il corpo sopra il suo. Il battito del suo
cuore giungeva alle orecchie di Clary come il rumore del crollo dopo l'esplosione.
Il fragore del crollo svan lentamente, come il fumo si dissolve nell'aria. Fu rimpiazzato dal
chiacchiericcio degli uccelli stupiti. Clary li vedeva, dietro le spalle di Jace, volare curiosi in ampi
cerchi contro il cielo nero.
 Jace  disse Clary a bassa voce.  Temo di aver perduto lo stilo da qualche parte.
Lui si sollev un po', puntellandosi sui gomiti, e la guard. Anche al buio Clary vedeva la
propria immagine riflessa nei suoi occhi. Jace aveva il viso rigato di sporco e di terra, il colletto della
camicia strappato.  Pazienza. L'importante  che tu non ti sia fatta niente.
 Sto bene.  Senza pensarci, gli pass una mano tra i capelli, leggera. Lo sent irrigidirsi,
vide i suoi occhi incupirsi.
 Avevi dell'erba tra i capelli  gli disse. Aveva la gola secca, l'adrenalina le scorreva nelle
vene. Tutto quello che era appena successo - l'angelo, la rovina della tenuta - sembrava meno reale di
ci che leggeva negli occhi di Jace.
 Non dovresti toccarmi  la ammon.
La mano di Clary si blocc dov'era, con il palmo sulla sua guancia.  Perch?
 Lo sai, il perch  replic Jace. Si scost, rotolando sulla schiena.  Hai visto anche tu
quello che ho visto io, vero? Il passato, l'angelo, i nostri genitori.
Era la prima volta, pens Clary, che Jace li chiamava cos: i nostri genitori. Si volt su un
fianco, con l'impulso di avvicinarsi a lui, ma non era sicura di poterlo fare. Lui aveva lo sguardo fisso
al cielo, cieco.  L'ho visto anch'io.
 Dunque sai ci che sono.  Le parole gli uscirono in un sussurro angosciato.  Sono in
parte demone, Clary. In parte demone. Questo l'hai capito, vero?  I suoi occhi affondarono in quelli
di Clary come sonde.  Hai visto cosa cercava di fare Valentine. Ha usato sangue di demone: l'ha
usato su di me, prima ancora che nascessi. Sono in parte un mostro. Sono in parte tutto ci che ho
cercato con tutte le mie forze di combattere, di distruggere.
Clary allontan il ricordo della voce di Valentine che diceva: Mi ha lasciato perch ho
trasformato il suo primogenito in un mostro.  Ma anche gli stregoni sono in parte demoni. Come
Magnus. E non per questo sono malvagi.
 Per non sono Demoni Superiori. Hai sentito che cosa diceva quella donna demone. Brucer
la sua umanit, come il veleno brucia la vita nel sangue.
La voce di Clary trem.  Non  vero. Non pu essere vero. Non ha senso.
 S, invece.  C'era una furia disperata sul volto di Jace. Clary vedeva il bagliore della
catenella d'argento intorno alla sua gola nuda, sbiancata dalla luce della luna.  Questo spiega tutto.
 Vuoi dire che spiega perch sei un Cacciatore cos straordinario? Perch sei leale e impavido
e onesto e tutto quello che i demoni non sono!
 Spiega  precis Jace con voce incolore  quello che provo nei tuoi confronti.
 In che senso?
Jace rimase in silenzio per un lungo momento, fissandola nel minuscolo spazio che li separava.
Clary riusciva a sentirne il contatto, anche se non la stava toccando: era come se fosse ancora disteso
sopra di lei.  Tu sei mia sorella  disse Jace alla fine.  Mia sorella, il mio sangue, la mia famiglia.
Dovrei sentire il desiderio di proteggerti.  Rise in silenzio e senza umorismo.  Proteggerti da tutti i
ragazzi che vorrebbero fare con te esattamente quello che vorrei fare io.
Clary rest senza fiato.  Avevi detto che d'ora in poi volevi solo essere un fratello per me.
 Ho mentito  ammise Jace.  I demoni mentono, Clary. Sai, ci sono certe ferite che un
Cacciatore pu ricevere, ferite interne causate dal veleno di un demone: non ti rendi nemmeno conto
cosa c' che non va, in te, ma dentro stai lentamente sanguinando a morte. Ecco, essere solo un fratello,
per te, mi d la stessa sensazione.
 Ma Aline...
 Dovevo tentare. E ho tentato.  La sua voce era senza vita.  Ma Dio sa che non voglio
nessuna, tranne te. Non voglio nemmeno cercare di volere un'altra, oltre a te.
 Allung la mano, fece scorrere lievemente le dita fra i suoi capelli, le sfior la guancia. 
Adesso, almeno, so il perch.
La voce di Clary era scesa a un sussurro.  Anch'io non voglio nessuno tranne te.
Un trasalimento nel respiro di Jace la confort un poco. Lentamente, Jace si tir su sui gomiti.
Ora la guardava dall'alto e la sua espressione era cambiata: c'era qualcosa che Clary non aveva mai
visto prima, una luce spenta, quasi mortale, nei suoi occhi. Jace fece scorrere le dita dalla guancia alle
labbra di Clary e ne tracci il profilo con la punta di un dito.  Forse  le disse  ora dovresti dirmi
di non fare cos.
Ma lei non disse niente. Non voleva dirgli di smettere. Era stanca di dire di no a Jace, di non
permettersi mai di sentire ci che tutto il suo cuore voleva che sentisse. A qualsiasi costo.
Lui si chin, pos le labbra sulla sua guancia, la sfior leggermente. E quel tocco, seppur
leggero, le diede una scossa a tutte le terminazioni nervose; una scossa che la fece tremare in tutto il
corpo.  Se vuoi che mi fermi, dimmelo adesso  sussurr Jace. Ma Clary lei continu a non dire
nulla. Lui le sfior con le labbra la tempia.  O adesso.  Segu la linea dello zigomo.  O adesso.
 Ora le sue labbra erano su quelle di Clary.  O...
Ma lei l'aveva preso e l'aveva attratto a s, e le sue parole si persero sulle sue labbra. Jace la
baci con delicatezza, con attenzione, anche se non era la delicatezza che Clary voleva, non ora, non
dopo tutto questo tempo. Strinse i pugni sulla sua camicia tirandolo forte verso di s. Jace gemette
piano, in fondo alla gola, poi le sue braccia la avvolsero, la strinsero, e rotolarono insieme sull'erba,
avvinghiati l'uno all'altra, protraendo ancora quel bacio. C'erano delle pietre che pungevano la schiena
di Clary e la spalla le doleva dove aveva battuto cadendo dalla finestra, ma non le importava niente.
Esisteva solo Jace: tutto ci che Clary sentiva, sperava, respirava, voleva e vedeva, era Jace. Null'altro
contava.
Nonostante il cappotto, Clary sentiva il calore di Jace bruciare attraverso i vestiti. Gli strapp la
giacca, e poi in qualche modo anche la camicia spar. Le sue dita esploravano il suo corpo come le
labbra di Jace esploravano le sue: pelle morbida su muscoli asciutti, cicatrici come fili sottili. Clary gli
tocc la cicatrice a forma di stella: era liscia e piatta, come se fosse parte della sua pelle, non rilevata
come le altre. Clary immaginava che dovessero apparire come imperfezioni, tutte quelle cicatrici, ma
non era cos che le vedeva lei: erano una storia, incisa sul corpo di Jace, la mappa di una vita di guerra
senza fine.
Jace armeggiava con i bottoni del cappotto, le mani tremanti. Clary non le aveva mai viste cos
malferme.  Faccio io  gli disse slacciandosi da sola l'ultimo bottone. Mentre si sollevava, qualcosa
di freddo e metallico le tocc la clavicola, facendola trasalire per la sorpresa.
 Cosa succede?  Jace si immobilizz.  Ti ho fatto male?
No,  stato questo.  Clary tocc la catenina d'argento al collo di Jace. Vi era appeso un
cerchietto di metallo argenteo. Era stato quello a rimbalzare su di lei, quando si era sollevata. Ora lo
fiss.
Quell'anello, quel cerchietto di metallo segnato dal tempo, con un motivo a stelle... Lei
conosceva.
Era l'anello dei Morgenstern. Era lo stesso anello che brillava al dito di Valentine nel sogno che
l'angelo aveva mostrato loro. Era appartenuto a lui e lui lo aveva dato a Jace, passandolo, secondo la
tradizione, di padre in figlio.
 Mi dispiace  si scus Jace. Le carezz la linea della guancia con un dito, con un'intensit
sognante nello sguardo.  Avevo dimenticato di avere al collo quella cosa dannata.
Un gelo improvviso invase le vene di Clary.  Jace  disse a bassa voce.  Jace, non farlo.
 Non farlo cosa? Non portare l'anello?
 No, non... non toccarmi. Fermati un secondo.
La sua faccia divenne immobile. Mille domande avevano spazzato via la sognante confusione
dai suoi occhi, ma non disse niente. Si limit a ritirare la mano.
 Jace  riprese Clary.  Perch? Perch proprio adesso?
Le sue labbra si dischiusero per la sorpresa. Clary vide una linea scura dove si era morso il
labbro, o forse dove l'aveva morso lei.  Cosa significa perch proprio adesso?
 Tu avevi detto che non c'era niente tra noi. Che se noi... se noi ci fossimo lasciati andare ai
sentimenti, avremmo fatto del male a tutte le persone alle quali vogliamo bene.
 Te l'ho detto. Ho mentito.  Gli occhi di Jace si addolcirono.  Tu credi che io non
voglia...?
 No  disse Clary.  No, non sono una stupida. So che lo vuoi. Ma quando hai detto che
adesso finalmente capisci perch provi questi sentimenti per me, che cosa intendevi dire?
Non che Clary non lo sapesse gi, ma doveva chiederglielo, doveva sentirglielo dire.
Jace le afferr i polsi e avvicin le sue mani al proprio viso, intrecciando le dita con le sue. 
Ricordi quello che ti ho detto dai Penhallow?  le chiese.  Che non pensi mai a quello che fai prima
di farlo e che  per questo che rovini tutto quello che tocchi?
 No, me l'ero dimenticato. Grazie per avermelo ricordato.
Jace sembr non cogliere il sarcasmo nella sua voce.  Non stavo parlando di te, Clary. Stavo
parlando di me. Sono io, quello che si comporta cos.  Spost appena la testa, e le dita di Clary
scivolarono sulla sua guancia.  Almeno adesso so perch. So che cosa c' di sbagliato in me. E
forse... forse  per questo che ho tanto bisogno di te. Perch se Valentine ha fatto di me un mostro,
allora immagino che abbia fatto di te una specie di angelo. E Lucifero amava Dio, no? Cos almeno
dice Milton nel Paradiso perduto.
Clary trattenne il fiato.  Io non sono un angelo. E tu non puoi sapere se Valentine abbia usato
il sangue di Ithuriel con me. Forse lo voleva solo per s...
 Ha detto che il sangue era per me e i miei  disse Jace a bassa voce.  E questo spiega
perch tu sai fare quello che fai, Clary. La Regina della Corte Seelie ha detto che eravamo entrambi
degli esperimenti. Non solo io.
 Io non sono un angelo, Jace  ripet Clary.  Non restituisco i libri in biblioteca. Scarico
illegalmente musica da internet. Racconto balle a mia madre. Sono assolutamente normale.
 Non per me.  Jace la guard. Il suo viso era sospeso contro un fondale di stelle. Non c'era
nulla, nella sua espressione, della sua solita arroganza: Clary non l'aveva mai visto cos indifeso, ma
anche questo suo essere indifeso era intriso di un odio verso se stesso profondo come una ferita. 
Clary, io...
 Allontanati  gli intim Clary.
 Cosa?  Il desiderio nei suoi occhi si sbriciol in mille pezzi come le schegge dello
specchioPortale a Renwick. Per un momento la sua espressione rimase vuota e attonita. Era quasi
impossibile per Clary guardarlo e continuare a dire di no. Anche se non fosse stata innamorata di lui,
quella parte di lei che era figlia di sua madre, che amava ogni cosa bella in quanto tale, quella parte di
lei l'avrebbe comunque desiderato.
Per, era proprio perch era figlia di sua madre che questo le era impossibile.
 Mi hai sentito  gli disse.  E lasciami le mani. Le ritrasse con forza, stringendole a
pugno perch non tremassero.
Jace non si mosse. Le sue labbra si arricciarono e per un momento Clary vide di nuovo quella
luce da predatore nei suoi occhi, ora mescolata alla rabbia.  Immagino che non vorrai dirmi perch.
 Tu pensi di desiderarmi solo perch sei demoniaco e non umano. Vuoi solo qualcos'altro per
poterti odiare. Ma io non ti permetter di usarmi per dimostrare a te stesso quanto poco vali.
 Non ho mai detto che ti sto usando.
 Bene  disse Clary.  Allora dimmi che non sei un mostro. Dimmi che non c' niente che
non va in te. E dimmi che mi vorresti anche se non avessi dentro di te sangue di demone.  Perch io
non ho dentro di me sangue di demone. Eppure ti voglio.
I loro sguardi si agganciarono: quello di Jace, animato da una furia cieca. Per un momento
nessuno dei due respir, poi lui si stacc da lei, imprecando, e si rialz in piedi. Raccolse la camicia
dall'erba, se la infil, ancora furioso, e si gir a cercare la giacca.
Anche Clary si alz, barcollando un po'. Il vento pungente le fece venire la pelle d'oca sulle
braccia. Le pareva di avere le gambe di cera sciolta. Si abbotton il cappotto con le dita intorpidite,
reprimendo la voglia di scoppiare in lacrime. Piangere non sarebbe servito a niente, adesso.
L'aria era ancora densa di polvere e di cenere, che danzavano sospese; l'erba intorno a loro era
cosparsa di detriti: frammenti di mobili, pagine di libri lugubremente portate dal vento, schegge di
legno dorato, una mezza rampa di scale, misteriosamente intatta. Clary si gir a guardare Jace: stava
tirando calci ai detriti con selvaggia soddisfazione.  Bene  disse.  Siamo fregati.
Non era quello che si era aspettata. Batt le palpebre.  Come?
 Ricordi? Hai perso il mio stilo. Non puoi pi aprire un Portale, adesso.  Pronunci quelle
parole con un amaro piacere, come se tutto questo gli desse soddisfazione.  Non abbiamo nessun
altro mezzo per tornare indietro. Dobbiamo farcela a piedi.
Non sarebbe stata una piacevole camminata nemmeno in circostanza normali. Abituata alle luci
della citt, Clary non si capacitava di quanto potesse essere buia Idris di notte. Le dense ombre nere che
circondavano la strada sembravano brulicare di cose invisibili e, anche con la stregaluce di Jace, Clary
non riusciva a vedere a pi di un passo davanti a s. Le mancavano le luci della citt, il bagliore diffuso
dei lampioni, i rumori del traffico. Ora sentiva solo il ritmico scricchiolio della ghiaia sotto i loro piedi
e, di tanto in tanto, il trasalire del proprio respiro, quando inciampava su un sasso.
Dopo un paio d'ore, cominciarono a farle male i piedi. Aveva la bocca secca come una
pergamena. L'aria si era fatta molto fredda e Clary rabbrividiva, zoppicando con le mani affondate nelle
tasche. Ma persino tutto questo avrebbe potuto essere sopportabile, se solo Jace le avesse rivolto la
parola. Non aveva aperto bocca da quando si erano allontanati dalla tenuta, se non per darle secche
indicazioni sulla strada da seguire a un bivio o per indicarle di schivare una buca. Ma anche se ci fosse
caduta dentro, Clary dubitava che gliene sarebbe importato molto, se non per il fatto che avrebbe
rallentato il loro cammino.
Alla fine, il cielo a oriente cominci a rischiarare. Clary, mezza addormentata, sollev lo
sguardo sorpresa.   presto per fare giorno.
Jace la guard con un filo di disprezzo.  Quella  Alicante. Il sole non si alzer per almeno tre
ore. Sono le luci della citt.
Troppo sollevata all'idea di essere quasi a casa per notare l'atteggiamento di Jace, Clary acceler
il passo. Dietro una curva, si ritrovarono a camminare su un ampio sentiero in terra battuta che tagliava
il fianco di una collina. Si snodava seguendo le curve del pendio e spariva dietro una curva, in
lontananza. Anche se le case della citt non erano ancora in vista, l'aria si era fatta pi luminosa e il
cielo era rischiarato da un bagliore rossastro.
 Dobbiamo essere vicini, ormai  disse Clary.  C' una scorciatoia per scendere dalla
collina?
Jace era accigliato.  C' qualcosa che non va  disse d'un tratto. E part quasi di corsa
sollevando sul sentiero nuvole di polvere che rilucevano d'ocra in quella strana luce. Clary si mise a
correre per raggiungerlo, ignorando le proteste dei suoi piedi pieni di vesciche. Quando svoltarono alla
curva del sentiero, Jace si ferm di botto e Clary gli fin addosso. In altre circostanze avrebbe potuto
essere comico. Non questa volta.
La luce rossastra era pi forte, adesso, e gettava bagliori scarlatti nel cielo notturno, illuminando
a giorno la collina. Nuvole di fumo salivano dalla valle come le piume della coda a ruota di un nero
pavone. Dai neri vapori si ergevano le torri antidemoni di Alicante coi loro involucri cristallini.
Attraverso il fumo denso, Clary vide rosseggiare fiamme danzanti sparse per la citt come una
manciata di luccicanti pietre preziose su una tela nera.
Sembrava impossibile, ma era proprio cos: Clary e Jace, sul pendio della collina, stavano sopra
Alicante. Ai loro piedi, la citt era in fiamme.
parte seconda
LE STELLE RIFULGONO SINISTRE
Antonio:
Non volete fermarvi ancora un poco? N volete ch'io possa accompagnarvi?
Sebastiano:
No, con vostra pazienza: su di me le mie stelle rifulgono sinistre, e l'influsso della mia mala
sorte potrebbe forse influenzar la vostra. Perci debbo pregarvi di lasciarmi a soffrire da solo i miei
affanni; sarebbe una cattiva ricompensa al vostro affetto, se alcuno di essi dovesse ricadere su di voi.
(William Shakespeare, La dodicesima
notte, atto II, scena I)
capitolo 10
FUOCO E SPADA
  tardi  disse Isabelle, chiudendo nervosamente la tenda di pizzo che copriva l'alta finestra
del salotto.  Dovrebbe essere gi di ritorno, ormai.
Sii ragionevole, Isabelle  intervenne Alec. Il suo tono di superiorit da fratello maggiore
sembrava sottintendere sia che Isabelle aveva una certa tendenza all'isteria, sia che lui era perfettamente
calmo. Anche la postura (era comodamente sdraiato su una delle morbide poltrone in torno al caminetto
come se non avesse alcun pensiero al mondo) sembrava studiata per dimostrare a tutti quanto fosse
assolutamente tranquillo.  Jace fa cos quando  arrabbiato: se ne va in giro per la citt. Ha detto che
andava a fare una passeggiata. Torner.
Isabelle sospir. Avrebbe quasi voluto che fossero presenti anche i suoi genitori, ma erano
ancora alla Guardia. Qualunque cosa si stesse discutendo alla Guardia, l'assemblea del Consiglio si
stava trascinando fino a ore impossibili.  Ma lui conosce New York. Non conosce Alicante...
 Probabilmente la conosce meglio di te.  Aline era seduta sul divano e leggeva un volume
rilegato in cuoio rosso scuro. I capelli neri erano raccolti sulla nuca in una treccia alla francese, gli
occhi fissi sul libro aperto sulle ginocchia. Isabelle, che non era mai stata una gran lettrice, invidiava
sempre agli altri la capacit di perdersi in un libro. C'erano molte cose per cui, un tempo, avrebbe
invidiato Aline: la statura piccola e la bellezza delicata, tanto per cominciare, cos diversa da quella da
amazzone di Isabelle, che con i tacchi diventava pi alta di quasi tutti i ragazzi che incontrava. Solo da
poco, tuttavia, aveva capito che le altre ragazze non erano fatte solo per essere invidiate, evitate o
detestate.  Ha vissuto qui fino a dieci anni. Voi, invece, ci siete venuti solo un paio di volte.
Isabelle si port la mano alla gola, aggrottando la fronte. Il ciondolo appeso alla sua catenina
aveva avuto una pulsazione improvvisa... In genere questo accadeva solo in presenza di demoni, ma l,
ad Alicante, era impossibile che ce ne fossero. Forse il ciondolo non funzionava pi bene.  Io non
credo che sia in giro per la citt, per. Credo che sia piuttosto ovvio dove  andato  replic Isabelle.
Alec sollev gli occhi.  Credi che sia andato da Clary?
  ancora qui? Pensavo che dovesse tornare a New York.  Aline chiuse il libro.  Dove
alloggia, la sorella di Jace, a proposito?
Isabelle scroll le spalle.  Chiedilo a lui  disse rivolgendo lo sguardo su Sebastian.
Sebastian era buttato sul divano di fronte ad Aline. Anche lui aveva un libro in mano e la sua
bella testa scura era china sulle pagine. Sollev gli occhi come se avesse sentito lo sguardo di Isabelle
su di s.
 Parlavate di me?  chiese con la solita calma. Tutto in Sebastian, era calmo, pens Isabelle
con un guizzo di fastidio. All'inizio era stata molto colpita dal suo aspetto - gli zigomi scolpiti, gli occhi
neri e profondi - ma la sua personalit affabile e benevola adesso la irritava. Non le piacevano i ragazzi
che sembravano non perdere mai le staffe per nessun motivo. Nel mondo di Isabelle, rabbia e passione
erano divertimento.
 Che cosa stai leggendo?  gli chiese, con pi durezza di quello che avrebbe voluto.  
uno dei giornalini di Max?
 Gi.  Sebastian, bilanciato sul bracciolo del divano, riabbass lo sguardo sul Rifugio
dell'Angelo.  Mi piace la grafica.
Isabelle esal un sospiro esasperato. Alec le lanci un'occhiataccia e chiese:  Sebastian, Jace
sa dove sei stato oggi?
 Vuoi dire se sa che ero fuori con Clary?  Sebastian sembrava divertito.  Senti, non 
mica un segreto. Gliel'vrei detto, se l'avessi visto.
 Non vedo perch dovrebbe importargliene.  Aline mise da parte il libro, con una punta di
tensione nella voce.  Sebastian non ha fatto niente di male. Che problema c' se ha voluto mostrare a
Clarissa qualcosa di Idris, prima che se ne tornasse a casa? Jace dovrebbe essere contento, se sua
sorella non resta a casa tutto il tempo ad annoiarsi.
 Sa essere molto... protettivo  spieg Alec dopo una lieve esitazione.
Aline aggrott la fronte.  Dovrebbe farsi un po' da parte. A Clary non fa sicuramente bene
essere troppo protetta. La faccia che aveva quando ci ha trovati in biblioteca... Era come se non avesse
mai visto nessuno che si baciava in vita sua.
 Ne ha visti, ne ha visti  la rassicur Isabelle, pensando a come Jace aveva baciato Clary
alla Corte di Seelie.
Non era un episodio che ricordava volentieri: lei non amava crogiolarsi nei propri dispiaceri,
figurarsi in quelli degli altri.  Ma non  per quello.
 Allora per cosa?  Sebastian si raddrizz, scostando dagli occhi un ricciolo di capelli neri.
Isabelle intravide qualcosa, una linea rossa sul palmo, come una cicatrice.  Solo perch ce l'ha con
me? Io non so proprio che cosa posso aver...
 Quello  mio!  Una vocetta sottile lo interruppe. Era Max, sulla porta del salotto.
Indossava un pigiama grigio e i capelli castani erano tutti arruffati, come se si fosse appena svegliato.
Fissava il manga posato sul divano accanto a Sebastian.
 Cosa, questo?  Sebastian gli allung la copia del Rifugio dell'Angelo.  Ecco, piccolo,
tieni pure.
Max si avvicin a grandi passi e si riprese il suo manga, guardando torvo Sebastian.  E non
chiamarmi piccolo.
Sebastian rise e si alz.  Vado a prendere del caff  disse avviandosi verso la cucina. Si
ferm sulla soglia e si gir.  Voi volete qualcosa?
Ci fu un coro di no. Con una scrollata di spalle, Sebastian scomparve in cucina, lasciando che la
porta si chiudesse alle sue spalle.
 Max  disse Isabelle con severit.  Non essere maleducato.
 Non mi piace quando mi prendono le mie cose.  Max si strinse al petto il volume a
fumetti.
 Cresci, Max. L'aveva solo preso in prestito.  Isabelle gli parl con pi irritazione nella
voce di quello che avrebbe voluto: era ancora in pensiero per Jace, lo sapeva, e stava scaricando la
tensione sul fratellino.  E comunque, dovresti essere a letto. E tardi.
 C'erano dei rumori sulla collina. Mi hanno svegliato.  Max batt le palpebre. Senza
occhiali, tutto per lui diventava una macchia piuttosto indistinta.  Isabelle...?
Il tono interrogativo nella sua voce richiam l'attenzione di Isabelle, che si allontan dalla
finestra.
 Che c'?
 La gente non si arrampica sulle torri antidemoni, vero? Per un motivo qualsiasi?
Aline lo guard.  Arrampicarsi sulle torri?  Rise.  No, nessuno fa mai una cosa del
genere. Primo, perch  assolutamente illegale, e poi, per quale motivo uno ci dovrebbe salire sopra?
Aline, pens Isabelle, non aveva molta immaginazione. Lei, per esempio, riusciva a pensare a
un sacco di motivi per arrampicarsi sulle torri, se non altro per sputare il chewinggum in testa ai
passanti.
Max aveva la fronte aggrottata.  Ma qualcuno l'ha fatto. Io ho visto...
 Qualunque cosa credi di aver visto, probabilmente te la sei sognata  tagli corto Isabelle.
La faccia di Max s'incresp. Intuendo un potenziale pianto, Alec si alz e gli tese la mano. 
Vieni, Max  disse non senza affetto.  Torniamo a nanna.
 Dovremmo tutti andare a nanna  comment Aline alzandosi in piedi. Si avvicin alla
finestra accanto a Isabelle e chiuse bene le tende.   gi quasi mezzanotte. Chiss quando torneranno
dal Consiglio. Non ha senso restare...
Il ciondolo al collo di Isabelle puls di nuovo, forte, e un attimo dopo la finestra davanti alla
quale c'era Aline esplose verso l'interno in mille pezzi. Aline strill. Mani si protesero dallo squarcio...
Non erano mani, in realt, not Isabelle con la lucidit dello shock: erano grossi artigli ricoperti di
squame, grondanti sangue e un fluido nerastro. Afferrarono Aline e la trascinarono fuori dalla finestra
in frantumi, prima che riuscisse a gridare di nuovo.
La frusta di Isabelle era sul tavolo accanto al caminetto. Si precipit a prenderla, schivando
Sebastian che arrivava di corsa dalla cucina.  Servono armi!  gli disse bruscamente, mentre lui si
guardava intorno, attonito.  Vai!  strill correndo alla finestra.
Vicino al caminetto, Alec teneva stretto Max. Il bambino strillava e si divincolava, cercando di
liberarsi dalla presa di suo fratello. Alec lo trascin verso la porta. Bene, pens lsabelle. Portalo via di
qui L'aria fredda entrava dalla finestra squarciata. Isabelle si tir su la gonna e con agili calci butt
fuori alcuni pericolanti frammenti di vetro, ringraziando il cielo per le suole spesse dei suoi scarponi.
Eliminate le schegge, abbass la testa e salt nel varco aperto atterrando con un tonfo secco sul
marciapiede di pietra.
A un primo sguardo, il marciapiede le sembr deserto. Non c'erano lampioni lungo il canale: l
l'illuminazione principale veniva dalle finestre delle case vicine. Isabell le avanz con cautela, la frusta
di elettro avvolta intorno al polso. La possedeva da cos tanto tempo, quella frusta (gliel'aveva regalata
suo padre per il suo dodicesimo compleanno), che ormai era parte di lei, come fosse un'estensione
fluida del suo braccio destro.
Le ombre si facevano pi fitte man mano che la ragazza si allontanava dalla casa dei Penhallow,
verso Oldcastle Bridge, un ponte che attraversava il canale Princewater con; una strana angolazione
rispetto al marciapiede. Le ombre; alla base del ponte erano dense come uno sciame di mosche nere.
Ma poi Isabelle vide qualcosa muoversi nell'ombra, qualcosa di bianco e veloce.
Scatt, travolgendo una bassa siepe ai margini di un giardino, e salt sul viottolo che passava
sotto il ponte, lungo la sponda del canale. La frusta aveva cominciato a brillare di cruda luce argentea.
Nel pallido chiarore vide Aline esanime, riversa sulla riva. Un enorme demone coperto di squame le era
sopra e la schiacciava a terra col peso del suo corpo da lucertola, il muso affondato nel suo collo...
Ma non poteva essere un demone! Non c'erano mai stati demoni ad Alicante. Mai. Sotto il suo
sguardo attonito, il mostro sollev la testa e annus l'aria, come percependo la sua presenza. Era cieco,
not Isabelle: sulla fronte, al posto degli occhi, correva una serie di denti fitti e seghettati come una
cerniera. Aveva un'altra bocca, sulla met inferiore del muso, provvista di zanne da cinghiale, sbavanti.
E aveva una coda sottile, che muoveva come una frusta. I lati della coda luccicavano e, avvicinandosi,
Isabelle vide che era bordata da file di ossa affilate come lame di rasoio.
Aline trasal ed emise un gemito, una specie di mugolio sommesso. Isabelle fu travolta dal
sollievo: aveva temuto che fosse gi morta. Ma il sollievo dur poco. Quando Aline si mosse, Isabelle
vide che aveva la camicetta strappata davanti e il petto ferito dagli artigli del demone. Il mostro aveva
una zampa agganciata alla cintura dei suoi jeans.
Un'ondata di nausea sommerse Isabelle: il demone non stava cercando di uccidere Aline... non
ancora. La frusta le si anim in pugno come la spada fiammeggiante di un angelo vendicatore. Si
slanci in avanti, tirando frustate sulla schiena del mostro.
Il demone strill e rotol via dal corpo di Aline. Avanz verso Isabelle, con le due bocche
spalancate e gli artigli protesi verso il suo viso. Isabelle arretr agilmente e gli tir un'altra frustata,
colpendolo in pieno: il muso, il petto, le zampe. Una miriade di lesioni ricopr la pelle squamata della
fiera, facendo colare sangue e pus. Una lunga lingua biforcuta scatt dalla bocca superiore, puntando al
viso di Isabelle. C'era qualcosa sulla punta, una specie di pungiglione, che le ricordava quello di uno
scorpione. Isabelle fece scattare la frusta, che si arrotol intorno alla lingua del demone legandola tra
spire di elettro. Il demone si mise a urlare, mentre Isabelle stringeva il nodo e tirava. La lingua del
demone cadde con un tonfo molle e disgustoso sui mattoni del sentiero.
Isabelle liber la frusta. Il mostro si volt e scapp con movimenti rapidi e guizzanti, da
serpente. Lei scatt all'inseguimento. Il demone era a met del sentiero che risaliva dal viottolo lungo il
canale, quando un'ombra scura gli si par di fronte. Qualcosa brill nel buio e il demone cadde a terra
fremendo.
Isabelle si ferm di scatto. C'era Aline, in piedi sopra il demone, con un sottile pugnale in mano.
Probabilmente portava l'arma alla cintura. Le rune sulla lama brillavano come lampi accecanti, e la
ragazza cal il pugnale, lo affond cento volte nel corpo fremente del mostro, finch quest'ultimo non
cess di muoversi e si dissolse.
Poi guard Isabelle. Il suo viso era privo di espressione. Non cercava nemmeno di chiudersi la
camicetta, nonostante i bottoni strappati. Le colava sangue dai graffi profondi sul petto.
Isabelle fece un fischio sommesso.  Aline... tutto okay?
Aline lasci cadere il pugnale. Senza dire una parola, si volt e corse via, sparendo nel buio
sotto il ponte.
Colta alla sprovvista, Isabelle imprec e si lanci all'inseguimento. Quanto avrebbe voluto
avere indosso qualcosa di pi comodo di quell'abito di velluto! Per fortuna aveva gli scarponi. Non
sarebbe mai riuscita a raggiungere Aline, con i tacchi alti.
C'era una scaletta di metallo in fondo al viottolo, all'altezza di Princewater Street. Aline era una
macchia indistinta in cima alla scala. Isabelle raccolse l'orlo pesante del vestito e la segu, pestando
fragorosamente sui gradini. Quando arriv in cima, guard a destra e a sinistra.
E rimase a bocca aperta. Si trovava all'inizio della grande strada sulla quale si affacciava la casa
dei Penhallow. Aline non era pi in vista: era scomparsa nella massa brulicante di gente che affollava la
strada. Ma non c'erano solo tante persone: c'erano altre cose nella strada. Demoni, decine di demoni,
forse di pi, come il lucertolone dai lunghi artigli che Aline aveva fatto fuori sotto il ponte. C'erano gi
due o tre corpi a terra. Uno era a pochi passi da Isabelle: un uomo con la cassa toracica sventrata. Dai
capelli grigi, Isabelle cap che era un anziano. Ovvio!, pens tra s col cervello che girava a fatica, i
pensieri rallentati e intorpiditi dal panico. Tutti gli adulti sono alla Guardia. Qui in citt ci sono solo i
bambini, gli anziani, i malati...
L'aria tinta di rosso era greve dell'odore di bruciato, la notte era squarciata da urla e grida. Le
porte delle case erano spalancate: la gente scappava fuori, poi si fermava di scatto, vedendo la strada
piena di mostri.
Era impossibile, inimmaginabile. Mai, nella storia, un demone aveva osato attraversare le difese
erette dalle torri antidemoni. E ora ce n'erano a decine. Centinaia. Forse di pi. E si riversavano sulle
strade come una venefica marea. Isabelle si sentiva come intrappolata dietro a un muro di vetro: vedeva
tutto, ma non riusciva a muovere un muscolo. Vide, impietrita, un demone che afferrava un bambino in
fuga, lo sollevava di peso da terra e gli affondava i denti seghettati nella schiena.
Il piccolo grid, ma le sue grida si persero nel clamore che squarciava la notte. Il frastuono
cresceva sempre di pi: gli ululati dei demoni, la gente che chiamava aiuto, il rumore di piedi in fuga,
di vetri rotti. Qualcuno, pi in l, gridava parole che Isabelle faticava a comprendere. Qualcosa a
proposito delle torri antidemoni. Isabelle alz lo sguardo. Le alte guglie vegliavano sulla citt come
sempre, ma, invece di riflettere la luce argentea delle stelle o la luce rossa della citt in fiamme, erano
livide e spente come la pelle di un cadavere. La loro luminescenza era sparita. Isabelle rabbrivid. Per
forza le strade erano piene di mostri: in qualche modo, pur essendo pressoch impossibile, le torri
antidemoni avevano perso la loro magia. Le difese che avevano protetto Alicante per mille anni erano
cadute.
Samuel aveva smesso di parlare da ore, ma Simon era ancora sveglio, gli occhi insonni fissi nel
buio. A un tratto sent gridare.
Alz la testa di scatto. Silenzio. Si guard intorno, inquieto. L'aveva sognato, quel grido? Tese
le orecchie, ma, anche con il suo nuovo udito pi sensibile, non sent pi nulla. Stava per tornare a
sdraiarsi, quand'ecco di nuovo le grida. Gli forarono le orecchie come spilli. Sembravano provenire
dall'esterno della Guardia.
Si alz, si mise in piedi sulla branda e guard fuori dalla finestrella. Vide il prato verde
sottostante, vide sullo sfondo le luci della citt e un bagliore in lontananza. Socchiuse gli occhi: c'era
qualcosa di strano, in quelle luci, qualcosa di... spento. Erano pi pallide di come se le ricordava, e
c'erano dei punti in movimento qua e l, nel buio, come aghi di fuoco, lungo le strade. Una pallida
nuvola si alzava sopra le torri e l'aria era piena della puzza di fumo.
 Samuel.  Simon sent il tono allarmato della propria voce.  C' qualcosa che non va.
Sentiva porte che sbattevano, passi di corsa, voci roche che gridavano. Premette la faccia contro
l'inferriata della finestra: vedeva gambe calzate da stivali che correvano, sentiva i Cacciatori che si
chiamavano tra loro, mentre scappavano dalla Guardia e correvano gi, verso la citt.
 Le difese sono cadute! Le difese sono cadute!
 Non possiamo abbandonare la Guardia!
 La Guardia non  importante! Ci sono i nostri figli laggi!
 E gi le loro voci si affievolivano in lontananza. Simon si stacc dalla finestra, senza fiato.
 Samuel! Le difese...
 Lo so. Ho sentito.  La voce di Samuel era forte, oltre il muro. Non sembrava spaventato,
ma rassegnato, forse anche soddisfatto, per aver avuto ragione.  Valentine ha attaccato mentre il
Conclave era riunito in assemblea. Astuto.
 Ma la Guardia  fortificata. Perch non restano qui?
 Li hai sentiti: perch tutti i bambini sono rimasti in citt. I bambini, i genitori anziani: non
possono abbandonarli.
I Lightwood. Simon pens a Jace e poi, con terribile nitidezza, al volto di Isabelle, pallido sotto
la chioma di capelli scuri, alla sua determinazione in battaglia, alla sfilza un po' fanciullesca di X e di O
sul biglietto che gli aveva scritto.
 Ma tu l'avevi detto... tu l'avevi detto al Conclave, che cosa sarebbe successo! Perch non ti
hanno creduto?
 Perch per loro le difese sono come una religione. Non credere al potere delle difese  come
non credere che gli Shadowhunters siano speciali, prescelti, protetti dall'Angelo. Sarebbe come credere
che siano dei mondani qualunque.
Simon torn a guardare fuori della finestrella: il fumo si era infittito, riempiendo l'aria di un
pallore grigiastro. Non sentiva pi nessuna voce, solo flebili grida in lontananza.
 Credo che la citt stia bruciando.
 No.  La voce di Samuel era molto bassa.  Io credo che la Guardia stia bruciando.
Probabilmente fuoco demoniaco. Valentine attaccherebbe la Guardia, se potesse.
 Ma... ma adesso...  le parole di Simon incespicavano l'una sull'altra.  Adesso verr
qualcuno a tirarci fuori di qui, vero? Il Console, oppure.... Aldertree. Non possono lasciarci qui a
morire.
 Tu sei un Nascosto  ragion Samuel.  E io sono un traditore. Cos'altro dovrebbero fare,
secondo te?
 Isabelle! Isabelle!  Alec la teneva per le spalle e la scuoteva. Isabelle alz la testa
lentamente: il pallido viso di suo fratello ondeggi contro le tenebre; una sagoma di legno ricurvo gli
spuntava da dietro la spalla destra: era il suo arco, assicurato alla schiena da una cinghia. Lo stesso arco
che Simon aveva usato per uccidere il Demone Superiore Abbadon. Isabelle non ricordava di averlo
visto arrivare: era come se le si fosse materializzato davanti all'improvviso, come un fantasma.
 Alec.  La voce le usc lenta, incerta.  Alec, smettila. Sto bene. Si stacc da lui.
 Non mi sembrava che stessi molto bene.  Alec guard la strada e imprec a mezza voce.
 Dobbiamo toglierci da qui. Dov' Aline?
Isabelle batt le palpebre. Non c'erano pi demoni in vista. Una donna, seduta sui gradini della
casa di fronte, che singhiozzava e proferiva lamenti acutissimi. Il corpo del vecchio era ancora sulla
strada. L'odore dei demoni era dappertutto.  Aline... Uno dei demoni ha cercato di... di... 
Trattenne il respiro, si ferm. Lei era Isabelle Lightwood. Lei non diventava isterica, mai. 
L'abbiamo ucciso, ma poi Aline  scappata. Ho cercato di inseguirla, ma era troppo veloce.  Isabelle
guard in faccia suo fratello.  Demoni in citt.  disse.  Com' possibile?
 Non lo so.  Alec scosse la testa.  Le difese sono cadute, non c' altra spiegazione.
C'erano quattro o cinque demoni Oni qui sulla strada, quando sono uscito. Uno l'ho preso, acquattato
tra i cespugli, e gli altri sono scappati, ma potrebbero tornare. Vieni, andiamo a casa.
La donna sui gradini continuava a singhiozzare. Il suo pianto li segu, mentre correvano verso la
casa dei Penhallow. La loro strada non era ancora stata raggiunta dai demoni, ma si sentivano
esplosioni, grida, passi di corsa risuonare dall'ombra di altre strade buie. Mentre salivano i gradini
d'ingresso, Isabelle si volt indietro, giusto in tempo per vedere un lungo tentacolo serpeggiante
sgusciare dal buio tra due abitazioni e strappare via la donna in lacrime dalla soglia di casa sua. I
singhiozzi si tramutarono in grida. Isabelle fece per tornare indietro, ma Alec la trattenne e la spinse
dentro, poi la segu, chiudendo a chiave la porta. La casa era immersa nell'oscurit.  Ho spento le luci
perch non volevo attirarne degli altri  spieg Alec, sospingendo Isabelle nel salotto.
Max era seduto per terra vicino alle scale, le braccia strette intorno alle ginocchia. Sebastian
stava inchiodando alla finestra rotta assi di legno che aveva preso dal caminetto.  Fatto  disse
facendo un passo indietro e posando il martello sulla libreria.  Dovrebbe tenere, per un po'.
Isabelle si mise a sedere accanto a Max e gli carezz i capelli.  Tutto bene?
 No.  Il bambino aveva gli occhi spalancati, spaventati.  Volevo guardare fuori dalla
finestra, ma Sebastian mi ha detto di stare gi.
 Sebastian aveva ragione  intervenne Alec.  C'erano dei demoni per la strada.
 E ci sono ancora?
 No, ma ce ne sono altri in giro per la citt. Dobbiamo pensare a cosa fare adesso. Sebastian
aggrott la fronte.  Aline dov'?
  scappata  gli spieg Isabelle.   stata colpa mia. Avrei dovuto...
 Non  stata colpa tua. Se non ci fossi stata tu sarebbe morta.  Alec parl con voce secca.
 Senti, non abbiamo tempo per i sensi di colpa, adesso. Io vado a cercare Aline. Voglio che voi tre
restiate qui. Isabelle, tu bada a Max. Sebastian, tu finisci di mettere la casa in sicurezza.
Isabelle scatt, indignata:  Non voglio che tu vada l fuori da solo! Portami con te.
 Sono io l'adulto, qui. Si fa come dico io.  Il tono di Alec era pacato.   pi che probabile
che i nostri genitori tornino dalla Guardia da un momento all'altro. Pi siamo,qui in casa, meglio . 
fin troppo facile perdersi, l fuori.
 Non voglio rischiare, Isabelle.  Spost lo sguardo su Sebastian.  Lo capite? Sebastian
aveva gi tirato fuori lo stilo.  Io comincio a proteggere la casa con i marchi.
 Grazie.  Alec si era gi avviato verso la porta. Si gir e guard Isabelle. Lei incroci il suo
sguardo per una frazione di secondo. Poi Alec usc.
 Isabelle.  Era Max, con voce minuta, sussurrata.  Ti sanguina il polso.
Isabelle guard. Non ricordava di essersi ferita al polso, ma Max aveva ragione: il sangue aveva
gi macchiato la manica della giacca bianca. Si alz.  Vado a prendere lo stilo. Torno subito,
Sebastian, e ti aiuto con le rune.
Lui annu.  Mi farebbe comodo avere un aiuto. Queste rune non sono la mia specialit.
Isabelle sal di sopra, senza chiedergli quale fosse la sua specialit. Si sentiva stanca fin dentro
le ossa, con un estremo bisogno di una runa energizzante. Avrebbe potuto farsela da sola, se necessario,
ma Alec e Jace erano sempre stati pi bravi di lei con quel tipo di rune.
In camera sua, frug tra le sue cose in cerca dello stilo e di qualche arma in pi. Mentre si
infilava delle spade angeliche nel bordo degli scarponi, il suo pensiero era rivolto ad Alec, allo sguardo
che si erano scambiati quando era uscito. Non era la prima volta che lo guardava partire sapendo che
poteva essere l'ultima volta che lo vedeva. Era una cosa che accettava, che aveva sempre accettato
come parte della sua vita. Solo quando aveva conosciuto Clary e Simon si era resa conto che per la
maggior parte della gente, non era affatto cos. Gli altri non vivevano con la morte come compagna,
come un freddo respiro sul collo anche nella pi comune delle giornate. Lei, come tutti gli
Shadowhunters, aveva sempre disprezzato i mondani, ed era convinta che fossero deboli, stupidi,
volgari nel loro autocompiacimento. Ora si chiedeva se tutto quel rancore non avesse origine
dall'invidia che provava per loro. Doveva essere bello, quando un familiare usciva di casa, non avere
costantemente il timore che non tornasse pi indietro.
Isabelle era gi a met della scala, con lo stilo in mano, quando percep qualcosa di strano. Il
salotto era vuoto. Max e Sebastian non si vedevano da nessuna parte. C'era un marchio di protezione
lasciato a met, su una delle assi di legno che Sebastian aveva inchiodato sulla finestra rotta. Il martello
che aveva usato era sparito.
Le si strinse lo stomaco.  Max!  grid, girando in cerchio.  Sebastian! Dove siete? Le
rispose la voce di Sebastian, dalla cucina.  Isabelle. Siamo qui!
Il sollievo la travolse, lasciandola stordita.  Sebastian, non  per niente divertente! 
esclam, marciando verso J la cucina.  Credevo che...
La porta della cucina si chiuse alle sue spalle. C'era buio, l dentro, pi ancora che in salotto.
Socchiuse gli occhi per cercare Sebastian e Max, ma non vide altro che ombre.
 Sebastian?  Un filo di incertezza s'insinu nella sua voce.  Sebastian, che ci fate qui?
Dov' Max?
 Isabelle.  Le parve di vedere qualcosa che si muoveva, un'ombra scura contro ombre pi
chiare. La voce era morbida, gentile, quasi leggiadra. Non si era mai accorta di quanto fosse bella la sua
voce.  Isabelle, mi dispiace.
 Sebastian, ti comporti in modo strano. Smettila.
 Mi dispiace che tocchi proprio a te  aggiunse lui.  Sai, tra tutti, eri quella che mi piaceva
di pi.
 Sebastian...
 Tra tutti  aggiunse, con lo stesso tono basso  pensavo che tu fossi la pi simile a me. E
in quel momento Sebastian cal il pugno, stretto intorno al martello.
Alec correva per le strade buie, in fiamme, chiamando Aline senza sosta. Quando lasci il
quartiere di Princewater e si addentr nel cuore della citt, il suo cuore acceler. Le strade erano come
un dipinto di Bosch divenuto realt: piene di creature macabre e grottesche, di scene di improvvisa e
spaventosa violenza. Sconosciuti in preda al panico lo spintonavano, senza nemmeno vederlo, e
scappavano urlando, senza alcuna meta apparente. L'aria puzzava di fumo e di demoni. Alcune delle
case erano in fiamme, altre avevano le finestre squarciate. I ciottoli della strada luccicavano di vetri
rotti. Avvicinandosi a un edificio, Alec vide che quella che aveva scambiato per una macchia di pittura
sbiadita era in realt una sventagliata di sangue fresco sull'intonaco. Gir su se stesso, guardando in
ogni direzione, senza vedere nulla che la potesse giustificare. Poi si allontan il pi velocemente
possibile.
Alec aveva dei ricordi di Alicante. Aveva solo due o tre anni, quando la sua famiglia se n'era
andata, ma aveva conservato il ricordo delle torri scintillanti, delle strade piene di neve, in inverno, dei
festoni di stregaluce che addobbavano i negozi e le case, dell'acqua che saliva sonora nella fontana
della sirena, nella Sala degli Accordi. Aveva sempre provato una strana fitta al cuore al pensiero di
Alicante: la speranza dolente che, un giorno, la sua famiglia avrebbe potuto ritornare al luogo cui
apparteneva. Ora, vedere la citt in quello stato era come la morte di ogni gioia. Svoltando in una strada
pi ampia, una di quelle che portavano alla Sala degli Accordi, Alec vide un branco di demoni Belial
passare chini sotto un arco, sibilando e ululando. Trascinavano qualcosa, che guizzava e si contorceva
sull'acciottolato. Si lanci all'inseguimento, ma i demoni erano gi scomparsi. Accartocciata alla base
di un pilastro c'era una sagoma senza vita, ai cui piedi scorreva un rivolo di sangue. I vetri rotti
scricchiolarono sotto gli scarponi, quando Alec si inginocchi e gir il corpo. Gli bast un'occhiata al
volto contorto e violaceo. Si ritrasse con un brivido, grato che non fosse nessuno di quelli che
conosceva.
Un rumore. Alec si rialz in fretta. Sent l'odore, prima ancora di vedere l'ombra della creatura
ingobbita ed enorme che strisciava verso di lui dal fondo della strada. Un Demone Superiore? Alec non
si ferm a verificare. Scapp verso una delle case pi alte, dall'altra parte della strada, e salt sul
davanzale di una finestra sfondata. Qualche minuto dopo si stava issando sul tetto, graffiandosi mani e
ginocchia. Si mise in piedi, pulendosi le mani, e osserv Alicante dall'alto.
Le torri antidemoni emanavo una luce fioca e morente sulle vie brulicanti della citt: c'erano
cose che correvano a grandi falcate o strisciavano o si annidavano nell'ombra pi fitta tra le case, come
scarafaggi in un appartamento buio. L'aria gli portava i pianti e strilli e urla, e nomi chiamati a gran
voce. Ma c'erano anche gli urli dei demoni, ululati di caos e delizia che ferivano dolorosamente gli
orecchi umani. Il fumo si alzava sopra le case di pietra color miele, avviluppando le guglie della Sala
degli Accordi. Alec alz gli occhi verso la Guardia e vide un'onda di Shadowhunters correre gi dalla
collina, illuminati dalle stregaluci che tenevano in mano. Il Conclave stava cominciando a combattere.
Alec si spost verso il bordo del tetto. L gli edifici erano addossati gli uni agli altri e le
grondaie quasi si toccavano. Fu facile saltare al tetto successivo, e poi a quello accanto. Alec si ritrov
a correre agilmente tra i tetti, saltando oltre il breve spazio vuoto tra le case. Era bello sentire in faccia
il vento fresco, che predominava sul puzzo dei demoni.
Stava correndo da qualche minuto, quando si rese conto di due cose. La prima, che stava
puntando verso le bianche guglie della Sala degli Accordi. E la seconda, che c'era qualcosa pi avanti,
in una piazza tra due vicoli, che somigliava a una pioggia di scintille verso l'alto; scintille azzurre, un
po' pi scure delle fiammelle del gas. Alec aveva gi visto scintille come quelle. Si ferm non pi di un
attimo, poi cominci a correre.
Il tetto pi vicino alla piazza era molto spiovente. Alec vi approd slittando sulle tegole fissate
malamente. In equilibrio precario, guard gi.
Ai suoi piedi si apriva la piazza del Pozzo. La visuale di Alec era parzialmente ostruita da un
palo di ferro che si protendeva dalla facciata dell'edificio, sorreggendo un'insegna di legno che
dondolava nella brezza. La piazza era gremita di demoni Iblis: avevano forma umana, ma erano fatti di
una sostanza simile a spire di fumo nero; i loro occhi erano gialli e ardenti. Erano schierati e
avanzavano lentamente verso la figura solitaria di un giovane con un ampio cappotto grigio,
costringendolo ad arretrare verso un muro. Alec lo guard sgranando gli occhi. Tutto, in quel ragazzo,
gli era familiare: la linea dritta della schiena, il groviglio di capelli neri, le scintille azzurre che
sprizzavano dalle sue dita come sfreccianti lucciole cianotiche.
Magnus. Lo stregone scagliava dardi di fuoco azzurro contro i demoni Iblis che avanzavano
contro di lui. Un dardo ne colp uno al petto: col rumore di una secchiata d'acqua gettata sulle fiamme,
il demone sfrigol e svan in un'esplosione di lapilli. Gli altri si spostarono a chiudere lo spazio rimasto
vuoto (i demoni Iblis non brillavano per intelligenza) e Magnus scagli un'altra raffica di dardi
infuocati. Diversi Iblis caddero, ma ora un altro demone, pi astuto degli altri, era fluttuato intorno a
Magnus e si stava condensando alle sue spalle, pronto a colpire.
Alec non si ferm a pensare. Salt dal margine del tetto verso il palo di metallo, lo afferr al
volo e vi gir intorno come un acrobata, per rallentare la caduta. Moll la presa e atterr agilmente
nella piazzetta. Il demone, sorpreso, si volt: gli occhi gialli erano come lampeggianti pietre preziose.
Alec ebbe solo il tempo di pensare che Jace, al suo posto, avrebbe sicuramente trovato qualcosa di
intelligente da dire, poi estrasse la spada angelica dalla cintura e infilz il demone. Con un urlo, il
mostro svan. La violenza della sua uscita di scena da quella dimensione invest Alec di una pioggia
sottile di cenere.
Alec!  Magnus lo guardava incredulo. Aveva liquidato i demoni Iblis che ancora restavano
e la piazza adesso era vuota, fatta eccezione per loro due.  Mi hai... mi hai appena salvato la vita?
Alec sapeva che avrebbe dovuto dire qualcosa del tipo: "Ma certo, perch io sono un
Cacciatore, ed  quello che facciamo noi Cacciatori". Oppure: " il mio mestiere." Jace avrebbe detto
qualcosa del genere. Jace sapeva sempre qual era la cosa giusta da dire. Ma le parole che uscirono dalla
bocca di Alec furono molto diverse e suonarono petulanti alle sue stesse orecchie.  Non mi hai mai
richiamato  disse.  Io ti ho chiamato un sacco di volte e tu non mi hai mai richiamato.
Magnus guard Alec come se fosse impazzito.  La tua citt  sotto assedio  disse.  Le
difese sono state abbattute e le strade pullulano di demoni. E tu vuoi sapere perch non ti ho chiamato?
Alec strinse le labbra in una linea ostinata.  Io voglio sapere perch tu non mi hai richiamato.
Magnus alz le braccia al cielo, in un gesto di palese esasperazione. Alec not con interesse che
quando lo fece gli sfuggirono dalle dita alcune scintille, come lucciole che scappassero da un barattolo
di vetro.  Sei un idiota.
  per questo che non mi hai richiamato? Perch sono un idiota?
 No.  Magnus gli si avvicin.  Non ti ho chiamato perch sono stanco che tu mi cerchi
solo quando hai bisogno di qualcosa. Sono stanco di vederti innamorato di qualcun altro. Di uno che,
tra parentesi, non ricambier mai il tuo amore. Non come me.
 Tu mi ami?
 Stupido Nephilim  ribatt Magnus paziente.  Perch mai sarei qui? Perch mai avrei
passato queste ultime settimane a rimettere in sesto i tuoi stupidi amici ogni volta che si fanno male? E
a tirare fuori te da ogni situazione assurda in cui ti cacciavi? Per non parlare dell'aiuto che vi ho dato
per vincere la battaglia contro Valentine. E tutto completamente gratis!
 Non l'avevo mai vista in questo modo  ammise Alec.
 Certo che no. Tu non la vedi mai in nessun modo.  Gli occhi felini di Magnus brillavano
di rabbia.  Io ho settecento anni, Alexander. So quando qualcosa non funziona. E tu invece non vuoi
nemmeno ammettere coi tuoi genitori che io esisto.
Alec lo fiss.  Tu hai settecento anni?
 Be'  si corresse Magnus  sarebbero ottocento, ma non li dimostro. Comunque, non 
questo il punto. Il punto  che...
Alec non pot scoprire quale fosse il punto, perch in quel momento un'altra decina di demoni
Iblis invasero la piazza. Rest a bocca aperta.  Dannazione.
Magnus segu il suo sguardo. I demoni si stavano aprendo a ventaglio formando un semicerchio
intorno a loro, gli occhi gialli ardenti.  Bel modo di cambiare discorso, Lightwood.
 Sai che ti dico?  Alec sguain un'altra spada angelica.  Se usciamo vivi di qui, giuro che
ti presento a tutta la famiglia.
Magnus sollev le mani. Le dita sfavillanti di fiammelle azzurre illuminarono il suo sorriso di
ardente luce azzurrata.  Ci sto.
capitolo 11
TUTTE LE SCHIERE INFERNALI
 Valentine  sussurr Jace. Fissava la citt dall'alto della collina, bianco in volto. Tra gli
strati di fumo, a Clary sembrava quasi di vedere il dedalo di stradine, gremite di figure in fuga,
minuscole formiche che correvano disperatamente in ogni direzione... Ma, guardando meglio, non vide
niente oltre alle nubi dense di vapore nero e c'era un gran puzzo di fuoco e di fumo.
 Credi che sia stato Valentine?  Il fumo era acre nella gola di Clary.  Sembra un
incendio. Magari  scoppiato per caso.
 La Porta Settentrionale  aperta.  Jace le indic qualcosa che Clary riusc a malapena a
distinguere, per la distanza e per il fumo che distorceva le immagini.  Non viene mai lasciata aperta.
E le torri antidemoni hanno perso la loro luce. Le difese sono state abbattute, non c' altra spiegazione.
 Sguain una spada angelica dalla cintura, stringendola cos forte che le nocche gli diventarono color
avorio.  Devo raggiungerli.
Un nodo di paura serr la gola a Clary.  Simon...
 Avranno sicuramente evacuato la Guardia. Non ti preoccupare, Clary. Probabilmente se la
passa meglio di tutti gli altri.  difficile che i demoni se la prendano con lui. Di solito lasciano in pace i
Nascosti.
 Mi dispiace  sussurr Clary.  I Lightwood... Alec... Isabelle...
 Jahoel  pronunci Jace. La spada angelica sfavill, brillante come la luce del giorno, nella
sua mano sinistra!  Clary, voglio che tu resti qui. Torner a prenderti.  La rabbia che allignava
nella sua voce da quando avevano lasciato la tenuta dei Wayland era svaporata. Ora Jace era al cento
per cento soldato. Clary scosse la testa.  No. Voglio venire con te.
 Clary...  Jace s'interruppe, irrigidendosi. Un attimo dopo, anche Clary sent: era un battere
ritmico, pesante, accompagnato da un altro suono, come il crepitare di un enorme fal. Le ci volle un
po' per decostruire il suono nella propria mente, per scomporlo come un brano musicale nelle sue
singole note.  Sono...
 Lupi mannari  Jace teneva lo sguardo fisso in un punto oltre le spalle di Clary.
Seguendone la direzione, anche Clary li vide: come un torrente che valicava la collina pi vicina, come
un'ombra che si allargasse, illuminata qua e l da feroci occhi ardenti. Un branco di lupi. Pi di un
branco: dovevano essere centinaia, forse migliaia. Gli ululati e i latrati erano il suono che lei aveva
scambiato per un fuoco crepitante, e il suono cresceva nella notte, aspro e secco.
A Clary si rivolt lo stomaco. Lei li conosceva, i lupi mannari. Aveva combattuto accanto a
loro. Ma quelli non erano i lupi di Luke, non erano lupi che avevano ricevuto l'ordine di proteggerla e
di non farle alcun male. Ripens al terribile potenziale di morte del branco di Luke, quando era
scatenato, e d'improvviso ebbe paura. Accanto a lei, Jace impreco ferocemnte. Non c'era tempo
nemmeno per prendere altre armi. Si strinse Clary al fianco, cingendola col braccio libero, e con l'altra
mano lev alta Jahoel. La luce della lama era accecante. Clary strinse i denti.
E i lupi furono su di loro. Fu come un'onda che si schiantava, un'esplosione assordante, una
folata di vento, quando i primi lupi del branco piombarono verso di loro e balzarono. Occhi
fiammeggianti, fauci spalancate... Jace affond le dita nel fianco di Clary.
Ma i lupi passarono oltre, di fianco a Jace e Clary, lasciando un buon mezzo metro di spazio
intorno a loro. Clary giro di scatto la testa, incredula, quando due lupi - uno chiaro striato, l'altro
enorme, color grigio acciaio - atterrarono agilmente alle loro spalle e subito ripresero la corsa, senza
nemmeno degnarli di uno sguardo. C'erano lupi tutt'intorno, eppure non uno li tocc. Sfrecciavano via,
un'onda di ombre, con il manto che rifletteva la luce lunare in bagliori d'argento: sembravano un unico
fiume in piena, che piombava su Jace e Clary e poi si apriva intorno a loro come l'acqua intorno a una
roccia.
I due ragazzi avrebbero potuto essere due statue, visto l'interesse che suscitavano nei licantropi,
i quali sfrecciavano via con le fauci spalancate e gli occhi fissi sulla strada da fare.
Passarono tutti. Jace si gir a guardare gli ultimi che correvano a raggiungere i compagni.
Torn il silenzio. Restavano solo, in lontananza, i rumori fiochi della citt.
Jace lascio Clary e abbass Jahoel  Stai bene?
 Cos' successo?  sussurr Clary.  Quei lupi mannari. ci sono passati accanto.
 Stanno correndo verso la citt. Verso Alicante.  Jace prese un'altra spada angelica dalla
cintura e la porse a Clary. Ti servir.
 Allora non mi lasci pi qui?
 Non ha senso. Non saresti al sicuro da nessuna parte. Ma...  esit  starai attenta?
 Star attenta  promise Clary.  Che si fa, adesso?
Jace guard Alicante che bruciava ai loro piedi.  Adesso si corre.
Non era mai facile tenere il passo di Jace e, ora che correva cos veloce, era quasi impossibile.
Ma Clary sentiva che in realt Jace si stava trattenendo, che non correva a tutta velocit per permetterle
di stargli dietro, e che questo gli costava molto.
La strada si appianava ai piedi della collina ed entrava in un boschetto di alti alberi frondosi che
creavano un effetto tunnel. Quando Clary sbuc dall'altra parte, si ritrov davanti alla Porta
Settentrionale. Oltre l'arco, vide una gran confusione di fumo e fiamme guizzanti. Jace era l ad
aspettarla. Brandiva Jahoel in una mano e un'altra spada angelica nell'altra, ma la doppia luce delle
lame si perdeva nel fulgore della citt in fiamme alle sue spalle.
 Le guardie - ansim Clary raggiungendolo.  Perch non sono qui?
 Almeno una  tra quegli alberi  Jace le indic con il mento la direzione da cui erano
venuti.  Fatta a pezzi. No, non guardare.  Jace la osserv.  Non si tiene cos la spada angelica.
Fa' cos.
 Le mostr come fare.  E devi darle un nome. Cassiel mi pare un buon nome.
 Cassiel  ripet Clary, e la luce della lama sfavill.
Jace la guard con grande seriet.  Vorrei avere avuto il tempo di insegnarti a usarla. Ovvio
che, a rigor di logica, nessuno con un addestramento scarso come il tuo sarebbe in grado di usare una
spada angelica. Prima la cosa mi sorprendeva, ma adesso che sappiamo che cosa ha fatto Valentine...
Clary non voleva, assolutamente parlai di questo.  O forse temevi che, con un buon
addestramento, alla fine sarei diventata pi brava di te  scherz.
L'ombra di un sorriso sfior l'angolo delle labbra di Jace.  Qualsiasi cosa succeda, Clary  le
disse, guardandola attraverso la luce di Jahoel  resta con me. Hai capito?  La fiss a lungo,
pretendendo con lo sguardo una promessa.
Per qualche ragione, alla mente di Clary affior il ricordo dei loro baci sull'erba, alla tenuta dei
Wayland. Sembrava successo un milione di anni prima. Una cosa capitata a qualcun altro.
 Rester con te.
 Bene.  Jace la liber dal vincolo del suo sguardo. Andiamo.
Passarono sotto la porta della citt, fianco a fianco. Non appena furono entrati, di colpo Clary fu
consapevole del clamore della battaglia: un muro di suoni fatto di grida umane e ululati disumani,
fragore di vetri infranti e crepitio di fuoco. Sent il sangue pulsare nelle orecchie.
Il cortile dietro la Porta Settentrionale era deserto. C'erano sagome rannicchiate qua e l
sull'acciottolato, ma Clary cerc di non guardarle. Si chiese come riuscisse sempre a capire se una
persona era morta, anche da lontano, senza bisogno di avvicinarsi. Il corpo di un morto non era come
quello di un uomo svenuto: in qualche modo poteva percepire che qualcosa si era staccato da lui, che
quella scintilla essenziale non c'era pi.
Jace attravers il cortile in fretta, tirandosi dietro Clary, e questo le fece pensare che lui non
amava troppo gli spazi aperti, privi di protezione. Si infilarono in una delle strade che si dipartivano dal
cortile. Altre macerie, vetrine fracassate, mercanzie razziate sparse per la strada. C'era un odore
nell'aria, un odore greve di rifiuti marci. Clary lo conosce, va bene: significava demoni.
 Da questa parte  sibil Jace. Si infilarono in una strada pi stretta. Il piano superiore di una
casa sulla strada era in fiamme, ma il fuoco non sembrava essersi propagato alle case adiacenti. Clary
ripens alle foto dei bombardamenti su Londra nel 1940, quando la distruzione era piovuta dal cielo a
casaccio.
Alz lo sguardo: la fortezza sopra la citt era avvolta in un cono di fumo nero.  La Guardia.
 Te l'ho detto, l'avranno evacuata...  Jace s'interruppe quando dalla stradina sbucarono in
una via pi ampia. C'erano corpi per terra, molti corpi. Alcuni erano di bambini. Jace corse avanti,
seguito da Clary, con passo pi esitante. Quando furono pi vicini, Clary vide che i bambini erano tre,
ma nessuno, pens con colpevole sollievo, aveva l'et di Max. Accanto a loro, c'era il cadavere di un
uomo anziano, con le braccia spalancate, come se avesse cercato di proteggerli facendo scudo col
proprio corpo.
Il viso di Jace era duro.  Clary, girati. Lentamente.
Clary ubbid. Alle sue spalle, vide la vetrina infranta di un negozio che esponeva torte, torri di
torte coperte di glassa. Ora le torte erano sparse per terra, tra i vetri rotti, e i sangue sull'acciottolato,
mescolato alla glassa, colava in lunghi rivoli rosati. Ma non era quello che aveva messo una nota di
allarme nella voce di Jace: qualcosa stava strisciando fuori dalla vetrina, qualcosa di grosso, informe e
viscido, dotato di una doppia fila di denti che correvano su tutta la lunghezza del corpo oblungo,
impiastricciato di glassa e impolverato di schegge di vetro come cristalli di zucchero.
Il demone piomb sulla strada strisciando verso di loro. Qualcosa, nel suo modo di avanzare
molle e grondante, riemp di bile la gola di Clary, che arretr andando quasi a sbattere addosso a Jace.
  un demone Behemoth - sentenzi Jace fissando la cosa che si avvicinava strisciando.
-Mangiano qualsiasi cosa.
 Mangiano anche...
 La gente? S  disse Jace.  Stai dietro di me.
Clary arretr di qualche passo per farsi scudo con lui, con gli occhi fissi sul Behemoth. C'era
qualcosa in quell'essere, pi ancora che negli altri demoni, che le provocava una profonda repulsione.
Somigliava a una lumaca cieca, con i denti e senza guscio. E poi, il modo in cui strisciava: era come se
colasse lentamente. Ma almeno non era veloce. Jace non avrebbe avuto problemi a ucciderlo.
Come spronato dai pensieri di Clary, Jace balz avanti e affond la fiammeggiante spada
angelica nella schiena del Behemoth, con un rumore di frutta troppo matura spappolata sotto una
scarpa. Il demone ebbe un guizzo. Sembro fremere e dissolversi, ma si ricompose all'improvviso, a
diversi passi di distanza.
Jace ritir Jahoel.  Come temevo   semicorporeo. Difficile da uccidere.
 Allora non farlo.  Clary lo tiro per la manica  Tanto non  veloce. Andiamocene di qui.
Jace si lasci tirare con riluttanza. Si voltarono per tornare da dov'erano venuti.
E il demone era l, davanti a loro, a bloccare la strada.
Sembrava diventato pi grande e produceva un suono basso, una specie di brusio di insetti.
 Mi sa che non vuole lasciarci passare - osserv Jace
 Jace...
Ma lui stava gi correndo all'attacco. Tracci con Jahoel un grande arco nell'aria, con l'intento
di decapitare il mostro, ma il demone fremette e si riform di nuovo, questa volta alle sue spalle. Il
demone s'impenn, mostrando il ventre ondulato da scarafaggio. Jace ruot su se stesso e cal di nuovo
Jahoel, piantandola al centro della creatura. Un fluido verde, denso come muco, schizz intorno alla
spada.
Jace arretr di un passo, il viso trasformato in una smorfia di disgusto. Il Behemoth continuava
a produrre quello strano brusio. Anche il fluido non la smetteva pi di sgorgare dal suo corpo, ma non
sembrava fargli male. Ora avanzava deciso verso di loro.
 Jace!  grid Clary.  La spada...
Jace guard Jahoel. Il muco del Behemoth aveva coperto la lama, soffocandone la fiamma.
Sotto i suoi occhi la spada angelica sfrigol e si spense come un fuoco smorzato dalla sabbia. Jace
lasci cadere l'arma con un'imprecazione prima che il muco del demone potesse contagiarlo.
Il Behemoth s'impenn di nuovo, pronto a colpire. Jace arretr. Quello fu il momento di Clary:
si frappose tra lui e il demone, con la spada angelica in pugno. Colp la creatura sotto la lunga fila di
denti e la lama affond nella massa corporea con un suono umidiccio e disgustoso.
Clary fece un balzo indietro, sussultando, quando il demone fu scosso da un altro spasmo.
Sembrava che consumasse una certa quantit di energia, per riformarsi dopo che veniva ferito. Se
fossero riusciti a ferirlo molte volte...
Qualcosa si mosse ai margini del campo visivo di Clary. Un guizzo di grigio e bruno, veloce.
Non erano pi soli nella strada. Jace si volt, sgranando gli occhi  Clary!  grid.  Dietro di te!
Clary ruot su se stessa, con Cassiel ben salda e fiammeggiante tra le mani, e in quel momento
il lupo si lanci contro di lei, i denti scoperti in un ringhio feroce, le fauci spalancate.
Jace grid qualcosa, Clary non cap, ma si butt di lato, fuori dalla traiettoria del lupo, che le
vol accanto, gli artigli sguainati, il corpo inarcato... e centr il suo bersaglio, il Behemoth. Lo
scaravent a terra e cominci a dilaniarlo con i denti.
Il demone grid, o meglio produsse il suono per lui pi vicino a un urlo: un sibilo altissimo,
come di aria compressa che sfuggisse da un palloncino forato. Il lupo non gli dava tregua, lo bloccava a
terra, affondava il muso nella sua pelle viscida. Il Behemoth fremeva e si dibatteva, nello sforzo
disperato di riformarsi guarendo dalle ferite, ma il lupo era implacabile. Con gli artigli affondati nella
sua pelle, via a morsi la carne gelatinosa, ignorando gli spruzzi di fluido verde che gli zampillavano
intorno. Il Behemoth cominci un'ultima disperata serie di spasmi convulsivi, divincolandosi e
battendo i denti seghettati. Alla fine poi scomparve, lasciando sull'acciottolato soltanto una
pozzanghera fumante di fluido verde.
Il lupo emise una specie di grugnito soddisfatto, poi si gir a guardare Jace e Clary con gli occhi
argentei sotto la luce della luna. Jace estrasse un'altra spada angelica dalla cintura e la tenne sollevata,
disegnando una linea di fuoco tra loro due e il lupo.
Il lupo ringhi e gli si rizzarono i peli sulla schiena.
Clary ferm il braccio di Jace.  No... non farlo!
  un lupo mannaro, Clary...
 Ha ucciso il demone per noi! Sta dalla nostra parte!  Clary si allontan da Jace prima che
lui riuscisse a fermarla e si avvicin al lupo lentamente, protendendo le mani a palmo in su. Gli parl a
voce bassa, con calma:  Mi dispiace. Ci dispiace. Sappiamo che non vuoi farci del male  S ferm,
con le mani ancora tese, mentre il lupo la guardava con occhi inespressivi.  Chi... chi sei?
 gli chiese. Si gir verso Jace e lo guard in cagnesco.  Puoi mettere via quella cosa?
Jace sembrava su punto di gridarle che non metteva via una spada angelica in presenza di un
pericolo. Ma, prima che aprisse bocca, il lupo fece un altro ringhio basso e si sollev sulle zampe
posteriori. Le zampe si allungarono, la spina dorsale si raddrizz, le mascelle si ritirarono. Pochi
secondi dopo, di fronte a loro c'era una ragazza, con una tunica bianca macchiata, i capelli legati m una
miriade di treccine, una cicatrice sulla gola.  Chi sei?!  La ragazza le fece il verso, con evidente
disgusto.  Possibile che non mi hai riconosciuto? Non  che tutti i lupi siano esattamente uguali. Ah,
umani!
Clary tir un gran sospiro di sollievo.  Maia!
 Esatto io. Pronta a salvarti il fondo schiena, come al solito.  Fece un gran sorriso. Era
sporca di sangue e di pus. Sulla pelliccia da lupo non si notava molto, ma ora le striature nere e rosse
erano ben visibili sulla pelle scura. La ragazza si mise una mano sullo stomaco.  Uno schifo,
comunque. Mi sembra impossibile di essere riuscita a masticare quel demone. Speriamo di non essere
allergica.
 Ma che ci fai qui?  le chiese Clary  Cio non che non siamo contenti di vederti, ma...
 Non lo sapete?  Maia spost lo sguardo da Jace a Clary, perplessa.  Ci ha portato Luke.
 Luke? - Clary sgran gli occhi  Luke ... qui?
Maia annu. - Si  messo in contatto con il suo branco, con vari altri branchi, con tutti quelli che
gli sono venuti in mente: ci ha detto che dovevamo venire tutti a Idris. Siamo arrivati da un Portale ai
confini di Idris e siamo venuti da l. Altri branchi hanno aperto un Portale nella foresta e ci hanno
aspettato l. Luke ci ha detto che i Nephilim avrebbero avuto bisogno di aiuto.  La sua voce si
spense.  Voi non ne sapevate nulla?
 No  rispose Jace.  E dubito che il Conclave lo sapesse. Non sono molto entusiasti
all'idea di farsi aiutare dai Nascosti.
Maia si raddrizz sulla schiena, gli occhi sfavillanti di rabbia.  Se non fosse stato per noi, vi
avrebbero massacrati tutti. Non c'era nessuno a proteggere la citt quando siamo arrivati.
 Smettila  intim Clary a Jace, fulminandolo con un'occhiata.  Ti sono davvero grata,
davvero, per averci salvato la vita, Maia. E anche Jace, anche se  cos testardo che s'infilerebbe una
spada angelica in un occhio, piuttosto che ammetterlo. E non dire che lo speri  aggiunse in fretta,
vedendo l'espressione della ragazza  perch non ci sarebbe molto d'aiuto. Ora noi dobbiamo
assolutamente andare a casa dei Lightwood; poi, io devo trovare Luke...
 Lightwood? Credo che siano nella Sala degli Accordi. Stiamo portando tutti l. Ho visto Alec
 disse Maia  e anche lo stregone, quello con i capelli a spunzoni. Magnus.
 Se c' Alec, ci devono essere anche gli altri.  Il sollievo sul volto di Jace fece venir voglia
a Clary di mettergli una mano sulla spalla. Ma non lo fece.  Buona idea, portare tutti alla Sala degli
Accordi:  protetta.  Jace infil la spada angelica nella cintura.  Forza, andiamo!
Clary riconobbe l'interno della Sala degli Accordi nel momento stesso in cui vi mise piede: era
il posto che aveva sognato, il posto dove aveva danzato con Simon e poi con Jace.  qui che volevo
arrivare attraverso il Portale, pens osservando le pareti bianche e il soffitto con l'enorme lucernario
di vetro da cui si vedeva il cielo notturno. La sala, pur essendo molto ampia, sembrava pi piccola e pi
spenta rispetto al sogno. La fontana con la sirena e era ancora, al centro della sala: zampillava, ma era
come corrosa, e i gradini che salivano alla vasca erano affollati di persone, molte delle quali
vistosamente bendate. C'erano Shadowhunters dappertutto, gente che camminava in fretta, fermandosi
ogni tanto a studiare il viso di altre persone nella speranza di ritrovare un amico o un parente. Il
pavimento era lercio, sporco di sangue e di fango.
Ma ci che colp Clary pi di ogni altra cosa fu il silenzio. Fosse stato il momento successivo a
un disastro nella societ dei mondani ci sarebbe stata gente che gridava, che strillava, che chiamava
altra gente. Ma la sala era quasi completamente priva di suoni. Le persone stavano sedute in silenzio,
chi con la testa fra le mani, chi con lo sguardo fisso nel vuoto. I bambini si stringevano ai genitori, ma
nessuno piangeva.
Clary not anche qualcos'altro, entrando nella sala con Jace e Maia: un gruppo di persone
piuttosto trasandate, in piedi vicino alla fontana, riunite in cerchio. Erano in qualche modo separate dal
resto della folla e quando Maia li vide e sorrise, Clary cap perch  Il mio branco!  esclam Maia.
Corse da loro, fermandosi solo un attimo per girarsi verso Clary  Sono sicura che Luke  qui, da
qualche parte
 le disse, poi svan dentro il gruppo, che si richiuse intorno a lei. Clary si chiese, per il
momento, che cosa sarebbe successo se avesse seguito Maia nel gruppo. L'avrebbero accolta con
piacere, perch era amica di Luke, o l'avrebbero guardata con sospetto, era una Cacciatrice?
 Non farlo  la mise in guardia Jace, come leggendole nel pensiero.  Non  una buona...
Ma in quel momento sentirono gridare  Jace!  Alec si stava facendo largo a gomitate tra la
folla, col fiato corto. I capelli scuri erano arruffati e c'era del sangue sui suoi vestiti, ma i suoi occhi
erano accesi da un misto di sollievo e rabbia. Prese Jace per il bavero della giacca.  Si pu sapere che
diavolo ti  successo?
Jace sembr offeso.  Come sarebbe, cosa mi  successo?
Alec lo scroll, poco delicatamente.  Hai detto che andavi a fare una passeggiata! Che razza
di passeggiata dura sei ore?
 Una passeggiata lunga?  sugger Jace.
 Potrei ucciderti  disse Alec mollando la presa.  E ci sto pensando seriamente.
 Sarebbe un po' un controsenso, no?  disse Jace. Si guard intorno.  Ma dove sono tutti?
Isabelle, e...
Isabelle e Max sono dai Penhallow, con Sebastianlo aggiorn Alec.  Mamma e pap
stanno andando a prenderli. E Aline  qui, con i suoi genitori, ma non vuole parlare. Se l' vista brutta
con un demone Rezkor, vicino a un canale. Ma Izzy l'ha salvata.
 E Simon?  chiese Clary con ansia.  Hai visto Simon? Dovrebbe essere sceso dalla
Guardia con gli altri.
Alec scosse la testa  No, non l'ho visto. Ma non ho visto nemmeno l'Inquisitore, e neanche il
Console. Probabilmente sar con uno di loro. Forse si sono fermati da qualche parte o...  Alec non
fin la frase. Un mormorio spazz la sala. Clary vide il gruppo di licantropi alzare la testa, subito
allertati, come un branco di cani da caccia che fiutassero la selvaggina. Si giro.
E vide Luke, sfinito e sporco di sangue, entrare dalle porte della Sala degli Accordi.
Clary corse da lui, dimenticando quanto si era arrabbiata quando Luke l'aveva abbandonata a
casa di Amatis, dimenticando quanto fosse furioso con lei perch l'aveva trascinato fin l, dimenticando
tutto, tranne la gioia di rivederlo. Luke si sorprese vedendosela piombare addosso, poi sorrise, spalanc
le braccia e la sollev stringendola forte, come faceva quando era piccola. Sapeva di sangue, di flanella
e di fumo. Per un momento Clary chiuse gli occhi, ripensando a come Alec aveva aggredito Jace
quando l'aveva visto entrare nella sala. Perch era cos che facevi con la tua famiglia, quando eri stato
in pensiero per qualcuno: lo prendevi di petto, gli stavi addosso, gli dicevi quanto ti aveva fatto
imbestialire, ed era giusto cos, perch, per quanto ti potessi arrabbiare, lui era pur sempre parte di te. E
quello che Clary aveva detto a Valentine era vero. Luke era la sua famiglia.
Luke la rimise a terra con una piccola smorfia di dolore  Piano  le disse  Un demone mi
ha beccato alla spalla, gi al Marryweather Bridge.  Le mise le mani sulle spalle, studiandole il volto.
 Ma tu stai bene, vero?
 Be', questa si che  una scena toccante!  comment una voce gelida.
Clary si gir, con la mano di Luke ancora sulla spalla. Un uomo alto, avvolto in un mantello blu
che gli volteggiava intorno ai piedi, si stava avvicinando a loro. La faccia, sotto il cappuccio del
mantello, era quella di una statua scolpita: zigomi alti, tratti aquilini, palpebre pesanti.  Lucian 
disse l'uomo senza guardare Clary.  Dovevo aspettarmelo che ci fossi tu dietro questa... questa
invasione
 Invasione?  ripet Luke. E, di colpo, tutto a branco di licantropi fece corpo alle sue spalle.
L'avevano raggiunto cos rapidamente e cos silenziosamente, che era come se si fossero materializzati
dal nulla.  Non siamo noi quelli che hanno invaso la tua citt, Console.  stato Valentine. Noi stiamo
cercando di aiutarvi.
 Il Conclave non ha bisogno di aiuto  replic il Console  Non da quelli come voi. State
infrangendo la Legge con la vostra sola presenza nella Citt di Vetro, difese o non difese. Sono sicuro
che ne siete consapevoli.
 Mi pare chiaro, invece, che il Conclave ha bisogno di aiuto. Se non fossimo arrivati noi,
molti altri dei vostri sarebbero morti.  Luke si guard intorno: diversi gruppi di Shadowhunters si
erano avvicinati, curiosi di vedere cosa stesse succedendo. Alcuni di loro incrociarono lo sguardo di
Luke con franchezza, altri abbassarono gli occhi, come vergognandosi. Ma nessuno, pens Clary con
un improvviso impeto di sorpresa, sembrava arrabbiato.  L'ho fatto per dimostrare una cosa, Malachi.
La voce di Malachi era gelida.  E che cosa volevi dimostrare?
 Che voi avete bisogno di noi  rispose Luke.  Per sconfiggere Valentine, avete bisogno
del nostro aiuto. Non solo dei licantropi, ma di tutti i Nascosti.
 E che cosa mai potrebbero fare i Nascosti, sentiamo, contro Valentine?  chiese Malachi
sprezzante.  Lucian, lo sai bene anche tu. Eri uno di noi, una volta. Abbiamo sempre affrontato tutti i
pericoli da soli e da soli abbiamo il mondo dal male. E ora affronteremo Valentine con le nostre forze. I
Nascosti farebbero meglio a starsene fuori dai piedi. Noi siamo Nephilim. Noi combattiamo da soli le
nostre battaglie.
 Questo no  del tutto vero.  obiett una voce vellutata, Era Magnus Bane, con un lungo
cappotti scintillante, una variet di anelli alle orecchie e un'espressione furba. Chiss da dove era
sbucato, pens Clary.  Voi Nephilim vi siete serviti dell'aiuto degli stregoni in pi di un occasione, in
passato, e avete pagato profumatamente il servizio.
Malachi si accigli.  Non ricordo che il Conclave ti abbia invitato nella Citt di Vetro,
Magnus Bane.
Nessuno mi ha invitato, infatti  conferm Magnus.  Le vostre difese sono cadute.
 Ma davvero?  La voce del Console grondava sarcasmo.  Non me n'ero accorto.
Magnus finse preoccupazione.  Ma  terribile! Qualcuno avrebbe dovuto dirtelo!  Guard
Luke.  Luke, digli che le difese sono cadute.
Luke era esasperato.  Malachi, per l'amor del cielo, i Nascosti sono forti. Sono tanti. Te lo
ripeto: vi possiamo aiutare.
La voce del Console si alz.  E io te lo ripeto: non ci serve il vostro aiuto!
 Magnus  Clary gli si avvicin e gli parl in un sussurro. Si era radunata una piccola folla
per assistere allo scontro tra Luke e il Console: Clary era sicura che nessuno badasse a lei.  Devo
parlarti, adesso, mentre gli altri sono troppo impegnati a bisticciare.
Magnus le lanci un'occhiata interrogativa, poi annu e la trascin con s, tagliando la folla
come un apriscatole. Nessuno dei presenti, Cacciatori o lupi mannari che fossero, sembrava voler
intralciare il passo a uno stregone di un metro e ottanta di altezza, con gli occhi da gatto e un sorriso da
folle. Magnus la spinse in un angolo pi tranquillo.  Che c'?
 Ho il libro.  Clary si sfil il libro dalla tasca del capotto malconcio, lasciando delle ditate
sporche sulla copertina color avorio  Sono stata alla tenuta dei Wayland. Era nella biblioteca, come
avevi detto tu. E...  Le manc la voce, pensando all'angelo prigioniero.  Non importa.  Gli offr
il Libro Bianco.  Tieni. Prendilo.
Magnus prelev il libro dalle sue mani con le lunghe dita. Sfogli le pagine, sgranando gli
occhi.   meglio di quello che avevo sentito dire  annunci gongolando.  Non vedo l'ora di
mettermi a provare questi incantesimi
 Magnus!  La voce tagliente di Clary lo riport sulla terra.  Prima mia mamma. Me l'hai
promesso.
 E io mantengo le mie promesse.  Lo stregone annu gravemente, ma c'era qualcosa, nei
suoi occhi, di cui Clary non si fidava completamente.
 C' dell'altro  aggiunse Clary pensando a Simon.  Prima che tu vada...
 Clary!  Alle sue spalle risuon una voce forte, ansimante. Clary si gir, sorpresa, e si
ritrov Sebastian al suo fianco. Era in tenuta da battaglia e gli stava molto bene, pens Clary, come se
fosse nato per indossarla. Se tutti gli altri erano insanguinati e malconci, lui non aveva nemmeno un
livido, tranne due graffi sulla guancia sinistra, come di artigli.  Ero preoccupato per te. Sono andato a
casa di Amatis venendo qui, ma non c'eri. E lei mi ha detto che non ti vedeva da...
 Be', sto bene.  Clary spost lo sguardo da Sebastian a Magnus, che teneva il Libro Bianco
stretto al petto. Le sopracciglia ben disegnate di Sebastian si inarcarono.  E tu?  gli chiese.  La
guancia...  Clary gli tocc le ferite. I graffi stillavano ancora un po' di sangue.
Sebastian alz le spalle, allontanandole gentilmente la mano.  Una demonessa mi ha
aggredito, vicino alla casa dei Penhallow. Ma sto bene. Qui che succede?
 Niente. Stavo parlando con Ma... Ragnor...  Clary si corresse in fretta, rendendosi conto
con orrore che Sebastian non aveva idea di chi fosse Magnus.
 Maragnor?  Sebastian inarc le sopracciglia.  Ah, okay.  Guard con curiosit il
Libro Bianco. Clary avrebbe preferito che Magnus lo mettesse via. Cos come lo teneva, il titolo dorato
era perfettamente visibile.  Quello cos'?
Magnus lo studi per un momento, valutandolo coi suoi occhi da gatto. Un libro di
incantesimi
 disse alla fine.  Niente che possa interessare a un Cacciatore.
A dire la verit, mia zia colleziona libri di incantesimi. Posso vedere?  Sebastian allung la
mano ma, prima che Magnus potesse rifiutare, Clary si sent chiamare di nuovo, e un attimo dopo Jace
e Alec calarono su di loro, palesemente poco entusiasti di vedere Sebastian.
 Mi pareva di averti detto di restare con Max e Isabelle!  lo aggred Alec.  Li hai lasciati
da soli?
Lentamente, gli occhi di Sebastian si spostarono da Magnus ad Alec.  I tuoi genitori sono
tornati, esattamente come avevi previsto.  La sua voce era gelida.  Mi hanno mandato avanti per
farvi sapere che stanno tutti bene, compresi Izzy e Max. Sono per strada.
 Bene  ribatt Jace, in tono carico di sarcasmo.  Grazie mille per averci comunicato la
notizia nell'attimo stesso in cui sei arrivato.
 Non ho visto nessuno di voi due, nell'attimo in cui sono arrivato  replic Sebastian.  Ho
visto Clary.  Perch stavi cercando lei.
 Perch avevo bisogno di parlare con lei. Da solo.  Sebastian incroci lo sguardo di Clary
con un'intensit che la fece esitare. Avrebbe voluto dirgli di non guardarla cos, in presenza di Jace, ma
sarebbe stata un'osservazione irragionevole. E poi, forse Sebastian aveva davvero qualcosa di
importante da dirle.  Clary?
Lei annu.  Va bene. Un secondo solo  gli disse. Vide un mutamento repentino
nell'espressione di Jace: non si accigli, ma il suo viso divent perfettamente immobile.  Torno
subito  aggiunse, ma Jace non guardava lei. Stava guardando Sebastian.
Sebastian la prese per un polso e la trascin via dagli altri, portandola dove la folla era pi fitta.
Lei si volt indietro: i ragazzi la stavano seguendo con lo sguardo, persino Magnus. Clary lo vide
scuotere la testa una volta, in modo appena percettibile.
Clary piant i piedi.  Sebastian. Fermati. Cosa c'? Che cos'hai da dirmi?
Lui si gir verso di lei, senza lasciarle il polso.  Pensavo che potevamo andare fuori  le
disse.
 Per parlare in privato.
 No. Io voglio restare qui - replic Clary, e senti la propria voce tremare appena, come se non
ne fosse sicura. Invece era sicura. Si liber il polso con uno strattone.  Ma che ti prende?
 Quel libro  le disse Sebastian.  Quello che Fell aveva in mano, il Libro Bianco. Tu sai
dove l'ha trovato?
 Era di questo che volevi parlarmi?
  un libro di incantesimi straordinariamente potenti  le spieg.  Un libro che... be', in
molti lo stanno cercando da tanto tempo.
Clary sbuff, esasperata.  E va bene, Sebastian. A questo punto te lo devo proprio dire 
sbott.
 Quello non  Ragnor Fell.  Magnus Bane.
 Quello  Magnus Bane? - Sebastian si gir di scatto a guardarlo, poi torn a fissare Clary con
uno sguardo accusatorio.  E tu l'hai sempre saputo, vero? Tu conoscevi gi Magnus Bane.
 Si. Mi dispiace. Mi ha chiesto lui di non dirtelo. Ed  l'unico che pu aiutarmi a salvare mia
madre. Per questo gli ho dato il Libro Bianco. C' un incantesimo, la dentro, che la potrebbe aiutare.
Qualcosa brill in fondo agli occhi di Sebastian e Clary ebbe la stessa sensazione che aveva
provato dopo che lui l'aveva baciata: un'improvvisa e dolorosa consapevolezza che ci fosse qualcosa di
profondamente sbagliato, come se avesse fatto un passo avanti aspettandosi di trovare la terraferma
sotto i piedi e invece fosse precipitata nel vuoto. La mano di Sebastian scatt e le afferr il polso.  Tu
hai dato il libro, il Libro Bianco, a uno stregone? A un immondo Nascosto?
Clary si immobilizz.  Non posso credere che tu abbia detto una cosa del genere.  Abbass
lo sguardo sulla mano di Sebastian stretta intorno al suo polso.  Magnus  mio amico.
Sebastian allent appena la stretta.  Mi dispiace  si scus.  Non avrei dovuto dirlo.  solo
che... Quanto lo conosci, Magnus Bane?
 Pi di quanto conosco te  rispose Clary con freddezza. Lanci un'occhiata verso l'angolo
in cui aveva lascito Magnus con Jace e Alec e trasal per la sorpresa: Magnus non c'era pi. Jace e Alec
erano da soli, con gli occhi puntati su lei e Sebastian. Clary percepiva la disapprovazione di Jace, come
il calore che viene da un forno aperto.
Sebastian segu il suo sguardo e i suoi occhi s'incupirono.  Lo conosci abbastanza da sapere
dov' andato adesso con il tuo libro?
 Non  mio. L'ho dato a lui  ribatt Clary. Aveva una sensazione di freddo allo stomaco, al
pensiero di quell'ombra negli occhi di Magnus.  E non vedo come la cosa ti possa riguardare, tra
l'altro. Senti, apprezzo molto che tu mi abbia aiutato a trovare Ragnor Fell, ieri, ma adesso mi stai
facendo paura. Voglio tornare dai miei amici.
Clary fece per girarsi, ma Sebastian la blocc.Ti chiedo scusa. Non avrei dovuto dire quello
che ho detto.  solo che... ci sono cose che tu non sai.
 Allora dimmele.
 Vieni fuori con me. Ti dir tutto.  Il suo tono era ansioso, preoccupato.  Clary, per
favore.
Lei scosse la testa.  Io devo restare qui. Devo aspettare Simon.  In parte era vero e in parte
era una scusa.  Alec mi ha detto che porteranno qui anche i prigionieri.
Sebastian stava scuotendo la testa.  Clary, nessuno te l'ha detto? I prigionieri sono stati
abbandonati alla Guardia. L'ho sentito dire a Malachi. Quando la citt  stata attaccata hanno evacuato
la Guardia, ma non hanno portato fuori i prigionieri. Malachi ha detto che, tanto, erano entrambi in
combutta con Valentine e che era troppo rischioso farli uscire.
La testa di Clary sembrava piena di nebbia: si sentiva stordita, con un filo di nausea.  Non
pu essere vero.
  vero  ripet Sebastian  Te lo giuro.  La sua mano si strinse di nuovo intorno al suo
polso. Clary vacill.  Ti ci porto io, alla Guardia. Ti posso aiutare a tirarlo fuori. Ma devi
promettermi che...  Lei non deve prometterti proprio niente  intervenne Jace.  Lasciala andare,
Sebastian.
Il ragazzo, colto alla sprovvista, allent la presa. Clary ritrasse la mano e si gir vers Jace e
Alee, che la guardavano con aria seria. La mano di Jace era appoggiata sull'elsa della spada angelica
che aveva alla cintura.  Clary pu fare quello che vuole  precis Sebastian. Non sembrava
arrabbiato, ma aveva una strana fissit sul volto, che in qualche modo era peggio.  E in questo
momento, Clary vuole venire con me a salvare il suo amico. L'amico che voi avete fatto mettere in
prigione.
Alec sbianc a quelle parole, ma Jace si limit a scuotere la testa.  Tu non mi piaci per niente
 concluse, pensoso.  So che piaci a tutti quanti, Sebastian, ma a me no. Forse  perch ti sforzi cos
tanto di piacere a tutti. Forse sono solo un bastian contrario. Ma tu non mi piaci, e non mi piace come
tenevi mia sorella. Se Clary vuole andare alla Guardia a cercare Simon, bene. Ci andr con noi. Non
con te.
La fissit sul volto di Sebastian non cambi.  Io credo che debba essere una scelta sua 
incalz.
 Non ti pare?
Entrambi guardarono Clary. Lei guard alle loro spalle, verso Luke che ancora discuteva con
Malachi.  Voglio andare con mio fratello  disse. Qualcosa guizz in fondo agli occhi di Sebastian,
un lampo che spar troppo in fretta perch Clary potesse riconoscerlo. Ma sent un brivido sulla nuca,
come se l'avesse toccata una mano gelata.  Ovvio  disse Sebastian, facendosi da parte.
Fu Alec a muoversi per primo, incitando Jace a fare lo stesso. Non erano ancora arrivati alle
porte della sala, quando Clary si accorse che il polso le faceva male, le bruciava come per una
scottatura. Lo guard, aspettandosi di vedere un segno rosso dove Sebastian l'aveva stretta, ma non
c'era niente. Solo una traccia di sangue sulla manica, dove aveva toccato i graffi sulla guancia di
Sebastian. Clary aggrott la fronte, tir gi la manica sul polso che bruciava, e si affrett a raggiungere
gli altri.
capitolo 12
DE PROFUNDIS
Le mani di Simon erano nere di sangue. Aveva cercato di svellere le sbarre della finestrella e
della cella, ma il contatto prolungato gli incideva marchi a fuoco sul palmo delle mani. Alla fine era
crollato a terra, esausto e stordito, ed era rimasto a guardarsi le ferite sulle mani che guarivano
rapidamente, le lesioni che si chiudevano, e la pelle annerita che si sfogliava, come in un video in
avanzamento veloce.
Dall'altra parte del muro, Samuel stava pregando.  Se ci piomber addosso una sciagura, una
spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo a te in questo tempio, poich il tuo nome
 in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai.
Simon non poteva pregare. Aveva gi provato, in passato, ma il nome di Dio gli bruciava la
bocca e gli soffocava la gola. Si chiese perch riusciva a pensare alle parole, ma non a pronunciarle. E
perch poteva stare in pieno sole senza morire, ma non dire le sue ultime preghiere.
Il fumo aveva iniziato ad aleggiare nel corridoio come un fantasma deciso a raggiungerli.
Sentiva l'odore di bruciato e il crepitio del fuoco che si espandeva, ma era stranamente distaccato,
lontano da tutto. Era strano essere diventato un vampiro, ricevendo in dono quella che si sarebbe potuta
definire una vita eterna, per poi morire comunque a sedici anni.
 Simon!  La voce era fioca, ma il suo udito la colse sopra il crepitio delle fiamme
divoratrici. Il fumo nel corridoio aveva preannunciato l'arrivo del calore, e adesso il calore era arrivato
e premeva contro di lui come un muro.  Simon!
Era la voce di Clary. L'avrebbe riconosciuta ovunque. Si chiese se fosse la sua mente a
evocarla, una memoria sensoriale di ci che aveva amato di pi in vita, per aiutarlo ad affrontare
l'agonia prima della morte.
 Simon, pezzo di cretino! Sono qui! Alla finestra!
Simon balz in piedi. Difficile che la sua mente evocasse una cosa del genere! Nel fumo
sempre pi fitto, vide qualcosa di bianco muoversi contro l'inferriata della finestra. Si avvicin e le
macchie bianche diventarono mani aggrappate all'inferriata. Salt sulla branda, urlando sopra il rumore
del fuoco.  Clary?
 Oh, grazie al cielo.  Una delle mani si allung verso l'interno e gli strinse una spalla. 
Ora ti tiriamo fuori di qui.
 E come?  chiese Simon. Sent uno scalpiccio. Le mani di Clary svanirono, rimpiazzate da
altre mani: pi grandi, indubbiamente maschili, dalle nocche scorticate e dalle dita sottili da pianista.
 Aspetta.  La voce di Jace era calma, sicura, come se stesse chiacchierando a una festa
invece che dalle sbarre di una prigione che stava andando a fuoco.  Forse  meglio se stai indietro.
Reso obbediente dalla sorpresa, Simon si spost. Le mani di Jace si strinsero sull'inferriata e le
nocche diventarono bianche in modo preoccupante. Ci fu un gemito, uno schianto, e il riquadro di
sbarre si divelse di colpo dalla pietra e piomb fragorosamente sul pavimento della cella, accanto alla
branda. Una nuvola di soffocante polvere bianca si rivers nella cella.
Il viso di Jace comparve nel riquadro vuoto della finestrella.  Simon. Vieni fuori.  Gli tese
le mani.
Simon si allung e le afferr. Si sent tirar su di peso, poi si aggrapp ai bordi della finestrella,
si iss e sgusci fuori dall'angusto riquadro come un serpente che uscisse dalla tana. Un attimo dopo
era riverso sull'erba umida, con un cerchio di facce preoccupate sopra di s. Jace, Clary, Alec. Tutti
chini su di lui.
 Sei messo proprio male, vampiro  comment Jace.  Che cosa ti  successo alle mani?
Simon si mise a sedere. Le ferite erano guarite, ma la pelle era ancora nera dove aveva stretto le
sbarre. Per non riusc a rispondere, perch Clary lo strinse in un abbraccio improvviso e feroce.
 Simon  sussurr.  Non ci posso credere. Non sapevo nemmeno che tu fossi qui. Fino a
ieri sera credevo che fossi a New York.
 Be'  rispose Simon  se  per questo nemmeno io sapevo che tu fossi qui.  Lanci
un'occhiataccia a Jace, alle spalle di Clary.  Anzi, mi pareva che mi avessero chiaramente detto il
contrario.
 Io non ho mai detto il contrario  precis Jace.   solo che non ti ho corretto quando sei,
diciamo, caduto in errore. In ogni caso, ti ho appena salvato da una morte sul rogo, quindi immagino
che tu non abbia alcun diritto di prendertela con me. - Una morte sul rogo. Simon si stacc da Clary e si
guard intorno. Erano in un giardino quadrato, circondato su due dalle mura della fortezza e sugli altri
due lati da un bosco fitto. Alcuni degli alberi erano stati tagliati per creare il sentiero sassoso che
scendeva dalla collina fino in citt: era costeggiato da torce di stregaluce, ma solo alcune erano accese e
mandavano una luce fioca e discontinua. Simon alz lo sguardo verso la Guardia. Vista da
quell'angolatura, era difficile credere che ci fosse un incendio: il fumo nero macchiava il cielo sopra di
loro e le luci di alcune finestre erano innaturalmente splendenti, ma i muri di pietra nascondevano bene
il proprio segreto.
 Samuel! esclam.  Dobbiamo tirar fuori anche Samuel. Clary lo guard, sconcertata. 
Chi?
 Non ero l'unico, l dentro. C'era anche Samuel. Era nella cella accanto alla mia.
 Il mucchio di stracci che ho visto dalla finestrella?  ricord Jace.
 S.  un po' strano, ma  una brava persona. Non possiamo abbandonarlo.  Simon si rialz
in piedi.  Samuel? Samuel!
Non ci fu risposta. Simon corse all'inferriata della finestrella bassa accanto a quella dalla quale
era appena sgusciato. Dalle sbarre si vedevano solo volute di fumo.  Samuel! Ci sei?
Qualcosa si mosse nel fumo, qualcosa di scuro e ingobbito. La voce di Samuel, arrochita dal
fumo, si lev aspra.  Lasciatemi stare! Andate via!
 Samuel! Morirai, l dentro!  Simon stratton l'inferriata. Non successe nulla.
 No. Lasciatemi stare! Voglio restare qui!
Simon si guard intorno disperato. Un attimo dopo Jace era accanto a lui.  Spostati  gli
intim. Quando Simon si fece da parte, Jace sferr un calcio potente. L'inferriata fu divelta con
violenza e precipit nella cella. Samuel lanci un grido roco.
 Samuel! Stai bene?  Davanti agli occhi di Simon prese forma l'immagine del vecchio con
la testa ferita dall'inferriata.
La voce di Samuel divent un grido acuto.  ANDATE VIA! Simon guard Jace.  Credo
che dica sul serio.
Jace scosse la testa bionda, esasperato.  Dovevi proprio fare amicizia con un carcerato
demente, eh? Non ti bastava contare le pietre o addestrare un topo, come fanno tutti i prigionieri? 
Senza aspettare risposta, Jace si abbass e si cal dalla finestrella.
 Jace!  esclam Clary, accorrendo con Alee. Ma Jace si era gi lasciato cadere all'interno
della cella. Clary lanci a Simon un'occhiata furente.  Perch gliel'hai permesso?
 Be', mica poteva lasciarlo l a morire  comment Alec inaspettatamente, pur con una certa
ansia nella voce.   di Jace che stiamo parlando, dopotutto.
S'interruppe, vedendo apparire due mani nel fumo. Alec ne prese una, Simon l'altra, e insieme
issarono Samuel come un sacco di patate e lo depositarono sul prato. Un attimo dopo, Simon e Clary
presero le mani di Jace e tirarono fuori anche lui, che per non era un peso morto e imprec quando gli
fecero sbattere la testa contro la cornice della finestrella. Jace si liber e si arrangi da solo a strisciare
sull'erba, dove croll sulla schiena.  Ahi  disse, guardando il cielo.  Credo di essermi stirato
qualcosa.  Si mise a sedere e guard Samuel.  Lui sta bene?
Samuel era seduto sull'erba, ingobbito, con le mani sulla faccia. Dondolava avanti e indietro,
muto.
 Non molto, credo  disse Alec. Si avvicin a toccare la spalla del vecchio, che si scost di
scatto, quasi rovesciandosi sull'erba.  Lasciami stare  disse con voce spezzata.  Ti prego, Alec.
Lasciami stare.
Alee si immobilizz.  Cos'hai detto?
 Ha detto di lasciarlo stare  disse Simon, ma Alec non stava guardando lui, sembrava
addirittura che non l'avesse nemmeno sentito. Stava guardando Jace che, improvvisamente molto
pallido, si stava rialzando in piedi.
 Samuel  disse Alec. Il suo tono era stranamente duro.  Togliti le mani dalla faccia.
 No.  Samuel abbass il mento. Le spalle erano scosse da un tremito.  No. Ti prego. No.
 Alec!  protest Simon.  Ma non vedi che non sta bene? Clary gli tir la manica. 
Simon, qui c' qualcosa che non quadra.
Gli occhi di Clary erano fissi su Jace (il che succedeva spesso) quando lui si avvicin alla figura
accovacciata a terra. Le dita di Jace sanguinavano, perch si erano scorticate contro il bordo della
finestrella, e quando le avvicin ai capelli dell'uomo per scostarglieli dagli occhi, lasciarono una traccia
di sangue sulla sua guancia. L'uomo sembr non accorgersene nemmeno. Jace aveva gli occhi sbarrati e
la bocca era una linea secca, furiosa.  Shadowhunter  disse in tono tagliente.  Mostraci il tuo
volto.
Samuel esit, poi lasci cadere le mani. Simon non lo aveva mai visto in faccia e non aveva mai
pensato a quanto potesse essere vecchio e scarno. Il volto era coperto da un fitto cespuglio di barba
grigia, gli occhi acquosi erano infossati nelle orbite scure, le guance solcate da rughe. Ma, nonostante
tutto, gli era stranamente famigliare.
Le labbra di Alec si mossero, ma non ne usc alcun suono. Fu Jace a parlare.
 Hodge  disse.
 Hodge?  ripet Simon, confuso.  Ma non pu essere. Hodge era... e Samuel... non pu...
 Be', evidentemente  nello stile di Hodge  comment Alec amaramente.  Farti credere di
essere ci che non .
 Ma diceva...  cominci Simon. Clary gli strinse un braccio e Simon lasci morire le parole
sulle labbra. Bastava l'espressione di Hodge: non era senso di colpa, in realt, e nemmeno l'orrore di
essere stato smascherato, ma un dolore terribile, pi profondo.
 Jace  disse Hodge a voce bassissima.  Alec... Mi dispiace tanto.
Jace allora si mosse come in combattimento, come la luce del sole sull'acqua. In un lampo fu
davanti a Hodge con un coltello in mano, la punta affilata alla sua gola. Il bagliore dell'incendio guizz
sulla lama.  Io non voglio le tue scuse. Voglio un motivo per non ucciderti qui, all'istante.
 Jace!  Alec si allarm.  Jace, aspetta.
Ci fu un boato improvviso e parte del tetto della Guardia, esplose in alte lingue di fuoco
rossastre. Il calore vibrava nell'aria e illuminava la notte. Clary vide ogni filo d'erba del prato, ogni
segno sul viso sporco e affilato di Hodge.
 No  disse Jace. Il vuoto della sua espressione era come una maschera e ne evoc un'altra
nella mente di Clary: Valentine.  Tu sapevi cosa mi aveva fatto mio padre, vero? Tu conoscevi tutti i
suoi sporchi segreti.
Alee spostava lo sguardo dall'uno all'altro, senza capire.
 Ma di cosa stai parlando? Che sta succedendo? La faccia di Hodge si incresp.  Jonathan...
 Tu l'hai sempre saputo e non hai mai detto niente. Tutti quegli anni all'Istituto, e non hai mai
detto niente.
La bocca di Hodge si pieg.  Non... non ne ero sicuro
 sussurr.  Quando non vedi pi un bambino da quando era in fasce... Non ero sicuro di chi
fossi, men che meno di che cosa fossi.
 Jace?  Alec spostava lo sguardo dal suo migliore amico al suo tutore, gli occhi azzurri
sgomenti, ma nessuno dei due prestava attenzione a nient'altro. Hodge sembrava un uomo intrappolato
in una morsa che gli si stringeva intorno, le mani si torcevano, come per un dolore, gli occhi
guizzavano. Clary ripens all'uomo elegantemente vestito nella biblioteca foderata di libri che le aveva
offerto del t e dato consigli amichevoli. Sembravano passati mille anni.
 Non ti credo  ribatt Jace.  Tu sapevi che Valentine non era morto. Sicuramente lui te
l'aveva detto.
 Lui non mi ha mai detto niente  disse Hodge, senza fiato.  Quando i Lightwood mi
informarono che avrebbero accolto nella loro casa il figlio di Michael Wayland, non avevo notizie di
Valentine dai tempi della Rivolta. Credevo che mi avesse dimenticato. Avevo persino pregato che fosse
morto. Poi, la notte prima del tuo arrivo, Hugo mi port un messaggio di Valentine. Il ragazzo  mio
figlio. Solo questo diceva.  Hodge prese fiato.  Non sapevo se credergli o meno. Pensavo che
avrei capito. Credevo che l'avrei capito solo guardandoti. Ma non c'era nulla, nulla, a darmi la certezza.
E pensai che fosse un espediente di Valentine. Ma che tipo di espediente? Per ottenere cosa? Tu eri
all'oscuro di tutto, questo era chiaro. Gli scopi di Valentine...
 Tu avresti dovuto dirmi che cos'ero  disse Jace d'un fiato, come se un pugno gli avesse
tirato fuori le parole.  Avrei potuto fare qualcosa. Magari uccidermi.
Hodge sollev la testa e guard Jace dietro la cortina dei capelli sporchi e incollati.  Non ne
ero sicuro  ripet, quasi parlando a se stesso.  E ai tempi in cui mi interrogavo, pensavo che forse
l'educazione che avresti ricevuto potesse contare pi del sangue, pensavo che ti si potesse insegnare a...
 A fare cosa? A non essere un mostro?  La voce di Jace tremava, ma il coltello nella sua
mano era ben saldo.  Tu dovresti saperlo. Lui ha fatto di te un codardo, un verme, non  vero? E tu
non eri un bambino inerme, quando l'ha fatto. Avresti potuto combattere, ribellarti.
Hodge abbass gli occhi.  Ho cercato di fare del mio meglio, con te.  disse. Ma anche alle
orecchie di Clary quelle parole suonarono deboli.
 Finch Valentine non  tornato  concluse Jace.  E allora hai fatto tutto quello che ti ha
chiesto: mi hai consegnato a lui, come se io fossi un cane di sua propriet che ti aveva affidato per
qualche anno.
 E poi te ne sei andato  intervenne Alec.  Ci hai abbandonato tutti. Ma davvero credevi
di poterti nascondere qui, ad Alicante?
 Non sono venuto qui per nascondermi  disse Hodge. La sua voce era priva di vita.  Sono
venuto qui per fermare Valentine.
 Non ti aspetterai che ti crediamo!  La voce di Alee adesso era rabbiosa.  Tu sei sempre
stato dalla parte di Valentine. Avresti potuto scegliere di voltargli le spalle.
 Non avrei mai potuto farlo!  sbott Hodge, alzando la voce.  Ai tuoi genitori fu data la
possibilit di ricostruirsi una nuova vita. A me no! Sono rimasto intrappolato nell'Istituto per quindici
anni...
 L'Istituto era casa nostra!  replic Alec.  Era davvero cos terribile vivere con noi, far
parte della nostra famiglia?
 Non era per voi.  La voce di Hodge era stremata.  Io volevo bene a voi bambini. Ma
eravate dei bambini. E non esiste posto da cui sia vietato uscire che possa essere considerato una casa.
Mi capitava di passare intere settimane senza parlare con un adulto. Nessuno Shadowhunter si fidava di
me. Nemmeno i vostri genitori mi accettavano fino in fondo: mi tolleravano perch non avevano altra
scelta. Non ho mai potuto sposarmi. Non ho mai potuto avere figli. Una vita mia. E sapevo che, alla
fine, voi bambini sareste cresciuti e ve ne sareste andati, e a quel punto non avrei pi avuto nemmeno
voi. Vivevo nel terrore, che quello possa essere considerato vivere.
 Non puoi pretendere che siamo dispiaciuti per te  osserv Jace.  Non dopo quello che
hai fatto. E di che diavolo avevi paura, se passavi tutta la vita in biblioteca? Degli acari della polvere?
Eravamo noi, quelli che uscivano a combattere contro i demoni!
 Aveva paura di Valentine  disse Simon.  Non capisci?
Jace gli lanci un'occhiata velenosa.  Zitto tu, vampiro. Questa faccenda non ti riguarda.
 Non proprio di Valentine  precis Hodge, guardando Simon forse per la prima volta da
quando era stato trascinato fuori dalla cella. C'era qualcosa, in quello sguardo, che sorprese Clary:
quasi una sfumatura di affetto, perso in una profonda stanchezza.  Piuttosto, della mia debolezza
verso Valentine. Sapevo che un giorno sarebbe tornato. Sapevo che avrebbe tentato di nuovo di arrivare
al potere, di controllare il Conclave. E sapevo che cosa poteva offrirmi. La libert dalla mia
maledizione. Una vita. Un posto nel mondo. Avrei potuto essere di nuovo un Cacciatore, nel suo
mondo. Non avrei mai pi potuto esserlo, in questo.  C'era un nudo desiderio, nella sua voce, che era
doloroso da sentire.  E sapevo che sarei stato troppo debole per rifiutare, se me l'avesse offerto.
 E guarda che vita hai fatto  sibil Jace.  Marcire nelle celle della Guardia. Ne  valsa la
pena, di tradirci?
 Sai gi la risposta.  Hodge sembrava esausto.  Valentine mi ha liberato dalla
maledizione. Aveva giurato che l'avrebbe fatto e l'ha fatto. Pensavo che mi avrebbe riportato nel
Circolo, o in quel che ne restava. Ma non l'ha fatto. Nemmeno lui mi voleva. Ho capito che non ci
sarebbe stato un posto per me in questo suo nuovo mondo. E ho capito che avevo venduto tutto ci che
avevo per una bugia.  Si guard le mani sporche, chiuse a pugno.  Mi restava solo una cosa:
un'unica possibilit per non fare della mia vita un assoluto spreco. Quando ho saputo che Valentine
aveva ucciso i Fratelli Silenti e che aveva la Spada Mortale, ho capito che si sarebbe messo alla ricerca
dello Specchio Mortale. Sapevo che gli servivano tutti e tre gli Strumenti. E sapevo che lo Specchio
Mortale  qui a Idris.
 Un momento!  Alec lo interruppe con un gesto della mano.  Lo Specchio Mortale? Vuoi
dire che tu sai dove si trova? E chi ce l'ha?
 Non ce l'ha nessuno  disse Hodge.  Nessuno pu possedere lo Specchio Mortale.
Nessun Nephilim, nessun Nascosto.
 Sei davvero impazzito, in quella cella  comment Jace, indicando con il mento le finestre
bruciate delle prigioni.   cos?
 Jace.  Clary guardava ansiosamente verso la Guardia, il tetto coronato da un intrico
spinoso di fiamme rosse e oro.  L'incendio si sta estendendo. Dobbiamo andarcene di qui. Possiamo
continuare a parlare in citt.
 Sono rimasto rinchiuso nell'Istituto per quindici anni
 prosegu Hodge, come se Clary non avesse aperto bocca.
 Non ho mai potuto mettere piede fuori di l. Ho passato la vita in biblioteca, cercando un
modo per cancellare la maledizione che il Conclave aveva scagliato su di me. Ho scoperto che solo uno
Strumento Mortale avrebbe potuto annullarla. Ho letto libri su libri che raccontavano la mitologia
dell'Angelo: come fosse emerso dalle acque del lago portando con s gli Strumenti Mortali, come li
avesse consegnati a Jonathan Shadowhunter, il primo Nephilim, e come gli Strumenti Mortali fossero
tre: la Coppa, la Spada, lo Specchio.
 La sappiamo gi, questa storia  l'interruppe Jace esasperato.  Ce l'hai insegnata tu.
 Tu credi di sapere tutto, ma non  cos. Studiando e ristudiando le diverse versioni degli
antichi miti, continuavo a incontrare la stessa illustrazione, la stessa immagine, quella che conosciamo
tutti: l'Angelo che sorge dalle acque del lago con la Spada in una mano e la Coppa nell'altra. E non
riuscivo a capire perch lo Specchio non venisse mai raffigurato. Poi, finalmente, ho capito. Lo
Specchio  il lago. Il lago  lo Specchio. Sono la stessa cosa.
Lentamente Jace abbass il coltello.  Il lago Lyn?
Clary ripens al lago come uno specchio che le veniva incontro, all'acqua che si frantumava
all'impatto.  Io sono caduta nel lago, quando sono arrivata qui. In effetti c' qualcosa di strano. Luke
dice che ha strani poteri e che il Popolo Fatato lo chiama lo Specchio dei Sogni.
 Appunto  conferm Hodge animandosi.  E ho capito che il Conclave non ne era a
conoscenza, che questa informazione si era persa nel tempo. Nemmeno Valentine lo sapeva.
Venne interrotto da un boato fragoroso: una delle torri della Guardia stava crollando. Un fuoco
d'artificio di scintille rosse e luccicanti esplose nel cielo.
 Jace  disse Alec, sollevando la testa, allarmato.  Jace, dobbiamo andarcene di qui. 
Poi si rivolse a Hodge e lo tir su per un braccio.  Alzati. Puoi dire al Conclave quello che hai detto a
noi.
Hodge si rialz in piedi tremando. Chiss come doveva essere, pens Clary con una fitta di
involontaria piet, vivere tutta la vita nella vergogna, non solo per quello che hai fatto, ma anche per
quello che stai facendo e per quello che sai che saresti pronto a rifare. Hodge aveva rinunciato molto
tempo prima a cercare di vivere una vita migliore o una vita diversa: desiderava solo poter smettere di
avere paura e, per questo, era sempre vissuto nella paura.
 Vieni.  Alec, stringendo il braccio di Hodge, lo sospinse avanti. Ma Jace si par davanti a
loro, bloccandoli.
 Se Valentine arriva allo Specchio Mortale  disse  che cosa succeder?
 Jace  intervenne Alec, senza lasciare Hodge.  Non ora.
 Se Hodge lo dir al Conclave, noi non lo sapremo  disse Jace.  Ci considerano ancora
bambini. Ma Hodge deve farcelo sapere.  Si rivolse al suo vecchio tutore.  Hai detto che hai capito
di dover fermare Valentine. Per impedirgli di fare cosa? Che potere gli pu dare lo Specchio?
Hodge scosse la testa.  Non posso...
 Niente bugie.  Il coltello brillava nella mano di Jace, stretta sull'impugnatura.  Perch
per ogni bugia che dirai, potrei tagliarti un dito. O forse due.
Hodge si ritrasse, gli occhi colmi di vera paura. Alec sembrava impressionato.  Jace. No. 
quello che farebbe tuo padre. Non  da te.
 Alec  replic Jace. Non lo guardava, ma il suo tono era come il tocco di una mano gelida.
 Tu non puoi saperlo, come sono e cosa  da me.
Gli occhi di Alec incrociarono quelli di Clary. Alec non capisce perch Jace si comporta cos,
pens la ragazza. Lui non sa. E fece un passo avanti.  Jace, Alee ha ragione: portiamo Hodge alla
Sala degli Accordi, dove potr dichiarare davanti al Conclave ci che ha appena detto a noi.
 Se avesse voluto dirlo al Conclave l'avrebbe gi fatto  replic Jace seccamente, senza
guardarla.  Se non l'ha ancora fatto, significa che  un bugiardo.
 Non ci si pu fidare del Conclave!  protest Hodge disperatamente.  Ci sono spie,
uomini di Valentine, nel Conclave. Non potevo rivelare a loro dov'era lo Specchio. Se Valentine
trovasse lo Specchio, sarebbe...
Hodge non fin mai la frase. Un punto argenteo scintill nella luce della luna, un piccolo
bagliore nel buio. Alec grid. Hodge sgran gli occhi e barcoll, portandosi le mani al petto. Quando
cadde riverso, Clary vide perch: dal torace spuntava l'impugnatura di un pugnale, come una freccia
vibrante al centro del bersaglio.
Alec fece un balzo avanti, sorresse il vecchio mentre cadeva e lo adagi delicatamente sul prato.
Alec alz gli occhi, con un senso di impotenza, il volto schizzato del sangue di Hodge.  Jace,
perch...
 Non sono stato io...  Jace era sbiancato, e Clary vide che aveva ancora in mano il suo
pugnale e lo stringeva con forza.  Io...
Simon si gir di scatto e Clary con lui, scrutando nel buio. L'incendio illuminava l'erba di un
infernale riflesso rossastro, ma c'era buio pesto tra gli alberi sulla collina. Poi qualcosa emerse dalle
tenebre, una figura avvolta nell'ombra, con una capigliatura scura e disordinata che tutti riconobbero. Si
avvicin al gruppo, mentre la luce dell'incendio gli illuminava il viso e si rifletteva negli occhi scuri e
ardenti.
 Sebastian?  esclam Clary.
Jace spost lo sguardo allucinato da Hodge a Sebastian, che si era fermato ai margini del prato,
incerto. Jace era stupefatto.  Tu?  disse.  Sei stato tu?
 Ho dovuto farlo  rispose Sebastian.  Vi avrebbe uccisi.
 E con cosa?  La voce di Jace si spezz. Ora gridava.  Non aveva nessuna arma...
 Jace  intervenne Alee, interrompendolo.  Vieni qui. Aiutami con Hodge.
 Vi avrebbe uccisi  ripet Sebastian.  Lui... lui vi avrebbe...
Ma Jace si era inginocchiato accanto ad Alec, rinfoderando il coltello. Alec teneva Hodge tra le
braccia e aveva la camicia insanguinata.  Prendimi lo stilo dalla tasca  disse a Jace.  Proviamo
con un iratze...
Clary, immobilizzata dall'orrore, sent Simon muoversi. Si gir verso di lui e rimase sconvolta:
era bianco come uno straccio. Solo sugli zigomi aveva un rossore febbrile.
Gli vide le vene sotto la pelle, come rami delicati di corallo.  Il sangue  sussurr Simon,
senza guardarla.  Devo allontanarmi dal sangue.
Clary tent di prenderlo per una manica, ma Simon si allontan di scatto, strappando il braccio
dalla presa.
 No, Clary, per favore. Lasciami andare. Me la caver. E torner. Devo solo...  Clary fece
per riprenderlo, ma Simon fu troppo veloce e svan nel buio tra gli alberi.
 Hodge...  La voce di Alec era piena di panico.  Hodge, sta' fermo...
Ma Hodge lottava debolmente, cercando di allontanarsi da Alee e dallo stilo nella mano di Jace.
 No.  Il suo volto aveva il colore del gesso, ormai. I suoi occhi si spostarono rapidi da Jace a
Sebastian, che era ancora fermo nell'ombra.  Jonathan...
 Jace  disse il ragazzo con un sussurro.  Chiamami Jace.
Lo sguardo di Hodge si pos su di lui. Clary non riusc a decifrarne l'espressione. Era
implorante, s, ma c'era di pi, era colma di paura, o di qualcosa di simile, e di urgenza. Sollev una
mano, per dire qualcosa a Jace.  Non tu  sussurr. Dalla bocca, con le parole, usc sangue.
Un'espressione ferita attravers il volto di Jace.  Alec, fallo tu l'iratze. Credo che non voglia
che io lo tocchi.
La mano di Hodge si tese come un artiglio, si strinse sulla manica di Jace. Il suo respiro era
ormai un rantolo.  Tu non sei... mai...
E mor. Clary vide il momento esatto in cui la vita lo abbandon. Non fu una cosa istantanea e
muta, come nei film: la sua voce soffoc in un gorgoglio, i suoi occhi si rovesciarono indietro e il suo
corpo si fece molle e pesante, con un braccio piegato in modo innaturale.
Alec gli chiuse gli occhi con la punta delle dita.  Vale, Hodge Starkweather.
 Non se lo merita.  La voce di Sebastian era tagliente.  Non era uno Shadowhunter. Era
un traditore. Non si merita le parole di addio.
La testa di Alec si alz di scatto. Depose Hodge sul prato e si alz in piedi, gli occhi azzurri
freddi come il ghiaccio. Il sangue gli macchiava i vestiti.  Tu non sai niente di lui. Tu hai ucciso un
uomo disarmato, un Nephilim. Tu sei un assassino.
Le labbra di Sebastian si arricciarono.  Credi che non sappia chi era?  Indic Hodge. 
Starkweather era nel Circolo. Ha tradito il Conclave e per questo  stato maledetto. Doveva morire per
quello che ha fatto, ma il Conclave  stato clemente. E a cosa  servito? Ci ha traditi di nuovo,
vendendo la Coppa Mortale a Valentine per essere liberato dalla sua maledizione. Una maledizione che
meritava.  Si ferm, col fiato grosso.  Io non avrei dovuto farlo, ma voi non potete dire che non se
lo meritava.
 Come fai a sapere tante cose di Hodge?  gli chiese Clary.  E che cosa ci fai qui? Avevi
detto che saresti rimasto nella Sala degli Accordi.
Sebastian esit.  Ci stavate mettendo troppo tempo  disse alla fine.  Ero preoccupato. Ho
pensato che forse avevate bisogno del mio aiuto.
 E cos hai deciso di aiutarci uccidendo la persona con cui stavamo parlando?  sbott
Clary.  Solo perch pensavi che avesse un passato poco limpido... Chi... Chi farebbe mai una cosa
del genere? Non ha nessun senso.
 Non ha senso perch sta mentendo  intervenne Jace. Scrutava Sebastian con uno sguardo
freddo e critico.
 E anche piuttosto male. Credevo che sapessi cavartela meglio, Verlac. Sebastian sostenne il
suo sguardo.  Non capisco che cosa vuoi dire, Morgenstern.
 Vuole dire  intervenne Alec, facendo un passo avanti  che se davvero ritieni che quello
che hai fatto sia giustificato, non avrai problemi a venire con noi alla Sala degli Accordi per spiegare le
tue ragioni davanti al Consiglio. Giusto?
Ci fu un attimo di esitazione, poi Sebastian fece un sorriso. Quello stesso sorriso che aveva
tanto affascinato Clary: ma ora c'era qualcosa di vagamente stonato, come un quadro appeso un po'
storto.
 Certo.  Sebastian si avvicin lentamente, quasi passeggiando, come se non avesse alcuna
preoccupazione al mondo. Come se non avesse appena commesso un omicidio.  Certo  ripet.
  strano che vi turbi tanto il fatto che io ho ucciso un uomo, quando Jace aveva intenzione di
tagliargli le dita a una a una.
Alee strinse le labbra.  Non l'avrebbe mai fatto.
 Tu...  Jace guard Sebastian con disgusto.  Tu non hai idea di quello che stai dicendo.
 O forse  aggiunse Sebastian  forse in realt sei solo arrabbiato perch ho baciato tua
sorella. Perch lei mi desiderava.
 Non  vero!  esclam Clary, ma nessuno dei due la stava guardando.  Non  vero che ti
desideravo.
 Ha questo vezzo, lo sai, no? Questo suo modo di trasalire quando la baci, come se fosse
sorpresa.
 Sebastian era fermo davanti a Jace e sorrideva come un angelo.   una cosa molto tenera,
l'avrai notato anche tu.
Jace sembrava sul punto di vomitare.  Mia sorella...
 Tua sorella  ripet Sebastian.   tua sorella? Ah, s, perch voi due non vi comportate
affatto da fratelli. Credete che gli altri non si accorgano di come vi guardate? Credete di riuscire a
nascondere i vostri sentimenti? Credete che gli altri non la giudichino una cosa disgustosa e innaturale?
Perch invece  proprio cos.
 Adesso basta.  Jace aveva uno sguardo assassino.
 Perch fai cos?  intervenne Clary.  Sebastian, perch dici queste cose?
 Perch finalmente posso dirle  rispose Sebastian.  Tu non hai idea di come sia stato,
restare con voi in questi giorni, fingere di non trovarvi insopportabili, che la sola vista di voi due non
mi desse il voltastomaco. Tu  disse rivolto a Jace  ogni secondo che non passi a sbavare dietro a
tua sorella, non fai che lamentarti perch tuo padre non ti voleva bene. Be', come dargli torto? E tu,
stupida cagna  disse a Clary  hai regalato un libro dal valore incalcolabile a uno stregone bastardo.
Ce l'hai almeno un neurone in quella testa? E tu...  L'ultimo attacco di Sebastian era per Alec. 
Credo che tutti sappiamo qual  il tuo problema. Non dovrebbero far entrare nel Conclave quelli come
te. Mi fai schifo.
Alec impallid, ma sembrava pi allibito che altro. Clary non poteva dargli torto: era difficile
guardare Sebastian, il suo sorriso angelico, e immaginare che potesse dire cose del genere.
 Fingere di sopportarci?  ripet Clary.  Perch avresti dovuto? A meno che tu... A meno
che tu non ci stessi spiando!  concluse, scoprendo la verit nel momento stesso in cui la pronunciava.
 A meno che tu non fossi una spia di Valentine.
Il bel viso di Sebastian si distorse, le labbra carnose si strinsero, gli occhi dal taglio allungato ed
elegante diventarono due fessure.  Finalmente ci siamo arrivati!  esclam.  Sul serio, ci sono
nell'universo dimensioni demoniache immerse nel buio pi assoluto che sono meno ottuse di voi.
 Forse non saremo cos brillanti  osserv Jace  ma almeno siamo vivi. Sebastian lo
guard con disgusto.  Io sono vivo  precis.
 Non per molto  replic Jace. La luce della luna luccic sulla lama del suo coltello e Jace si
avvent su Sebastian con una rapidit di movimento impossibile da seguire a occhio nudo, inarrivabile
per qualunque essere umano.
Fino a quel momento.
Sebastian scart di lato, evit il colpo e blocc la mano di Jace. Il coltello cadde a terra.
Sebastian prese Jace per la giacca, da dietro, lo sollev di peso e lo scaravent contro il muro della
Guardia. Jace vol, si schiant contro il muro con una violenza da spaccare le ossa e croll a terra.
 Jace!  grid Clary. La vista le si annebbi. Si scagli contro Sebastian per strozzarlo con
le sue mani. Lui si spost di lato e fece un gesto noncurante con la mano, come se fosse un insetto da
scacciare. La centr in pieno, sulla tempia, e la fece volare a terra. Clary rotol sull'erba, con una rossa
foschia di dolore negli occhi.
Alee aveva impugnato l'arco: era teso, la freccia incoccata. Le sue mani non tremarono quando
la punt su Sebastian.  Fermo dove sei  gli intim.  E metti le mani dietro la schiena.
Sebastian rise.  Tu non mi colpiresti mai  comment. Si avvicin ad Alec con passo
tranquillo e spensierato, come se stesse salendo le scale di casa.
Gli occhi di Alec si socchiusero. Le mani si mossero con grazia. Tese l'arco e scocc la freccia,
che vol verso Sebastian...
E manc il bersaglio. In qualche modo, Sebastian si era chinato o spostato, Clary non avrebbe
saputo dire, e la freccia gli era passata sopra, andando a conficcarsi nel tronco di un albero. Alee ebbe
solo il tempo di sorprendersi e Sebastian gli fu subito addosso. Gli strapp l'arco e lo spezz. Il rumore
del legno che si spaccava fece rabbrividire Clary, come se fosse rumore di ossa rotte. Clary cerc di
mettersi a sedere, ignorando il dolore lancinante alla testa. Jace era a pochi passi da lei, assolutamente
immobile. Clary cerc di alzarsi, ma le gambe non sembravano funzionare nel modo giusto.
Sebastian gett a terra le due met dell'arco e punt su Alec, che gi brandiva una sfavillante
spada angelica. La spazz via come se niente fosse e prese Alec per la gola, quasi sollevandolo da terra.
Stringeva senza piet, con cattiveria, sorridendo alla vista del ragazzo che soffocava e si dibatteva.
 Lightwood  sibil.  Oggi ho gi sistemato uno dei tuoi. Non mi aspettavo di essere cos
fortunato da avere una seconda occasione.
Di colpo Sebastian fu trascinato all'indietro, come sollevato da un burattinaio. Liberato dalla sua
presa, Alec si accasci a terra, tenendosi la gola con le mani. Clary sentiva i suoi rantoli disperati, ma i
suoi occhi erano fissi su Sebastian. Un'ombra scura gli si era avvinghiata alla schiena e gli stava
aggrappata come una sanguisuga. Sebastian si port le mani alla gola, soffocando e rantolando. Gir su
se stesso, cercando di colpire la cosa che gli stringeva il collo. Girandosi, la luce della luna lo illumin
e Clary cap di cosa si trattava.
Era Simon: le braccia avvinghiate intorno al collo di Sebastian, gli incisivi bianchi e lucidi
come aculei d'osso. Era la prima volta che Clary lo vedeva nelle sue sembianze di vampiro, dalla notte
in cui era uscito dalla tomba ed era rinato. Ora lo fissava stupefatta e inorridita, ma incapace di
distogliere lo sguardo. I denti di Simon erano digrignati, i canini completamente estrusi, affilati come
pugnali. Li affond nel braccio di Sebastian, aprendogli un lungo strappo rosso nella pelle.
Sebastian grid e si butt a terra di schiena. Rotol, con Simon avvinghiato a lui. I due
graffiavano, strappavano e ringhiavano come cani da combattimento. Sanguinando da varie ferite,
Sebastian finalmente riusc a rialzarsi in piedi e assest due calci potenti in petto a Simon, che si pieg
su se stesso, stringendosi lo stomaco.  Piccola zecca immonda  ringhi Sebastian caricando il
piede per un altro calcio.
 Se fossi in te, io non lo farei  disse una voce bassa. La testa di Clary si alz di scatto e
un'altra esplosione di dolore le annebbi la vista. Accanto a Sebastian c'era Jace. Aveva la faccia
insanguinata, un occhio gonfio e quasi chiuso, ma brandiva una sfavillante spada angelica e la mano
con cui la teneva era fermissima.  Non ho mai ucciso un essere umano con una di queste  disse
Jace.  Ma sono pronto a provare.
La faccia di Sebastian si contorse. Lanci un'ultima occhiata a Simon, poi alz la testa e sput.
Le parole che pronunci erano in una lingua che Clary non riconobbe. Poi, con la stessa terrificante
rapidit con cui si era mosso per attaccare Jace, svan nel buio.
 No!  grid Clary. Cerc di rialzarsi in piedi, ma il dolore era come una lama che le
spaccava il cervello. Si accasci sull'erba umida, e Jace fu subito da lei, pallido e ansioso. Lei lo
guard, con la vista appannata: doveva per forza avere la vista appannata, pens, o non avrebbe visto
quel biancore intorno a Jace, quasi una sorta di luce...
Sent la voce di Simon, poi quella di Alec. Passarono qualcosa a Jace: era uno stilo. Avvert un
bruciore sul braccio e un attimo dopo il dolore cominci ad attenuarsi e le si schiarirono i pensieri.
Cerc di mettere a fuoco le tre facce chine su di lei.  La testa...
 Hai una commozione cerebrale  le disse Jace.  L'iratze dovrebbe servire a qualcosa, ma
 meglio se ti portiamo da un medico del Conclave. Le ferite alla testa possono essere insidiose.  Jace
restitu lo stilo ad Alec.  Pensi di riuscire a stare in piedi?
Clary annu, ma si sbagliava. Una scossa di dolore le attravers il corpo e un paio di mani
l'aiutarono a rimettersi in piedi: Simon. Clary gli si appoggi con gratitudine, aspettando di riprendere
l'equilibrio. Si sentiva ancora incerta, sempre sul punto di cadere.
Jace era accigliato.  Non avresti dovuto attaccare Sebastian in quel modo. Non eri nemmeno
armata. Che cosa pensavi?
 Quello che stavamo pensando tutti noi.  Alec, inaspettatamente, parl in difesa di Clary.
 Che ti aveva appena lanciato in aria come una palla di gomma, Jace. Non ho mai visto nessuno
avere la meglio su di te in quel modo.
  che... mi ha colto di sorpresa  ammise Jace con una certa riluttanza.  Deve aver fatto
un addestramento speciale. Non me l'aspettavo.
 S, be'...  Simon si tocc la gabbia toracica con una smorfia di dolore.  A me deve aver
sfondato un paio di costole. Ma non c' problema  aggiunse subito, rispondendo allo sguardo
preoccupato di Clary.  Stanno gi guarendo. Per Sebastian  decisamente forte. Fortissimo. 
Guard Jace.  Secondo te, da quanto tempo era nascosto nell'ombra?
Jace era cupo. Guard verso gli alberi, nella direzione in cui Sebastian era fuggito.  Be', il
Conclave lo prender. E probabilmente lo punir con una maledizione. Sarebbe bello che fosse la stessa
maledizione che  toccata a Hodge. Sarebbe una forma di giustizia poetica.
Simon si volt e sput nei cespugli. Si pul la bocca con il dorso della mano, con una smorfia di
disgusto.  Il suo sangue fa schifo: sembra veleno.
 Immagino che possiamo aggiungere anche questo, alla lista delle sue attrattive  comment
Jace.  Chiss cos'altro aveva in mente di fare stanotte.
 Dobbiamo tornare alla Sala degli Accordi.  Il volto di Alee era teso. Clary ricord che
Sebastian gli aveva detto qualcosa a proposito degli altri Lightwood.
 Clary, riesci a camminare?
Clary si stacc da Simon.  S, ce la faccio. E Hodge? Non possiamo abbandonarlo qui.
 Dobbiamo farlo  disse Alec.  Ci sar tempo per tornare a riprenderlo, se sopravviviamo
a questa notte.
S'incamminarono verso la citt. Jace si trattenne un attimo, si tolse la giacca e la distese sul
volto immobile di Hodge, rivolto verso l'alto. Clary avrebbe voluto andare da lui, magari mettergli una
mano sulla spalla, ma qualcosa nei suoi modi le disse che era meglio lasciar perdere. Nemmeno Alee
gli si avvicin, n gli propose una runa di guarigione, bench Jace zoppicasse, mentre scendevano dalla
collina per un sentiero tortuoso con le armi sguainate, pronti alla battaglia.
Il cielo era illuminato di rosso dalla Guardia, che alle loro spalle continuava a bruciare. Ma non
videro demoni. La testa di Clary, in quella calma assoluta, in quella luce inquietante, pulsava forte: le
pareva di essere dentro un sogno. Un'estrema stanchezza la stringeva come una morsa. Portare un piede
davanti all'altro era come sollevare un blocco di cemento e sbatterlo gi e poi ricominciare. Sentiva
Jace e Alec che parlavano, pi avanti sul sentiero, e le loro voci risuonavano deboli e indistinte,
sebbene fossero vicini.
Alec parlava con dolcezza, con un tono quasi implorante:  Jace, quello che hai detto prima, a
Hodge... non puoi pensarlo davvero. Essere il figlio di Valentine non fa di te un mostro. Qualsiasi cosa
Valentine ti abbia fatto quando eri piccolo, qualsiasi cosa ti abbia insegnato, devi capire che non  stata
colpa tua.
 Non voglio parlarne, Alee, n ora n mai. Non chiedermelo pi.  Il tono di Jace era
selvaggio e Alec ammutol. Clary poteva percepire il suo dolore, quasi fisicamente. Che notte, pens.
Una notte cos piena di sofferenza per tutti!
Cerc di non pensare a Hodge, all'espressione pietosa e implorante che aveva poco prima di
morire. Non le era mai piaciuto, ma non meritava quello che Sebastian gli aveva fatto. Nessuno se lo
sarebbe meritato. Pens a Sebastian, al modo in cui si era mosso, veloce come un lampo. Non aveva
mai visto nessuno, tranne Jace, muoversi cos rapidamente. Voleva capire: che cos'era successo a
Sebastian? Com'era riuscito, un cugino dei Penhallow, a prendere una strada cos sbagliata? E come
mai nessuno se n'era mai accorto? Aveva pensato che Sebastian volesse aiutarla a salvare sua madre,
invece voleva solo mettere le mani sul Libro Bianco per consegnarlo a Valentine. Magnus si era
sbagliato: non era stato per colpa dei Lightwood, se Valentine aveva saputo di Ragnor Fell, ma perch
lei ne aveva parlato con Sebastian. Come aveva potuto essere cos stupida?
Inorridita da quei pensieri, not appena che il sentiero sfociava in un viale e che il viale
conduceva nel cuore della citt. Le strade erano deserte, le case immerse nel buio, molti dei lampioni di
stregaluce erano infranti, i vetri sparsi sull'acciottolato. Voci riecheggiavano in lontananza e bagliori di
torce apparivano qua e l fra le ombre delle case, ma...
 C' un silenzio terribile  osserv Alec, guardandosi intorno sorpreso.  E...
 Non c' pi la puzza dei demoni.  Jace aggrott la fronte.  Strano. Forza. Andiamo alla
Sala degli Accordi.
Clary si aspettava un altro attacco, ma non videro un solo demone per le strade. Nessun demone
vivo, per lo meno. In un vicolo stretto, videro per un gruppo di tre o quattro Cacciatori che facevano
cerchio intorno a qualcosa che pulsava e guizzava. A turno, infilzavano la cosa con lunghi pali
appuntiti. Con un brivido, Clary distolse lo sguardo.
La Sala degli Accordi era illuminata come un fal: la stregaluce si riversava all'esterno dalle
porte e dalle finestre. Salirono in fretta la scalinata. Ogni tanto Clary inciampava e doveva fermarsi per
riprendere l'equilibrio. Il senso di stordimento era sempre pi forte. Tutto il mondo sembrava
ondeggiare intorno a lei, come se fosse sopra un enorme mappamondo rotante. Sopra di lei, le stelle
erano macchioline bianche nel cielo.  Dovresti sdraiarti  le disse Simon. Poi, quando Clary non
rispose, la chiam:  Clary?
Con uno sforzo enorme, Clary si costrinse a sorridergli.  Va tutto bene.
Jace, fermo davanti all'ingresso, si gir a guardarla, in silenzio. Nel bagliore vivido della
stregaluce, il sangue sul suo viso e l'occhio gonfio erano orribili segni neri.
Un rumore sordo proveniva dalla Sala degli Accordi, il basso mormorio di centinaia di voci. A
Clary sembrava il battito di un enorme cuore. La luce delle torce nelle staffe, unita al bagliore delle
pietre di stregaluce portate ovunque, le bruciavano gli occhi e le confondevano la vista: vedeva solo
ombre vaghe, adesso, ombre e macchie di colore. Bianco, oro, poi il cielo notturno sopra di loro, che
diventava di un blu pi chiaro. Ma che ora era?
 Non li vedo.  Alec scrutava la sala cercando i suoi famigliari. Parl come se fosse stato
lontano mille miglia, o sott'acqua.  Dovrebbero essere qui, ormai.
La sua voce si perse. Lo stordimento di Clary peggiorava. Si appoggi con la mano a una
colonna per non cadere. Una mano le sfior la schiena: Simon. Stava dicendo qualcosa a Jace e
sembrava in ansia. La sua voce si smarr in un intrico di decine di altre voci, che crescevano e calavano
intorno a Clary come le onde che s'infrangono sulla riva.
 Mai visto niente di simile. A un certo punto, i demoni se ne sono andati: hanno girato i
tacchi e sono svaniti.
 L'alba, probabilmente. Hanno paura dell'alba, e ormai non  lontana.
 No, c'era dell'altro.
  solo che non vuoi credere che torneranno anche domani notte, o dopodomani.
 Non dirlo: non c' ragione. Le difese verranno riattivate.
 E Valentine le abbatter di nuovo.
 Forse  quello che ci meritiamo. Forse Valentine aveva ragione. Forse, alleandoci con i
Nascosti abbiamo perso la protezione dell'Angelo.
 Taci, e porta un po' di rispetto: stanno contando i morti proprio nella piazza dell'Angelo.
 Eccoli l!  esclam Alec.  In fondo, vicino al podio. Sembra che...  Gli si spense la
voce in gola e un attimo dopo era gi sparito, facendosi largo tra la folla. Clary socchiuse gli occhi per
mettere a fuoco, ma vedeva solo macchie indistinte.
Sent Jace trasalire e poi, senza una parola, anche lui si mise a spintonare tra la folla, seguendo
Alee. Clary si stacc dalla colonna per seguirli, ma inciamp. Simon la afferr al volo.
 Devi sdraiarti, Clary  le disse.
 No  sussurr lei.  Voglio vedere cos' successo. S'interruppe. Simon guardava in fondo
alla sala, oltre Clary, oltre Jace, e sembrava profondamente turbato. Puntellandosi alla colonna, Clary si
sollev in punta di piedi, sforzandosi di vedere qualcosa al di l della folla.
Eccoli, i Lightwood: Maryse, con le braccia intorno a Isabelle che singhiozzava, e Robert
Lightwood, seduto per terra, con qualcosa... no, qualcuno, tra le braccia. Clary pens alla prima volta
che aveva visto Max, all'Istituto, addormentato su un divano, gli occhiali di traverso e una mano
penzoloni. "Riesce a dormire dappertutto", aveva commentato Jace. Anche adesso sembrava quasi che
dormisse in braccio a suo padre, ma Clary seppe che non stava dormendo.
Alee era in ginocchio e teneva una mano di Max. Jace invece era rimasto dov'era, immobile.
Aveva un'aria terribilmente smarrita, come se non avesse idea di dove fosse, n di cosa ci facesse l.
Tutto quello che Clary avrebbe voluto fare era correre da lui e abbracciarlo, ma l'espressione di Simon
le disse di no, come pure le dissero di no il ricordo della tenuta di campagna e delle braccia di Jace
intorno a lei. Clary era l'ultima persona sulla faccia della terra che in quel momento avrebbe potuto
dargli un po' di consolazione.
 Clary  disse Simon, ma lei lo spinse via, nonostante lo stordimento e il dolore alla testa.
Corse verso le porte della sala e le spalanc, si precipit fuori sulla scalinata e si ferm l, respirando
ampie boccate d'aria fredda. In lontananza, l'orizzonte era striato di rosso e le stelle si stavano
spegnendo nel cielo che si schiariva. La notte era passata. Era giunta l'alba.
...
FINE Parte 1.